Final Fantasy X/X-2 HD Remaster – Recensione

In Memoriam

A quasi dodici anni di distanza dal suo debutto su PlayStation 2, torna sulle console di settima generazione il titolo che, grazie ad uno sforzo produttivo mastodontico: quantificabile nella bellezza di quattro miliardi di Yen (oltre ventitré milioni di Euro), e forte di un production value che nulla aveva da invidiare alle migliori produzioni cinematografiche, ha commosso più di dieci milioni di videogiocatori ed ha cambiato radicalmente il modo di intendere e presentare il JRPG.

Final Fantasy X torna su PlayStation 3 e PsVita, insieme al suo mai troppo sottovalutato e discusso sequel diretto: Final Fantasy X-2, sotto il titolo comune di Final Fantasy X/X-2 HD Remaster.

C’è altro da dire?

No; SIGLA!

Titolo: Final Fantasy X/X-2 HD Remaster
Sviluppatore: Square-Enix
Publisher: Square-Enix
Genere: JRPG
Piattaforma: PlayStation 3, Ps-Vita (versioni testate: Entrambe)
Localizzazione: Testi e Menu in Italiano, Parlato in Inglese.

HD Collection Remaster

Sull’intero concetto dietro all’operazione HD Collection, andrebbero spesi fiumi di parole ed ore di dibattito e, credo che, tempo venti minuti si scadrebbe nel flame più brutale. Da una parte, infatti, ci sono le nutrite schiere di fan che, aggrappati al ricordo dell’esperienza passata, pagherebbero un titolo che già possiedono pur di rivivere le stesse emozioni (ma in HD) mentre, dall’altra, ci sarebbero tutti quei videogiocatori un filo più cinici, induriti dalle delusioni e sconfortati dagli hype a casaccio, che vedrebbero nell’intera faccenda delle HD Collection una sorta di silenziosa ammissione di colpa e fallimento da parte di quei colossi che, in passato, tanto hanno fatto e rischiato per nobilitare l’intrattenimento interattivo ed elevarlo allo stato di forma d’arte digitale, ma che negli ultimi anni sembrano aver sacrificato molto dello spirito originario in favore di logiche di mercato mainstream che hanno reso il medium un po’ più blando.

Non a caso, i titoli sottoposti al trattamento dell’HD Collection erano considerati come vere e proprie pietre miliari della storia del console gaming che, al di là del semplice successo commerciale, ebbero il merito di far schizzare alle stelle gli standard qualitativi e tematici dell’intero medium: Ico e Shadow of the Colossus, Metal Gear Solid 2 e Metal Gear Solid 3: Snake Eater, Zone of the Enders e ZOE2: the Second Runner, Silent Hill 2 e Silent Hill 3. Inutile dire che, a parità di contenuti, le ri-edizioni in HD dei titoli sopra citati sono riuscite più a scontentare sia i fan di vecchia data che i neofiti che si sono ritrovati per le mani prodotti dalla qualità piuttosto discutibile; a partire dal framerate altalenante e dall’upscaling osceno dei due ZOE fino ad arrivare al disastro di proporzioni bibliche dell’intero comparto audio dei due Silent Hill.

Forse, e rivendico quanto segue come una considerazione personale, Square-Enix intende prendere concettualmente le distanze dalla semplice operazione HD Collection, optando per l’utilizzo di un più altisonante HD Remaster nel titolo che, pur mirando a far leva leva sul sentimento di nostalgia di coloro che hanno già avuto la fortuna di vivere le emozioni che caratterizzavano Final Fantasy X, lascia comunque intendere la chiara volontà di offrire agli utenti vecchi e nuovi un prodotto in linea con gli standard qualitativi dell’attuale settima generazione. Tralasciando il fatto, non trascurabile, che già ai tempi Final Fantasy X e Final Fantasy X-2 vantavano una presentazione tecnica da dislocare più di una mascella, Square-Enix va oltre l’esecuzione del compitino e propone un profondo lavoro di re-work sui modelli dei personaggi principali che, grazie all’impiego di un maggior numero di poligoni, presentano tutta una serie di espressioni facciali e di movimenti estremamente convincenti pur mantenendo il character design originale.

Tutto, Meglio e pure di più.

I ragazzi di Square-Enix, però, non si sono limitati ad attaccare in faccia ai nostri beniamini un maggior numero di poligoni e delle texture più definite, ma hanno esteso l’intero lavoro di re-work anche a tutto il comparto audio; il che si traduce con la possibilità di riascoltare la tanto amata colonna sonora originale in una nuova versione ripulita e riarrangiata. Prima di metterci le mani tra i capelli però, vale la pena tenere bene a mente che il riarrangiamento è talmente ben realizzato ed integrato che l’epica, il romanticismo ed il dramma che pregnano le vicende ambientate nel mondo di Spira non vengono affatto svilite ma, se possibile, ne risultano rinvigorite se non proprio attualizzate. Credo che l’esempio migliore a riguardo sia proprio il tema della battaglia contro Seymour Omnis. Forse uno degli antagonisti più sottovalutati dell’intero brand, il Guado dai capelli scolpiti con la motosega, nasconde una tragedia fatta di solitudine e disperazione che viene descritta alla perfezione proprio dal tema della sua ultima battaglia. Tra il ritmo e la melodia del brano, infatti, si nasconde tutto l’iter attraverso cui Seymour matura i suoi folli propositi pacificatori nei confronti dell’intera popolazione di Spira (giocatevelo e poi mi saprete dire). Ebbene, nonostante le possibili critiche da parte dei puristi dell’ultim’ora, il nuovo arrangiamento dello stesso brano nella versione HD Remaster riesce a restituire al giocatore il medesimo senso di intima tragedia dell’originale, ma in maniera ancora più incisiva.

Il lavoro di re-work operato sia sul fronte del comparto visivo sia su quello audio, inoltre, riesce a rafforzare la profondità tematica di entrambi i titoli.  Se è vero che Final Fantasy X-2 risulta il titolo più scanzonato, dove il fan-service a cuor leggero la fa da padrone, è altrettanto vero che le tematiche affrontate in Final Fantasy X sono caratterizzate da una maturità raramente raggiunta in altri titoli (del genere e non) appartenenti anche all’attuale generazione di console. Al di là della semplice storia d’amore tra Tidus e Yuna, infatti, il titolo Square-Enix indaga a modo suo sul rapporto padre e figlio, sul concetto di libero arbitrio e sul costante conflitto tra la necessità di cambiare e quella di mantenere lo status quo. Quest’ultimo aspetto assume infine un respiro più ampio, soprattutto grazie alle linee di dialogo di Wakka e di Lulu e viene sottolineato dal costante parallelismo tra le differenze culturali tra Albhed e Yevoniti.

Alla voce: dualismo.

Il Sistema Perfetto.

Le meccaniche di gameplay di entrambi i titoli rimangono pressoché invariate rispetto alle rispettive controparti originali. Il che mi pare ovvio, per non dire scontato, per il semplice motivo che sia Final Fantasy X che Final Fantasy X-2 offrivano, già anni addietro, ciascuno il proprio  perfetto sistema di battaglia e di sviluppo dei personaggi.

Nel caso di Final Fantasy X, scompare completamente la meccanica ATB in favore di una sistema dai tempi rigidi che permette un approccio estremamente tattico e ragionato nei confronti di ogni combattimento. Ogni personaggio, infatti, risulta utile per abbattere un determinato tipo di avversario; mentre per sconfiggere le creature più grandi ed i boss viene richiesto al giocatore di armonizzare i punti di forza di ogni membro del party. A questo va ad aggiungersi la possibilità di cambiare l’assetto della squadra di attacco in base alle necessità, anche durante il corso delle battaglie. Ad aumentare ulteriormente la profondità delle meccaniche di gameplay c’è tutta la parte riservata allo sviluppo dei personaggi che abbandona completamente il classico sistema per esperienza in favore della Sferografia. Questa è una sorta di tabellone-barra-dedalo entro il quale si muovono gli indicatori di ciascun personaggio ed, ad ogni livello acquisito in battaglia corrisponde il numero di caselle percorribili e, di conseguenza, quale attributo in particolare andrà ad essere migliorato o quale abilità verrà appresa.

Diversamente, Final Fantasy X-2 abbandona le turnazioni, in favore di un ATB estremamente dinamico che, oltre a permettere la concatenazione degli attacchi dei membri del party, ne dilata e restringe i tempi a seconda dei comandi impartiti a ciascun personaggio. Oltre a rendere le battaglie estremamente fluide e visivamente appaganti, il sistema richiede anche una certa dose di abilità nella gestione dei tempi di carica e durata delle varie skill. La Sferografia, infine, lascia il posto ad un più “classico” Job System che permette ai tre personaggi giocabili (Yuna, Rikku e Paine) di passare da un set di abilità all’altro cambiandosi d’abito come in Sailor Moon.

Alla voce: Fan Service.

L’Occasione.

L’uscita di Final Fantasy X/X-2 HD Remaster è l’occasione per rigiocare e, perché no, conoscere due titoli estremamente diversi tra loro ma al tempo stesso accomunati dal loro essere sia due parti complementari appartenenti alla stessa opera videoludica sia due pietre miliari della storia dell’intrattenimento elettronico. Entrambe impreziosite da un comparto audio riarrangiato alla perfezione ed una veste grafica rinnovata che, pur non priva di qualche sporadico difetto riscontrabile per lo più nella differenza di definizione delle texture tra personaggi principali e secondari (ma alla fine che ce frega), riesce a mantenere il passo con titoli ben più attuali sia su Ps-vita che su PlayStation 3. Sempre in ambito tecnico, inoltre, le differenze tra la versione handheld e quella domestica sono minime, riducendosi queste a qualche shader di qualità maggiore ed un upscaling dei filmati FMV più piacevole su PS3. Quanto alle meccaniche di gameplay, oggi come allora entrambi i titoli presentano il sistema perfetto sia esso quello a turni di Final Fantasy X che l’ATB a tempi variabili del X-2, alla faccia di Lightning & Co.


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.