Recensioni

PAC-MAN e Le Avventure Mostruose – Recensione

Pac-Man-NintendOn-672x372

Mascotte dall’Oltretomba

Per riuscire ad affrontare un discorso sull’argomento mascotte in maniera sensata e con cognizione di causa c’è da riavvolgere il tempo fino agli anni ’80; un decennio favoloso e turbolento al tempo stesso per l’intera industria dei videogiochi. Se è vero che proprio durante gli anni ’80 l’intero medium ha subito una sorta di pesante battuta di arresto, è altrettanto vero che (probabilmente per ragioni imputabili ad una certa penuria di varietà) una manciata di idee ben sviluppate ed un gameplay semplice ma accattivante e funzionale poteva portare un singolo titolo al successo indiscusso. Di conseguenza, il protagonista di quel titolo dal successo stratosferico veniva eletto a furor di popolo come rappresentante del genere ed icona dell’azienda in particolare e, successivamente, dell’intero medium. L’intero discorso è valido per personaggi come Pac-Man (1980), Super Mario e Donkey Kong (1981), Link (1986) e Sonic (1991); passando per Mega Man, Samus Aran ed i Chocobo di Final Fantasy; la lista potrebbe continuare fino ad occupare l’intero articolo, ma non siamo qui a far lezioni di storia.

Con lo svilupparsi dell’industria ed il diffondersi di titoli di vario genere e per le piattaforme più disparate, il numero di personaggi definibile come mascotte è cresciuto al punto che, se si dovesse andare in giro ad intervistare passanti, si aggiungerebbero alla lista anche il Jack Frost della Atlus, Crash Bandicoot di Naughty Dogs e, perché no, il Vault-Boy da Fallout. È interessante, tuttavia, notare come, nonostante i fasti di un tempo, la vita delle vecchie glorie negli ultimi anni non sia proprio tutta rose e fiori. Se personaggi come Super Mario e Link, infatti, hanno avuto la fortuna di avere alle spalle uno staff di sviluppatori che, pur continuando ad utilizzare le stesse meccaniche di base, hanno il merito di saper rinnovare e migliorare l’intero franchise ad ogni capitolo prodotto, altri si sono ritrovati inglobati dal perverso processo di abbandono e riesumazione che caratterizza tutta quella parte oscura del modo di intendere il merchandising e che, come risultato, porta al corrispettivo videoludico dell’Isola dei Famosi.

Aridatece Mega Man! Sigla…

Titolo: Pac Man e le Avventure Mostruose
Sviluppatore: Namco-Bandai
Publisher: Namco-Bandai
Genere: Action-Platform
Piattaforma: Nintendo 3DS
Numero Giocatori: 1
Localizzazione: Testi in Italiano

Tie-In

Pac-Man and the Ghostly Adventures è il titolo di un cartone animato in CGI, presentato in 3D stereoscopico ed inedito in Italia, prodotto da 41 Entertainment, Arad Production Inc. e Namco-Bandai Games e trasmesso negli Stati Uniti ed in Giappone rispettivamente da Disney XD e da Tokio MX. In questa sua nuova versione televisiva, Pac-Man, aiutato dai suoi amici Cylindria e Spiral, dovrà difendere Pac-World dall’invasione dei fantasmi del malvagio Betrayus che, un po’ per vendetta ed un po’ per sete di conquista farà di tutto per conquistare la terra delle Pac-Persone.

Neanche a dirlo, Pac-Man e Le Avventure Mostruose è il Tie-In della serie televisiva che metterà il giocatore nei panni del botolo giallo e lo condurrà attraverso i cinque mondi che compongono Pac-World allo scopo di sventare i folli piani del malvagio Betrayus e riportare il mondo alla normalità. Nella versione videoludica, così come in quella televisiva, il nostro Pac-Protagonista avrà dalla sua l’aiuto dei suoi amici Cylindria e Spiral nonché l’appoggio della Ghost Gang gli Inky, Pinky, Blinky e Clyde che per anni hanno dato la caccia a Pac-Man nei labirinti dei cabinati game-arcade.

Ad esser sinceri ci speravo. Quando, infatti, mi è stato riferito d’esser stato scelto per provare e recensire Pac-Man e Le Avventure Mostruose mi sono appoggiato allo schienale della sedia del mio studio (perché un pezzo di carta da qualche parte dice che sono dottore in qualcosa), ho unito le punte delle dita delle mani a triangolo ed ho sibilato con ghigno sinistro: eccellente. Ed è proprio con lo stesso spirito che ho atteso il completamento del download sul mio fidatissimo Nintendo 3DS. Al termine del quale, per altro, mi sono riappoggiato allo schienale della sedia del mio studio,  ho unito le punte delle dita delle mani a triangolo ed ho sibilato: eccellente. Nemmeno una mezz’ora dopo ero in piena fase WTF!? con tanto di mani a simulare uno strangolamento a danno di qualcuno a caso. Ma andiamo con ordine…

 Le Avventure Mostruose

Per sventare l’attacco di Betrayus ed i suoi sgherri, Pac-Man dovrà affrontare sette ambientazioni differenti (uguali a tutte le ambientazioni standard di un qualsiasi action platform a caso): la Città che fa da tutorial, il Labirinto, la Foresta, il Tempio di Melma, la Città di Ghiaccio, una sezione intitolata Sopra le Nuvole ed, infine, la Galleria del Tempo che con tutte le sue luci al neon ed i pallini volanti è un omaggio visivo al Pac-Man del 1980. Per farsi strada tra le trappole e le orde di fantasmi imperversanti (inspiegabilmente ribattezzati spiriti nella localizzazione in Italiano), il nostro amato botolo giallo dovrà fare affidamento sulle sue abilità di salto e sulla sua incredibile voracità. Saltando, infatti, Pac-Man avrà la possibilità di muoversi da una piattaforma all’altra, evitando ostacoli e brutte cadute, mentre per raggiungere molte delle aree più in alto sarà possibile utilizzare un particolare doppio salto che sostituisce lo slancio a mezz’aria con una buffa camminata aerea che, in termini di funzionalità, si traduce in una sorta di planata in ascesa per un tratto breve, ma comunque sufficiente allo scopo. Parlando in termini di semplice difesa personale, Pac-Man avrà la possibilità di attaccare i fantasmi mordendoli e divorandoli, come la tradizione vuole. È interessante notare, inoltre, come entrambe le meccaniche di gioco funzionino in tandem, tradendo un certo livello di profondità sia sul piano del gameplay che sul piano del level design. Parlo di un “certo livello di profondità” perché al netto di qualche fastidiosissimo salto della fede, magari con tanto di fantasma che sbuca all’improvviso dal bordo destro dello schermo, il titolo Namco-Bandai non presenta alcun tipo di scorrettezza nei confronti del giocatore che, imparando ad utilizzare attacco e salto insieme può tranquillamente superare la maggior parte degli ostacoli posti in essere durante i livelli, senza aumentare di un grado la sensazione di sfida generale.

pacman-avventure-mostruose-02-nintendon-3ds
Le Pillole e la Frutta, icone del Franchise non potevano mancare.

Errori Le Bacche Speciali

Probabilmente ideate con lo scopo di aggiungere un po’ di varietà al gameplay generale di Pac-Man e Le Avventure Mostruose, le Bacche Speciali sono, a mio avviso, il punto debole maggiore dell’intero titolo Namco-Bandai. Queste bacche ( prego qualcuno di spiegarmi perché le pillole originali siano state trasformate in bacche durante la fase di localizzazione) permettono all’intrepido Pac-Man di utilizzare delle abilità necessarie ad oltrepassare alcune sezioni di determinati livelli. Affrontando “La Foresta”, tanto per citarne una, Pac-Man avrà la necessità di utilizzare la Bacca Camaleonte che, oltre a cambiarlo in una sorta di Pac-lucertola, gli permetterà di utilizzare la sua lunga lingua sia per afferrare i fantasmi dalla distanza sia per aggrapparsi ad appigli altrimenti irraggiungibili. Da una parte la necessità di utilizzare i poteri delle bacche speciali aggiunge un’ulteriore senso di profondità a ciascun livello ma, dall’altra, la scelta da parte degli sviluppatori di rendere i poteri disponibili solo in determinati punti dei livelli e limitarne l’autonomia solo entro un determinato lasso di tempo può portare a momenti, tutt’altro che piacevoli, in cui si è costretti a rimaner fermi nei pressi dell’icona in attesa di esaurire il tempo a disposizione per ottenere altre due cariche del potere necessario per procedere alla sezione successiva. Quanto una simile decisione possa rivelarsi maldestra lo si capisce soprattutto durante gli scontri con i boss. Per essere sconfitti, infatti, sarà necessario utilizzare proprio l’abilità speciale ottenuta durante il corso del livello ma, anziché essere caratterizzate dalla giusta e necessaria dose di strategia, le battaglie si riducono allo spam degli attacchi speciali seguiti dalle pause tra un rifornimento di bacche e l’altro.

Nelle fasi avanzate del gioco sarà possibile equipaggiare più di un potere alla volta, scelta utile soprattutto nelle fasi di backtracking.

Avventure Mostruosamente Blande

Caratterizzato da un comparto visivo coloratissimo, che di sicuro non deluderà i giovanissimi; vero e, credo, unico target del titolo Namco-Bandai, Pac-Man e Le Avventure Mostruose presenta una manciata di buone scelte, in termini di gameplay e di level design, che vengono però completamente oscurate dalla maldestra gestione dei poteri speciali e dalla genericità dei mondi di gioco. Se è vero infatti che ogni ostacolo ed ogni salto presenti nei livelli del titolo Namco-Bandai richiede da parte del giocatore una destrezza sufficiente a poter utilizzare in tandem il salto e l’attacco, è altrettanto vero che quasi tutte le ambientazioni sono completamente sovrapponibili alle ambientazioni di qualsiasi altro platform in circolazione. Come se non fosse sufficiente lo stesso cast dei personaggi, ad eccezione del protagonista Pac-Man (perché è Pac-Man) e della gang formata da Inky, Pinky, Blinky e Clyde (perché sono i quattro fantasmi colorati del gioco originale) risulta mal caratterizzato e tutt’altro che memorabile. Nonostante le premesse, le innovazioni ed un protagonista di tutto rispetto: un’icona che da solo rappresenta tutto il medium dei video games; Pac-Man e Le Mostruose Avventure rimane un platform mediocre che difficilmente troverà un bacino di utenza estraneo al fandom del cartone animato di cui riprende le vicende e che, ve lo ricordo, in Italia è ancora inedito.

Mostra tutto

Nicola "GordonFreeman" Sirci

Nato quando ancora andavano di moda i pantaloni a zampa di elefante, venne introdotto, a soli cinque anni, al mondo dei videogiochi dal padre, fiero possessore in un Mattel Intellivision (esatto la console con le scocche di legno). Tornato dal suo esilio temporaneo in Canada, continua a litigare con i commessi dei negozi di elettronica a causa della sua spasmodica ricerca del gioco di nicchia definitivo: quello che conoscerà ed apprezzerà solamente lui.
Back to top button