Il calcio videogiocato VS il calcio reale

Vi appassiona di più il mondo del pallone visto attraverso gli occhi di un videogioco o quello che viene propinato attraverso le varie trasmissioni domenicali di diretta calcio per la Serie A? Se tale domanda fosse apparsa su un sito diverso da questo forse avrebbe lasciato spazio a diverse possibili interpretazioni.

Chi invece passa le notti a pensare come migliorare il proprio team a PES piuttosto che su FIFA non ha dubbi: il calcio virtuale è certamente più avvincente di quello reale (salvo alcune eccezioni).

Ed a far sì che questa sensazione diventi sempre più percepita dagli appassionati di tutto il mondo sta contribuendo una sorta di “realizzazione” (nel senso di rendere “più reale”) di ciò che nasce “virtuale”; in pratica si cerca di fare in modo che i campionati disponibili all’interno delle principali piattaforme digitali, assomiglino sempre più a quelli reali.

Come? A suon di licenze. Per intendersi: per il solo fatto di chiamare un calciatore (virtuale) Balotelli, o di scrivere “Serie A” sugli striscioni pubblicitari (anch’essi virtuali) lungo le linee dei campi, è necessario che chi sviluppa e distribuisce il gioco ottenga (pagando) le licenze da parte di chi gestisce i diritti di immagine sui vari campionati.

Cosa analoga accade durante le dirette tv delle partite della serie A, visto che ormai le date del campionato si sanno bene come possiamo leggere qui, il meccanismo in questo caso non è più mosso dalle licenze, ma semplicemente (si fa per dire) dagli sponsor che, assieme a tutte le altre forme di finanziamento che possiamo trovare nel mondo del calcio, mandano avanti il carrozzone dello spettacolo calcistico.

Quella delle licenze e, di conseguenza, la possibilità di usare nomi reali all’interno di campionati virtuali, è una sorta di sfida parallela che FIFA e PES portano avanti da anni.

La seconda è forse la piattaforma più fornita in tal senso visto che a partire dalla sua quarta edizione, e via via migliorando, ha potuto usare sigle e nomi dei campionati italiano, spagnolo, tedesco (solo per indicarne alcuni) e poi anche quelle della Champions League e delle competizioni continentali di Asia e Sud America.

Anche la concorrente FIFA (di EA) ha seguito un percorso simile e, notizia freschissima, nella nuova versione FIFA 15 include anche loghi, tornei e trofei della Serie A Tim. Per quanto riguarda invece i nomi delle squadre oppure quelli dei giocatori, cambia poco rispetto alla versione 14, con buona pace dei vari “FIFA addicted” di terra italica, che potranno così continuare a sentirsi i vari “Antonio Conte” piuttosto che i “Galliani” della situazione; anche se solo virtualmente.


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