Castlevania: Lords of Shadow 2 – Recensione

LoS2 cover

Titolo: Castlevania Lords of Shadow 2
Genere: Action
Sviluppatore: MercurySteam
Publisher: Konami
Numero di giocatori: 1 offline
Cooperativa: Assente
Risoluzione Video: 720p-1080p
Piattaforme: X-Box 360/PS3/PC
Localizzazione: Sottotitoli in italiano

Introduzione

Quando nel 2010 i ragazzi di MercurySteam lanciarono Castlevania Lords of Shadow il panorama degli action games in terza persona era saturo e con titoli del calibro dei God of War e Devil May Cry poter farsi notare non era cosa facile. Il risultato per fortuna è stato grandioso, il primo LoS fu una vera chicca e, in quanto reboot, entrò sia nel cuore dei giocatori che non avevano mai provato un titolo della serie sia in quello dei fan di vecchia data. Dopo poco più di tre anni i ragazzi del team di Dave Cox ci riprovano provando a dare una degna conclusione alla loro personale visione di una serie storica nell’ambito videoludico. Vediamo, dunque, cosa ci aspetta in questo Castlevania Lords of Shadow 2!

Castlevania, una serie “particolarmente 2D”

Un po’ di “storia” su Castlevania è d’obbligo, infatti la rivalità tra la famiglia Belmont (Belmondo in Sol Levante) e Dracula affonda le radici fin dal lontano 1986 con il primo titolo denominato semplicemente “Castlevania” sul Nintendo Famicom (NES), titolo occidentale di “Akumajo Dracula” che sta a significare “Castello demoniaco di Dracula”. Ambientato nel 1691 impersonificheremo Simon Belmont che con la sua frusta dovrà fronteggiare Dracula e le sue creature salvando i cittadini del villaggio ai piedi del castello.

Negli anni successivi la serie Konami è apparsa su praticamente tutte le piattaforme casalinghe e portatili. Il sistema a stage e armi secondarie verrà abbandonato nel 1997 con l’arrivo dell’episodio/punta di diamante, quel gran capolavoro di Symphony of the Night, uscito su PS1 e Sega Saturn, il gameplay intriso di un caratteristiche GDR e un comparto grafico e sonoro di grande impatto ne fanno uno dei migliori titoli in assoluto. Fino al 2010 i vari titoli 2D di Game Boy Advance e Nintendo DS sono stati all’altezza della difficile eredità del titolo sopra citato, per dovere di cronaca però bisogna spendere due parole anche sulla controparte casalinga sicuramente meno riuscita.

Tre dimensioni, una strada in salita

Konami ha sperimentato varie volte il 3D abbinato alla Transilvania con risultati abbastanza deludenti (due pessimi episodi per Nintendo 64 e altri due discreti a 128bit), con il primo Lords of Shadow, grazie anche alla collaborazione di Hideo Kojima, c’è stato un enorme salto di qualità.
Essendo un reboot gli sceneggiatori hanno potuto staccarsi facilmente dai canoni classici di una saga più che ventennale e tirando fuori una trama avvincente e creando così una trilogia che è certamente un fiore all’occhiello nel panorama videoludico attuale.
Il primo capitolo, segue le vicende di un cavaliere della Confraternita, Gabriel Belmont, sconfiggere i Signori dell’Ombra per poter portare in vita la sua amata Marie, in realtà è stata tutta una macchinazione di Zobek, altro cavaliere ma con scopi ben diversi; purtroppo per lui sarà tradito da Satana in persona e toccherà a noi sconfiggerlo. Fatto ciò il nostro eroe capisce di esser stato ingannato e, come si può vedere nei DLC, diviene un vampiro, proprio una delle terribili creature che ha sconfitto interminabili volte.
Non vi racconterò altro perché vi esorto a recuperare i primi due titoli, ma se proprio non vi va c’è un lungo filmato iniziale dopo il prologo che farà da riassunto.

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Il Signore dei vampiri

Il prologo è ambientato nel passato con un Gabriel, ora Dracula, al massimo dei poteri che attende sul trono che le armate della Confraternita di cui è stato membro facciano breccia nel castello. Segue un tutorial dove apprenderemo i controlli del combattimento, salto, schivata e parata, la frusta sempre presente stavolta è parte del sangue maledetto di Dracula stesso che prende “forma solida” divenendo la sua arma base e continuando la tradizione (e le animazioni) del titolo precedente. Il signore oscuro dispone però anche della Spada del Vuoto e degli Artigli del Caos (qualcuno ricorda gli Ifrit del primo Devil May Cry?), rispettivamente un’arma basata sul recupero della linfa vitale e una sulla potenza pura capace di sfondare gli scudi nemici, oltre a dei “pugnali di sangue” da lanciare.
Presa dimestichezza facendo fuori i cavalieri dovremo uscire dal castello ed affrontare un Serafino con tanto di titano meccanico, opera di Gandolfi, che sta distruggendo il castello. Qui parte la prima boss-fight tra Dracula e il Serafino, con tanto di citazioni ai dialoghi di SOTN, e poi il filmato riassuntivo sopra citato.

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Un Dracula immortale ma in fin di vita

L’ambientazione ci porta nella fredda stanza che vedemmo nel filmato finale del primo LoS, con un Dracula ormai esiliato e senza poteri, con il cuore ricolmo di odio e vendetta verso chi l’ha trasformato in questo essere senza vita e con rimpianti verso la sua famiglia distrutta. Farà capolino Zobek, risvegliandolo da un lungo sonno, con la promessa di porre fine a questa esistenza a patto di scoprire le intenzioni degli adepti di Satana che stanno preparando il suo ritorno sulla Terra e che cercherà vendetta nei confronti di entrambi. Nella più profonda disperazione il nostro accetterà questo insano patto dovendosi infiltrare in una società farmaceutica.

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Combat system e crescita migliorati

Dopo aver succhiato un po’ di sangue da alcune persone ed aver ripreso il controllo motorio il nostro Dracula tornerà nelle sue vesti di un tempo e dovrà recuperare tutti i suoi poteri nel corso dell’avventura.
Il combat system, come accennato, è quello classico della serie anche se migliorato guarnito da cambi d’arma velocissimi, parate, salti, colpi in aria completano un mix perfetto e frenetico.
Uccisi i nemici, con una violenza pari a quella di Kratos intervallata anche dal QTE (disattivabile) per la mossa finale, riceveremo delle anime da utilizzare per potenziare combo e armi stesse, diventeranno man mano più elaborate e letali guadagnando “maestria” nell’utilizzo della stessa. Recuperermo anche la Spada e gli Artigli visti nel prologo, potenziarci al massimo quindi richiederà del tempo e si può notare un netto miglioramento in questo aspetto se confrontato con il primo capitolo.
Immancabile anche la ricerca delle gemme collezionabili per aumentare la vita o i poteri grazie a cadaveri e particolari dispositivi che attiveremo con il nostro stesso sangue.

Da annotare stavolta anche la presenza di un mercante (l’odioso Chupacabra) dove sarà possibile acquistare oggetti e partecipare ad alcune sfide.
Passiamo ora ad un aspetto dolente di cui gli sviluppatori potevano decisamente fare a meno (o curare di più): la fase stealth.

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Stealth? Davvero?

Dracula dovendosi infiltrare nei luoghi del nemico farà ricorso al potere dei vampiri. Arrivato nella società farmaceutica (non) dovremo vedercela con i Golgoth, enormi guardie robot che sembrano uscite direttamente da Quake IV, con il loro grosso cannone ci faranno letteralmente a pezzi. Ma noi impersonificando il vampiro per eccellenza potremo distrarle con uno sciame di pipistrelli e impossessarci di loro per un lasso di tempo sufficiente a far sbloccare le porte chiuse. Altro potere (forzatamente) utile è quello di poter assumere, solo in determinati punti “oscuri” la forma di un ratto per poter sgaiattolare attraverso condotti, rosicchiare cavi ed evitare di essere pestati da altri personaggi.
Queste sezioni sembrano decisamente forzate, lente e che appesantiscono fortemente l’esperienza di gioco, le definirei davvero innaturali.
La fase dominante di questo capitolo è, ovviamente, quella action, oltre la fase stealth anche quella esplorativa boccheggia un po’. A differenza del Castello, a cui sarà possibile accedere grazie allo spiritodi un Trevor bambino, Wygol City è una moderna metropoli dall’aspetto gotico che trasmette solo una parvenza di libertà, quindi si potrà girovagare in giro alla ricerca di oggetti da raccogliere e i Memoriali della città (simili alle pergamene della confraternita). I punti di appiglio nonostante siano indicate da uno stormo di pipistrelli (disattivabile) non sempre perfetti e punti mal “saltati” ci faranno ripetere più volte alcune zone.
Il grande passo in avanti nella gestione della telecamera fa gridare quasi al miracolo, a differenza del primo episodio MercurySteam stavolta riesce a facilitare il gameplay, specialmente nelle sezioni di combattimento e platform.

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L’odissea del vampiro

Impersonificare Dracula è stato un po’ il sogno di tutti i giocatori, specialmente per i fan della serie Castlevania, poter dar sfogo al “drago” in un vortice di uccisioni degne del miglior splatter è certamente un desiderio che è stato esaudito grazie ai suoi poteri e alla forte personalità negli stadi più avanzati di gioco.
Il concept narrativo questo LoS 2 è costituito da alcune fasi davvero piatte, intervallate da cinematic un po’ troppo presenti che incidono negativamente anche sulla frenesia del gameplay. Tuttavia la storia è avvincente, la curiosità di sapere dove andrà a finire Gabriel ci farà sorvolare su un’evoluzione con pochi picchi narrativi che si esaurirà nell’arco di poco più di 10 ore, a cui aggiungere (in pieno stile metroidvania) altre 4/5 ore per il backtracking quando potremo esplorare liberamente il mondo di gioco.

La longevità è essere ulteriormente aumentata trovando un artefatto e relative 16 rune per poter affrontare le sfide Kleidos nel negozio (uccidere svariati nemici seguendo alcune condizioni) sbloccando la difficoltà massima una volta completato il gioco. I personaggi sono poco carismatici, a parte Zobek e Alucard forse, e i boss in generale sono meno tosti da affrontare, meno grossi e con un pattern d’attacco sempre uguale; personalmente inoltre non ho molto apprezzato il character design di questi ultimi (Medusa e un Satana “grosso e muscoloso” su tutti).

Aspetto tecnico

A livello tecnico LoS 2 non è certo un capostipite, specialmente se si considerano le versioni console, quella qui testata è quella PC, con anti-aliasing quasi perfetto, motion blur e addirittura un pacchetto per le texture HD attivabile o no in base alla potenza della nostra macchina.
Graficamente il gioco alterna delle più dettagliate location del passato, davvero da togliere il fiato, a quelle meno curate e più spoglie del presente, in ogni caso gli effetti di luce, i particellari del sangue sono favolosi
I personaggi principali sono ben curati, forse qualche poligono in più non avrebbe fatto sicuramente male
Frame-rate abbastanza costante a differenza di quanto visto su console
Il comparto sonoro come ogni espisodio di Castlevania è sempre agli apici!
Il doppiaggio inglese (sottotitolato) è perfetto, suoni e rumori sempre al loro posto, perfettamente sincronizzati. La colonna sonora firmata da Oscar Araujio è degna di un colossal hollywoodiano e non stona mai, boss-fight o fase di semplice esplorazione che sia, l’epicità è trasmessa attraverso le nostre casse.
Da notare anche la presenza di un paio di bug nella seconda missione in cui sono incappato dove Gabriel restava bloccato in aria durante un salto al muro, sicuramente con i vari aggiornamenti (anche in vista dell’imminente DLC con Alucard) sarà stato risolto.

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Conclusioni

In conclusione posso dire che Castlevania Lords of Shadow 2 ha tutte le carte in regola per poter essere consigliato a chi cerca un titolo action moderno, seppur con delle pecche e facendo un passo indietro.
MercurySteam dopo due capitoli davvero ottimi si è lasciata un po’ trascinare prendendo spunto da altri titoli e amalgamando il tutto in malo modo (sessioni stealth in primis). A questo uniamo poi una trama   azione frammentata e delle prime ore di gioco lineari e frustranti che minano l’esperienza ludica caratterizzata da un combat system ben rodato.

Per il resto nulla da dire, ambientazioni perfette (quelle moderne un po’ meno), buona grafica, colonna sonora da Oscar e un protagonista da urlo sollevano il tutto.
Insomma LoS 2 non è un brutto titolo, è solo che ci si aspettava davvero molto dopo un capitolo spettacolare, purtroppo è la conclusione un po’ sottotono di una trilogia altrimenti perfetta, un vero peccato.


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