Fantasy-Life-image-204

Il Nintendo 3DS ha rappresentato, in più di un’occasione, il faro di salvezza per molti amanti dei giochi di ruolo giapponesi: questo genere ha faticato notevolmente a decollare sulle home console, soffocate da un mercato che ha puntato maggiormente sulla spettacolarità e sullo stile da action movie di una grande quantità di sparatutto in prima e terza persona, dettando legge nella scorsa generazione.

Sulla console portatile Nintendo, al contrario, hanno trovato terreno fertile molte saghe J-RPG, siano essi remake come “Tales of the Abyss” o “Soul Hackers”, oppure sequel di vecchie serie riportate a nuova vita, come “Shin Megami Tensei IV” e “Etrian Odyssey”, ma anche nuove e fresche IP come “Bravely Default”, provando, senza dubbio, che questo genere ormai considerato (a torto) di nicchia, sia ancora in grado di sfornare prodotti di qualità.

Nell’elenco di nuove proprietà intellettuali che si affacciano su 3DS, figura anche “Fantasy Life”, RPG creato da Level-5, storica casa di sviluppo che può orgoliosamente vantare sul suo curriculum prodotti eccelsi, come le saghe di “Dark Cloud” e “Professor Layton”. Originalmente rilasciato in giappone il 27 Dicembre 2012, il titolo arriverà ufficialmente su suolo europeo e americano nei prossimi giorni, ma dopo quasi due anni, l’attesa sarà stata ben ripagata?

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=d7w6SADMZII]

Titolo: Fantasy Life

Genere: RPG
Sviluppatore: Level-5
Publisher: Nintendo
Piattaforme: 3DS
Localizzazione: Testi totalmente in italiano

screen1

Il mondo di gioco è pieno di colori vivaci e vibranti, in perfetta sincronia con lo stile del titolo

VITA DI FANTASIA

Fantasy Life” si presenta immediatamente come una sorta di ibrido tra Animal Crossing e un classico gioco di ruolo, unito ad alcuni elementi adventure alla “The Legend of Zelda“: avremo infatti a che fare con i classici aspetti di un’avventura ruolistica, come mostri da affrontare, oggetti da equipaggiare, punti exp e missioni secondarie da svolgere, ma la parte più corposa dell’esperienza è rappresentata indubbiamente dal “vivere” nel modo più libero possibile, interagendo con i personaggi e andando alla scoperta di zone inesplorate. Di questo parleremo a breve in modo più approfondito.

Il vostro primissimo compito a inizio gioco, sarà creare il vostro personaggio principale, tramite un editor molto soddisfacente in termini di personalizzazione, con svariate opzioni per forgiare il vostro protagonista, dal taglio dei capelli, alla corporatura e all’espressione del viso. Fin da subito potremo notare il particolare stile artistico di questo titolo: graficamente parlando, siamo su livelli decisamente accettabili, nulla di ultra-dettagliato o che faccia urlare al miracolo, ma i gradevoli colori accesi e brillanti e i toni cartooneschi, contribuiscono a regalare un’atmosfera allegra e spensierata, unito ad un comparto audio di buona fattura, il quale ci regala un gran numero di motivetti orecchiabili, firmati tra l’altro da Nobuo Uematsu in persona (Final Fantasy, Lost Odyssey e molto altro). Forse troppo “nella media” rispetto a quanto ci si poteva aspettare dai grandi nomi dietro il titolo, ma non di meno, molto accattivante.

Completata questa formalità, inizierà la nostra vera avventura. La trama ci metterà nelle vesti del ragazzo/a da voi creato, il quale, secondo la legge del Regno di Castele dove attualmente vive, deve prepararsi ad intraprendere una carriera lavorativa, scegliendo a piacere nella Gilda dei Mestieri tra i 12 diversi lavori disponibili nel mondo di Reveria, dove è ambientato il gioco.

Potremo, sin dall’inizio, seguire la “vita” che vorremo, sia esso un impiego dedicato alla raccolta di materiali, come Minatore, Taglialegna o Pescatore, oppure alla creazione di oggetti ed equipaggiamenti, come Sarto, Cuoco, Fabbro, Falegname e Alchimista, ma anche, come in ogni RPG che si rispetti, classiche e canoniche classi di combattimento, come Paladino, Mercenario, Mago e Cacciatore.

Qualunque sia la vostra scelta, ben presto la storia prenderà il suo corso: farete la conoscenza di una strana farfalla parlante chiamata Franfalla e vi ritroverete ad affrontare la minaccia delle Pietre del Fato, delle misteriose gemme venute dal cielo, nel tentativo di salvare il mondo dai loro influssi nefasti. Non c’è motivo di nasconderlo, la trama non è niente di speciale, tutt’altro: proseguendo nel gioco, la storia fatica a decollare, risultando zeppa di clichè e di colpi di scena triti e ritriti. Fortunatamente, l’avventura principale non rappresenta il cuore del gioco e seguirla si rivelerà utile soltanto per sbloccare le nuove aree da esplorare e spolpare dei loro segreti, finchè non vi ricorderete di proseguire con il capitolo successivo della trama e così via, fino ad arrivare alla sua (ve lo anticipo in tutta sincerità, anticlimatica) conclusione.

screen5

L’adattamento in italiano ci regala molte scenette divertenti che anche chi non parla lingue straniere può finalmente comprendere

COMBATTI COME UN SARTO, CUCINA COME UN FALEGNAME

Il fulcro del gioco, come è stato detto in precedenza, non è rappresentato dalla trama, ma risiede nella varietà di mestieri che è possibile intraprendere, generalmente divisi in tre grandi categorie.

Se perseguirete il mestiere di Taglialegna, Minatore o Pescatore, il vostro scopo principale sarà visitare ogni regione del mondo disponibile, alla ricerca delle fonti di materiale più disparate e farne scorta, per gettare le basi della creazione di nuovi e potenti oggetti. Queste classi dispongono di proprie abilità speciali, utilissime per facilitare il processo di raccolta, o nelle “battaglie boss” contro alberi incantati, minerali magici e pesci leggendari, che, ovviamente, vi forniranno materie prime più pregiate.

Nel caso vogliate affrontare una vita dedita alla creazione di nuovi oggetti, potete scegliere tra Cuoco, Alchimista, Falegname, Fabbro e Sarto; durante il processo creativo, avrete a che fare con piccoli e banali minigiochi ritmici: migliori saranno le vostre prestazioni alla fine, più alte saranno le possibilità di ottenere un oggetto di ottima fattura. Un bravo cuoco potrà preparare numerose pietanze per recuperare energia, mentre un fabbro provetto potrà forgiare armi ed armature di alta qualità, anche migliori di quelle che vengono vendute nei negozi.

Per i più “classici”, ci sono infine i quattro mestieri destinati al combattimento puro, ovvero Mercenario, Paladino, Mago e Cacciatore. Queste classi vi forniranno la forza necessaria per contrastare i nemici che incontrerete nel mondo di gioco, ovviamente con armi e abilità diverse a seconda del lavoro intrapreso.

Non crediate che la scelta del mestiere a inizio gioco, costituisca un dogma unico ed immutabile: una volta presa dimestichezza con una classe, potremo tranquillamente ritornare alla Gilda e iniziare una nuova carriera con un altro lavoro, mantenendo però tutte le abilità che avremo imparato con i lavori precedenti: se ad esempio, una volta imparata l’arte della sartoria, volessimo cambiare il nostro mestiere in Taglialegna, potremmo lo stesso continuare a tessere vestiti e cappelli, anche se non siamo attualmente dei Sarti.

Per ogni mestiere che intraprenderemo, avremo una serie di sfide e compiti assegnateci dal nostro maestro; completandoli potremo guadagnare l’esperienza necessaria per salire di rango e ottenere nuove capacità, specifiche per il lavoro da noi scelto, siano esse delle nuove tecniche d’attacco per il Paladino o un nuovo set di metalli forgiabili dal Fabbro. Questo genere di missioni non richiederanno sforzi eccessivi per essere completati, trattandosi di compiti molto semplici (anche troppo), che variano dall’eliminare un certo numero di mostri, alla creazione di un determinato oggetto, ma la loro quantità terrà impegnati i giocatori per molto tempo.

Parlando dei combattimenti, elemento onnipresente nei GDR, Level-5 ha voluto rendere l’esperienza di gioco il più godibile possibile, a prescindere dal mestiere che si sceglie di perseguire e in questo caso possiamo dire che il lavoro è riuscito per buona parte: il battle system funziona, risulta leggero, pratico e di facile comprensione, anche ai meno esperti, soprattutto alla luce del fatto che le battaglie non sono per niente essenziali ai fini del gioco; i nemici sparsi per le mappe di gioco saranno relativamente molto pochi, deboli e non sempre immediatamente ostili contro di noi, rendendo tutti gli scontri una vera barzelletta, eccezion fatta per particolari mostri super-potenti che si possono comunque riconoscere dal primo istante.

screen3

Incontreremo molti personaggi nelle nostre avventure, socievoli, esilaranti, scorbutici, misteriosi…

L’IMPORTANTE E’ ESSERE FELICI

Non esiste però solo la componente GDR in questo titolo; come già accennato,”Fantasy Life” vuole regalare molte esperienze libere, sulla falsariga di “Animal Crossing“, dove le attività da svolgere sono svariate. Avremo quindi la possibilità di decorare la nostra dimora con un elevato numero di mobili e soprammobili, cambiarne i colori, personalizzare muri e pavimenti, oppure, comprare nuove proprietà in posti diversi, aumentando la personalizzazione. Sarà possibile anche interagire con i personaggi del mondo di gioco, i quali, in molte occasioni, vi assegneranno delle missioni da svolgere in cambio di oggetti ed esperienza.

Questi ed altri compiti, serviranno inoltre ad ottenere Punti Felicità, i quali, una volta raggiunta una certa quantità, vi doneranno un bonus particolare, come la disponibilità di una borsa più capiente per ampliare il vostro inventario, oppure la possibilità di noleggiare un cavallo per esplorare le zone più estese senza fatica.

screen2

Ottenendo Punti Felicità nel gioco, avrete la possibilità di sbloccare una discreta quantità di benefici, come…la possibilità di noleggiare un cavallo

…E POI?

Essendo un RPG, nel bene o nel male, la longevità risulta abbastanza elevata. Ho personalmente impiegato all’incirca 35 ore per finire la trama principale, dedicando però una discreta quantità di tempo nell’affrontare missioni secondarie e provando la maggior parte dei mestieri disponibili, sempre però focalizzandomi sul lavoro che avevo scelto a inizio gioco e sulle missioni assegnatemi dal rispettivo maestro. Completata la storia, mi si sono aperte (finalmente) le possibilità della libera esplorazione, dove sono attualmente in grado di continuare tutte le missioni lasciate in sospeso e portare ogni classe al grado massimo. Per i perfezionisti, quindi, l’effettiva durata di gioco aumenterà notevolmente. Ed è forse quando non siamo “vincolati” da una trama superflua e vaporosa, che il gioco mostra tutto il suo potenziale ludico e riesce a divertire, senza costringerci a seguire una storia di cui si poteva fare a meno.

Non bisogna inoltre dimenticare che è possibile giocare “Fantasy Life” in modalità multiplayer, sia locale che online con i vostri amici. Potrete esplorare, combattere e creare oggetti insieme, aiutandovi a vicenda e facendo valere le diverse abilità dei vostri mestieri. Per ovvi motivi questa modalità non è stata possibile testarla, ma sarà indubbiamente interessante provarla all’uscita ufficiale del gioco.

screen4

Tutto quello che otterremo scavando come Minatore, potrà essere subito rivenduto per raccimolare qualche soldo facile, oppure per rifornirci gratuitamente di materiali utili, qualora volessimo iniziare a lavorare come Fabbri

COMMENTI FINALI

Nessuna meccanica complessa, minigiochi minimalisti e una trama sempliciotta, dalla risoluzione banale. “Fantasy Life” è così: “semplice“, nel senso buono e cattivo del termine. Non è un gioco per tutti, di certo non per i palati più esigenti; il titolo preferisce rivolgersi ad un pubblico di neofiti che muovono i primi passi nel mondo dei GDR.

I più navigati potranno comunque accettare questa condizione di eccessiva facilità senza troppe lamentele, lasciandosi andare all’esplorazione del mondo di gioco, portando a compimento le innumerevoli sfide e subquest, ma qualcun’altro, non disposto a seguire forzatamente la trama per sbloccare le nuove aree dove divertirsi, potrebbe stancarsi prima del solito. Se il titolo fosse stato un vero open world fin dall’inizio, con qualche livello di difficoltà in più, avremmo avuto tra le mani qualcosa che si sarebbe avvicinato ad un”The Elder Scrolls” nipponico e di sicuro le sue qualità sarebbero state valorizzate. Quello che invece abbiamo tra le mani è semplicemente un “buon” gioco, può bastare? Forse…

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu…Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: “Le ho già comprate le Megapozioni?”

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up