TaorminaFilmFest: Incontro con Matt Dillon

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Sono le 11.50 del 18 giugno quando, al termine di un video che raccoglie alcuni momenti salienti della sua carriera, sale sul palco del palacongressi di Taormina l’attore statunitense Matt Dillon. Noto al grande pubblico per aver avuto ruoli di primo piano in film celebri come ‘Tutti pazzi per Mary’ e ‘Crash’ l’attore è un fedelissimo della rassegna siciliana come spiega lui stesso: “E’ la terza volta che vengo qui a Taormina e sono contentissimo di essere tornato perché mi piace molto questo Festival e credo che sia molto importante che ci sia un Festival del genere nel sud d’Italia. Sono venuto la prima volta nel 1999 e conservo ricordi molto divertenti, ho anche girato un po’ la Sicilia in quell’occasione e devo dire che è un luogo pieno di storia e molto suggestivo”. Un Matt Dillon innamorato non solo della Sicilia ma anche dell’Italia come rivela: “La cosa che piu’ mi piace dell’Italia è la gente, siete unici. Quando un attore viene qui ti fanno subito sentire a casa e credo che quest’attenzione nei confronti delle persone si veda anche nei film italiani: le vostre produzioni mettono al centro le persone, si parla spesso della condizione umana raccontando storie bellissimi. Non capisco a dire la verità perché i miei amici italiani vogliano venire negli Stati Uniti”.

Rotto il ghiaccio parlando appunto dell’Italia attraverso le domande che gli vengono poste l’attore 50enne inizia a parlare della sua carriera: “Bisogna sempre trovare un bel personaggio che riesca a catturarti e ad interessarti, aldilà del fatto che sia buono o cattivo, questa per me è la cosa fondamentale. Ho fatto tante cose diverse durante il corso della mia carriera, ma sono diventato attore non per essere sotto i riflettori ma perché mi piaceva l’idea di poter trasmettere agli spettatori qualcosa di vero sulla vita. La parola chiave per me è ‘verosomiglianza’ perché voglio mostrare al pubblico con i miei lavori la realtà come se fossi uno specchio”

10444453_10203455778508851_336878765006253703_nLa carriera di Dillon è iniziata tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, quando era poco piu’ che un ragazzo e a chi gli chiede che differenze trova tra il modo di fare cinema oggi e quello di allora dice: “Ho cominciato a recitare tanto tempo fa quando ero ancora molto giovane quindi ho avuto la possibilità di seguire la trasformazione dell’industria cinematografica in questi anni. Come avviene in tutti i campi anche nel cinema le cose cambiano di anno in anno, ad esempio trovo molte cose diverse rispetto all’ultima volta che sono venuto a Taormina. Oggi forse la maggior parte dei film punta piu’ al semplice intrattenimento, mentre ha ripreso forza la televisione grazie a sceneggiature e personaggi che spesso ormai difficilmente si trovano sul grande schermo” e a tal proposito aggiunge: “Sto lavorando ad una mini-serie (‘Wayward Pines’) e spero possa andare bene anche perché oggi il pubblico dà molto piu’ peso alla TV”. Se si parla degli esordi è ovviamente impossibile non citare Francis Ford Coppola che, per certi versi, ha contribuito al lancio dell’attore: “Per me era come un dio, è stato un sogno poter lavore con lui. Mi ha insegnato davvero tanto, in primis ad avere fiducia in me stesso e penso fosse per molti aspetti anche un visionario dato che tecnologicamente parlando era molto piu’ avanti di tanti altri”.

Durante il mix di scene tratte dai suoi film è stata proiettata anche una clip molto divertente tratta da ‘Tutti pazzi per Mary’ e, parlando di commedie, Dillon ha commentato: “Mi piace anche fare le commedie. Non so se ricapiterà di nuovo e non sento la pressione di dover far per forza film comici, però è davvero bello girarli. In particolare questo film rivelava anche tanti aspetti della natura umana e quindi mi sono concentrato su tanti dettagli per poter interpretare al meglio il mio personaggio”.

Altro film di cui si parla è ‘Factotum‘ proiettato in sala proprio poco prima che arrivasse l’attore: “Lo definirei come una commedia malinconica. Il regista ha dato un tocco molto particolare a questo film inserendo un senso dell’umorismo quasi alla Chaplin che emerge anche da alcune verità dei personaggi. Io preferisco questo genere di commedie e situazione comiche che nascono e prendono spunto dalla realtà. Mi sono preparato leggendo appunto il lavoro di Bukowski a cui si ispira e, rileggendo l’autore, ho scoperto cose che inizialmente, quando da giovane lessi i suoi libri, non avevo notato, era una persona molto sensibile”.

Non solo attore ma anche regista come spiega lo stesso Dillon: “Ho diretto un film nel quale ho recitato e prima di fare ciò avevo fatto solo piccole cose come regista. Sono andato da un grande maestro di recitazione per convincerlo a venire sul set e ad aiutarmi ma lui mi ha detto di guardarmi da solo sul monitor e anche se all’inizio non mi piaceva questa cosa poi mi sono abituato. Mi sono preparato tantissimo sia prima del film che ogni giorno sul set per realizzarlo al meglio in entrambe le vesti. Ora invece dovrei realizzare un documentario su un noto musicista cubano che ho già in mente da tanti anni e che spero possa vedere la luce molto presto”.

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Una domanda anche sui registi italiani del presente (L’attore aveva già speso belle parole per Fellini e aveva ammesso di conoscere Muccino) in particolare su Sorrentino fresco di Oscar con ‘La Grande Bellezza’: “Sarò sincero, conosco solo il suo ultimo lavoro cioè ‘La Grande Bellezza’ che ho trovato molto bello e vero. Credo che nella vita di ognuno di noi arrivi un momento in cui ci sentiamo come il protagonista quindi l’ho molto apprezzato”.

L’incontro si è concluso con l’attore statunitense che si è intrattenuto con alcuni fan per firmare autografi prima di lasciare la sala.

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