Film danese in concorso alla 44° edizione del Giffoni Film Festival, Antboy è la storia di Pelle Nøhrmann (Oscar Dietz), un ragazzino delle medie che vive la sua vita nel totale anonimato. Il suo mondo cambia quando, per sfuggire al solito attacco dei bulli di turno, viene morso da una formica radioattiva che gli conferisce dei superpoteri, permettendogli di diventare un vero e proprio supereroe.

Citazionista e brillante, Antboy è la versione nordeuropea per bambini del fumetto della Marvel The Amazing Spider-man. L’impostazione voluta dal regista Ask Hasselbach è quella di rendere ironica l’aura di misticità che circonda la cultura pop contemporanea. La chiave d’accesso del film è quella di mantenere il tono su tinte tenui, grazie al modo con cui affronta i rapporti tra i piccoli protagonisti. La voluta impostazione fumettistica dell’apparato tecnico (regia, montaggio, effetti sonori, fotografia) pone l’accento sulla quantità industriale di prodotti che bombardano i cinema di tutto il mondo, prendendoli ingenuamente in giro. L’ironia con cui il regista segue la vicenda trova la sua valvola di sfogo in attimi puramente parodistici.

La critica del film si rivolge soprattutto al monopolio del cinema statunitense che fa degli effetti speciali il suo dogma principale. L’obiettivo di questo piccolo gioiello è proprio quello di mettere in risalto l’idea che per produrre un film appassionante non bastano che le idee, pure e semplici. Pur prendendo spunto dall’estetica pop contemporanea, Antboy ne rinnega quasi totalmente la forma, con un linguaggio molto più sciolto e sincero. Nonostante il film risulti un ottimo prodotto, alla distanza lo script risente un po’ della mancanza di colpi di scena, abbandonandosi ad una seconda parte molto più scialba dal punto di vista del ritmo. Si può riconoscere come modello di riferimento lo statunitense Kick Ass, anche se la matrice nordica – particolarmente legata al mondo dell’infanzia – riesce ad approfondire a dovere la psicologia dei personaggi e i rapporti che li tengono stretti. La morale di fondo è, comunque, sempre la stessa: in un simbolico gioco di rimandi e citazioni e con i dovuti paragoni, è la piccola formica a dimostrarsi più forte del potente leone. A buon intenditor poche parole…

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Scheda del film

Titolo: Antboy
Regia: Ask Hasselbalch
Cast: Oscar Dietz, Nicolas Bro, Samuel Ting Graf, Amalie Kruse Jensen, Cecilie Alstrup Tarp, Marcuz Jess Petersen
Genere: Avventura
Durata: 77′
Produzione: Eva Jakobsen, Lea Løbger, Birgitte Hald
Distribuzione: –
Nazione: Danimarca
Uscita: –

Nato nel 1985, sin da piccolo si è sentito attratto dal mondo delle arti: il cinema, la pittura e la musica. Tra una partita a calcetto e una pizza con gli amici, a poco a poco si lascia rapire da esse ed inizia a studiarle a fondo. Chitarrista provetto e discreto ritrattista, nel 2005 si diploma al Liceo Artistico C.Levi di Eboli (SA) ma capisce presto che il suo campo preferito è quello cinematografico, e non lo abbandona più. Passa gran parte dell’adolescenza a guardare centinaia di film e ad approfondire la storia della settima arte. Nel 2013 si laurea all’Università degli studi di Salerno al Da.Vi.Mus. (Discipline delle arti visive, della musica e dello spettacolo) e inizia a collaborare con svariati portali online – Iovo.it, SupergaCinema.it, Cinefilos.it – dove scrive, recensisce e si occupa della sezione cinema. Egli si ritiene un appassionato non un fervido critico, lavora tuttora sodo per ampliare le sue conoscenze. All’inizio del 2014 entra a far parte dell’associazione culturale di Eboli, la sua città natale, con cui inizia ad organizzare eventi. Nel gennaio 2014 diventa direttore artistico della prima edizione di “CineProspettive”, una rassegna cinematografica che ottiene un buon successo. E’ alla ricerca costante di nuove sfide, di obiettivi da raggiungere. Oltre a scrivere recensioni e news, gli piace viaggiare, ascoltare la musica, disegnare ritratti a matita di personaggi famosi, strimpellare la chitarra e passare del tempo con le persone che ama. Si ritiene un ragazzo ordinario, non straordinario. Vive lasciando vivere gli altri, inseguendo i suoi sogni e cercando di seguire il vento.

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