Rain – Recensione

rain ps3

SCHEDA DI GIOCO

Titolo: Rain
Genere: Avventura
Data di uscita: 02 ottobre 2013
Sviluppatore: SCE Japan Studio
Publisher: Sony Computer Entertainment
Piattaforme: PS3 (distribuito su PlayStation Network)
Localizzazione: testi in italiano

TRAILER DI LANCIO UFFICIALE DEL GIOCO

INTRODUZIONE

Parlando di arte nei videogiochi, spesso ci si ritrova a coinvolgere ICO e Shadow of the Colossus. Fumito Ueda riuscì a far camminare questi due titoli su quel sottile filo che separa i videogiochi dalle opere narrate. Questo è il principale motivo per cui tutti noi conosciamo il team ICO, capace di trasmettere al giocatore, con un mix astuto di animazioni e musiche, forti emozioni in grado di smorzare (almeno in parte) alcuni punti deboli delle loro singolari meccaniche di gioco. SCE Japan Studio vanta di avere all’interno del proprio organico questo team e, con questa premessa, ci presenta Rain.

Rain

“A tale only the rain knows…”

STORIA

Senza entrare troppo nei dettagli, Rain ci mette nei panni di un bambino, di cui non si conosce il nome, che dalla finestra della sua camera vede una bambina minacciata e inseguita da una presenza oscura. Uscito di casa, nel tentativo di raggiungerla, varcherà la soglia di una porta che lo condurrà in un mondo dove perderà la voce a la propria forma! Il bambino ben presto si accorgerà che potrà vedere la propria sagoma solo quando bagnata dell’incessante pioggia che lo accompagnerà per il resto dell’avventura. A questo punto non gli resta altro che trovare la bambina…

tale

GAMEPLAY

Scoprirete che non siete soli. Strane creature, anch’esse riconoscibili solo se colpite dall’acquazzone, si aggirano nei vicoli della città e, non avendo a disposizione nessun tipo di arma, la vostra sola alleata sarà (neanche a pensarlo) la pioggia! L’unico modo di sopravvivere sarà infatti la possibilità di rendervi invisibili ad essi nascondendovi sotto ai ripari che ogni tanto il percorso vi concede. Come farete a muovervi se non vedete dove siete? Le impronte dei passi lasciate dai piedi bagnati del bambino vi aiuteranno ad orientarvi. Inoltre se passerete sopra a del fango vi sporcherete e vi renderete visibili anche quando non dovreste esserlo. Le vostre uniche abilità saranno quelle di poter saltare sopra agli ostacoli che vi si porranno dinanzi e di interagire, quando possibile, con oggetti, porte, scale e altri passaggi. La fantasia del giocatore nel risolvere la situazione sarà limitata dalla linearità del percorso, privo di scelte secondarie alla soluzione prestabilita. Non vi sarà difficile quindi procedere verso l’obiettivo. Il basso livello di sfida e la semplicità del gameplay non farà di certo impazzire di gioia i giocatori più propensi all’azione mentre catturerà coloro che si lasceranno trasportare dall’atmosfera malinconica e dalle emozionanti gesta del protagonista che saranno narrate da un testo che comparirà a schermo come se stessimo di fronte ad una pellicola cinematografica d’altri tempi.

Invisible

GRAFICA

Se resterete sbalorditi nel vedere gli effetti della pioggia sugli elementi ambientali, noterete che la componente grafica di Rain mostra qualche incertezza, in particolare su alcune texture che risultano scarsamente definite. Ma la vostra attenzione sarà portata altrove. Le ambientazioni cupe come i numerosi vicoli ciechi in cui vi incamminerete, combinate alla mancanza quasi totale di fonti luminose, vi daranno quella sensazione di solitudine che vi condurrà per buona parte del viaggio.

Rain town

SONORO

La componente sonora ha un ruolo fondamentale. Se è vero che da un lato a farla da padrone sarà l’incessante pioggia, il solo suono che riecheggia nelle vie “fantasma” della città (ad eccezione di ciò che si muoverà avanzando nello scenario), dall’altro c’è una serie di toccanti melodie composte dal noto compositore giapponese Yugo Kanno, conosciuto per le sue colonne sonore di molte serie TV, film e anime. Suo anche il tema portante del gioco, un riadattamento di “Clair de lune” di Claude Debussy, tratto dall’opera “Suite bergamasque”. La parte vocale è stata affidata alla quattordicenne Connie Talbot, famosa per essere arrivata alle finali del Britain’s Got Talent.

boy rain

“Senza un temporale di tanto in tanto, come faremmo ad apprezzare i giorni di sole?”

VERDETTO FINALE

Valutare Rain non è facile. Avrete già capito da soli, leggendo questa recensione, che questo videogioco non è adatto a tutti e che purtroppo in pochi sapranno apprezzarlo. Pur mostrandosi con un’idea originale non ne sfrutta il potenziale e cade nella sua stessa semplicità che porterà il giocatore a dover ripetere le stesse azioni per le 3-4 ore che gli saranno necessarie a completare il gioco. Una volta terminato, iniziando una nuova partita troverete sparsi per le strade dei ricordi che racconteranno il passato dei due bambini. Se ritenete di poter metter da parte l’azione e la frenesia a cui i videogiochi ci hanno abituato e gli darete un’occasione, Rain vi prenderà per mano e vi catturerà con la sua malinconia. Ma se pensate di non potervi concedere una pausa dalle vostre guerriglie online, rilassandovi guardando la pioggia cadere sui vostri schermi, non considerate l’acquisto di questa poetica esperienza. La scelta è quindi vincolata ai vostri gusti personali, per questo non ritengo di poter consigliarne l’acquisto, anche se la qualità del titolo è indubbiamente buona. Aprirete gli ombrelli per ripararvi dalla pioggia o vi lascerete trasportare da questa fiaba?

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