JoJo’s Bizarre Adventure: All Star Battle – Recensione

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Titolo: JoJo’s Bizarre Adventure: All Star Battle
Sviluppatore: CyberConnect2
Publisher: Namco Bandai
Piattaforma: PlayStation 3
Numero giocatori offline: 1-2
Numero giocatori Online: 1 vs 1
Localizzazione: audio giapponese, sottotitoli in italiano

Le Bizzarre Avventure Di JoJo è uno dei manga più popolari e longevi. Uscito nel 1986 su Shonen Jump e tutt’ora in corso, l’opera di Hirohiko Araki ha la particolarità di non avere un protagonista fisso: la storia narra le vicende della famiglia Joestar, iniziando con Jonathan Joestar nella Londra di fine ‘800 e seguendo le generazioni future nel corso di 8 serie.Ogni serie ha come protagonista un discendente dei Joestar (o comunque legato a loro in qualche modo), e ognuno viene sempre soprannominato “JoJo” per via delle iniziali o con giochi di parole.

Il manga tuttavia è rimasto per diversi anni confinato unicamente in Giappone e solo recentemente è diventato famoso e apprezzato anche nel resto del mondo, merito anche dell’omonimo picchiaduro uscito nel 1998 e rimasterizzato per PlayStation 3 e Xbox360 nel 2012.

Un anno fa invece sempre in Giappone usciva JoJo’s Bizarre Adventure: All Star Battle, nuovo picchiaduro affidato a CyberConnect 2 (già autori dei vari capitoli di Naruto Ultimate Ninja Storm) e che si poneva come l’esperienza definitiva per gli amanti della serie, con tutte le 8 saghe raccolte in un unico gioco.

Finalmente JoJo’s Bizarre Adventure: All Star Battle è arrivato anche in Italia in esclusiva su PlayStation 3, vediamo quindi se le promesse sono state mantenute.

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Già dai testi del menù principale si evince come gli sviluppatori di CyberConnect2 siano appassionati del manga con alcune piccole chicche, come ad esempio al posto dei classici “Sì” e “No” per confermare o meno una scelta troviamo esclamazioni come “SI! SI! SI!” e “Neanche per sogno!”, inoltre spesso diversi personaggi commentano e spiegano le varie sezioni con le loro espressioni tipiche.

Tra le modalità di gioco troviamo i classici Allenamento, Arcade e Versus sia Online che Offline, ma i contenuti più interessanti sono la Storia (con cui rivivere le 8 saghe del manga) e la Campagna.

Quest’ultima ci permette di scaricare e combattere i ghost di altri giocatori reali, oppure occasionalmente affrontare dei boss, molto più coriacei e pericolosi del normale. Sconfiggendoli si possono sbloccare costumi, pose, immagini e frasi per personalizzare i vari personaggi del roster.

Chi segue il manga sa benissimo che una delle caratteristiche che hanno reso famosa l’opera sono infatti le pose assurde che i protagonisti assumono durante il combattimento o semplicemente mentre pronunciano le tante frasi ad effetto, e tutto questo è stato riprodotto in maniera fedele nel videogioco.

Premendo il tasto Select infatti il nostro lottatore si esibirà in una provocazione con alcune delle loro pose tipiche, ma la loro utilità non è solo estetica: usando la provocazione mentre l’avversario è a terra dopo una combo partirà una piccola scenetta con una frase ad effetto che farà infuriare il nemico, facendogli perdere la concentrazione e parte della barra dell’energia necessaria per attivare le mosse finali.

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Queste si dividono in due tipi: gli Heart Heat Attack, che consumano una barra di energia e di solito sono una versione potenziate di una mossa speciale, e i Great Heat Attack, che al costo di 2 barre di energia innescano una sequenza filmata che riproduce in maniera fedelissima e altamente spettacolare la mossa più potente del nostro personaggio.

Il sistema di combattimento invece ricorda i classici Street Fighter, con 3 tasti dedicati agli attacchi deboli, medi e pesanti e una serie di mosse speciali che richiedono anche le “mezzelune” e movimenti delle frecce direzionali tipici del picchiaduro di Capcom.

Il gameplay risulta comunque molto più lento rispetto a Street Fighter, forse anche troppo: i movimenti risultano infatti fin troppo legnosi e il sistema delle hitbox (complici anche alcune pose assunte dai personaggi durante i combattimenti) non sempre risulta affidabile, anche se con un po’ di pratica si riesce a capire come e quando attaccare alla perfezione.

Nonostante il gameplay sia quello di un picchiaduro 2D con il tasto X ci si può spostare sui vari piani dimensionali per effettuare schivate laterali e sorprendere il nemico, inoltre se si esegue una schivata perfetta il nostro personaggio effettuerà automaticamente una posa provocatoria riducendo a barra della parata del nemico, che una volta esaurita lo lascerà indifeso per qualche secondo.

Ccon il tasto R1 invece si attiva un potere speciale a seconda dello stile di combattimento del lottatore e che cambierà anche la lista di mosse eseguibili: i protagonisti delle prime due serie infatti potranno ricaricare la barra dell’energia con la tecnica della respirazione Hamon e potenziare gli attacchi con le Onde Concentriche, gli Uomini del Pilastro potranno sfruttare i poteri elementali mentre la maggior parte del resto del roster (che vanta 32 personaggi + 9 ottenibili tramite DLC) userà lo Stand, ovvero una manifestazione visiva dell’energia psichica del lottatore, ognuno con poteri diversi, mentre infine i protagonisti della 7° serie Steel Ball Run (ambientata nell’America di fine ‘800) potranno richiamare i loro cavalli.

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Dal punto di vista tecnico il lavoro svolto da CyberConnect2 è eccellente: i modelli in cel-shading sono fedeli alla loro controparte cartacea e ricchi di dettagli, e il doppiaggio giapponese effettuato dagli attori dell’anime originale renderà felici tutti i fan. Peccato invece per la traduzione italiana, anche se non è stata colpa dei traduttori ma dei diritti di copyright: il manga è infarcito di citazioni esplicite o meno a gruppi musicali o canzoni (alcuni Stand ad esempio si chiamano Red Hot Chili Peppers, Killer Queen, Gold Experience, Crazy Diamond etc..), e per evitare problemi burocratici si è preferito storpiare i nomi (Deadly Queen, Gold Wind, Shining Diamond ad esempio), anche se i doppiatori recitano comunque i nomi corretti.

Degne di nota inoltre le 12 arene, ognuna con un elemento interattivo attivabile atterrando l’avversario nei punti contrassegnati e che innesca delle scenette di pericolo riprese dal manga che possono colpire sia noi che il nemico.

Infine con l’Oro guadagnato nei vari scontri si possono comprare bozzetti, musiche, immagini promozionali e altro materiale sulla storia di JoJo, oltre a poter accedere all’enciclopedia per avere un’infarinatura su tutti i personaggi, termini ed eventi del manga visto che purtroppo nella modalità Storia molti passaggi sono stati tagliati, e se da una parte i fan possono rimanere delusi dall’altro si può capire il punto di vista degli sviluppatori che non avrebbero potuto mettere tutti i combattimenti presenti in un’opera mastodontica che vanta oltre 100 numero all’attivo.

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COMMENTO FINALE

JoJo’s Bizarre Adventure: All Star Battle si è rivelato un buon picchiaduro, profondo nelle meccaniche al punto giusto mantenendo l’equilibrio tra tecnicità e divertimento immediato più accessibile, con attacchi estremamente coreografici e spettacolari in linea con il manga.

Peccato solo per una certa lentezza generale dei combattimenti che potrebbe far storcere il naso a chi è abituato a picchiaduro frenetici, ma se siete amanti dell’opera di Hiroiko Araki JoJo’s Bizarre Adventure: All Star Battle è il gioco che fa per voi

WHRYYYYYYYY!!! (cit.)


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