Evento Magic 2015: Duels of the Planeswalkers

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Primary Key Art by Brad Rigney tagliata

In the Beginnig: Da poche ore è disponibile sugli store online, in versione Xbox 360, Android e Amazon Kindle, il nuovo capitolo di Magic: Duels of the Planeswalkers. Abbiamo avuto modo di approcciarci a Wizards of the Coast, durante un evento milanese, per sapere qualcosa in più su questa ennesima iterazione targata 2015.

Community! Questo è il termine che viene pronunciato con maggiore enfasi durante la presentazione ad opera di Davide Neri, Community Manager Italia per Wizards of the Coast, vocabolo che sottintende la volontà del produttore nel portare il marchio a conoscere un’utenza sempre più vasta, per poi abbracciarla con tutta una serie di iniziative dedicate, passando anche dai punti vendita locali. Un titolo dunque in grado di intrattenere i giocatori di lungo corso e svezzare al contempo le nuove leve avvicinatesi proprio grazie alla distribuzione del prodotto su apparecchi mobile e simili, un canale preferenziale per poi entrare nell’universo creato da Richard Gardfield anche in versione cartacea (o cardacea, ehr…).

Dribblate le molteplici dichiarazioni d’intenti, sulle quali però torneremo, ci viene offerto un hands-on in totale e solitaria tranquillità: il desiderio di non rendere questo M2015: DotP un prodotto dedicato ai soli pro-players è da subito palese; imbracciati mouse e tastiera siamo dunque accolti da un esaustivo tutorial sulle regole di base.

L’interfaccia è incredibilmente pulita e piacevole, a tratti quasi asettica, si naviga tra le opzioni in maniera disinvolta sino a scegliere avatar e relativo mazzo senza trauma alcuno. Qui arriva tra l’altro il primo asso nella manica, o nel deck, di questa versione 2015: dopo tanto rumoreggiare e protestare da parte dell’utenza dei capitoli precedenti, ecco che Wizards ci mette a disposizione un deck builder, totalmente libero e facilmente fruibile.

Non dovrete quindi più attenervi ad una serie di mazzi preassemblati! Ora potete creare il vostro grimorio partendo da zero e sbizzarrendovi con oltre 300 carte singole (che con le eventuali doppie superano il migliaio di unità) tra le quali scegliere. L’editor non solo permette di scandagliare tra i mostri e gli incantamenti disponibili ma vi consente altresì di attivare filtri per rendere le vostre ricerche meno tediose; volendo è addirittura possibile chiedere all’I.A. del gioco di ultimare il mazzo per voi con le carte che meglio lo completano, o di indirizzarvi su quelle ideali che affianchino le già scelte. Il tutto funziona più che egregiamente, anche se sulla bontà dei deck costruiti, o completati, per voi dal computer aspettiamo ad esprimerci.

Superate le prime schermaglie di allenamento, giungiamo al vero scontro con la CPU, questa volta veramente determinata a scombinare le carte in tavola (ariehr…) ma prima di entrare nel dettaglio concedeteci una divagazione.

La schermata di selezione è dotata di un look glaciale ma indubbiamente elegante.

La schermata di selezione è dotata di un look glaciale ma indubbiamente elegante.

Premessa e Narratio: Cosa rende un gioco di carte realmente divertente? Certamente le regole, le possibilità tattiche ed un pizzico di imprevedibilità, magari da correggere, grazie alla propria abilità e alle proprie intuizioni; Magic 2015 ha ovviamente tutte queste peculiarità, in fondo è una riproduzione pressoché inalterata del ventennale passatempo made in Wizards. Pertanto è parzialmente inutile dilungarsi sull’intoccabile e granitica qualità dell’esperienza vista come card game, decisamente meglio procedere nel rispondere all’interrogativo corretto: cosa rende un’esperienza videoludica basata su un gioco di carte realmente divertente?

Ma l’interfaccia, ovviamente! Salvo clamorosi errori o tremende bischerate nel rovesciare la struttura del gioco originale nel codice digitale diamo per scontato che alla base ci sia un’esperienza riuscita e divertente; ai game designers tocca dunque tradurre il tutto in una presentazione che, fruita su di uno schermo, funzioni a dovere e che colmi il gap dovuto alla mancanza della possibilità di tangere le carte fisicamente.

Duels of the Planeswalkers assolve il suo compito in maniera piuttosto buona: durante le battaglie viene inquadrato il piano di scontro per intero, dal punto di vista dell’utente, come se quest’ultimo fosse seduto davanti al tavolo di gioco; ogniqualvolta una carta è messa in campo viene portata in evidenza nonché acclarata per meglio leggerne e studiarne statistiche ed abilità; perfino le fasi del nostro turno vengono segnalate e scandite a video, il che, rende questa trasposizione videoludica addirittura più ordinata e semplice del prodotto costitutivo. Ultimare una partita è semplice e comodo, complice una struttura intuitiva, digeribile anche per chi non fosse cresciuto con un Rox ed un Grattanubi perennemente in tasca.

Un andazzo cadenzato e fluido adombrato da un’unica pecca, endemica del genere a cui appartiene a dire il vero, una volta calate le carte sul campo di battaglia queste diventano difficilmente visionabili per via della troppa distanza e di un certo effetto di sgranatura. Così a colpo d’occhio potete dunque assimilarne le sole informazioni principali: il colore, la difesa e l’attacco; per poter riguardare abilità e proprietà occorre scorrere con il cursore sopra la carta prescelta ed attendere l’arrivo, pressoché istantaneo, di una tendina riassuntiva. Il sistema si appoggia dunque parzialmente sulle vostre capacità mnemoniche per mantenere l’interfaccia più snella e leggibile possibile senza comunque delegarvi compiti eccessivamente gravosi.

Molto apprezzati i reminder dati dalla CPU quando determinate abilità entrano in gioco così da non rimanere totalmente disorientati di fronte ai velocissimi scambi che avvengono tra una magia e l’altra.

Finire un match è facile dunque, ma non sempre è semplice farlo come vincitori.

Il deck builder in tutto il suo enciclopedico splendore. Finalmente!

Il deck builder in tutto il suo enciclopedico splendore. Finalmente!

Volta la carta: l’I.A. ci è parsa decisamente reattiva nello scavalcare le nostre tattiche nonché in grado di erigerne di proprie molto convincenti, più di una volta è riuscita a metterci in difficoltà grazie a mosse ben architettate e crudelmente imprevedibili. Per l’intera durata dei match ci è sembrata intenta a vincere con tutte le sue, cibernetiche, forze oltre che ben preparata a respingere strategie troppo elementari o mal concepite (in taluni casi sinceramente assenti…). Perciò, qualora non si trovassero avversari umani con i quali cimentarsi nel multiplayer free for all, avrete comunque pane per i vostri denti ed un ottimo metro di giudizio per valutare le vostre capacità.

Il single player promette, finalmente, una trama avvincente e dai toni cupi: a fare da sfondo le vicende del piano di Theros e del suo ex-eroe Garruk, ora corrotto dalla magia della strega Liliana ed intento ad eliminare ogni altro planeswalker che gli capiti a tiro. Nella cinematica iniziale lo si può vedere trascinarsi in una fitta foresta, al calar delle tenebre, atto a decapitare l’avatar che il giocatore impersonava nell’edizione 2014, un’immagine forte ne converrete, ma che ben getta le basi per le tematiche tetre e lugubri che la narrazione si presta ad affrontare.

Gli attacchi impattano sulla carta avversaria esplodendo in una lacerazione sanguinolenta. Astenersi emofobici.

Gli attacchi impattano sulla carta avversaria esplodendo in una lacerazione sanguinolenta. Astenersi emofobici.

Impressioni di Luglio: Magic 2015: Duels of the Planeswalkers vuole dunque riportare tutto quello che già di buono si era sperimentato nella versione dell’anno precedente, arricchendone la formula con il nuovo, richiestissimo, deck-builder ed una trama nelle premesse avvincente, in grado di imprimere al single player una marcia in più.

Nella versione da noi testata le meccaniche fondamentali dell’esperienza erano tutte al loro posto ed il gameplay in grado di riprodurre in maniera fedele le dinamiche e le regole di una partita reale nonché di colmare parzialmente, grazie alla ricchezza di opzioni ed al multiplayer online, all’ovvia mancanza del feedback fisico dato dalle carte “vere” (parte integrante ed importantissima invece del divertimento nel passatempo originale).

Wizards ha ammesso che questa serie vuole porsi come un punto di passaggio per il brand verso nuove possibilità e che questo capitolo in particolare è il compromesso ideale per raggiungere una più ampia fetta di pubblico (che l’arrivo del nuovo film marchiato Fox c’entri qualcosa?), non è addirittura da escludere che in futuro l’universo di Magic possa riversarsi in un videogame di tutt’altro genere.

Le promesse di continui eventi dedicati, tenete d’occhio gli Hobby Shop più vicini a casa vostra (…è addirittura presente un’app. per poterli rintracciare), e di iniziative per allargare e coccolare la community fanno ben sperare e pongono questo gioco come il perfetto ponte per sperimentare la magia del marchio passando anche attraverso esperienze vissute in prima persona dal giocatore.

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