inFAMOUS: Second Son – Recensione


TITOLO
: inFAMOUS: Second Son
SVILUPPATORE: Sucker Punch
PUBLISHER: Sony Computer Entertainment America
GENERE: Action
GIOCATORI: 1
RISOLUZIONE: 1080p
PIATTAFORME: PS4 (21-03-2014)
LOCALIZZAZIONE: Totalmente in italiano


Abbiamo atteso a lungo questo momento… Ossia quel momento in cui le console di nuova generazione sarebbero inevitabilmente entrate nelle nostre case, ponendosi al centro dell’home entertainment e creando un incontrollabile hype in ogni videogiocatore, trepidante di scoprire quali nuove gemme ci avrebbe riservato la next gen (ormai current).
PS4 e Xbox One sono arrivate, e i dati di vendita delle unità e le performance sui titoli multipiattaforma, hanno dato ragione a Sony.
Ma a livello di software, qualcosa non è andato per il verso giusto… La controparte verde crociata, si è presentate con molte più freccie al suo arco durante il periodo di lancio (di valore altalenante), ma vuoi per una politica iniziale suicida, vuoi per un hardware apparentemente difficile da programmare, le vendite, seppure buone, non hanno tenuto testa al monolite nero nipponico.
Dopo il buon Killzone: Shadow Fall e l’anonimo Knack, Sony si presenta in pompa magna con un altro marchio che ha fatto la fortuna sull’ormai vetusta (mica tanto poi) PlayStation 3… Stiamo parlando di inFAMOUS, con il terzo capitolo sottotitolato Second Son.
Andiamo a fondo nell’analisi della nuova esclusiva PS4.

NUOVA CONSOLE, NUOVO EROE
Sono passati ben sette anni dagli avvenimenti di inFAMOUS 2, e tutti (o almeno la maggior parte) sappiamo come è andata a finire al buon vecchio Cole, protagonista Conduit dei primi due capitoli.
Adesso è tempo di nuovi eroi (o infami), ed il nuovo protagonista Delsin Rowe, è quanto di più diametralmente opposto ci potessimo aspettare, dopo la dipartita di Cole.
Delsin è un giovane arrogante, spaccone e ribelle, tenuto a bada dalla civiltà indo-americana in cui vive, fatta di valori di famiglia, onore e soprattutto caratterizzata dall’ambizione di una vita tranquilla, come più volte paventato dalla nonna e dal fratello maggiore (poliziotto) del protagonista.
Tuttavia, Delsin è estraneo a ciò che sta accadendo al di fuori delle mura del suo piccolo villaggio ai margini perimetrali della città di Seattle, dove il D.U.P. continua imperterrito a tormentare la popolazione, con il fine ultimo di dare la caccia a quei Conduit sopravvissuti al sacrificio di Cole.
La storyline ci permette di conoscere a fondo il carattere di Delsin, che inizialmente viene tratteggiato come un personaggio spaventato dal suo essere Conduit, ma che via via percorrendo gli eventi, diviene sempre più padrone di se.

IL FUMO UCCIDE… IL NEON PURE
L’impianto di gameplay di inFAMOUS: Second Son è piuttosto funzionale e semplice da padroneggiare, anche se talvolta casca in banalità che non ci aspetteremmo mai da questa generazione. Anche se, siamo ancora agli inizi.
Delsin potrà padroneggiare tre tipi di poteri: fumo, neon e video, sbloccabili nel corso della campagna. A livello di meccaniche e/o di duttilità tattica, i suddetti poteri non offrono poi così tante variabili come ci si potrebbe aspettare. La scelta su quale potere utilizzare rimane al giocatore, precisando che l’unica differenza sostanziale riguarda l’impatto estetico e tocca solo in modo marginale il gameplay.
Ogni potere ci permetterà di lanciare proiettili, di eseguire attacchi in mischia, scatti e attacchi speciali, come l’attacco karma.
Ciascun potere, potrà essere sviluppato tramite un intuitivo schema di progressione del personaggio, introducendo una certa vena gdr, che permetterà di acquisire di volta in volta mosse differenti, per ciascun potere.
Un difetto che si potrebbe rimproverare ai ragazzi di Sucker Punch è quello di non aver introdotto la possibilità di switchare tra un potere e l’altro durante la battaglia tramite la pressione di un singolo tasto, un pò come accadeva nel DmC di Ninja Theory, dove gli attacchi Angelo e Demone potevano combinarsi durante le battaglie.
Questo fattore avrebbe permesso al gameplay di ottenere un significativo valore aggiunto, aumentando in maniera sostanziale la profondità del gameplay e il divertimento durante le fasi di giocato.
Buono invece il parkour, che pur non raggiungendo le vette di titoli come Assassin’s Creed, si attesta su livelli piuttosto alti, con qualche difetto (soprattutto durante le scalate dei palazzi) ma capace di divertire specialmente se abbinato all’utilizzo di uno dei poteri.
Inspiegabile, inoltre, l’impossibilità di Delsin di nuotare… Questo è assolutamente inaccettabile in un titolo uscito nel 2014.

UN BEL TRAMONTO SULLA BAIA DI SEATTLE
Graficamente parlando, inFAMOUS: Second Son offre un colpo d’occhio assolutamente eccezionale, pur con qualche compromesso che analizzeremo più avanti.
Partiamo dal cuore pulsante di questo terzo capitolo della saga: la città di Seattle. Bella, bellissima, dettagliatissima, capace più volte di stupire il videogiocatore grazie agli ottimi effetti di luce, e alla sterminata linea d’orizzonte, capace di riprodurre scorci da lasciare davvero a bocca aperta.
Anche le animazioni di Delsin sono estremamente curate e dettagliate, come quelle dei personaggi comprimari.
A livello tecnico siamo su ottimi standard, con una definizione di 1920×1080, ed un frame rate rocciosamente ancorato a 30 fotogrammi al secondo. Tuttavia, il comparto tecnico di inFAMOUS: Second Son, mostra il fianco ad una fisica quasi totalmente inesistente.
Basti pensare ad una quasi totale indistruttibilità degli ambienti, ad una totale mancanza di interazione tra Delsin e la vegetazione circostante, oppure all’assenza di una qualsiasi reazione nel momento in cui Delsin dovesse venire investito da un’auto o da un tram sopraelevato (!).
Ottima invece la riproduzione dei fenomeni atmosferici, dai colori caldi di un tramonto autunnale, si passa con estrema disinvoltura ad una Seattle grigia e piovosa.
Certo, non il massimo per chi si aspettava un comparto grafico spacca mascella… Ma tenendo in considerazione che siamo agli inizi di una nuova generazione di console, il risultato è assolutamente soddisfacente, e non ci possiamo certo lamentare.
Buono, infine, anche il comparto audio, con un doppiaggio in italiano di ottima fattura, un’ottima colonna sonora d’accompagnamento ed un ottimo campionario di effetti sonori urbano/metropolitani.
La campagna principale si attesta sulle 10 ore circa di durata. Il titolo gode di un ottimo fattore rigiocabilità, essendo caratterizzato da scelte morali che influenzano il karma. Il titolo può essere affrontato da “eroe” o da “infame”, ed ognuna delle reputazioni offre anche leggere ripercussioni a livello di gameplay, poiché in base al nostro atteggiamento, potremo sbloccare mosse ed abilità uniche.
Inoltre, se consideriamo le missioni secondarie (che non nascondiamo, dopo qualche ora hanno mostrato il fianco ad una ripetitività alquanto tediosa), oppure il voler completare il titolo al 100%, allora saranno necessarie svariate ore prima di poter togliere il disco di inFAMOUS: Second Son dalla nostra PS4.

VERDETTO FINALE
Sucker Punch arriva a questo terzo capitolo con il non facile compito di inaugurare una generazione di videogiochi che deve rispondere ad una clientela estremamente esigente, e chi si aspetta molto dalle nuove macchine.
Possiamo affermare con certezza che inFAMOUS: Second Son, è un ottimo titolo di lancio per la PS4, capace di divertire, intrattenere, offrire tanti bei momenti di gaming, e di mostrare almeno in parte di cosa sia capace la nuova nata in casa Sony, dal punto di vista meramente tecnico.
Purtroppo, a tanti lati positivi, si affianca anche qualche fattore negativo, e anche piuttosto banale, che affligge soprattutto il gameplay e la strutturazione degli incarichi secondari, davvero troppo troppo ripetitivi.
Ma come scritto qualche riga sopra, Second Son è in grado di divertire e soprattutto di farlo per parecchie ore di gioco, e se riuscirete a chiudere un occhio su alcune magagne che a 6 mesi dal lancio di PS4 possono essere tollerate, allora sarete al cospetto del miglior capitolo della saga di inFAMOUS, oltre che al primo titolo next gen, o che almeno sappia darvene un corposo assaggio.

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