The Elder Scrolls Online – Recensione

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Innanzitutto, bisogna fare le dovute e necessarie premesse: “The Elder Scrolls Online” è un MMORPG e come tale, non gli si può assegnare un giudizio definitivo nel solo primo mese di vita, poiché i contenuti post-game, le quest aggiuntive e il supporto che gli sarà dedicato nei mesi a venire, costituiranno la vera anima del gioco; solo dopo gli si potrà assegnare un vero giudizio, valutando il suo comportamento sul lungo periodo e le esperienze maturate nel frattempo.

Quando “The Elder Scrolls Online” fu annunciato nel maggio 2012, molti giocatori accolsero la notizia con parecchio entusiasmo, altri invece reagirono con un più pacato e disinteressato “meh”, mentre una ristretta parte di disfattisti fecero facepalm preventivo, mugugnando sottovoce “Qui finisce male…”. Io facevo parte del terzo gruppo.

Fin dall’inizio, covavo molti dubbi sul risultato finale di quel che sarebbe stato un Elder Scrolls reso multiplayer online; poi, ovviamente, complice l’hype crescente con il tempo che passava, le numerose anteprime e, soprattutto, la mia esperienza in prima persona, decisamente positiva, avuta con le closed beta, iniziai ad aprirmi un po’ e ad accettare quel che stava uscendo fuori.

Forse non sarebbe stato il Gioco dell’Anno, ma da quel che si poteva vedere e provare, aveva le carte in regola per essere un gioco interessante, divertente, ben realizzato e in grado di competere nel mercato degli MMORPG a canone mensile, come l’eterno “World of Warcraft” o il rinnovato “Final Fantasy XIV: A Real Reborn“. Dopo aver provato il gioco per quasi un mese, posso confermare che la prima impressione che ho avuto, si è rivelata in parte “profetica”, seppur esageratamente catastrofica.

Titolo: The Elder Scrolls Online
Sviluppatore: Zenimax Online
Publisher: Bethesda
Piattaforma: PC
Localizzazione: Testi in inglese, audio in inglese

Dopo aver cementificato la sua posizione, come punto di riferimento per i giochi di ruolo occidentali open-world, la saga “The Elder Scrolls” decide di compiere una breve deviazione dal suo solito percorso, regalandoci un MMORPG mirato ad esaudire il desiderio di numerosi fan, i quali richiedevano a gran voce un capitolo più interattivo con gli altri innumerevoli giocatori, ma che fosse in grado di fornire le stesse emozioni e la stessa epicità dei capitoli offline.

Questa era senza dubbio la sfida più impegnativa che il team di sviluppo avrebbe dovuto superare, se voleva rendere questo titolo degno del nome che porta. Ci è riuscito? La risposta breve è ni. La risposta lunga è di seguito.

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Ammettiamolo, gli scenari sono belli.

MORTO E (NON) CONTENTO

La trama, come in molti MMORPG, non rappresenta di certo il motivo principale per cui giocare, ma va comunque descritta per completezza. Il nostro protagonista, interamente personalizzabile con un editor molto dettagliato, si ritrova, suo malgrado, ad essere tra le numerose vittime dei malefici riti necromantici di Mannimarco, figura ricorrente nell’universo di TES, incontrato e affrontato l’ultima volta in “Oblivion” (ma stavolta, fortunatamente, realizzato con un modello migliore e meno anonimo). Una volta sacrificati, saremo spediti come non-morti nel reame daedrico di Molag Bal. Sarà questo il nostro punto d’inizio, dove inizieremo a padroneggiare con i comandi necessari per sopravvivere, cercando di fuggire e reclamare la nostra libertà.

La qualità grafica, come si potrà facilmente constatare sin dai primi momenti, si conferma di alto livello, anche se le texture, osservando attentamente, sono di qualità inferiore rispetto a “Skyrim“, Tuttavia quel che colpisce di più è decisamente l’atmosfera e le ambientazioni: ampie, varie e con buoni effetti di luce. Questo si noterà maggiormente negli spazi aperti e nelle foreste soleggiate; da questo punto di vista non ci sono dubbi, “The Elder Scrolls Online” è bello da vedere e da ammirare. Peccato sia tutto qui.

La bellezza degli scenari e delle ambientazioni, purtroppo, cozza terribilmente con il niente assoluto che lo circonda: capiterà in molte occasioni di attraversare ampi territori senza incontrare uno straccio di NPC, e qui ok, nulla di male, ma anche zero nemici da affrontare, trasformando quel che dovrebbe essere un gioco di ruolo, in una tranquilla passeggiata al parco comunale. Il paradosso di questa situazione diventa più evidente quando, di contro, si incapperà in alcune aree ristrette, letteralmente traboccanti di avversari, dove sarà quasi impossibile uscirne senza combattere. E quando hai più di tre nemici addosso, complice l’IA nemica, aggressiva al massimo, la morte è assicurata.

Familiare?

Familiare?

MISSIONARIO

Bisogna dare credito a “The Elder Scrolls Online”, per aver saputo diversificare sufficientemente le missioni che svolgeremo nel gioco; in molti MMORPG, le quest secondarie sono per la maggioranza rappresentate da una sfilza infinita di fetch quests, dove il protagonista è ridotto alle semplici mansioni di fattorino o rabdomante e inviato alla ricerca di tot numero di oggetti da recuperare. TESO invece regala un’esperienza quanto di più simile alle quest tipiche della serie, con missioni che spaziano dal completamento di un dungeon, alla ricerca di particolari oggetti in lontane rovine e molte altre. Restano alcune fetch quests classiche, ovvio, ma in un numero molto più ridotto di quel che si può pensare e per uno che odia questo genere di faccende, incluso il sottoscritto, non può che essere una benedizione.

Una nota importante: benchè abbia accennato in più di un’occasione delle similitudini con “Oblivion” e “Skyrim“, chi si aspetta un’esperienza simile alle avventure single player della serie “The Elder Scrolls”, resterà parzialmente deluso; la natura MMO di questo titolo ha reso necessaria l’alterazione di alcune meccaniche di gioco, quindi scordatevi le grandi quantità di loot da arraffare in giro per il mondo o da rubare agli ignari passanti (anzi, scordatevi le rapine in generale, dato che in questo momento è impossibile compiere furti, borseggi o omicidi). Probabilmente sarà una delle tante aggiunte che saranno introdotte più avanti, insieme alle quest delle Gilde dei Ladri e della Fratellanza Oscura, ma al momento, esse ci sono precluse.

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I vari personaggi che ci assegneranno le varie quest sono tutti doppiati, anche molto bene.

ATTACCO A VUOTO

Parliamo ora di uno dei punti principali, se non vitali, di un MMORPG, ovvero il suo sistema di combattimento.

Se molte persone hanno sempre avuto dubbi sulla visuale in prima persona per i combattimenti nei titoli “The Elder Scrolls”, questo MMORPG è solo un’ulteriore prova della sua inadeguatezza: il feedback ricevuto dagli scontri risulta privo di mordente ed estremamente scomodo da utilizzare, soprattutto quando vi si parerà davanti più di un nemico e sarà arduo indirizzare gli attacchi ad un bersaglio specifico. La modalità in terza persona, di contro, rende “The Elder Scrolls Online” decisamente più giocabile, ai livelli dei normali MMO, ed è indubbiamente la visuale preferita dalla maggior parte dei giocatori, soprattutto nelle battaglie dove i nemici possono spuntare all’improvviso (magari in seguito ad un respawn troppo rapido) e si avrà bisogno di un campo visivo a 360° per poter reagire prontamente.

Ed è qui che, purtroppo, si noterà un altro problema strappalacrime: le animazioni di personaggi e nemici. Vi ricordate “Oblivion” e le sue impressionanti animazioni legnose? Preparatevi a fare un gradevole balzo indietro nella memoria, perché guardando come si muovono gli NPC e, soprattutto, il vostro personaggio, dalla semplice corsa, ai movimenti in battaglia, vi sembrerà di rivivere un nostalgico incubo.

In soldoni, il battle system non è brutto, ma nemmeno eccezionale, il chè, in un titolo del genere, va considerata come grossa lacuna, poichè è uno dei pochi campi in cui la mediocrità è più difficile da perdonare.

Come guardarsi allo specchio...

Il paradosso di Pippo e Pluto rivive in The Elder Scrolls Online

SENZA LIMITI

Tornando un attimo a parlare del vostro personaggio, è interessante la scelta adottata dagli sviluppatori nel non rendere la classe selezionata in fase di creazione, troppo vincolante nella personalizzazione dell’avatar: essere uno tra Dragon Knight, Templar, Sorcerer e Nightblade, ovvero le quattro classi disponibili, non influenzerà minimamente la scelta del vostro equipaggiamento; potreste tranquillamente essere un mago, ma vestire armatura pesante e spadone a due mani, esattamente come un guerriero con armatura leggera e pugnali.

Ovviamente, giocare seguendo una certa logica tra l’equip che si indossa e la classe che si gioca, vi fornirà i migliori benefici in battaglia, ma non sarete per niente obbligati a farlo; per questo, personalmente, ritengo il sistema di levelling di “The Elder Scrolls Online“, uno dei più interessanti e ben realizzati tra gli MMORPG, nonché una delle feature meglio riuscite del gioco stesso, insieme alla vasta personalizzazione delle abilità.

Avrete infatti la possibilità di investire gli skill point, guadagnati salendo di livello, in una grande scelta di abilità, ognuna associata a diverse categorie, come alla propria classe o alla razza, ma anche legate ad armi e armature; avremo persino skill tree dedicati alle varie gilde che frequenterete nel corso dell’avventura, le quali ci doneranno abilità interessanti se decideremo di investirci qualche punto. Non sarà mai facile scegliere dove indirizzare i nostri sudati punti, ma una tale libertà di personalizzazione non può che essere, scusate il gioco di parole, un punto a favore per “The Elder Scrolls Online“.

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CHE DIAVOLO E’ QUESTO COSO?????

NON SI BADA A SPESE…FORSE

Parlando dell’equipaggiamento: come sempre le tipologie di armi sono abbastanza varie e classiche, con spade, pugnali, asce, archi e vari tipi di bastoni magici, in grado di fornire un’ampia libertà di scelta al giocatore; stessa cosa vale per le armature, differenziate in pesanti, medie e leggere, con i loro pregi e difetti che le rendono adatte o meno a determinati stili di gioco. Disporre di un equipaggiamento decente non sarà quasi mai un problema: le quest che andremo ad affrontare, ci regaleranno in molti casi degli oggetti incantati  abbastanza potenti. Tutta questa generosità controbilancia la pessima gestione dell’economia generale del gioco: i nemici sconfitti, boss inclusi, rilasceranno quantità infime di oro, raramente superiori alle 2-3 unità, rappresentando un vero ostacolo nell’acquisto di beni ed equipaggiamento dai mercanti in città o per riparare quello che abbiamo utilizzato finora.

Una piccola pezza a questo problema è rappresentata dalla possibilità, quasi scontata direi, di forgiare personalmente le nostre armi e armature, nonchè crearci le nostre pozioni alchemiche e i nostri incantamenti. Essi non richiederanno denaro, ma soltanto un numero variabile di ingredienti e materie prime, recuperabili facilmente saccheggiando barili, casse o i vari punti di raccolta sparsi per il mondo. Naturalmente anche la creazione di questi oggetti ha il suo proprio skill tree e impegnando punti in essi, potremo creare equipaggiamenti sempre migliori, fino a rendere gli acquisti nei negozi quasi obsoleti.

Resta tuttavia molto materiale aggiuntivo che saremo costretti ad acquistare in caso di necessità, come ad esempio spazi aggiuntivi nel nostro inventario o nella nostra personale banca dove stiperemo gli oggetti che non vorremo portarci dietro, ed entrambi richiederanno ingenti somme per essere incrementati di poche unità.

Non nominiamo nemmeno l’acquisto di un cavallo, a meno che non siate pronti per una lunga sessione all’insegna dell’avarizia, tipica di Paperon de Paperoni. Per viaggiare comodamente nelle immense (e, come accennato prima, vuote) mappe di gioco, un amico equino si rivelerà quasi vitale, e di questo i giocatori in possesso della Imperial Edition, che hanno potuto ricevere un cavallo fin da subito alla modica somma di un pezzo ‘d’oro, ringraziano di cuore. Senza di esso, vi saranno di aiuto soltanto i vari portali di teletrasporto sparsi per il mondo che vi permetteranno di viaggiare tra uno e l’altro in maniera istantanea; navigare da un qualsiasi punto della mappa ad uno dei suddetti portali sarà anch’esso possibile, ma solo dietro pagamento di una discreta sommetta di denaro che vi auguro di possedere sempre in caso di bisogno.

Forse spoiler, forse no, comunque, guardate un pò chi ritroverete nel gioco, vi sembra famigliare?

Forse spoiler, forse no, comunque, guardate un pò chi ritroverete nel gioco, vi sembra famigliare?

GUERRA TOTALE

Parliamo ora della componente Player vs Player (PvP), una parte di gioco molto enfatizzata dagli sviluppatori. Di cosa si tratta? Semplicemente, quando si crea il personaggio, bisognerà scegliere, ovviamente, la propria razza, tra le classiche della serie. In questo caso, al momento della vostra scelta, sarete vincolati all’appartenenza ad una predeterminata fazione tra le 3 possibili (a meno che non siate i possessori della “Imperial Edition“, in tal caso questo vincolo non sussiste) : queste fazioni, che ricoprono un ruolo tutto sommato marginale in ambito PvE, saranno al centro degli scontri con gli altri giocatori, dove il vostro campo di battaglia sarà niente meno che la regione di Cyrodiil, luogo che molti di voi ricorderanno aver già esplorato in “Oblivion”.

Le battaglie PvP in “The Elder Scrolls Online” non sono le solite lotte tra un paio di giocatori uno contro l’altro, ma assumono le proporzioni di una vera e propria guerra in massa. Sarà compito vostro e di tutti gli appartenenti al vostro gruppo, con l’aiuto di alcune armi di supporto, come catapulte e baliste, far piazza pulita di un gran numero di nemici e al tempo stesso, indebolire e distruggere le difese avversarie, costringendole alla resa. Se la vostra fazione riuscirà a penetrare nelle roccaforti principali nemiche e ottenerne il controllo, guadagnerete non solo un luogo aggiuntivo dove poter viaggiare, ma anche un bonus alle vostre abilità, proporzionale alle conquiste ottenute dal vostro gruppo.

Anche in questo immenso territorio riservato agli scontri tra giocatori, sarà possibile accettare quest secondarie, sia legate al PvP, come l’uccisione di un determinato numero di membri della fazione rivale, sia ad altre semplici richieste, come la consegna di oggetti in altre città.

Benchè sofferente da un non indifferente numero di rallentamenti, dovuto all’incredibile quantità di persone presenti nello stesso punto, questa modalità risulta senza dubbio divertente nelle situazioni che può creare. Con un gruppo di amici, o meglio ancora, con la vostra intera gilda, potreste coordinare attacchi in massa alle roccaforti nemiche, oppure organizzare un piccolo gruppo per spiare gli avversari, mandandoli in avanscoperta. Le possibilità sono tante e quando si riesce ad organizzarsi un po’, il risultato è decisamente soddisfacente.

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Ogni roccaforte conterrà una delle famose Elder Scrolls, sarà importante difendere le vostre e conquistare quelle avversarie

IL BACO DEL MILLENNIO

Per ultimo ho riservato, purtroppo, una parte dedicata ai più gravosi dei problemi che affliggono “The Elder Scrolls Online“, qualcosa in grado di minare l’intera esperienza di gioco, tutto sommato divertente: parlo ovviamente dell’esorbitante numero di bug e glitch che infestano il titolo, presenti in quantità fin oltre i limiti della decenza.

Non è inconsueto per un MMORPG appena rilasciato, soffrire di qualche bug o problema sparso qua e là, è pienamente comprensibile: giochi di questa grandezza non possono essere perfetti; gli stessi titoli offline della saga di “The Elder Scrolls” han sofferto di numerosi bug, quasi da rendere la loro presenza un “marchio di fabbrica” Bethesda, se vogliamo riderci su. Ma questo è davvero troppo. Più di quanto si potesse immaginare.

I problemi riscontrati in TESO sono molteplici, per citarne qualcuno: persone ed oggetti legati alla trama impossibili da raccogliere o totalmente assenti, boss di fine dungeon che non compaiono, creando una fila interminabile di giocatori in attesa del respawn, equipaggiamento a cui mancano icone e descrizioni, situazioni in cui il personaggio è impossibilitato ad attaccare o a compiere qualsivoglia azione, restando in balia del nemico, quest che non si attivano o completano. Stando al forum ufficiale del gioco, i problemi sono anche altri, ma questi son quelli riscontrati da me personalmente.

E’ inutile dire che si può risolvere quasi tutto con un semplice log-out, perchè metà di questi problemi non dovrebbero nemmeno esserci dal principio e, ironicamente, nessuno di questi bug era presente nelle sessioni di beta, il chè non è solo strano, ma letteralmente inspiegabile. Gli sviluppatori hanno comunque iniziato a rilasciare patch correttive per sistemare i buchi più grossi, ma questo periodo iniziale è stato decisamente un inferno per i giocatori.

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Si, state vedendo bene, quella spada, al posto della sua classica icona ha un grosso punto di domanda, lo stesso che ho avuto anche io quando l’ho visto

COMMENTO FINALE

Quando “The Elder Scrolls Online” funziona, funziona molto bene, quando arranca, purtroppo, lo fa in modo evidente. Allo stato attuale, ad un mese dal rilascio, risulta pieno di bug, anche gravi e di quest che glitchano impedendone il completamento. Il titolo,da questo punto di vista, non era ancora pronto per il rilascio e avrebbe richiesto almeno due mesi, se non di più, di intenso bug fixing.

Indubbiamente, ha dalla sua molti pregi: una grafica che seppur non eccezionale, riesce a creare ambientazioni molto suggestive, un sistema di levelling e skills ben articolato e personalizzabile e una modalità PvP ancora acerba, ma dal grande potenziale. Tuttavia, ricordiamocelo, questo gioco richiede non solo l’acquisto, ma anche un abbonamento mensile: i numerosi problemi sopracitati, uniti alla mediocrità del sistema di combattimento e la sensazione di vuoto nell’esplorare le immense mappe di gioco, non rappresenta di certo un incentivo al pagamento di un canone.

Nonostante tutto, mentre state leggendo queste righe, Zenimax e Bethesda hanno già iniziato a correggere i bug principali e, se si riesce a guardare oltre le varie problematiche di gameplay, il gioco in se non è male. Tuttavia molta cura andrà investita nel supportare questo titolo nei mesi che verranno, se non si vuol fare la fine di altre produzioni, costrette a passare ad un modello free to play per evitare la perdita massiccia di utenza.

Se tutto andrà bene, “The Elder Scrolls Online” sarà, in futuro, un’ottimo capitolo spin-off da giocare insieme ad un, ben atteso, sesto capitolo offline, se invece andrà male…”The Old Republic” insegna.


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