Puppeteer – Recensione

puppeteer

SCHEDA DI GIOCO

Titolo: Puppeteer

Genere: Platform
Data di uscita: 11 settembre 2013
Sviluppatore: SCE Japan Studio
Publisher: Sony Computer Entertainment
Piattaforme: PS3
Localizzazione: completamente in italiano

TRAILER DI LANCIO UFFICIALE DEL GIOCO

INTRODUZIONE

Quando fantasia e originalità fanno parlare di sé entra in gioco Japan Studio, e della loro ultima creazione parleremo in questa recensione. L’ambizioso progetto su cui hanno lavorato gli sviluppatori getta le sue basi sulla cultura del teatro di marionette giapponese. Sarà proprio questo il punto forte che caratterizzerà la produzione di Puppeteer. Sin dalla schermata principale si avrà l’impressione di essere presenti ad un vero spettacolo teatrale, con tanto di voce narrante, un pubblico quanto mai attivo e un sipario che si aprirà e si chiuderà all’occorrenza. Il palcoscenico, su cui si muoverà il nostro insospettabile eroe, sarà spesso sconvolto dalla scenografia in costante mutamento. Ma andiamo con ordine, prendete posto, stà per iniziare “Le perigliose avventure del giovane Kutaro”!

Kutaro_story (Custom)

STORIA

Tanto tempo fa il regno della Luna era governato da una Dea bellissima, ma poi Little Bear, verso il quale la Dea della Luna aveva sempre dimostrato grande affetto, rubò alla sua padrona due dei suoi tesori più preziosi: la Gemma Lunare e un paio di forbici magiche, note con il nome di Calibrus. Dopo essersi auto proclamato Re Orso della Luna, fece a pezzi la Gemma Lunare e ne diede un frammento ad ognuno dei suoi generali. Ora era lui il nuovo e spietato sovrano del regno della Luna. Notte dopo notte, rapì i bambini della Terra mentre dormivano, privandoli delle loro anime e trasformandoli in burattini di legno. E anche se questa notte non farà eccezione, potrebbe rivelarsi piuttosto… eccezionale. L’ultima vittima del re, un bambino di nome Kutaro, stà per ritagliarsi il proprio destino sottraendosi dalle grinfie del feroce e tirannico Re Orso.

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GAMEPLAY

Prima di iniziare, oltre a ricordaci di fare attenzione a non smarrire i nostri oggetti di valore e a pregarci di spegnere i telefoni cellulari, ci verrà chiesto se vogliamo dividere la scena con un amico che può controllare il partner che accompagnerà Kutaro in ogni livello. Il alternativa lo faremo da soli con l’uso della levetta destra e di un tasto dedicato che farà interagire con l’ambiente il nostro compagno di peripezie. In Puppeteer perdere la testa capita spesso! Ma attenti, perché avrete solo tre secondi per recuperarla prima che scompaia. Un burattino non può vivere senza testa. Nel corso dell’avventura, potrete tenere con voi un massimo di tre teste, compresa quella “indossata”, che potrete cambiare con le altre disponibili in qualsiasi momento qualora lo vogliate. In tutto il regno della Luna ce ne sono più di 100, ognuna diversa e con una specifica abilità che ci permetterà di svelare un bonus segreto (sono presenti anche alcune scene “fuori programma”) se ci troviamo in corrispondenza dell’immagine relativa alla testa. Se perdete tutte le teste, verranno in vostro aiuto le scintille lunari. Raccogliendo 100 di questi piccoli frammenti della Luna riceverete una vita extra. Conclusa la prima mezz’ora di gioco, otterrete Calibrus, le leggendarie forbici magiche, con le quali vi farete strada tagliando gli elementi sullo scenario, consentendovi così di proseguire. Col progredire della storia, Kutaro sbloccherà dei poteri legati alle teste dei quattro paladini sconfitti del regno della Luna. Questi gli consentiranno di bloccare gli attacchi nemici, lanciare bombe, usare un arpione, gettarsi in picchiata, spingere o tirare oggetti. Insomma, quello che vedrete nelle prime battute di gioco è un elementare platform e potrebbe darvi un’idea sbagliata ma se avrete pazienza, a tempo debito si evolverà in un gameplay molto più ricco.

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GRAFICA e SONORO

L’aspetto che più di tutti risalta in questa produzione e che ci catturerà con la sua ipnotica bellezza è la veste grafica. All’interno del teatrino allestito per far da cornice al gioco stesso, verremo catapultati di scena in scena, sotto gli applausi del pubblico divertito, finché affrontiamo bizzarri personaggi e oggetti di qualsiasi tipo si spostano in un mondo in costante movimento mentre i faretti alla base del palco seguono l’azione cambiando luminosità quando richiesto dalla regia. La meticolosa cura riposta nello stile unico che caratterizza Puppeteer è una gioia per gli occhi e per le orecchie. L’ottimo doppiaggio in italiano ci racconterà la favola senza dover distogliere lo sguardo dal palco per andare a leggere i sottotitoli, permettendoci così di cogliere ogni battuta dei personaggi che a volte vedremo anche uscire dalla scena per dialogare con la voce fuori campo o con il pubblico. Proprio quest’ultimo, a dimostrazione di quanto è partecipe, lasciando ferma l’azione per qualche minuto o mettendo in pausa il gioco, inizierà a rumoreggiare in attesa della ripresa dello spettacolo. A quel punto, il narratore intimerà il silenzio in sala.

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VERDETTO FINALE

Portata a termine l’avventura, che si compone di 21 livelli per una durata complessiva che si aggira attorno alle 9 ore, avrete ben pochi motivi per riprendere in mano il gioco se non siete in cerca dei collezionabili. Dal menu principale potrete dare un’occhiata ai sei libri illustrati che vi racconteranno ulteriori dettagli sulla storia. Unico “difetto” che mi sento di attribuire a Puppeteer è il livello di sfida. Vedere il “game over” è impossibile e questo potrebbe far annoiare i giocatori che da un platform si aspettano una maggiore difficoltà. Il mio consiglio è comunque quello di giocarlo in due. Gestire in solitaria sia Kutaro che il suo compagno potrebbe risultare scomodo nelle scene più veloci. Con l’avvento della next-gen il mio timore è quello che titoli come questo vengano lasciati sugli scaffali e ingiustamente dimenticati. Onore a Japan Studio che non solo ha voluto cercare di proporre un qualcosa di nuovo ma lo ha fatto in modo sublime, creando una nuova IP dal valore indubbio, in esclusiva e alla fine del ciclo vitale di PlayStation 3.

E attenzione a non sottovalutarlo, non è “solo” un gioco per bambini…

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