Pokémon Link: Battle! – Recensione

Alla Faccia del Merchandising.

Il concetto alla base del meccanismo del merchandising è piuttosto semplice ed, in definitiva, può essere riassunto nell’orribile frase: “mettici il tal nome, e vedrai che venderà”. Orribile é vero, ma a ben guardare descrive alla perfezione il funzionamento, sia nel bene che nel male, dell’operazione più efficace e infame dell’epoca del consumismo. Grazie alla pratica del merchandising, infatti, è possibile favorire l’acquisto di un determinato prodotto attraverso una sorta di affiliazione con un prodotto completamente diverso, ma di maggior successo. Per utilizzare il linguaggio tecnico, tanto caro ai masticoni del marketing, il merchandising è la pratica di utilizzare l’immagine di un brand estremamente popolare, e che gode quindi di una riconoscibilità estrema, al fine di commercializzare prodotti appartenenti ad una categoria diversa.

Per avere un attimo la misura della portata economica della pratica del merchandising, basti pensare che solo nel 2008 i prodotti a licenza Simpsons riuscirono ad incassare la bellezza di 750 milioni di dollari (di cui la metà circa solo in territorio statunitense) e, se proprio vogliamo andare a scomodare il vero gigante del merchandising, i prodotti a licenza Hello Kitty (parliamo di un pupazzo ideato nel 1974) spaziano dall’astuccio per la scuola al mezzo anfibio, passando in bianco e in rosa dagli abiti per adulti alle armi da fuoco.

True Story

Ovviamente, il discorso sull’entità del merchandising (intesa questa come la varietà di prodotti a licenza messi in circolazione sul mercato) non deve sovrapporsi al discorso sulla qualità dei prodotti in questione. Anzi, c’è da dire che molte delle aziende licenzianti, Sanrio in testa, si danno molto da fare per mantenere, da parte delle aziende licenziatarie, standard qualitativi piuttosto alti in modo da non ledere all’immagine stessa del brand per mezzo di prodotti scadenti.

Vincono tutti?

Ovviamente NO!

Nell’ambito del medium videoludico, infatti, i prodotti su licenza hanno fatto rabbrividire più di una schiena. Evitando tutto l’annoso discorso circa la maledizione dei titoli tie-in, che riassumerei in Aliens Colonial Marines (la cui assenza dal mercato, a mio avviso, avrebbe reso il mondo un luogo un filo meno peggio) e, per una volta, lasciandosi alle spalle le polemiche sulla filosofia della mucca da mungere, perpetrata a danno sia del medium sia di chi ha da mettere le mani al proprio protafogli; i titoli su licenza, spesso, si sono rivelati essere dei prodotti ben al di sotto della media.

“Mettici il tal nome e vedrai che venderà”. SIGLA!

 

Titolo: Pokémon Link Battle!
Sviluppatore: Genius Sorority
Publisher: Nintendo
Genere: Puzzle – Match Three
Piattaforma: Nintendo 3DS
Numero di Giocatori: 1-4 tramite street pass
Localizzazione: Testi e menu in Italiano

Esperienze di Vita Vissuta

Lo scrissi già quando avevo meno barba in faccia, che il mio personale rapporto con l’universo dei Pokémon non è mai stato dei migliori. A dire la verità c’era bisogno di invadere MyReviews coi deliri del sottoscritto per confessare all’interwebs che, tutto sommato, dei Pokémon non me n’è mai fregato granché e, non riesco a non vederci la mano del destino, fu addirittura necessario l’intervento misericordioso del capo per farmi avvicinare per la prima volta, con effetti disastrosi per altro, al franchise. Meravigliandomi io per primo, e rimettendo un po’ in discussione le mie capacità analitiche, feci letteralmente i salti mortali per non dover recensire Pokémon Versione X o Y e, una volta sicuro di essere riuscito ad evitare il proiettile, mi limitai ad acquistarne una copia al mercato nero in modo che nessuno potesse riconoscermi né rintracciarmi, ma soprattutto in modo da affrontare i mostriciattoli colorati senza pressioni di sorta (ovviamente sui Pokémon).

Infilata la game-card nel mio fido 3DS, ammetto di essermi goduto Pokémon Y e di godermelo ancora; ammetto inoltre che a fronte dell’esperienza bruttina di Pokémon Mystery Dungeon: I portali sull’infinito, raggiunsi la serafica conclusione che se la serie principale offre titoli di ottima fattura, caratterizzati da meccaniche di gameplay solide, varie e piacevoli, sarebbe stato meglio evitare in futuro i titoli collaterali. Neanche a dirlo, vengo incaricato di prendere in visione e recensire l’ultima fatica degli sviluppatori che cadono sotto il nome di Genius Sorority che si intitola Pokémon Link: Battle! (rullo di tamburi) ed è un titolo collaterale alla serie principale (violini alla Psycho). Ho accettato, sono morto un po’ dentro ed ho pianto amare lacrime… Anche se…

Inventiamoci le parole: TROZEI!

Seguito di un Pokémon Link! uscito per DS nell’aprile del 2006, Pokémon Link: Battle! (il cui titolo originale è Pokémon Battle Trozei!) abbandona completamente qualsiasi aspetto delle classiche meccaniche ruolistiche che caratterizzano la serie principale e lo spin-off “Mystery Dungeon”, in favore di un approccio da rompicato-barra-gioco di abilità che riuscirà a mettere a dura prova la coordinazione occhio, mano e cervello di chiunque abbia l’intenzione (e l’ardire) di affrontarlo. I ragazzi di Genius Sorority nemmeno si sprecano a fornire una premessa sufficientemente convincente a giustificare l’ennesima avventura nelle terre dei mostriciattoli tascabili. Il titolo infatti proietta il giocatore nell’isola di Vattelapesca con l’incarico pressante di radunare l’ennesima infornata di Pokémon disponibili, provenienti dalle versioni X e Y della serie regolare, il cui numero complessivo si aggira sui 700 esemplari (718 per l’esattezza).

A conti fatti, queste sono tutte le informazioni di cui il giocatore ha veramente bisogno per godere a pieno del titolo Genius Sorority ed il motivo è presto spiegato: Pokémon Link: Battle! è, né più né meno, un frenetico puzzle game che prende a prestito la formula del classicissimo Match-Three (à la Candy Crush Saga per intenderci) e ne arricchisce le meccaniche di base sviluppandole in salsa Pokémon. L’aspetto più interessante del lavoro dei ragazzi di Genius Sorority, però, risiede nell’encomiabile abilità con cui sono riusciti ad armonizzare le meccaniche di battaglia della serie regolare con la formula Match-Three. Superati, infatti, i livelli iniziali: poco più che un tutorial necessario (ma neanche tanto) per entrare in confidenza con le basi del gameplay; Pokémon Link: Battle! sfodera tutto il suo potenziale e si propone come una sorta di rilettura, decisamente più casual, di tutte quelle dinamiche che, sin dall’inizio, rappresentano i tòpoi della serie regolare.

Puzzlemon

Se è vero che Pokémon Link: Battle! si presenta come una rivisitazione casual delle meccaniche complesse presenti nella serie regolare, è altresì vero che il risultato finale è tutt’altro che un titolo blando e poco profondo.  Lo sforzo dei ragazzi di Genius Sorority, infatti, si concentra esclusivamente sul gameplay e le meccaniche che lo compongono. Tutto il comparto tecnico, che risulta comunque piacevole, rimane costantemente in secondo piano con gli sfondi resi da appena una manciata di elementi che dovrebbero richiamare le diverse tipologie ambientali in cui è suddivisa l’isola: stagni, pianure e pianure con qualche sasso. Stilo alla mano, però, si comprende subito quanto la scelta di relegare il comparto tecnico in secondo piano risulti necessaria ai fini di ottimizzare l’esperienza di Pokémon Link: Battle!.

Avete ragione; ci sto girando intorno, ma ora vi spiego.

Durante le battaglie, al giocatore toccherà muovere i mostriciattoli presenti sulla griglia di gioco, per mezzo dello stilo, in modo da comporre un abbinamento da tre o più elementi uguali. A ciascun abbinamento corrisponde un attacco portato ai danni della creaturina da catturare e la potenza di questo viene calcolata in base al numero di elementi abbinati. Non solo; continuando a comporre abbinamenti, gli attacchi diverranno via via sempre più potenti e, di conseguenza, la cattura del Pokémon che si sta affrontando più rapida. La velocità di esecuzione, inoltre, diventa fondamentale se si considera che anche il Pokémon avversario avrà la possibilità di attaccare il giocatore, la cui resistenza è indicata a schermo dalle due barre ai lati della griglia di gioco. All’abilità del giocatore, infine, andrà a sommarsi la fase di Link che permetterà anche l’abbinamento tra due soli elementi che però andranno ad incrementare sia il numero di combo, che la potenza delle stesse.

Fin qui sembra di avere a che fare con un qualsiasi altro Match-Three a caso, ma sappiate che la componente Pokémon si farà sempre più presente a partire dalla terza area dell’isola. Raggiunta questa, infatti, verrà richiesto di equipaggiare alcuni Pokémon di supporto presi a scelta dal nostro Pokédex.  Una volta equipaggiati negli slot di supporto, infatti, questi verranno inseriti nella griglia di gioco, offrendo così al giocatore la possibilità di organizzare e gestire una propria strategia. Suonerà strano utilizzare la parola strategia, soprattutto parlando di un gioco di matrice Match-Three, ma Pokémon Link: Battle! non è esule dalle meccaniche di rapporto tra punti di forza e di debolezza elementali che caratterizzano anche la serie regolare. Abbinando tre elementi di un Pokémon di elemento fuoco, ad esempio, l’attacco risultante sarà estremamente efficace nei confronti di  un avversario di elemento erba. Dal canto loro, inoltre, gli avversari non se ne staranno lì a prender schiaffi senza dire o fare nulla. Questi infatti cercheranno di difendersi in tutti i modi, non solo erodendo la barra della resistenza del giocatore ma anche sottraendo alcuni Pokémon dalla griglia fino ad arrivare ad invaderla nel tentativo di ostruire ulteriori abbinamenti, rendendo il tutto più complesso, impegnativo e frenetico.

Alla faccia del Merchandising: Atto Secondo

Tornando al discorso dell’introduzione, Pokémon Link: Battle! è un fulgido esempio di buon Merchandising. Genius Sosority, infatti, confeziona un ottimo gioco di stampo Match-Three e riesce ad arricchirne la formula estremamente semplice grazie all’implementazione di tutte quelle meccaniche che hanno reso grande la serie regolare dei Pokémon. Il risultato è un puzzle game impegnativo e frenetico, dal gameplay intuitivo ed al contempo profondo caratterizzato, che non guasta mai, da un elevatissimo tasso di rigiocabilità, dovuto sì al sistema a punteggio ma , soprattutto, alla presenza dei Pokémon segreti che sarà possibile sfidare solamente se si soddisfano determinate condizioni. Al netto di una presentazione tecnica ridotta al minimo sindacale, dovuta per lo più alla natura digital delivery del titolo, e di una trascurabilissima modalità co-op tramite street pass, Pokémon Link: Battle! offre un’esperienza di gioco più che onesta ed estremamente divertente: il tipo di esperienza di gioco che vi farà ripetere “ancora una e poi smetto” fino a far nottata.

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