Gekitou Pro Yakyuu – Recensione

Cera una volta (e ce ancora) un autore di nome Shinji Mizushima che ebbe l’idea di creare un manga basato su una storia ambientata nell’ambiente del baseball liceale giapponese, il protagonista era differente da ciò che si era visto fino a quel momento infatti non era un lanciatore, come era sempre stato fino a quel momento, ma ben si un ricevitore. Da questa semplice idea nasce il manga di “Dokaben” arrivato in Italia col falso nome di “Mr.Baseball”, di cui sono andate in onda solo 25 delle 163 puntate tratta dal manga. E cosi l’avventura di Yamada “Dokaben” Torao, il protagonista delle vicende, in Italia si e conclusa ancora prima di iniziare per motivi ignoti. Ma l’avventura cominciata nell’ormai lontano 1972 non era di certo finita in Giappone, infatti il manga riscosse un grosso successo fino a giungere l’anno 2003 dove SEGA, diventata ormai famosa per il suo storico Sonic The Hedgehog, ha la brillante idea si creare un videogame dedicato a questa serie che, giusto per curiosità, non e il manga del baseball liceale ma ben si IL MANGA del baseball liceale giapponese. Sviluppato dalla Wow Entertainment e rilasciato da SEGA JAPAN nel 11 Settembre 2003 sia per i cabinati da sala giochi che per le due console più note del momento ossia PlayStation 2 di Sony e la cubica Game Cube di Nintendo. Dando cosi vita a Gekitou Pro Yakyuu.

Essendo un arcade game portato su console le modalità di gioco non sono moltissime ma per un titolo del genere vi era giusto l’essenziale, anche perché come già detto si tratta di un titolo arcade dunque da sala giochi dove per giocare bisognava inserire le monete. Abbiamo infatti la più classica modalità per la partita rapida sia contro la CPU che contro un secondo giocatore, cosa che non manca mai in un titolo sportivo che si rispetti. In questa modalità, presente in ogni titolo sportivo, possiamo scegliere fra le squadre presenti nella NPB (Nippon Professional Baseball) e siccome per i giorni odierni si tratta di un retro game e giusto dire una piccola curiosità; infatti oltre hai canonici Tokyo Gigants e Hanshin Tigers troviamo anche la squadra degli Orix e dei Osaka Buffaloes che al tempo erano ancora divisi in due squadre distinte mentre oggi sono fusi in un unica squadra. La scelta degli stadi e rifatta a quelli reali dunque e possibile giocare sul terreno di gioco usato dagli Tokyo Yakult Swallows cosi come mettere piede sul fantomatico Koushien, che molti appassionati di manga avranno già sentito (molto probabilmente) nominare più volte all’interno di manga come “Touch” e “H2”.

Seguendo la scaletta delle modalità troviamo, come seconda in elenco, la più classica modalità Stagione dove avremmo modo di scegliere una delle squadra presenti in elenco e portarla alla vittoria del campionato. Faccio notare che e possibile creare un solo salvataggio dunque nel caso volessimo portare alla vittoria del campionato un altra squadra dovremmo per forza cancellare i dati della partita precedente, del resto però il titolo era stato pensato per sfruttare la “connessione” fra cabinato da sala giochi e console casalinga dunque si potevano usare tranquillamente anche i dati creati sulla propria copia del gioco e usarli nella versione che si poteva trovare in sala giochi. Scendo questa scaletta troviamo il cosi detto “Home Run Contest” che e ormai presente in ogn gioco di baseball che si rispetti che da la possibilità ad uno o due giocatori nello sfidarsi a chi mette a segno più fuori campo, come da copione chi mette a segno più punti vince la partita. Oltre al più classico “Home Run Contest” troviamo anche una variante che ricorda molto il tiro al bersaglio dove non conta tanto mettere a segno un fuori campo ma colpire i bersagli sparsi su tutto il campo da gioco; ogni bersaglio naturalmente da punti e come nella modalità classica e possibile utilizzare anche più di un giocatore che avrà, a testa, un numero di tentativi pari a 10 lanci.

Una cosa che SEGA ha pensato bene di inserire e la possibilità di creare un personaggio personalizzato, purtroppo essendo un arcade game di origine questa modalità non e ben sviluppata ed e poco ricca anche se era possibile creare, sempre sfruttando la connettività dei dati fra console casalinga e cabinato, fino ad un numero totale di 56 personaggi. E possibile deciderne aspetto, nome, nome scritto sull’uniforme e numero sull’uniforme stessa, inoltre e possibile scegliere anche un “nickname” per il proprio personaggio che verrà annunciato dal telecronista nel momento in cui decideremmo di utilizzare il nostro personaggio in una partita. Le fattezze del nostro personaggio non sono molte e come detto prima ce poca personalizzazione, ma forse perché in origine si tratta di un arcade, infatti avremmo ben 29 modelli fra cui scegliere in stile “reale” e 30 modelli in stile “manga” con cui dare un aspetto al nostro personaggio per un totale di 59 possibili fattezze per la nostra controparte virtuale. Scegliendo uno dei modelli “reali” e possibile sceglierne anche la corporatura e l’altezza del nostro personaggio cosa che non e possibile fare con quelli in stile manga che hanno altezza e corporatura predefinite. E possibile personalizzare anche lo stile del nostro personaggio, il modo in cui porta l’uniforme eventuali cavigliere e anche il colore del guantone e della mazza che poi andremmo ad usare in partita, il gioco di da inoltre la facoltà di editare a piacimento le statistiche del nostro personaggio e il tipo di lanci che sa eseguire anche se però non e possibile decidere un vero e proprio ruolo se non durante le partite.

Gekitou Pro Yakyuu dispone anche di una modalità di modifica per le varie squadra e infatti potremmo modificare a piacimento la line up delle squadre cosi come la formazione in campo e lo stesso ordine di battuta. Questa opzione e anche l’unica che permette di inserire, in modo permanente diciamo, il proprio personaggio creato in precedenza all’interno di una squadra e cosi usarlo sempre e comunque quando vorremmo usare la nostra squadra del cuore. Il gioco possiede anche una libreria dei personaggi sia già presenti al primo avvio del gioco che quelli che andremmo a creare successivamente, questo ci da la possibilità di vedere i vari risultati ottenuti da quel personaggio non che di ammirare i modelli poligonali di questi. Per ultima, ma non meno importante, vi sono le canoniche opzioni di gioco che sono comunque accessibili sempre prima di iniziare una partita dove potremmo impostare le regole dell’incontro come quanti inning deve durare una partita oppure se usare o meno il DH (Battitore Designato) e dunque giocare con 10 giocatori anzi che 9.

Essendo un gioco del 2003 il livello tecnico non e proprio eccelso ne su PS2 ne su Game Cube ma si presenta comunque consolo al tipo di gioco che è anche se purtroppo avvengono i famosi casi di compenetrazione degli oggetti, piccoli bug che potevano essere tranquillamente sistemati. Una cosa strana da notare e che i modelli poligonali dei personaggi tratti dai manga di Shinji Mizushima si presentano con un cell shading mentre quelli reali con uno stile grafico del tutto diverso che ricorda molto i modelli che si potevano vedere sui vari FIFA e PES di quel periodo; questo offre un effetto “Space Jam” dove, come nell’omonimo film, vediamo in un cross over giocatori reali della lega assieme a giocatori immaginari. Le animazioni sono realizzate molto bene, anche se al giorno d’oggi e facile notare qualche piccolo difetto, purtroppo i problemi li si comincia a vedere proprio sui modelli in cell sahding che con certe animazioni al posto delle ombre mostrano grosse linee nere e qualche compenetrazione fra le varie parti come ad esempio le braccia che sembrano quasi sprofondare nel corpo del giocatore ad ogni swing eseguito. I modelli poligonali, cosi come le animazioni dei personaggi tratti dai manga di Mizushima, nonostante i problemi appena detti, sono molto fedeli a quelli del manga e fanno la loro sporca figura.

I comandi di gioco sono semplici e basilari infatti, durante i passaggi sulle basi, basterà selezionare il pulsante A (oppure X nel caso della PS2) e direzionare usando la levetta analogica dove vogliamo dirigere il nostro passaggio nel tentativo di dare un out alla squadra avversaria. A differenza dei titoli più recenti non ci sarà concesso eseguire swing a vuoto fino a quando il lanciatore non si preparerà a caricare il lancio,facendo notare che la zona di strike cosi come l’indicatore della pallina rimangono visibili fino a questo momento dunque solo una buona strategia ci permetterà di colpire la palla cercando di mettere a segno una valida. A schermo avremmo la possibilità di vedere, ovviamente, il punteggio attuale e il conteggio dei vari Striker, Ball e Foul non che il livello di stamina del personaggio cosi come quello per le battute potenziate che potremmo usare per mettere più forza in battuta e consumare più stamina oppure, nel caso di un personaggio tratto da uno dei manga di Mizushima, di usare un “Colpo Segreto” al costo sempre di un po’ di stamina.

Un titolo che ha abbastanza difetti ma per l’epoca proponeva uno stile di gioco un po’ diverso dal solito avvicinando l’universo manga a quello reale, dunque dando la possibilità al giocatore di utilizzare sia i giocatori della propria squadra del cuore affiancandoli a personaggi di fantasia tratti dal proprio manga preferito. Oltre al già citato “Dokaben” sono presenti, di cui faccio notare il 50% dei personaggi appartengono a questa serie, troviamo anche personaggi tratti dal manga “Yakyuu No Uta” giunto in Italia col nome di “Pat Ragazza del Baseball” per arrivare a personaggi tratti dal meno noto “Abu-san”. In america e considerato un titolo trash ma per gli amanti dei manga di Mizushima e oro colato allo stato puro.

PRO

  • Il carisma dei personaggi tratti dai vari manga di Mizushima;
  • Doppiagio dei personaggi fedelle alle serie animate;
  • Interfaccia dei comandi semplice tipica dei giochi di questo genere;
  • Livello grafico nella norma del periodo sia su PS2 che su Game Cube;

CONTRO

  • Piccoli bug grafici;
  • Un editor personaggi poco ricco per le versioni casalinghe:
  • Assenza di un buon remake su console odierne;

CONCLUSIONE

Un titolo nel complesso sufficiente ben che in america sia stato mal valutato, dimenticandosi completamente che si trattava di una conversione per un gioco uscito prima in sala giochi, che purtroppo ha qualche piccolo problema grafico tipico dell’epoca ma su cui ci si può passare sopra. In definitiva consigliato solo hai fan dell’autore come ogni titolo su licenza ma anche hai fan di questo sport che vogliono provare un titolo di questo genere un po’ diverso dal solito. L’idea di un possibile remake su console recenti non sarebbe nemmeno male e potrebbe realmente rendere il titolo una piccola perla per i fan di Shinji Mizushima sia per gli amanti dei giochi sportivi che hanno come tema il baseball.


2 Comments

  1. Avatar Davide
  2. Avatar fullmetalalchemist25

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