Stick it to the man – Recensione

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TITOLO: Stick it to the man
SVILUPPATORE: Zoink!
PUBLISHER: Ripstone
GENERE: Platform-Adventure 2D
GIOCATORI: 1
PIATTAFORME: PC, PS3, PS4, PsVita
LOCALIZZAZIONE: Parlato in inglese/ testi in italiano

L’ambiente videoludico, mai come in questo momento, è saturo di componenti ripetitive e ridondanti abbinate a trame accessorie e sequenze puramente sceniche. In soccorso a chi ha necessità di uscire da questa routine arriva Stick it to the man, ultimo titolo del gruppo Zoink! e prodotto dalla Ripstone. L’aiuto che ci fornisce questo piccolo gruppo di ragazzi passa per un Platform adventure 2D con meccaniche piuttosto classiche, ma con l’aggiunta di richiami alle vecchie avventure grafiche.

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TRAMA

Giocheremo nei panni di Ray, un ragazzotto goffo e sfortunato. Quest’ultimo durante il tragitto per tornare a casa, dopo una stressante giornata di lavoro come “collaudatore di caschi di sicurezza” (è proprio cosi credetemi, non sto scherzando) verrà centrato da un’oggetto caduto da un aereo in avaria, e perderà i sensi. Al suo brusco risveglio in ospedale, ad opera di un’esuberante infermiera intenzionata a cacciarlo via perché la sua assicurazione non copre i “colpi in testa”, si ritroverà con una grossa e lunga mano rosa che gli esce dalla testa e che gli permette di leggere il pensiero delle persone e in alcuni casi di afferrarlo. Da qui partirà la sua splendida e divertente avventura che lo porterà ad intrecciarsi con personaggi buffi e cattivi non molto svegli. La semplicissima seppur assurda vicenda del protagonista si andrà ad intrecciare con tante altre piccole ed assurde vicende a cui dovremo trovare soluzione, come un taxista suicida disperato perché abbandonato dalla sua bella per via di una dentatura poco curata, oppure la relazione generazionale tra due pagliacci, rispettivamente padre e figlio, in una situazione al limite del ridicolo.

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GAMEPLAY

Seppur catalogabile come un Platform, la sua componente piattaformistica resta in secondo piano, per avvicinarsi molto di più ad una avventura grafica, dove leggere il pensiero della gente e trovare l’oggetto migliore per risolvere i loro problemi è la chiave per avanzare; problemi che daranno sfogo alle situazioni più disparate e mai ripetitive. Ad aggiungere follia al titolo è proprio il modo in cui reperiremo tali oggetti, che appariranno come stickers materializzatisi dal pensiero delle persone (pensereste mai di far vomitare un gabbiano che ha mangiato troppo con una torta di pesci?), questi adesivi dovranno poi essere letteralmente appiccicati addosso al problema per risolverlo. Questi adesivi potranno essere usati anche per superare le piccole fasi in cui dovremo sfuggire ai nostri inseguitori facendoli addormentare o appiccicando la nostra faccia su uno di loro distraendo gli altri. La chiave di tutto sarà quindi la lettura del pensiero che avverrà entrando nella modalità concentrazione e scagliando la nostra manona direttamente sul cervello che vogliamo leggere. La libertà d’azione del nostro personaggio sarà completamente incentrata nelle 2 dimensioni, con alcune piccole possibilità di avanzamento nella terza, ma quasi del tutto inutili.

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ASPETTO TECNICO

Esteticamente il gioco appare come un pop-up, dove la scenografia e ogni personaggio, sia attivo che non, sarà una sagome di cartone con tanto di bordini cartonati. Le tonalità della tavolozza, contrariamente all’ilarità  del titolo, sono cupe e spesso deprimenti, così da rappresentare la reale drammaticità dell’evento ed il degrado della città in cui la vicenda si compie.

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Il doppiaggio inglese poi risulta perfetto, con personaggi che in preda alla follia del gioco, parleranno nelle maniere più disparate e contorte tanto da apparire, in alcuni casi, ridicole. Ad aggiungere ulteriore senso del ridicolo al parlato, sarà la possibilità, attraverso l’inclinazione della levetta sinistra del pad, di rallentare ed incupire o accelerare ed acutizzare, i dialoghi e le musiche. Piccola nota di pregio va fatta ai sottotitoli in italiano che rispecchiano esattamente quel che dicono i personaggi, con l’aggiunta di piccole correzioni proprie del territorio italiano: i dollari diverranno euro, gli alieni parlano italiano e non inglese e tra i monumenti più importanti vi è il Colosseo…

Va inoltre fatto un piccolo plauso anche alla Band Zoink!, che ha realizzato una colonna sonora tutta originale, composta da piacevolissime musiche e canzoncine ascoltabilissime anche senza il gioco ad accompagnarle.

CONCLUSIONI

Insomma Stick it to the man è una piccola gemma del panorama indie che con una manciata di ore di durata riesce a donare al giocatore divertimento ed ironia, non annoiando mai, anche se gli enigmi non saranno mai complicati e la linearità sarà assoluta e schiacciante.


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