Sacred 3 – Recensione

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SCHEDA DI GIOCO

Titolo: Sacred 3
Genere
: Action
Data di uscita italiana: 1 Agosto 2014
Sviluppatore: Keen Games
Publisher: Deep Silver
Piattaforme: PC, Xbox 360, PS3
Localizzazione: testi e sottotitoli in italiano, dialoghi in inglese

TRAILER DI LANCIO

INTRODUZIONE

In seguito al passo falso con Sacred 2: Fallen Angel, gli sviluppatori tedeschi Ascaron Entertainment, noti per il brand Patrician, chiusero i battenti, passando la serie nelle mani dei connazionali Keen Games. Annunciato cinque anni fa, siamo tornati a parlare di Sacred 3 nel 2012, quando debuttò al PAX Prime mostrando la componente multiplayer. In quell’occasione, molti sguardi osservavano perplessi la rivoluzione messa in atto dai nuovi sviluppatori, che sembravano propensi a rimescolare le carte messe in gioco dal capostipite della serie. Prossima a fare il suo debutto sul mercato next-gen, Blizzard Entertainment è pronta a rilanciare Diablo 3 con l’espansione Reaper of Souls, intenta a riconfermarsi la punta di diamante del genere Action GDR, dal cui successo sono nati innumerevoli cloni, tra cui Sacred. Riuscirà quest’ultimo a sfuggire dalle grinfie dell’inferno o soccomberà sotto l’ombra dell’indomabile Diablo?

storia

STORIA

Giurando vendetta nei confronti di chi aveva ucciso la Matriarca degli Elfi oscuri, l’Imperatore Zane vuole placare la sua ira sull’ultima città libera di Ancaria, dove il popolo Safiri ha difeso a lungo l’artefatto più potente del mondo, il Cuore di Ancaria. Seminando morte e distruzione, Zane portò la guerra in queste terre. Ma quando ogni speranza sembrava perduta, arrivò una benedizione dagli dei: Aria, la prima figlia di genitori immortali, dotata di poteri telepatici. Telari, la madre, escogitò un piano per radunare i guerrieri più forti di ciascuno dei popoli di Ancaria, che si unirono alla Resistenza per combattere l’Impero Ashen. Alla chiamata risposero il possente guerriero Marak, l’arciere Vajra dalle fredde montagne delle regioni del nord, la divina paladina Claire e l’ultima principessa della famiglia reale di Ancaria, la lanciera Alithea. Dimostrando il proprio valore, questo manipolo di eroi dovrà fronteggiare Zane, nel disperato tentativo di porre fine alla sua brama di vendetta.

gameplay

GAMEPLAY (versione testata: PC)

Iniziando una nuova partita, vi verrà chiesto di scegliere uno dei quattro eroi (un quinto personaggio, l’assassino Kython, è acquistabile separatamente come DLC) e di selezionare uno dei livelli di difficoltà proposti, che si dividono in “Guerriero”, “Campione” e “Leggenda” (completando la storia sbloccherete “Divinità”, il massimo grado di sfida).
Concettualmente, Sacred 3 è un gioco d’azione con spogli elementi gdr. Oltre all’attacco di base, vi tornerà utile la mossa di sfondamento “Schianto”, con cui potrete abbattere le difese dei nemici corazzati o interrompere tempestivamente i loro attacchi speciali. Per difendervi, potrete scegliere se usare “Scarto”, schivando nella direzione del mouse, o “Blocco”, per posizionarvi da fermi e parate i colpi avversari. Sin qui, tutto fila liscio, ma Keen Games ha deciso di tagliare ogni legame dal passato, privando il titolo di una mappa esplorabile e sostituendola con un percorso estremamente lineare con pochi elementi ambientali distruttibili. Un ulteriore elemento spiazzante è l’eliminazione del loot caratteristico del genere Hack and Slash: in altre parole, armi, equipaggiamento (o per meglio dire “armatura”, visto che è l’unica voce a farne parte) e oggetti non si trovano casualmente uccidendo i nemici ne si possono acquistare o rivendere presso i negozianti ma, sotto ai nostri occhi increduli, verranno aggiornati automaticamente col progredire del gioco. Da qui alla noia il passo è breve. I nemici sconfitti in battaglia lasciano cadere a terra monete, globi verdi e gialli con cui potrete rispettivamente curarvi o usare le arti di combattimento, potenti colpi e abilità specifiche per ogni personaggio. Sia ben chiaro però, pur avendo caratteristiche diverse, la scelta legata alla classe dell’eroe influenzerà il gameplay davvero di un nulla se non per un fattore estetico legato agli effetti speciali provocati dai nostri attacchi. Al termine di ogni missione, vi troverete nella sala d’attesa, dove potrete accedere alla mappa per selezionare la missione desiderata, cambiare difficoltà, potenziare le abilità e l’equipaggiamento a vostra disposizione spendendo le monete raccolte o gestire il vostro gruppo.
Sacred 3 evita di affondare proprio grazie al multiplayer. Il risultato è un co-op ben riuscito, in cui altri 3 giocatori potranno unirsi a voi sia in locale che online, in qualsiasi momento. Seppur il sistema di combattimento sia limitato a pochi comandi, consiglio l’uso di un controller (nel mio caso Xbox 360) anziché la combinazione mouse e tastiera che ho trovato mal calibrata e scomoda in più circostanze. Da qui si nota quanto gli sviluppatori abbiano voluto dar importanza al pubblico console, minando l’intera esperienza e limitandone le potenzialità.

grafica e sonoro

GRAFICA e SONORO

Modalità cooperativa a parte, Sacred 3 può salvarsi dall’insufficienza? In un gioco la grafica non è tutto ma l’occhio vuole la sua parte e i ragazzi di Keen Games si sono dimostrati davvero abili sotto questo punto di vista. Le ambientazioni risultano curate e gli effetti di luci e ombre sono davvero belli da vedere, in particolar modo per quanto riguarda l’uso degli attacchi speciali, che danno vita ad una serie di azioni colorate e appariscenti. Buono anche il sonoro, anche se potreste non apprezzare alcune battute davvero forzate che gli sviluppatori hanno chiaramente voluto per smorzare la serietà delle vicende narrate. Personalmente avrei gradito il doppiaggio in italiano, del quale ho sentito la mancanza specie nei dialoghi presenti durante i combattimenti che in alcune circostanze non ho potuto seguire neppure con i sottotitoli.

verdetto finale

VERDETTO FINALE

Sacred 3 raggiunge a malapena la sufficienza. Il multiplayer è senza ombra di dubbio l’ancora di salvezza per un action che non sa offrire profondità dal punto di vista GDR e varietà per le 8-9 ore che impiegherete per completare ogni missione del gioco, contando anche le brevi arene in cui affronterete diverse ondate di nemici. Ben 4 ambientazioni extra sono vendute a parte quando invece potrebbero essere state integrate in un titolo tanto spoglio delle vesti originarie della serie, venduto per altro ad un prezzo incomprensibile per quanto dimostrato. Non mi sento dunque di consigliarvene l’acquisto ma se siete alla ricerca di un videogioco che sappia intrattenere voi e i vostri amici per immediatezza e semplicità, è quello che fa per voi. In alternativa, vi ricordo che a breve uscirà Diablo 3: Reaper of Souls, un acquisto consigliato dalla folta schiera di appassionati del genere.


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