Battlefield 4 – Second Assault (PC) – Recensione

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Nonostante abbia amato Battlefield 3 e ci abbia giocato circa 350 ore, trovo tutt’ora piuttosto criticabile la scelta di DICE di riproporre quattro mappe di tale videogioco in Battlefield 4 riadattate con il Frostbite 3. Questa è una pratica già sfruttata con BF3 e l’add-on Back to Karkand, ma se il salto tecnologico tra BF2 e BF3 era piuttosto evidente, in questo caso ci troviamo con due shooter usciti a due anni di distanza, e i miglioramenti grafici inerenti al gameplay, sebbene presenti, non giustificano completamente l’acquisto del pacchetto sopratutto da parte di coloro che possiedono entrambi i capitoli di questa saga.

Più interessante, invece, è la presenza della modalità Cattura la Bandiera, già presente nel precedente episodio della serie, è che ben si adatta alle quattro mappe presenti, in particolare con Operation Metro, mappa poco amata dai fan, ma che personalmente trovo perfetta per partite con questa modalità. A tutto ciò si aggiungono i due veicoli  Desert Patrol Vehicle e Bobcat e le nuove bocche da fuoco: l’F200, l’As Val, l’M6OE4, il DAO12 ed infine il GOL Magnum, vera novità del pacchetto. 

Iniziamo parlando della modalità, che non presenta nessuna particolare novità e ci vede partecipare nelle quattro mappe presenti, ridotte nelle dimensioni, cercando di catturare la bandiera nemica e riportarla alla nostra base difendendo contemporaneamente la nostra bandiera dagli attacchi nemici, con la presenza dei veicoli che aiutano particolarmente il lavoro da svolgere e rendono tutto più frenetico e veloce. Si tratta di una modalità della durata di massimo mezz’ora, adatta per match brevi ed intensi. Le quattro mappe presenti sono Operation Mètro, Operation Firestorm, Gulf of Oman e Caspian Border.

La mappa che ho apprezzato maggiormente è proprio Operation Mètro, l’unica location che vede la totale assenza di veicoli e che si concentra sugli scontri frontali. Riprendendo il discorso su Capture the Flag, tale modalità offre il meglio di se proprio in questa mappa, che grazie alle dimensioni contenute ed al fatto che è molto meno dispersiva rispetto alle classiche mappe, permette un approccio più ragionato alla battaglia e scontri più tattici ma allo stesso tempo spettacolari e frenetici, con la mancanza di un numero elevato di percorsi per accerchiare il nemico e sorprenderlo alle spalle. Non mancando anche modifiche alla struttura della mappa, con la presenza di due ascensori ora perfettamente funzionati e di un nuovo passaggio, un tunnel di manutenzione laterale. Certo Operation Mètro resta adatta solo a questa nuova modalità e permette di divertirsi anche con Corsa ed i vari Deathmatch, ma è anche vero che è quasi ingiocabile o comunque sconsigliata per la modalità Conquista.

Operation Firestrom è una delle location più apprezzate di tutto Battlefield 3, ma si presenta quasi del tutto invariata rispetto all’originale, con le uniche novità offerte da Levolution con la possibilità di dar fuoco alle postazioni dei cecchini, risolvendo in parte il problema dei camper, e con la possibilità di aprire o chiudere le saracinesche dei magazzini per ostacolare il passaggio dei veicoli nemici. Certo i miglioramenti grafici sono apprezzabilissimi e vedere le ciminiere che vanno a fuoco è uno spettacolo, ma pur con l’ottimo level desing che sicuramente farà amare questa mappa anche a chi non ha mai posseduto BF3, le novità sono praticamente irrilevanti.

Pochi dubbi,invece, su Gulf of Oman, una delle mappe più riuscite in assoluto del vecchio Battlefield e che in questa riedizione non perde un briciolo del suo fascino, anzi, si presenta come una mappa perfetta per qualsiasi modalità, in particolare Conquista, e che presenta l’effetto Levolution migliore di tutto il pacchetto. Infatti durante la partita si scatenerà una tempesta di sabbia che abbasserà notevolmente la visibilità e costringerà i giocatori ad utilizzare mirini termici o infrarossi, utilizzati piuttosto raramente. La tempesta di sabbia ha anche ripercussioni piuttosto evidenti sulla partita, perchè penalizza l’utilizzo dei veicoli ed allo stesso tempo avvantaggia non poco i cecchini o comunque la fanteria in generale.

A chiudere il pacchetto ci pensa la bellissima ed altrettanto riuscita, dal punto di vista del Level Design, Caspian Border. Questa mappa vede l’alternarsi di costruzioni e pesaggi artificiali con una splendida foresta autunnale; Caspian Border, inoltre, è la mappa del DLC in cui più si nota l’avanzamento grafico permesso dal Frostbite 3, con una realizzazione del fiume davvero spettacolare ed incredibilmente realistica. Questa mappa convince anche per quanto riguarda Levolution, con la possibilità di alzare ed abbassare barriere anti veicolo poste in punti particolari della mappa e sopratutto con la possibilità di abbattare l’enorme torre che si trova nel punto C, creando un enorme tunnel che collega la base C alla base B. Presente, inoltre, un enorme muro posto tra la foresta e la zona artificiale.

Per concludere, Second Assault è un DLC fortemente contraddittorio, perchè se da un lato chi non ha mai giocato a Battlefield 3 si troverà di fronte quattro bellissime mappe e chi ha il premium avrà comunque a prezzo ridotto quattro location aggiuntive di indubbio valore e nuovi contenuti extra, è anche vero che pagare 15 euro per un add-on del genere mi sembra quantomeno eccessivo, sopratutto per chi ha già giocato BF3, ai quali ne sconsiglio l’acquisto a prezzo pieno. Sicuramente DICE ed EA avrebbero dovuto regalare Second Assault a tutti i possessori di Battlefield 3, ma è un qualcosa di inpensabile e a conti fatti non me la sento di promuovere con un voto alto tale DLC, comunque valido, ma che non offre nulla di nuovo, neanche una modalità innovativa o mai vista. In definitiva Second Assault è superfluo per i fan, mentre imperdibile per i neofiti.


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