Monochroma – Recensione

Monochroma - copertina 2

Tra i più celebri ed apprezzati titoli del mondo indie vi è sicuramente Limbo, distopico ed onirico platform 2D nel quale si è chiamati guidare un fragile bambino attraverso un mondo in bianco e nero colmo di insidie mortali, senza il supporto di filmati, dialoghi o complesse meccaniche.
Traendo esplicitamente ispirazione dal concept del titolo firmato Playdead e da altre produzioni, il team turco indipendente Nowhere Studios ha sviluppato il suo primo titolo, Monochroma, giunto su Steam grazie ad una riuscita campagna su Kickstarter con l’obiettivo di replicare il successo di Limbo puntando su una cura artistica degna di nota e su tematiche di rilievo.

SCHEDA DI GIOCO

Titolo: Monochroma
Data di uscita: 28 maggio 2014
Sviluppatore: Nowhere Studios
Publisher: Nowhere Studios
Numero di giocatori: 1
Piattaforme: Windows, Linux, MAC
Localizzazione: completamente in italiano

TRAMA

Senza nessuna prefazione, si verrà immediatamente catapultati nei panni del protagonista, un bambino senza nome contraddistinto da una sciarpa rossa, che vedremo accompagnare il fratello più piccolo, impegnato a giocare con un aquilone. Pochi minuti dopo, il più giovane cade improvvisamente, ferendosi e non riuscendo più a camminare.
D’ora in poi, il fratello maggiore lo trasporterà sulle spalle, in un viaggio che li porterà da una realtà prettamente agricola ad una industriale, proiettandoli in un contesto dai connotati contorti e dalle sfumature steampunk.

Monochroma - fratelli

NOTA: nel seguente paragrafo affronto la trama con una mia personale chiave di lettura.

Sebbene venga condivisa la metodologia di narrazione di Limbo, lasciando alle sole immagini il compito di condurre gli eventi, vi è una sostanziale differenza di fondo: Monochroma propone un viaggio metaforico, con un proprio filo logico e un proprio messaggio, abbandonando l’interpretazione onirica e libera applicabile a Limbo.
Svoltesi negli anni ’50 di un futuro alternativo, le vicissitudini che vedranno protagonisti i due fratelli vanno ad intrecciarsi con il mutamento del paesaggio e del contesto, culminando con un significato più esteso di quanto appaia.
I primi istanti di gioco mostrano un faro sul mare, dei campi di grano e dei casolari, rappresentando un ambiente agricolo, piccolo e prettamente naturale, nei quali due fratelli vivono la propria infanzia con spensieratezza, senza preoccuparsi di cosa vi è al di la della propria piacevole, ma limitata, realtà.
Come l’aquilone rosso viene trascinato via da un vento burrascoso e sfugge dalle mani del fratellino causandone l’infortunio, la spensieratezza della propria realtà può drasticamente mutare con il manifestarsi di una malvagia compagnia priva di etica, che corrompe il mondo e lo priva della vivacità dei colori. I fratelli vengono trascinati in scenari dai toni più cupi, ostili e macabri, con fabbriche, falegnamerie e costruzioni a fare da padroni, che li costringe a mettere da parte la fanciullezza e fare i conti con la cruda verità.

Monochroma - gameplay_01

GAMEPLAY

Gli sviluppatori hanno proposto meccaniche basilari, creando un platform in cui saremo chiamati prevalentemente ad assolvere enigmi legati all’interazione con l’ambiente, incentrati più sul tempismo che sullo sforzo mentale. Tra arrampicate, meccanismi da attivare, enigmi logici e sporadiche fughe da inseguitori, il grado di sfida si attesta ad un livello medio-basso, con frequenti checkpoint e rare situazioni in grado di mettere in reale difficoltà il giocatore.
Unica peculiarità è rappresentata dal fratello minore del protagonista: infatti, a causa del suo infortunio, dovrà essere trasportato dal fratello maggiore, inficiandone la velocità ed agilità. Di conseguenza, per riuscire a raggiungere determinate sporgenze , occorrerà trovare un luogo nel quale lasciare temporaneamente il fratellino che, essendo piccolo e timoroso del buio, accetterà soltanto di essere lasciato presso un punto illuminato.

Monochroma - gameplay_02

Si registrano alcune sviste, come comandi che non riflettono esattamente il volere del giocatore e una fisica non proprio collaudata, che da il peggio di sé nelle increduli e talvolta ridicole morti del protagonista. Da segnalare che il rilascio di più patch dall’uscita hanno limato, solo parzialmente, le cadute di stile appena citate.

ATMOSFERA

Elemento davvero notevole, nonché perno portante dell’intera narrazione, è la realizzazione artistica del titolo, in grado di dare vita ad un panorama animato, suggestivo e variegato attraverso cui trasmettere la malinconia e la desolazione della realtà che si intende mostrare. Il contrasto accentuato tra ombre e luci, a cui si aggiunge qualche sporadico schizzo di rosso, rende l’atmosfera ammaliante, che concede connotati affascinanti alle quattro diversificate ambientazioni, con segmenti focalizzati su falegnamerie, stazioni ferroviarie a contorte fabbriche, frequentemente intervallate e squassate da una incessante pioggia. A differenza dello sfondo ricco e talvolta complesso, le animazioni in primo piano risultano un po’ legnose e ingessate, soprattutto per quanto concerne i fratelli, più simili a burattini piuttosto che a bambini.

Monochroma - artbook

Essendo una esperienza di gioco volutamente avvolta nel silenzio, all’interno della quale non verrà proferita nessuna parola, gli effetti sonori sono ridotti all’osso, limitandosi a qualche suono ambientale, come il rumore della pioggia o il cigolio di macchinari in funzione. Tuttavia, non vanno a stonare affatto il discreto numero di azzeccate musiche create dalla band folk turca Gevende, che propone melodie di sottofondo e motivetti dai ritmi più movimentati che accompagnano a dovere l’evolversi degli eventi.

VERDETTO FINALE

Monochroma è riuscito ad imbrigliare l’eredità di Limbo, dimostrando di essere un prodotto con carattere. Nonostante la generale fredda accoglienza, i Nowhere Studios, per essere la loro prima esperienza, hanno deciso di cimentarsi con una trama dai risvolti e tematiche tutt’altro che superficiali, accostando a tutto ciò una scelta stilistica di prim’ordine e un ottimo accompagnamento e assortimento musicale.
Sebbene le similitudini con la fonte di ispirazione siano molte, sussistano alcune imperfezioni e il gameplay non offra nulla di veramente nuovo, l’esperienza complessiva si può ritenere più che positiva, lasciando al giocatore un ottimo ricordo delle 6 ore di gioco.

 


One Response

  1. Avatar VinzSirio

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