Hyrule Warriors – Hands on

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Piovono copiose le informazioni su Hyrule Warriors in questi giorni e, chissà per quale fortuita coincidenza, cadono a fagiolo per essere integrate al nostro primo hands on con il gioco offertoci da Nintendo.

Di questo strano ibrido tra un titolo della serie Dynasty Warriors e The Legend of Zelda c’è molto di cui parlare, anzi, c’è molto di che convincere! Visto che, al tempo del suo annuncio, non furono poche le perplessità destate e le sopracciglia sollevate da parte della comunità Zeldofila più conservatrice.

Certo è comprensibile che un attimo di sgomento lo si sia passato un po’ tutti nel vedere il buon e placido Link intento a massacrare centinaia di bokoblin armato di combo assai tamarre e degne dell’action game più caciarone ma fin da subito era possibile notare l’intento di Omega Force (team di sviluppo in carica nonché responsabile di tutta la serie Warriors) nel cercare di dare al progetto un’anima tutta sua ed una “ragion d’etre” che andasse al di là della mera operazione accalappia fan.

Oggi, a fronte di tutte le novità rivelate e della nostra prova in diretta con il titolo, possiamo confermarvi che attendere l’uscita di Hyrule warriors potrebbe essere un’ottima idea anche qualora non foste dei fan accaniti delle battaglie Musou ed è nostra prerogativa e piacere sgominare i possibili dubbi e preconcetti che potrebbero tenervi alla larga da questo nuovo Zelda, sì spurio ma certamente conturbante ed inaspettatamente curato.

Ecco quindi che interveniamo per punti su quelle che sono le buone ragioni per accogliere questo strano spin-off con il dovuto entusiasmo nonché per dare credito all’impegno scaturito dalla sinergia tra Omega Force e Nintendo.

Il Link di Hyrule Warriors è più agguerrito che mai ma nelle cutscenes la sua indole gentile non è stata tradita.

Il Link di Hyrule Warriors è più agguerrito che mai ma nelle cutscenes la sua indole gentile non è stata tradita.

A Musou duro: la struttura di base del titolo rimane pressoché fedele a quella già vista nella serie Dynasty Warriors: due eserciti nemici si schierano sul campo di battaglia per un confronto diretto capitanati da una serie di eroi/generali in grado di eliminare frotte di avversari senza apparente sforzo; un hack and slash un po’ ignorante dunque, dove la soddisfazione nel giocare arriva per lo più nel vedere il proprio personaggio sbaragliare interi battaglioni di oppositori con qualche combo ben assestata.

Guerrieri che, come da tradizione, avremo a disposizione in copiosissimo numero e che saranno pescati da tutta la timeline delle gesta dell’eroe in verde, alle volte anche in maniera del tutto inaspettata (ad esempio saranno della partita la bisbetica Agitha da Twilight Princess e la viziatissima Ruto di Ocarina of Time).

La sensazione di essere sommersi dagli eserciti nemici è qui riprodotta in maniera ottimale e, complice qualche possibilità in più data da un contesto interamente fantasy, maggiormente immersiva e credibile che in passato.

Uno degli aspetti più intriganti di questi conflitti totali è il vedere la gargantuesca mischia evolversi in tempo reale, con gli avvenimenti di alcune zone che influenzano, sia in positivo che in negativo, ciò che accade in altre e viceversa. Obbiettivo ultimo, tralasciando l’ovvio imperativo di rimanere in vita, il conquistare la base nemica e sconfiggerne il comandante così da assegnare la vittoria alle truppe alleate.

Come dicevamo, almeno sulle prime, le meccaniche che muovono il tutto paiono identiche a quelle già consolidate della serie costitutiva: grazie ai tasti X e Y ci lanciamo in attacchi normali o pesanti che opportunamente mischiati danno origine a colpi speciali dall’alto impatto scenografico; martoriando malcapitati sufficienti riempiamo la barra destinata all’attacco Musou, ovvero un’arte devastante che congela i nemici sul posto e lascia spazio al nostro personaggio per evolversi in un attacco dalla portata colossale e dall’impatto tremendo.

La mancanza di una struttura tattica degna di tal nome ed una certa ripetitività nell’incedere del gameplay hanno sempre impedito ad una buona fetta di giocatori di godersi questo tipo di titoli ma pare che questa volta Omega Force sia corsa ai ripari per scongiurare il ripresentarsi di tale evenienza.

Di conseguenza, anche se ad una prima occhiata il gioco sembra sostanzialmente un’ennesima iterazione del franchise made in Tecom-Koei, le novità non mancano e la resa finale è molto più compiuta e convincente di quanto noi stessi non ci aspettassimo.

Altro che essere rapita da Ganondorf! Zelda questa volta sarà con voi sul campo di battaglia a farsi valere!

Altro che essere rapita da Ganondorf! Zelda questa volta sarà con voi sul campo di battaglia a farsi valere!

Zelda sei davvero tu?: Può sembrare una cosa da poco ma il primo e convinto plauso rivolto all’opera arriva per via della presentazione: anzitutto pensate a quanto deve essere stato difficile traslare i personaggi della Leggenda Nintendo in un contesto di questo genere; personalità che normalmente vediamo in circostanze totalmente differenti ed immerse in ambienti calmi, poetici ora costrette a scendere sul campo di battaglia e trovare una sistemazione stabile nell’esercito di Hyrule.

Incredibile quindi come, soffermandoci su uno qualsiasi dei personaggi, mai ci abbia attraversato la sensazione che quest’ultimo fosse fuori posto. Tutto ciò che lo caratterizza: animazioni, scelta degli attacchi a disposizione ed i più piccoli movimenti è curato nei minimi dettagli e perfettamente coerente con l’idea che ci si era costruiti nel corso dei vari capitoli della saga; insomma l’immaginario di Zelda è correttamente preservato, complice una sensibilità nel manipolarlo davvero d’eccezione tant’è che, quando vengono inseriti elementi inediti, il risultato finale ne esce addirittura arricchito.

Medesima attenzione è stata posta nel comparto sonoro, con effetti e motivi piazzati nei punti giusti ed il repertorio di musiche riarrangiato in punta di Rock per avere un impatto più aggressivo e mordace sull’ascoltatore; decisamente azzeccato per via del contesto bellico.

Ai fan più oltranzisti farà piacere sapere che, ancora una volta, non sarà presente alcun doppiaggio ed i vari dialoghi rimarranno espressi in sola forma scritta con annessa cacofonia di versi e crepitii ai quali siamo abituati.

Ad imprimere ancora meglio la sensazione di trovarsi alle prese con un titolo delle avventure di Link e soci ci pensano tutta una serie di piccoli tocchi e finezze, come le schermate di caricamento attraversate dagli sprite 8-bit del gioco originale per NES o il celeberrimo jingle che accompagna e testimonia la corretta soluzione di un enigma.

La strega Cia desideroso di vendetta apre un portale per altri mondi... sapete che molti fan si sono lamentati per via delle sue proporzioni un po' troppo generose?

La strega Cia desiderosa di vendetta apre il portale per gli altri mondi… sapete che molti fan si sono lamentati per via delle sue proporzioni  giunoniche un po’ troppo generose?

Fan in Time: A far conquistare al tutto il grado di paradiso del fan-service ci pensano una valanga continua di rimandi e chicche assortite; la trama stessa, che vede la strega Cia trafficare con portali spazio temporali per vendicarsi di un amore non corrisposto nei confronti di Link (!!!), pare essere il perfetto veicolo per riversare senza posa materiale pro nostalgia sul giocatore ed un ottima scusa per fargli riattraversare alcuni dei livelli di maggior spicco dei capitoli precedenti.

Ovviamente un copione di questo genere sembra essere studiato a tavolino per dare modo a personaggi di epoche e giochi diversi di entrare nella mischia e, annessi ai mondi evocati dalla malefica Cia (i confermati sono Ocarina of Time, Twilight Princess e Skyward Sword), faranno il loro ritorno i vari maligni che li abitano, ardentemente desiderosi di rivalsa.

Innegabile che gran parte del fascino di questo blender stia nel vedere confrontarsi e battagliare su schermo personalità che solitamente sarebbero “obbligate” agli schemi volutamente rigidi delle trame di The Legend of Zelda; se vi siete sempre chiesti chi avrebbe avuto la meglio in uno scontro tra l’eterea Fi ed il meschino Ghirahim o avreste ardentemente voluto presenziare ad una resa di conti tra Midna e Zant nel regno del crepuscolo, consci e rassegnati al fatto che Nintendo non avrebbe mai trovato il tempo e la voglia di approfondire siffatto tipo di questioni ora, finalmente, sarete accontentati. Tutto questo grazie ad una mossa, lo sviluppo assegnato a Tecmo-Koei, che salva capra e cavoli, permettendo alla casa di Mario di svincolarsi dal rispettare quei fini equilibri e limiti da lei stessa creati e di non contraddire il suo modus operandi.

E’ stato confermato che Hyrule Warriors non farà parte della time-line originale e dunque la trama correrà su un binario personale, in una dimensione parallela; sconsolante poiché ciò assicura che gli avvenimenti e i contenziosi bellici che vivremo non saranno collegati a quelli di nessun altro episodio e non andranno ad approfondire la storia canonica di Hyrule. Speriamo solo che ciò si traduca in una maggiore libertà creativa nell’allestimento della storia di cui, salvo le premesse, si conosce ancora ben poco; una buona notizia che vi possiamo confermare è che Zelda, rullo di tamburi, non verrà rapita da malvagio alcuno ed anzi sarà uno dei personaggi giocabili tra i molti da selezionare.

A volte i punti deboli dei nemici sono piuttosto lampanti...

A volte i punti deboli dei nemici sono piuttosto lampanti…

Chimera: Certo sarebbe stato un bello spreco se Omega Force si fosse fatta ispirare esclusivamente dall’immaginario di Zelda e avesse partorito da questa collaborazione un semplice Dynasty Warriors con delle nuove skin e poco altro… ma così non è! La nostra prova su strada mette in luce la bontà dell’opera del team di sviluppo nel voler ibridare il suo lavoro con meccaniche innovative.

Per cercare di porre rimedio ad uno dei suoi più evidenti limiti, ovvero una certa ripetitività dell’azione, il gioco baratta dalla serie Nintendo dei, seppur molto contenuti, proseliti di strategia ed esplorazione; per nobilitare il primo è stata introdotta la possibilità di esibirsi in una serie di mosse evasive ed un nuovo metodo per infliggere danni ingentissimi ai capitani nemici (unità di spicco dotate di una gamma di attacchi più ampia e pericolosa dei soldati normali) e ai boss, interamente basato sul tempismo.

Durante la demo da noi giocata il primo incontro con un capitano Lizaldfoss ci ha permesso di saggiare la bontà del tutto oltre che la rediviva dinamicità negli scambi tra due avversari di calibro più vicino: c’è molto più fraseggio che in un normale Dynasty Warriors, maggiore senso della posizione e necessità di avere un buon gioco difensivo oltre che un po’ di pazienza extra.

Il tapino si lasciava ogni tanto andare a qualche attacco più convinto e potente scoprendosi però in difesa ed introducendo alla novità di cui parlavamo poc’anzi: si apre dunque per noi la possibilità di intaccare il suo “scudo”, rappresentato da un contatore ottagonale. Una volta prosciugato interamente ci si esibisce in una pirotecnica finisher che non lascia lui scampo .

Per rendere le ambientazioni più interessanti e veicolare quel desiderio di esplorazione che introducevamo sopra è stata invece aggiunta la necessità di ripulire determinate zone da ogni presenza ostile così da far apparire uno scrigno contenente un nuovo strumento (proprio come nella serie regolare!).

Ottenuto l’oggetto in questione, nella nostra demo le tradizionali bombe, e conservato nel nostro inventario possiamo utilizzarlo in battaglia e per risolvere qualche semplice enigma. Gli ordigni da noi rinvenuti si prestavano divinamente sia nell’essere gettati a grappolo sui malcapitati bokoblin ostili sia nel polverizzare eventuali ostacoli che ci sbarravano la via, impedendoci di proseguire.

Una novità questa degli item, non da poco ne converrete, che lascia la possibilità di esplorare ed interagire con l’ambientazione in maniera inedita per la serie Musou; abbiamo avuto modo di vedere all’opera (ma non di testare personalmente) il ritorno dell’arpione, grazie al quale appendersi su particolari sporgenze e superare così sezioni del campo di battaglia troppo elevate ed il fedele arco, con il quale scoccare frecce e, presumibilmente, attivare congegni o abbattere nemici a distanza.

Ogni strumento risulta poi particolarmente efficace contro un certo tipo di avversario (ad esempio il già citato arpione può costringere a terra le unità volanti) e potenziabile per un limitato periodo di tempo tramite il ritrovamento di oggetti specifici; se l’arco diviene così capace di scagliare più frecce in un sol colpo, le bombe diventano grosse quanto persone ed in grado di deflagrare con ampiezze imbarazzanti!

Se questo non dovesse bastare ad incentivare la voglia di sondare ogni anfratto dei livelli, dispersi in quest’ultimi ci sono anche frammenti di cuore per aumentare la portata massima dell’energia vitale (pare che alcuni possano essere trovati solo quando si è al controllo di determinati personaggi), forzieri contenenti nuove armi per il proprio personaggio e i celeberrimi Skulltula ( da Ocarina of Time). Ben 100, da scovare e collezionare per avere accesso a materiale bonus.

Gli imponenti boss travolgono con le loro cariche alleati e nemici senza distinzione.

Gli imponenti boss travolgono con le loro cariche alleati e nemici senza distinzione.

La fine della fiera: A fare la loro comparsa sul campo di battaglia, creando ulteriore trambusto, sono i giganteschi boss che, in pieno stile Zelda, è preferibile non attaccare direttamente. La tattica più prolifica è studiarli fino a scorgerne il punto debole da colpire poi con uno degli strumenti a disposizione, così che, una volta fiaccati, ci si apra il varco per intaccarne lo scudo con relativo attacco finale.

Tornando al nostro provato, il boss che ci si parava di fronte altro non era che un enorme Dodongo sputa fuoco, fermamente convinto nel decimare le truppe alleate e nel rotolare allegramente tra una sezione della battaglia all’altra seminando vittime tra le armate di Hyrule; la presenza fisica del lucertolone alita fiamme era ben restituita a schermo grazie alla pesantezza dei suoi movimenti ed alla possibilità di distruggere alcuni elementi dell’ambientazione, come torrette o mura di cinta, semplicemente caricandoli.

Come i più lesti tra voi avranno già capito, per averne la meglio, era necessario aspettare che inalasse aria da trasformare in fiamme e far lui ingollare una sonora dose di bombe; una volta tostata a dovere, la fiera è esplosa in un tripudio di rupie ed ha lasciato cadere sul campo di battaglia un “materiale” da mettere in saccoccia ed utilizzare in seguito nelle fasi di personalizzazione e forgiatura.

Difatti, a fianco del tradizionale sistema di progressione a livelli basato sui punti esperienza elargiti dall’annientamento dei nemici, trova spazio tra uno scenario e l’altro una sezione in cui investire le rupie comprando pozioni e oggetti oltre ad un rinnovato sistema di crafting in cui, grazie ai materiali rinvenuti, potenziare le nuove armi trovate sul campo di battaglia cambiandone le abilità passive o aggiungendone di extra; il tutto sembra creato appositamente per permettere a chi gioca di trovare un equilibrio personale nonchè la propria combinazione preferita da usare per assolvere determinati compiti.

Tirando le somme, la demo ha messo in luce una saggia integrazione delle nuove meccaniche. Le quali, almeno nel breve lasso di tempo della nostra partita, paiono fugare il timore che una noia precoce possa assalire le nostre future sessioni di gioco. Il perfetto alternarsi delle features classiche con quelle più innovative ha sicuramente creato un gameplay generale più intrigante e sorprendente.

 

Tra i molti personaggi a disposizione non poteva certo mancare il roccioso Darunia.

Tra i molti personaggi a disposizione non poteva certo mancare il roccioso Darunia.

Daje roccia: A dare un po’ più di varietà al contenuto intervengono tutta una serie di lievi variazioni sul tema che si prefiggono l’obbiettivo di dare vivacità ed un pizzico di imprevedibilità agli avvenimenti su schermo; può dunque accadere di dover scortare un gigantesco Bombchu attraverso le fila nemiche fino a farlo deflagrare su una parete particolarmente coriacea o di dover difendere la propria base dall’attacco di un gigantesco dragone del crepuscolo tirandolo giù dal cielo trainandogli addosso niente meno che la luna grazie al proprio arpione potenziato!!! (ovviamente quella maledetta ed attraversata da ghigno malefico di Majora’s Mask).

Se ciò non dovesse bastare ogni personaggio avrà a disposizione più di un’arma con la quale difendersi (da selezionare prima che la partita inizi), in grado di cambiare pressoché totalmente il suo stile di lotta; anche qui non possiamo che lanciare encomi al lavoro svolto da Omega Force che ripesca da tutto il materiale della saga e lo rielabora in maniera sensazionale. Non ci vogliamo dilungare ma aspettatevi l’inaspettato, in una serie di scelte realmente creative e raramente banali.

Ogni lottatore vanta una vasta gamma di mosse uniche, condite da animazioni in grado di esaltarne le qualità e sottolinearne peculiarità caratteriali e fisiche in un sol colpo; insomma ci fa piacere constatare come si sia data precedenza alla qualità piuttosto che alla quantità… cosa non poi così scontata quando si parla di un titolo che condivide il suo DNA con Dynasty Warriors.

E’ inutile celarlo ulteriormente, la collaborazione con Nintendo ha fatto benissimo agli sviluppatori Tecmo-Koei; il gameplay di Hyrule Warriors è veramente ben equilibrato, pieno di picchi positivi e novità intriganti nonché annesso a situazioni immaginifiche ed originali. Questo forse non cambierà il parere di chi vede in questo gioco la negazione di tutto quello che un titolo di Zelda dovrebbe rappresentare ma è sicuramente indice di grande rispetto verso l’utilizzatore finale e per i fan della Leggenda che si racconta i quel di Kyoto.

A far percepire ulteriormente che questo non è un episodio della serie Dynasty Warriors canonico ci pensa anche la storia, non tanto per il copione in sé ma per il modo in cui viene raccontata. Gli avvenimenti che si succedono durante le battaglie sono molto più incisivi e meglio cadenzati, in buona parte perché il titolo può smarcarsi dall’obbligo di restare fedele a del materiale originale.

Dynasty Warriors, per quanto non storicamente ineccepibile, deve attenersi al testo scritto nel Romanzo dei Tre Regni (Luo Guanzhong, XIV secolo, narra degli avvenimenti succedutosi in Cina dopo la dinastia Han) e di conseguenza non può sbilanciarsi nel parlare dei personaggi in maniera esageratamente personale o intima. La struttura stessa della storia dei tre regni non prevede un vero e proprio “cattivo”, le dinastie si sfidarono ognuna armata con buone ragioni personali e di conseguenza la trama ha una tendenza piuttosto disordinata e scevra di ruoli rigidi.

Hyrule Warriors dal canto suo può invece permettersi una struttura maggiormente lineare che consente agli autori di favoleggiare gli eventi a proprio piacimento ed approfondire il plot intervenendo sui personaggi stessi e sulle loro azioni. Potendo inoltre stabilire un protagonista e dei comprimari, così come l’antagonista, è possibile conferire al tutto un andamento più incalzante.

Speriamo che il team di sviluppo sappia sfruttare a dovere i vantaggi offerti da una struttura di questo tipo.

Due eroi nello stesso punto della battaglia generano scompiglio tra i "poveri" nemici.

Due eroi nello stesso punto della battaglia generano scompiglio ed una buona dose di effetti speciali.

Un corollario di aspettative: Per ora sono più che altro reazioni positive quelle che riesce a destare in noi Hyrule Warriors e la data di uscita europea (19 Settembre 2014) si avvicina prepotentemente. Rimangono però alcune incognite che potranno essere sciolte in sola fase di recensione e che ci trattengono dall’esprimere un giudizio interamente positivo: riusciranno le variazioni di gameplay a tenere botta fino alla fine ed a rimanere interessanti lungo tutto il titolo? Basteranno le novità e le ibridazioni a mondare il gioco dei difetti endemici della serie Dynasty Warriors? Quanta longevità possiamo effettivamente aspettarci considerando che lo story mode sembrerebbe incentrato unicamente su Link e sui comprimari principali (non ci metteremmo la mano sul fuoco ma difficilmente ogni personaggio avrà la sua storia personale)? Potrà la modalità libera tenere vivo l’interesse sufficientemente a lungo? Possiamo aspettarci una trama ricca e significante o dovremmo accontentarci di una valanga di fan service fine a se stesso?

Le premesse ci sono tutte e finora il lavoro di Omega Force non lascia adito a critiche particolari ma le premesse, in quanto tali, possono pur sempre ingannare, illudere ed essendoci tra l’altro ancora moltissimo da testare personalmente sentiamo il bisogno di rimandarvi alla futura recensione per un’analisi finalmente concreta di questo interessante titolo, vero e proprio fiore di potenzialità che speriamo sia protagonista di una sbocciatura coi fiocchi.

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