Ni no Kuni – La minaccia della Strega Cinerea – Recensione

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SCHEDA DI GIOCO

Titolo: Ni no Kuni – La minaccia della Strega Cinerea

Genere: JRPG
Data di uscita italiana: 31 gennaio 2013
Sviluppatore: Level-5, Studio Ghibli
Publisher: Bandai Namco
Piattaforme: PS3, Nintendo DS (solo in Giappone)
Localizzazione: testi e sottotitoli in italiano, dialoghi in inglese o giapponese

TRAILER “Story of two Worlds”

INTRODUZIONE

Provate ad immaginare cosa potremmo ritrovarci tra le mani se un team di sviluppo noto per la produzione di JRPG quali “Dark Cloud” e “Dragon Quest VIII: L’odissea del re maledetto” incontrasse uno studio di film d’animazione giapponese di fama internazionale, celebre per capolavori come “Nausicaä della Valle del vento”,Il mio vicino Totoro”,Princess Mononoke” e “La città incantata”, opere che hanno consacrato Hayao Miyazaki con il premio “Leone d’oro alla carriera”. E se il compositore Joe Hisaishi fosse coinvolto nella collaborazione tra Level-5 e Studio Ghibli? Se ve lo state chiedendo, tutto ciò è reale e la risposta è Ni no Kuni – La minaccia della Strega Cinerea. Scopriamo assieme, in questa recensione, se joypad alla mano il titolo riuscirà a sfruttare il talento dei nomi coinvolti in questo ambizioso videogioco.

story

STORIA

Il protagonista di questa avventura è Oliver, un ragazzino che vive in una tranquilla cittadina assieme alla madre. Un giorno, uscendo di casa senza farsi notare, si incontra con un amico che gli propone di provare il suo progetto appena ultimato: un prototipo da corsa. Ma quando Oliver si troverà alla guida, perderà il controllo del mezzo e finirà in acqua. La madre allarmata dall’assenza del figlio, andrà a cercarlo e di passaggio sul posto riuscirà a soccorrerlo in tempo. Poco dopo però, sarà afflitta da un improvviso malore e non si salverà. Le vicende appena narrate vengono manovrate da una potente strega che, in un mondo parallelo, vuol impedire che una profezia si avveri: solo un “puro di cuore” riuscirà a riportare la pace nel mondo. Il piccolo Oliver è sofferente e le sue lacrime piovono sul pupazzo regalatogli dalla madre. Queste fanno si che una bizzarra creatura prenda vita, si tratta di una fata, Lucciconio, che col suo dialetto romano, gli spiegherà la gravità della situazione. Venuto in possesso di una bacchetta magica e motivato dalla speranza di riportare indietro la madre, Oliver decide si seguire il suo nuovo amico in un altro mondo (in giapponese Ni no Kuni) dove le anime degli esseri viventi che lo abitano sono legate al suo. Inizia così il viaggio che lo porterà a superare la tragedia iniziale e ad assumersi la responsabilità delle vicende che seguiranno a quel triste evento.

gameplay

GAMEPLAY

Superate le prime fasi esplorative nella cittadina di Motorville, Ni no Kuni ingrana marcia appena oltrepasseremo il portale che ci condurrà nell’altro mondo. Qui con l’uso della magia evocheremo il nostro famiglio, una piccola creatura che ci aiuterà in battaglia. Il primo scontro fungerà da tutorial. Un buon consiglio è tenere sott’occhio i Punti Salute e i Punti Magia. Se questi valori scendono, possiamo recuperarli raccogliendo delle sfere luminose, dette globi, che i nemici lasciano cadere durante i combattimenti. Un particolare globo, quello dorato, permette di recuperare tutti i PS e anche di sferrare un supercolpo. In un qualsiasi momento potremo scegliere liberamente di passare da Oliver al famiglio, adottando così la tattica più adatta alla situazione. Ma attenzione perché Oliver condivide i PS e i PM con i rispettivi famigli! Questi hanno un indicatore di resistenza che calerà man mano che la battaglia va avanti. Se si esaurisce, il famiglio si stancherà e non combatterà più efficacemente fino a quando non lo richiameremo facendogli recuperare le forze. Nella lista dei comandi possiamo selezionare diverse azioni, che variano in base al personaggio selezionato e che si dividono in: Attacca, Incantesimi, Provviste, Ritirata e Difenditi, oltre alle abilità che le creature impareranno man mano che saliranno di livello ottenendo esperienza in battaglia. I famigli selvatici che si incontrano sul percorso sono “catturabili” ma per farlo dovrete pazientare un po’ perché solo un membro del gruppo può farlo e prima dovrete arruolarla. A volte vi capiterà di vedere dei cuori fluttuare sopra le loro teste quando sconfitti. In quell’istante e possibile conquistarne il cuore suonandogli una Serenata. La creatura sarà così aggiunta alle vostre unità. Dal menu principale sono visibili molte altre opzioni che si sbloccheranno con il progredire della storia: la Borsa senzafondo, contenente tutti gli oggetti in nostro possesso, il Calderone, dove combinando gli ingredienti è possibile creare nuovi oggetti, il Diario, che riepiloga i dettagli delle missioni (divise tra principali, secondarie e cacce alle taglie), Amici e famigli, in cui possiamo controllare le caratteristiche e l’equipaggiamento dei membri del gruppo, Gabbia delle creature, dove addestreremo i famigli viziandoli con delle prelibatezze che ne miglioreranno le capacità o li insegneranno nuove abilità, il Portacuore, contenitore dei frammenti di cuore che prenderemo dai più “ricchi” per donarli ai “poveri”, l’Abbecedabra, un libro di incantesimi che descriverà  con ulteriori dettagli il mondo in cui ci troviamo, e il Narrapietra, la nostra guida. La miriade di contenuti presenti in Ni no Kuni fa del gioco stesso un’esperienza tutta da scoprire quindi lascio alla vostra curiosità ciò che manca in quello che ho descritto qui sopra.

grafica e sonoro

GRAFICA e SONORO

Lasciando scorrere i riconoscimenti, accompagnati dal tema musicale finale Kokoro no Kakera (Fragments of Hearts), si possono notare quanti talenti hanno contribuito alla realizzazione di Ni no Kuni. Tra gli altri, dietro le quinte lavorano le geniali menti di Hayao Miyazaki e Joe Hisaishi. La loro forte collaborazione in Studio Ghibli è stata una garanzia per questo titolo e rappresenta senza dubbi la ragione di tanto successo. La sigla iniziale, i filmati animati dalle tradizionali tecniche di disegno e le musiche eseguite dalla Tokyo Philharmonic Orchestra fanno di questo videogioco una gioia per gli occhi e per le orecchie. Il doppiaggio dei personaggi è disponibile in lingua inglese e giapponese mentre nei sottotitoli, così come nei menu, è presente la lingua italiana. Fonte di discussione di svariati dibattiti è il dialetto romano con cui si esprime Lucciconio che da molti è stato criticato ma che personalmente ho gradito malgrado non sempre risulti facile da seguire nel breve lasso di tempo che intercorre tra un cambio di testo e l’altro.

finale

VERDETTO FINALE

Se da un lato ci sono innumerevoli ragioni per considerare Ni no Kuni un’eccellente JRPG, dall’altro voglio segnalare piccoli ma incisivi “difetti” che non ho gradito. A partire dall’IA degli alleati che più volte si è mostrata inaffidabile e mi ha messo in difficoltà, costringendomi ad intervenire andando a comandare i compagni di Oliver che usavano improbabili e discutibili strategie offensive. La longevità del titolo è davvero alta, considerando che impiegherete circa 50 ore per completare la sola quest principale, tuttavia le missioni legate ai cuorinfranti sono ripetitive e noiose a lungo andare. Forse però la cosa che più mi ha dato fastidio è la mancata originalità che gli sviluppatori hanno dimostrato nel copiare il mondo Pokémon. Circa 8 anni fa giocavo con i classici Rosso e Blu su Game Boy. Forte di quei lontani ricordi, ho “odiato” vedere in Ni no Kuni le stesse idee che hanno portato al successo mondiale Satoshi Tajiri, creatore della serie di videogiochi Pokémon. Per questa serie di ragioni non valuto Ni no Kuni come meriterebbe per il lavoro svolto dallo Studio Ghibli, che mi ha sorpreso ed emozionato sino alla fine, con l’appassionante storia di Oliver.


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