LEGO Lo Hobbit – Recensione

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Ultimamente il mercato videoludico ha assistito a una vera e propria invasione di videogiochi a tema LEGO: basti pensare ai recenti prodotti della serie “Lego City Undercover” per console Nintendo o quelli basati sul franchise “Lego Ninjago”, senza ovviamente dimenticare i titoli su licenza, come Harry Potter, Indiana Jones, Star Wars e, indicando qualcosa di più recente, Marvel Super Heroes, i quali, negli scorsi anni, ottennero varie trasposizioni videoludiche basate sui famosi mattoncini colorati.

Non ne scampò nemmeno “Il Signore degli Anelli”, che ricevette il suo adattamento “cubettoso” nel 2012, riscattando un buon successo di critica. Era ovvio aspettarsi un titolo a tema LEGO anche sulla nuova saga fantasy, prequel della trilogia originale, basata sulle avventure di Bilbo Baggins ed ecco, infatti, arrivare sulle nostre console “LEGO Lo Hobbit“.

Titolo: Lego Lo Hobbit
Sviluppatore: Traveller’s Tales
Publisher: Warner Bros. Interactive Entertainment
Piattaforme: PC, PlayStation 3, PlayStation 4, PlayStation Vita, Nintendo 3DS, Wii U, Xbox 360, Xbox One
Numero giocatori: Single Player/Co-op locale per 2 giocatori
Localizzazione: audio inglese, sottotitoli in italiano

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Il gruppo di nani si prepara alla battaglia contro i goblin, ricordate questa scena nel primo film?

MATTONCINI FANTASY

La trama di “LEGO Lo Hobbit” è, inutile discuterne troppo, quella che tutti conosciamo: il giovane hobbit Bilbo Baggins viene “reclutato” dallo stregone Gandalf il Grigio, per entrare a far parte di una compagnia di nani, guidata dal principe Thorin Scudodiquercia, in qualità di scassinatore ed assisterli nel viaggio per riconquistare un regno nanico perduto e sottrarlo dalle grinfie dello spietato drago Smaug.

Da questo punto di vista, il gioco segue molto fedelmente la trasposizione cinematografica dei romanzi di Tolkien, riproponendo inquadrature, situazioni ed eventi con precisione quasi assoluta: ritroveremo quindi momenti come l’arrivo dei nani a casa Baggins, il combattimento nel regno sotterraneo dei goblin e la rocambolesca fuga dal Reame Boscoso, realizzati in maniera identica alle scene dei film; se aggiungiamo ad esse l’incredibile quantità di sketch comici che fanno da contorno alla storia e realizzati con la consueta ironia delle produzioni LEGO, otterremo un prodotto in grado di far divertire il giocatore, senza snaturare eccessivamente la trama rendendola “bambinesca”.

Ovviamente il titolo Traveller’s Tales copre solamente i primi due film rilasciati al cinema finora, ma, per la gioia dei fan, ci viene ricordato che “LEGO Lo Hobbitriceverà un corposo DLC che coprirà gli eventi della terza e ultima pellicola, una volta che essa sarà rilasciata sul grande schermo (approssimativamente alla fine di quest’anno). Se sarà gratis o a pagamento, purtroppo non lo sappiamo ancora.

Graficamente parlando, non ci troviamo di fronte a qualcosa che non abbiamo già visto in precedenti titoli LEGO; gli elementi realizzati con i simpatici mattoncini hanno il classico aspetto “plasticoso”, mentre i vari luoghi “reali” della Terra di Mezzo sono stati ricreati con una grafica di buona qualità, ma non eccezionale. Tuttavia, un gran punto a favore è conquistato grazie al sapiente uso, in determinati luoghi, di effetti d’illuminazione dinamica, ben realizzati e in grado di contribuire positivamente all’atmosfera generale.

Purtroppo va fatto presente che il titolo soffre di diversi problemi di ottimizzazione, come sporadici cali di frame-rate, specialmente nelle situazioni più affollate, quando gli elementi a schermo diventano troppi da gestire. In rarissime occasioni, addirittura, è possibile assistere a veri e propri freeze del gioco che costringono il giocatore a riavviare la console. Fortunatamente si tratta di problemi molto rari che capitano in pochissime occasioni; quello che invece capita più frequentemente, sono gli inconvenienti relativi al comportamento della telecamera nei passaggi stretti, creando situazioni fastidiose e sgradevoli da gestire.

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Come in ogni gioco LEGO, ci saranno oggetti da trovare, monete da raccogliere e nemici da sconfiggere…di nuovo…

UN VIAGGIO (NON) INASPETTATO

LEGO Lo Hobbit” mantiene intatto il fascino e il gameplay dei precedenti giochi LEGO, dove per “mantiene intatto”, intendo lo stesso, preciso, identico: avremo il nostro nutrito gruppetto di personaggi, direttamente presi dal film come Bilbo, Gandalf, Thorin e il suo seguito di nani, ognuno con le sue caratteristiche e abilità speciali che ci aiuteranno a superare gli ostacoli nei 16 livelli di gioco. Essi saranno molto lineari e relativamente semplici, con una discreta quantità di enigmi, risolvibili senza problemi grazie alle abilità speciali dei protagonisti o all’utilizzo di una particolare arma, che sia essa un’ascia per spaccare delle lastre incrinate, un bastone magico per illuminare le zone buie o una fionda per colpire dei bersagli speciali. Tolti gli enigmi, il resto del livello andrà affrontato menando le mani con orchi, goblin e altri nemici che ci si pareranno davanti, ma nessuno che offrirà un grado di sfida superiore al premere il pulsante di attacco due o tre volte di fila, esattamente come accade in tutti gli altri titoli.

Il gameplay quindi, nonostante funzioni e risulti decisamente piacevole da giocare, risulta ormai datato e privo di sostanziose novità, eccezion fatta per alcuni momenti in cui ci verrà richiesto di costruire vari oggetti e armi, utilizzando i materiali recuperati dai nemici sconfitti o dagli elementi del livello distrutti. Coloro che si avvicinano ad un titolo LEGO per la prima volta, oppure i fan della licenza del “Signore degli anelli”, sicuramente non baderanno a questo fattore, guardando oltre e concentrandosi su tutti i punti forti del gioco, ma l’altra metà dei giocatori potrebbe essere ormai stanca e poco impressionata da una produzione troppo simile a se stessa da parecchi anni.

In compenso, come da tradizione, i maniaci dei segreti avranno di che faticare per completare interamente il gioco: infatti, se la storia principale si può tranquillamente terminare in 12 ore, completarlo al 100% richiederà molto più tempo e fatica. La modalità “Gioco libero” vi permetterà di rigiocare i livelli completati con tutti i personaggi che avete sbloccato, invece dei soli assegnati per esigenze di trama; questo dona una spinta decisiva alla longevità, dato che solo certi individui avranno accesso alle abilità necessarie per sbloccare le sezioni di livello precluse a tutti gli altri.

Inutile dire che i segreti abbonderanno soprattutto nell’immensa mappa di gioco open-world e scovarli tutti sarà la sfida più impegnativa che questo gioco ha da offrire; fortunatamente “LEGO Lo Hobbit” risulta abbastanza scorrevole, complice la ridotta difficoltà per renderlo accessibile ad un pubblico più giovane (a cui, probabilmente, il film non sarebbe nemmeno adatto, considerando che è un PG-13, mentre il gioco è PEGI 7…oh beh…).

Il comparto audio comprende molte musiche evocative tipiche della pellicola ed effetti sonori classici e familiari della serie LEGO, oltre ad un doppiaggio in inglese ben realizzato. Per la precisione, i dialoghi dei personaggi principali sono direttamente presi dai due film, mentre un doppiaggio interamente originale è stato utilizzato per dare voce principalmente agli NPC sparsi per il mondo che ci assegneranno le varie sub-quest.

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Non mi aspettavo di certo degli effetti di luce così ben realizzati in un titolo LEGO

COMMENTO FINALE

LEGO Lo Hobbit” rientra nel pieno delle aspettative di un classico gioco LEGO con licenza: una miriade di personaggi con abilità diverse, oggetti da collezionare sparsi per ogni livello e in ogni anfratto della gigantesca mappa open-world e la solita spiccata ironia che lo rende unico e divertente. Tuttavia ormai il gameplay, banale e ripetitivo, risulta sempre più difficile da perdonare: benchè sia ovvio che un titolo videoludico riservato ai più giovani non debba avere grosse pretese, bisogna iniziare a pensare come rivoluzionare la serie, evitando di fossilizzarsi troppo sulle stesse meccaniche vecchie di anni. Qualche problema di telecamera nei passaggi più ristretti e un paio di freeze e frame drop, lasciano qualche macchietta negativa sulla presentazione generale, ma il titolo nel complesso resta solido, divertente e pienamente apprezzabile, sia dai giovani videogiocatori, che dai fans del “Signore degli anelli” che cercano un semplice e rilassante passatempo.

Stupendo e divertente, anche se a tratti banale“…direi esattamente come i film de “Lo Hobbit”, non credete?

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