Più buio di mezzanotte: Fran Serrato ci racconta del suo amico Sebastiano Riso

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Qualche settimana fa ci giunse in redazione una mail di un giornalista spagnolo. Voleva raccontarci alcune cose sul suo caro amico Sebastiano Riso, regista di Più Buio di Mezzanotte, film presentato alla Semaine de la Critique du Festival de Cannes 2014, prodotto da IdeaCinema in collaborazione con Rai Cinemae e distribuito in Italia da Istituto Luce Cinecittà. Vi lascio alla sua sua lettera.

La prima volta che ho visto Sebastiano Riso fu a Piramide. Era l’ottobre del 2005 ed eravamo, per destino o casualitá, sullo stesso autobus. Ero appena arrivato a Roma, non conoscevo la lingua e non avevo un posto per vivere. La comparsa di Sebastiano non ha risolto soltanto i miei problemi, ma successivamente divenne una delle persone più importanti della mia vita.

Sebastiano mi ha aiutato a puntare i riflettori sui posti che nessuno guarda, in quelli su cui nessuno si fissa; ha scatenato la mia sensibilità artistica e rinnovato il mio impegno per la società. Un impegno che nel suo caso nasce per convinzione e, nel mio, forse per necessità.

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Sono passati anni e ho assistito allo sviluppo personale e artistico di Sebastiano. Le sue speranze e delusioni, i suoi progetti, i produttori che evaporavano, le banche che chiudevano le porte, ed i piani paralizzati a causa della depressione economica.

Ciò che non è mai cambiato in lui è il suo immenso talento, la sua perseveranza (fino a 12 volte ha riscritto la sceneggiatura del suo film) e, naturalmente, il suo impegno per gli oppressi. Oppressi come Davide Cordoba (Fuxia), che all’età di quattordici anni fu espulso de casa dal padre a causa della sua omosessualitá. Un’età innocente per la quale Davide ha dovuto affrontare un mondo duro pieno di pregiudizi e difficoltà. Una storia umana piena di sentimenti, coraggio e di lotta che ci fa innamorare. Non è finzione, è un vero dramma. Uno dei tanti che possono capitare tutti i giorni.

Sebastiano non ha cercato una trama commerciale che riporterà grandi profitt, lui ha voluto raccontare una storia con anima, un dramma che nel XXI sec riguarda ancora migliaia di giovani in Italia, milioni in tutto il mondo. Non si tratta solo di un film,  è storia, politica e coscienza. Un’opera d’arte. Poesia visuale.

“Piú di Buio Mezzanotte” è arrivato nelle sale di tutt’Italia il 15 maggio scorso. La vita di Davide Cordoba viene riproposta al cinema. Un film che parla apertamente degli aspetti più oscuri, ambigui, violenti e perversi dell’omosessualità. Del coraggio di un adolescente. Un film che dà voce a coloro che lottano per affermare la propria identità nonostante le barriere e pregiudizi. Se ancora siamo sensibili, se crediamo ancora nell’uomo, questo è il nostro film. É una possibilità per la redenzione. Quella di Davide anche. Un’occasione per scoprire il lavoro della persona che, una volta per tutte, colma l’enorme vuoto lasciato quasi 40 anni fa per Pier Paolo Pasolini.

Fran Serrato, giornalista spagnolo

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