XCOM: Enemy Within – Recensione

EW - copertina

Con XCOM: Enemy Unknown, remake del famoso UFO: Enemy Unknown del 1994, Firaxis Games è riuscita a risvegliare dal torpore un genere che non vedeva un campione da anni e che stava inesorabilmente morendo, prendendo con successo i tratti caratteristici di una pietra miliare del passato e riproponendoli in una veste moderna, senza perdere il suo retaggio. Il prodotto finale è stato acclamato dalla critica e dal pubblico, ottenendo ottimi apprezzamenti anche dal mondo console, nonostante esso non sia così avvezzo agli strategici e il controller non sia la periferica più adatta a gestire un gameplay di questo tipo.
Ad un anno di distanza, ecco giungere sul mercato XCOM: Enemy Within, espansione che, oltre a comprendere i DLC usciti, va ad aggiungere al gioco base nuovi elementi, modificando sostanzialmente il gameplay ed allargando parzialmente gli orizzonti della campagna originale.

SCHEDA DI GIOCO

Titolo: XCOM: Enemy Within
Data di uscita: 15 novembre 2013
Sviluppatore: Firaxis Games
Publisher: 2K Games
Piattaforme: PC, Xbox 360, PS3
Localizzazione: completamente in italiano

Richiede XCOM: Enemy Unknown per essere installato;

TRAMA

Dal punto di vista narrativo, Enemy Within introduce nuove missioni che si sviluppano all’interno degli eventi vissuti in Enemy Unknown, ritagliandosi un proprio spazio senza alterare o continuare in alcun modo la storyline originale.
Esattamente come in Enemy Unknown, lo scenario al quale ci si troverà davanti sarà quello di una invasione di una razza aliena tecnologicamente avanzata intenzionata a mietere gli essere umani ed a disseminare distruzione nelle città del globo. Il giocatore vestirà i panni del comandate dell’XCOM, una organizzazione militare sovranazionale dotata delle menti e delle strumentazioni più avanzate del pianeta, con l’intento di respingere gli invasori, analizzare e manipolare le loro tecnologie e comprendere le loro motivazioni.
L’evoluzione della partita è accompagnata da tre personaggi, che, attraverso svariati dialoghi e piccoli filmati, alcuni dei quali inseriti ex-novo dall’espansione, andranno ad introdurre i nuovi obiettivi dell’organizzazione:

  • l’ufficiale Bradford, con il ruolo di affiancare il comandante nella sala di controllo e nella gestione delle missioni;
  • la dottoressa Vahlen, sovraintendente degli scienziati e del laboratorio scientifico, la cui funzione consiste nell’analizzare gli alieni e la loro tecnologia per sviluppare progetti utilizzabili dall’XCOM;
  • il dottor Shen, responsabile degli ingegneri e dell’officina, a cui spetta la costruzione delle strutture e l’assemblaggio e potenziamento dell’arsenale bellico in dotazione alle truppe;

EW - Fusione
La novità più rilevante di Enemy Within è l’EXALT, una organizzazione paramilitare che vuole far propria la tecnologia aliena per soggiogare i governi per il proprio tornaconto. Essa opererà attraverso piccole cellule clandestine sparse nel pianeta in funzione anti-XCOM, innalzando il panico nelle nazioni e rubando i crediti e i dati ottenuti dalle ricerche dell’intelligence XCOM. Ciò darà luogo ad una tipologia tutta nuova di missioni ed avversari, a cui si vanno a sommare nuove missioni affidate dal Consiglio che mettono il giocatore davanti a situazioni uniche e a nuovi personaggi.
Nonostante le aggiunte apportate da Enemy Within, il plot narrativo rimane pressoché invariato da Enemy Unknown, non modificandone l’essenza: la trama rimane funzionale al gameplay, accompagnando discretamente l’evolversi degli eventi senza però spiccare a livello di pathos e carisma.

GAMEPLAY

I contenuti di Enemy Within vanno prevalentemente a colpire il gameplay, con nuove unità addestrabili e da abbattere, una nuova tipologia di missioni e un tangibile aumento dei progetti di ricerca e degli oggetti costruibili.
Fin dalla prima missione, si farà la conoscenza della Fusione, strana sostanza aliena contenuta in capsule metalliche presente in buona parte delle mappe di gioco. Essa sarà reperibile unicamente sul campo di battaglia, attraverso il contatto ravvicinato dei nostri soldati, e sarà disponibile solo per un determinato numero di turni, a meno che non venga danneggiata dagli attacchi oppure il livello non venga liberato da forze nemiche prima dello scadere dei turni.
La scoperta e analisi di questa nuova risorsa darà accesso a due nuovi tipi di unità, il soldato MEC e il soldato geneticamente modificato, le cui abilità e potenziamenti verranno sbloccati man mano che si proseguirà lungo la campagna principale.
Le unità sopracitate, dietro l’esborso di un determinato numero di crediti e quantitativo Fusione, saranno disponibili in seguito alla costruzioni di due nuove strutture nella base:

  • il laboratori genetico: gestito dagli scienziati, esso si concentrerà sulla manipolazione genetica delle truppe desiderate, migliorando diverse parti del corpo (cervello, occhi, petto, pelle e gambe) e garantendo lo sblocco graduale di cinque abilità sulle dieci disponibili.
    Da notare che le modifiche apportate non sono definitive e che possono essere cambiate successivamente spendendo nuovamente crediti e Fusione.

EW - laboratorio genetico

  • il laboratorio cibernetico, gestito dagli ingegneri, prevede di modificare ciberneticamente i soldati, attraverso l’amputazione e sostituzione di gambe e braccia con arti meccanici, in modo che essi possano utilizzare imponenti esoscheletri dall’enorme potenza e resistenza.
    Durante questo processo, il soldato abbandonerà la propria classe di appartenenza, da cui erediterà una abilità bonus, per abbracciare una quinta classe, quella del soldato MEC, ramificata in gradi come accade per l’assaltatore, il cecchino, il supporto e il pesante. Per l’utilizzo sul campo di battaglia del soldato, si dovrà procedere alla costruzione di un MEC equipaggiabile, via via potenziabile sulla base delle scoperte effettuate dall’XCOM.
    Da notare che il processo di trasformazione del soldato è irreversibile e che è possibile costruire più MEC, che potranno essere equipaggiate presso il soldato liberamente prima di ciascuna missione

EW - MEC
Come l’XCOM, anche gli alieni possono contare su due new entry: il Mechtoide, sectoide con esoscheletro in contrapposizione al MEC, e il Cercatore, essere robotico tentacolare dotato di un avanzato sistema di occultamento in grado di avvicinarsi ed immobilizzare i soldati, togliendogli vita ad ogni turno fino alla morte.
Le novità non finiscono qui. Infatti, oltre alla minaccia aliena, ne subentrerà una del tutto differente, ossia l’EXALT, che metterà sul campo gruppi di soldati alla pari della squadra XCOM, in grado di utilizzare granate e medikit, per poi, nelle fasi avanzate di gioco, replicare le scoperte XCOM, quali gli innesti genetici e le armi di derivazione aliena.
Per sradicare la minaccia EXALT e scoprire l’ubicazione della loro base operativa, verrà dato il via ad una serie di operazioni speciali, nelle quali si dovrà mandare per un paio di giorni un soldato in veste di agente in incognito presso una cellula EXALT. Ad essa, seguirà una missione di estrazione, dove la nostra squadra sarà chiamata a supportare l’agente per la violazione di alcuni dispositivi nemici e successivamente evacuarlo, oppure difendere determinate zone da orde nemiche per consentire l’invio di dati importanti presso l’XCOM. Una volta raccolti sufficienti dati per accusare una nazione di ospitare la base EXALT, si procederà al suo assalto, che avrà come primo effetto l’uscita immediata della nazione dal progetto XCOM.
Da notare anche la piacevole presenza di altri contenuti di contorno, come le medaglie, la cui assegnazione garantirà un bonus aggiuntivo al soldato scelto, una maggiore personalizzazione della squadra e una agevolazione per la gestione dell’equipaggiamento in fase di pre-missione.

EW - squadra XCOM

Nonostante i contenuti aggiuntivi siano molti ed abbiamo un impatto positivo sul versante varietà e longevità, le nuove unità disponibili, specialmente i MEC, risultano fin troppo potenti, andando a destabilizzare gli equilibri sul campo di battaglia e portando il giocatore a trovarsi dinnanzi ad un grado di sfida minore rispetto al passato. Il cambio è evidente: la difficoltà “classico” di Enemy Unknown proponeva una esperienza di gioco maggiormente di nicchia, rispetto a quella più accessibile di Enemy Within. La cosa si nota soprattutto nelle vecchie missioni, specialmente quella finale, che non sono state dovutamente riviste per prepararle ad una squadra composta da individui più potenti. Infatti, se prima il rischio di perdere qualche soldato era onnipresente, ora è stato ridimensionato, in quanto una squadra composta da più MEC e soldati geneticamente modificati, raramente potrà essere messa in difficoltà dal nemico, sia esso alieno o umano.
Non mancano alcuni difetti ereditati da Enemy Unknown, come le percentuali di riuscita di un attacco in alcuni frangenti ancora anomale, e, in alcune mappe a più livelli, ancora qualche difficoltà nella selezione della casellina di movimento del soldato.

ATMOSFERA

Dal punto di vista grafico e sonoro, Enemy Within rimane pressoché invariato rispetto Enemy Unknown, salvo qualche accorgimento di secondaria importanza.
In generale, Unreal Engine 3 svolge il suo dovere, immergendo il giocatore all’interno di una appagante atmosfera improntata su canoni fantascientifici anni ’90, senza tuttavia proporre dettagli accentuati o perfezioni eccelse, scelta sicuramente influenzata dal dover proporre il titolo su più piattaforme di gioco. In compenso, il motore grafico è fruibile anche su PC con componenti hardware non altisonanti, mantenendo la sua fluidità e la sua stabilità anche nelle situazioni più congeniate. Dal punto di vista tecnico, Enemy Within, costruito sulle patch correttive uscite in passato, è pulito sul versante bug, limitandosi a qualche occasionale bug visivo, senza tuttavia risultare bloccante.

EW - MEC vs Mechtoide
Le battaglie, gestiste da una visuale 3D isometrica che lascia spazio a inquadrature ravvicinate su singoli soldati e alieni in alcuni momenti, possono ora vantare un notevole numero in più di campi di battaglia, caratterizzati da un level design più vario che in passato, sia dal punto di vista estetico, sia da quello morfologico, scongiurando quella sensazione di riciclo evidente presente in Enemy Unknown. Anche il comparto sonoro svolge il suo lavoro, con musiche, effetti sonori e doppiaggio in italiano di discreta qualità.

VERDETTO FINALE

Premesso che Enemy Unknown lo analizzai in maniera ufficiosa e gli conferii il voto di 8.5, ritengo XCOM: Enemy Within un prodotto di discreta fattura, capace di giustificare l’inizio di una nuova partita con i suoi nuovi contenuti e di regalare al giocatore una esperienza magnetica come Enemy Unknown, ma non così brillante come avrebbe potuto essere.
Infatti, se da un lato va ad introdurre la Fusione, la fazione EXALT, le mappe aggiuntive e altri contenuti in grado di variare l’esperienza di gioco ed aumentare sensibilmente la longevità, dall’altro va a destabilizzare gli equilibri durante i combattimenti, con le new entry XCOM in grado di avvantaggiare eccessivamente il giocatore, culminando con un tangibile abbassamento della difficoltà generale rispetto Enemy Unknown.
Nonostante ciò, Enemy Within rimane una esperienza nel complesso positiva, anche se è consigliabile entrarne in possesso ad un prezzo scontato ed iniziarlo ad una difficoltà maggiore per un equo grado di sfida.

Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com