Max Payne 3 – Recensione

SCHEDA GIOCO
TITOLO: Max Payne 3
SVILUPPATORE: Rockstar Vancouver
PUBLISHER: Take 2/Rockstar Games
DATA DI USCITA: 18-05-2012 (Xbox 360, PS3) – 01-06-2012 (PC)
GENERE: Action/Shooter 3a persona
LINGUA: Inglese, sottotitolato

Requisiti minimi:

  • Sistema Operativo: Windows XP SP2
  • Processore: Dual core (Intel Pentium D o superiore)
  • RAM: 2GB
  • Hard Drive: 18GB di spazio libero
  • Scheda Video: 512MB Direct3D 10 compatibile o Direct3D 9 compatibile con Shader
  • Lettore: DVD-ROM dual-layer

Nel mondo videoludico ci sono personaggi che hanno davvero sconvolto l’utenza, con il loro carisma, con le loro storie e con la loro personalità.
Senza ombra di dubbio, Max Payne, è uno di questi. Il personaggio creato dal team Remedy Entertainment, è il protagonista di una delle più popolari e tristi storie noir nel mondo dei videogiochi.
Max è un decorato agente del dipartimento di polizia di New York, un giorno qualunque, ritornato a casa, ritrova sua moglie Michelle e la sua figlioletta appena nata brutalmente assassinati da un gruppo di teppisti, che scoprirà in seguito erano sotto l’effetto di una nuova droga che gira in città, denominata Valchiria.
Dopo aver eliminato la responsabile del traffico a New York, Nicole Horne, ed essere sopravvissuto all’incontro con Mona Sax, affascinante e misteriosa assassina, ed essere sopravvissuto all’assalto della gang dei “Ripulitori”, Max non ha più nulla per cui vivere e lottare… Abbandona il dipartimento, e brucia la sua esistenza tra una sigaretta ed il fondo di un bicchiere di whisky.
Ormai, è un uomo distrutto dentro, non ha più nulla per continuare a vivere… Per questo si lascia convincere dal suo amico (ed ex-poliziotto) Raul Passos a trasferirsi in Brasile, precisamente a Sao Paulo, dove potrà ricominciare una nuova vita, ripartire da zero e ricoprire il ruolo di guardia del corpo della facoltosa famiglia Branco.
Ben presto, Max, da buon poliziotto qual’è, capisce che non è tutto oro quel che luccica, e che tra i party selvaggi e la ricchezza del contesto in cui lavorerà, c’è del marcio profondamente radicato fin nei meandri della città… Mettendo in risalto la difficile situazione politica, economica e sociale che caratterizza la metropoli di Sao Paulo.
Quel marcio che dopo poco tempo, invaderà la famiglia Branco, rapendo Fabiana, moglie di Rodrigo… Quel marcio che farà decollare il plot in maniera repentina, lasciando il giocatore con il fiato sospeso fino al termine dell’avventura, fino alla scoperta dei veri burattinai che gestiscono la criminalità organizzata della città carioca.
Il titolo offre un plot davvero immersivo e vincente, che vi terrà incollati allo schermo fino all’ultimo secondo della campagna.
Ben presto scopriremo l’altro lato del Brasile… Scopriremo che non è solo belle ragazze, bianche spiagge e feste mondane!
Esse é o Brasil… Esta é a favela!

GRAFICA: Al giorno d’oggi ci troviamo a dover sentire diversi rumors sulle console di nuova generazione, che a quanto pare, dovrebbero sfoggiare una resa grafica degna di personal computer di altissima fascia.
Guardando il comparto tecnico di Max Payne 3, mi viene spontaneo dire: le nuove console, la nuova generazione, sono assolutamente necessari?
Detto questo, analizzando questo comparto tecnico, c’è da rimanere assolutamente a bocca aperta per quanto realizzato dal team Rockstar Vancouver.
Il motore che muove il gioco, è come al solito il motore proprietario RAGE (Rockstar Advanced Game Engine), che ha già stupito in Grand Theft Auto IV, Red Dead Redemption e L.A. Noire.
Accantonato l’elemento free roaming che ha caratterizzato i titoli precedentemente citati, è stato possibile per gli sviluppatori concentrarsi su degli ambienti più lineari, quindi più costretti e di conseguenza concentrare tutta la qualità in un’ambiente più piccolo.
Ogni ambiente è caratterizzato da textures estremamente definite, e da effetti di illuminazione ottimamente realizzati.
Senza contare un eccezionale motion capture, che carpirà ogni sensazione ed emozione dei personaggi, ed una realizzazione di effetti liquidi incredibile (acqua e sangue).
Eccezionali anche la direzione artistica del team canadese (che a tratti ricorda il montaggio ipertrofico e la regia di Tony Scott, nel capolavoro Man On Fire con Denzel Washington) e anche il level design, che presenta un’incredibile varietà di ambienti di gioco… Si spazia da costosi alberghi, a magazzini, da stazioni del bus, a sgargianti yacht, fino alla famigerata favela.
Ciò che resta incomprensibile, è il font dei sottotitoli utilizzato. Questo risulta essere estremamente ridotto (diciamo pure lillipuziano… Avete mai visto Gulliver?) e di un colore grigiastro, rendendo difficoltosa la lettura, causando anche in alcuni casi delle perdite a livello di contenuto nei dialoghi, nel videogiocatore (ed è un vero peccato, vista la qualità eccelsa dei dialoghi).
Sempre riguardo ai sottotitoli, è incomprensibile il motivo per cui gli sviluppatori hanno sottotitolato in portoghese, i dialoghi in lingua carioca, in quanto sarebbe stato più sensato sottotitolarli in base alla localizzazione ed alla regione di pubblicazione del titolo.
Sperando che quest’ultimo difetto, venga ovviato con qualche patch.
Altro elemento che spiccherà con il proseguire dell’avventura, è il progressivo cambiamento della fisionomia di Max.
Dalle prime fasi nel New Jersey, fino al gran finale, Max subirà diversi mutamenti, e questi serviranno al videogiocatore per comprendere il vero cambiamento nella personalità del protagonista. Dal giacca e cravatta, si passa alla canotta ed al taglio a zero di capelli, segno che in Max qualcosa sta cambiando, un nuovo punto di svolta, un nuovo inizio.
Oltre al cambio di look, ci sono anche le numerose cicatrici che il protagonista si porterà dietro, segno di un’esperienza che lo ha profondamente mutato, sia esteticamente, ma soprattutto interiormente.
Inoltre, uno spiccato realismo viene riprodotto nella fisica dei personaggi, con un saggio utilizzo del motore Euphoria, già presente in Grand Theft Auto IV, Red Dead Redemption ed altri titoli fuori del parco Rockstar, come Enslaved: Odyssey To The West.
Oltre al problema dei sottotitoli, ed un leggero problema di gestione del ragdoll, che intaccano solo di poco il lavoro svolto da Rockstar Vancouver, possiamo definire il comparto tecnico di Max Payne 3, davvero ben realizzato, anche in grado di lasciare a bocca aperta, in qualche circostanza.

SONORO: Ottimo il comparto audio messo su dal team canadese.
Perfetta la localizzazione e l’interpretazione del doppiaggio, presente purtroppo solo in lingua inglese (visto il problema dei sottotitoli, un doppiaggio interamente in italiano avrebbe decisamente giovato, al fattore godibilità del titolo).
Doppiaggio che immerge ancor più nel vivo della trama, anche grazie allo splendido copione messo su da Dan Houser, autore della sceneggiatura di Grand Theft Auto IV e Red Dead Redemption.
Ottima anche la colonna sonora, che comprende temi più moderni nelle fasi più concitate, e temi più struggenti e malinconici nei momenti più introspettivi e riflessivi.
Da applausi anche il campionario di effetti, che riproducono in maniera incredibile ogni bocca da fuoco.

GAMEPLAY: Max Payne 3 offre un gameplay vincente, vario, ma non per questo slegato dai canoni instaurati nei precedenti capitoli.
Sarà possibile iniziare l’avventura nei 3 canoni livelli di difficoltà: Facile, Normale e Difficile, al quale si aggiungono Hardcore e Vecchia Scuola, una volta terminata l’avventura in modalità Difficile.
Il livello di sfida offerto è decisamente all’altezza della fama della saga di Max Payne, come lo è anche l’interfaccia che comprende l’indicatore della salute. Differentemente da quanto proposto da titoli del genere nell’attuale generazione, la rigenerazione automatica della salute, corrisponde ad un misero 10% dell’indicatore.
Nel caso in cui volessimo curare una parte maggiore di salute, anche qui, come da tradizione, dovremo utilizzare degli antidolorifici.
Nell’interfaccia, oltre all’indicatore di salute, è presente anche l’indicatore dell’adrenalina.
Quest’ultima, preziosissima, ci permetterà di attivare due delle funzioni cardine del gameplay di Max Payne 3, ovvero il Bullet Time e lo Shootdodge.
Il Bullet Time, non è altro che la capacità di Max di rallentare il tempo, mentre lo Shootdodge, consiste in un balzo (sempre in Bullet Time) con il quale potremo eliminare diversi nemici, prima di ruzzolare al suolo.
E’ doveroso precisare che, nel caso in cui ci cimentassimo in cadute da altezze troppo elevate tramite lo Shootdodge, subiremo anche dei danni. Questa feature, contribuisce a donare un maggior realismo al gameplay, ma visto l’elevato livello di sfida che ci viene proposto fin dalle difficoltà più agevoli, non ci è sembrata un’introduzione opportuna.
Inoltre è stato introdotto un pratico cover system, non presente nei capitolo precedenti, che garantisce solo in minima parte un riparo sicuro, poiché i nemici non tarderanno nello scovarvi e nell’attaccarvi a spron battuto.
Differentemente dai titoli targati Rockstar citati in precedenza, sarà possibile portarsi dietro solo 3 armi: 2 semiautomatiche ed un fucile. Come da tradizione sarà possibile utilizzare le due pistole in contemporanea, anche se saranno due pistole di differente calibro.
Per richiamare il pratico inventario, sarà necessario premere il tasto dorsale sinistro.
Ad aumentare le alternative nel gameplay, ci sono anche tre tipi di mira: Assistita, Semi-Assistita e Manuale.
Precisiamo che tutti gli obiettivi/trofei presenti nel gioco, e relativi alle uccisioni, necessiteranno l’opzione Mira Manuale, questo per coloro che vogliono un livello di sfida maggiore e magari aumentare i propri GPoint.
Nonostante qualche leggero difetto di calibrazione, e qualche leggerissima imperfezione del motore fisico (tuttavia niente di clamoroso), possiamo affermare che anche nell’ambito gameplay, Max Payne, riuscirà a soddisfare i palati più fini, ed anche coloro che hanno amato le precedenti storiche incarnazioni.

LONGEVITA’: La campagna principale di Max Payne 3, si attesta sulle 10-12 ore, una durata decisamente sopra la media, rispetto ad altri titoli del genere.
Dopo aver terminato la campagna, ci saranno altre modalità ad accompagnarvi ancora per molte ore, come: la modalità arcade e un multiplayer ben costruito ed implementato.
La modalità arcade consiste nel rivivere la campagna principale, a tempo, dove ogni nostra uccisione ci darà un tot di preziosi secondi, che non permetteranno al timer di scendere allo zero.
Mentre nel multiplayer ci sono diverse modalità: oltre al classico Deathmatch e Deathmatch a squadre, saraà possibile sbloccare dopo 100 uccisioni la modalità Payne Killer, nella quale un gruppo di giocatori dovrà dare la caccia a Max Payne.
Sono presenti anche altre modalità come Cattura La Bandiera e la Modalità Guardiano, che vanno ad ampliare ulteriormente il fattore longevità. Durante la prova multiplayer, non si è mai assistito a problemi di lag o disconnessioni varie.

CONCLUSIONE: Ennesimo strike da parte di Rockstar. Dal 2008, stiamo assistendo, a cadenza annuale, ad un’uscita che sconvolge ed entusiasma l’intera utenza videoludica.
Nel 2008 con Grand Theft Auto IV, nel 2009 con Episodes From Liberty City, nel 2010 con Red Dead Redemption, nel 2011 con L.A. Noire, e possiamo affermarlo con estrema certezza: nel 2012 con Max Payne 3.
Una direzione artistica impeccabile, una trama immersiva ed un comparto tecnico eccezionale, rendono questo gioco un vero e proprio must di questo 2012.
I piccoli difetti a livello tecnico e di gameplay, non minano la bontà di un prodotto che merita di essere vissuto fino all’ultimo secondo.
Un prodotto maturo che mette in luce, semmai ce ne fosse ancora il bisogno, il fatto che Rockstar cura gli interessi del videogiocatore, consegnandoci prodotti vincenti e dalla grande personalità.
Max, è tornato…

“Potete dire ciò che volete degli americani… Ma noi capiamo il capitalismo! Paghi per quello che compri… E questi hanno pagato per un gringo incazzato, incapace di distinguere giusto e sbagliato” – Max Payne


Max Payne 3 – Box art


Max è un uomo profondamente ferito… Dentro e fuori


Non preoccupatevi… Anche lui detesta la sua camicia


Ecco in azione lo Shootdodge


I livelli sono tutti estremamente belli… Ma la favela, ha un fascino tutto suo


Il passato non si dimentica…


In alcuni flashback, tornerà il vecchio look di Max


4 Comments

  1. Avatar fullmetalalchemist25
  2. Avatar maidenmaniac
  3. Avatar Davide
  4. Avatar fullmetalalchemist25

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