Titanfall (PC/Xbox ONE) – Recensione

Titanfall è uno dei titoli che attendevo maggiormente in questo 2014, dato che fin dal suo annuncio sono rimasto piacevolmente colpito dal lavoro svolto da Respanw Entertainment, e dato che la Beta ha mantenuto tutte le mie aspettative. Finalmente la versione finale di questo FPS, che non vuole semplicemente essere l’ennesimo esponente del genere ma che vuole innovare ed offrire qualcosa di nuovo dopo anni di stagnamento per gli shooter in prima persona, è arrivata e con questa recensione andremo a scoprire se ne sarà valsa la pena attendere tutto questo tempo.

Titolo: Titanfall
Sviluppatore: Respawn Entertainment
Publisher: EA
Piattaforme: PC, Xbox ONE, Xbox360
Numero giocatori: online 12
Localizzazione: Italiano

Il punto forte di Titanfall, ovviamente, è rappresentato dal gameplay e dalla presenza di due differenti sistemi di combattimento, a piedi con il pilota o a bordo del nostro titano. Il gioco presenta il classico sistema delle classi, inizialmente potremo scegliere tra quelle base, ma una volta saliti di livello potremo sbloccarne una personalizzata, con la quale scegliere il nostro equipaggiamento preferito, che si divide in arma principale, arma secondaria, arma anti-titan, granate, un’abilità e due kit (una sorta di perk). Una volta scesi sul campo di battaglie noteremo come Titanfall non sia un semplice clone dei molteplici FPS che popolano l’attuale mercato videoludico, ma riesce ad offrire elementi mai visti prima in un FPS multiplayer, ripresi in parte da altri giochi. Chi ha giocato alla saga di Call of Duty non avrà difficoltà a riconoscere i vari rimandi a questa serie nelle fasi di shooting ed in molte animazioni del personaggio. Ciò è ovviamente un pregio, dal momento che il feeling con le armi e l’impostazione generale del gioco mostrano chiaramente l’ex esperienza con Infinity Ward di alcuni sviluppatori, permettendo una giocabilità di alto livello. Inoltre ogni soldato sarà dotato di un’abilità particolare, come la possibilità di aumentare la velocità per alcuni istanti o diventare invisibili, e questo potrebbe far ritornare alla mente il recente Crysis 3. Ma non è tutto, perchè la feature più interessante di Titanfall, ovvero il parkour e quindi la possibilità di compiere enormi salti, scalare muri, correre lungo pareti e raggiungere piattaforme poste a grande distanza, è stata ripresa da Mirror’s Edge. Il bello è che tutto questo funziona alla perfezione, in quanto questo sistema dona grande frenesia al videogioco, rende il gameplay estremamente rapido e divertente e permette una varietà di approcci alla partita. Potrete, infatti, bersagliare dall’alto i nemici, optare per una strategia più cauta, sfruttando ripari e costruzioni per difendersi dai nemici, oppure rushare senza sosta per non dare punti di riferimento al nemico ed evitare di essere colpiti. Personalmente, ho trovato maggiormente divertente e più efficace l’ultimo stile di gioco, in quanto dotati dell’abilità legata alla corsa e di un SMG R-97 Compact in molte occasioni sarete davvero inarrestabili. Titanfall, anche grazie alla grande velocità del gameplay è un titolo che oltre a divertire riesce anche ad offrire un ottimo livello di sfida, dal momento che dovremo sempre mantenere la massima attenzione a ciò che accade su schermo, sfruttando al meglio  le nostre abilità, anche per la mancanza di armi overpowered, perk insensati, stupide ricompense uccisioni ed in generale equipaggiamenti sbilanciati. Unico appunto, sotto questo aspetto, può essere fatto alla Smart Pistol, dotata di un lock automatico sui nemici, ma in questo caso, dovremo sfruttare al meglio l’invisibilità ed adottare in generale un approccio cauto perchè una volta visti sarà molto complesso uscirne vivi.

L’altro elemento portante di Titanfall è rappresentato dai titani, colossi di ferro che potremo chiamare ogni tre minuti; il tempo necessario per chiamare i titani, però, può diminuire in seguito all’uccisione di piloti nemici o di soldati guidati dall’IA, questo permette un maggior bilanciamento perchè non vedremo mai sei Titan sul campo di gioco allo stesso tempo e premia i giocatori dotati di maggiore skill ed in grado di effettuare un gran numero di uccisioni. Una volta saliti a bordo del Titan, il gameplay cambia in maniera evidente; tali colossi, pur essendo dotati di uno scatto, sono fortemente limitati nei movimenti e sensibilmente più lenti rispetto ai soldati a piedi. In questo modo non ci sentiremo inarrestabili quando potremo controllare i titani, dato che oltre a doverci fronteggiare con gli altri titani, ognuno dotato di arma principale, arma seocndaria e due abilità particolari, come uno scudo in grado di fermare i proiettili in arrivo e rispedirli al mittente, dovremo anche stare attenti ai soldati semplici che cercheranno di danneggiarci il più possibile grazie alla loro arma anti-titan e alle  granate, sfruttando le costruzioni come ripari. Certo, nelle zone aperte i soldati semplici non avranno scampo alla nostra forza, ma nonostante il grande danno che potremo infliggere, i Titan sono più difficili da controllare ed attireranno inevitabilmente tutto il fuoco nemico. In precedenza ho parlato di soldati guidati dall’IA; Titanfall, infatti, presenta solamente modalità 6vs6 e all’annuncio questa decisione ha scatenato l’ira dei giocatori. Secondo me tale scelta risulta essere vincente perchè dona maggiore frenesia al gioco ed un maggior coinvolgimento, dato che sembrerà realmente di partecipare ad uno scontro a fuoco, senza avere un attimo di sosta; senza di essi, inoltre, gli scontri sarebbero risultati essere molto monotoni, noiosi e pieni di punti morti, data la presenza di mappe con dimensioni piuttosto generose e molto più ampie rispetto alle mappe che si possono trovare nei vari Call of Duty. Alla fine il compito dei minion è quello di “riempimento” delle mappe e, data la loro stupidità, anche di far esaltare il giocatore, nonostante le uccisioni dei bot non vengano conteggiate, dal momento che sembrano dei manichini in attesa di essere crivellati dai colpi delle nostre armi. Unica nota dolente è la grande difficoltà con la quale si riesce a distinguere un minion da un giocatore normale. Se tutta questa qualità non vi avesse convinto ad acquistare senza pensarci due volte Titanfall, allora rimarrete sicuramente stupiti dalla grande qualità del Level Design delle varie mappe, 14 in tutto; esse, infatti, spiccano per varietà, qualità ed estetica, con un sapiente mix di zone estese “vuote” ed enormi costruzioni a più livelli, fondamentali per bilanciare ulteriormente il gioco, non rendere i Titani avvantaggiati rispetto ai soldati e permettere una grande varietà di approcci. Una nota dolente, invece, è rappresentata dalle modalità, che sono solamente cinque e non offrono nulla di nuovo. Sono presenti due varianti del deathmatch, la modalità Cattura la bandiera, Dominio punti di controllo (una sorta di conquista) e la modalità Campagna (giocabile solamente online). La principale delusione è rappresentata proprio da questa modalità, che racconta lo scontro tra due fazioni (IMC e Militia) e che, a parte alcune cutscenes iniziali, non offre nulla di diverso dalle altre modalità, con l’unica utilità rappresentata dalla possibilità di sbloccare il telaio del Titan Ogre e Stryder per la classe personalizzata del titano; insomma, come c’era da aspettarsi, la campagna contestualizza semplicemente quanto accade su schermo, nulla di più… Sotto questo aspetto un maggior numero di modalità, che si spera possano essere aggiunte in futuro anche con DLC gratuiti (ma non ci spero molto) e sopratutto una modalità innovativa e che potesse sfruttare al meglio tutte le potenzialità del gameplay, avrebbero giovato molto in termini di divertimento e longevità del gioco.

Dal punto di vista grafico Titanfall non fa certo gridare al miracolo, certo la versione PC presenta un buon numero di opzioni di personalizzazione risultando scalabile ed adattandosi anche ad hardware non  molto performanti, un buon livello di texturizzazione ed una serie di filtri grafici, come il fondamentale anti-aliasing, che rende l’esperienza più godibile. Il frame rate rimane bloccato a 60FPS e con rari ma evidenti cali, principalmente nelle fasi più concitate, ed elementi a schermo in bassa definizione non permettono a Titanfall di impressionare, pur con un impatto generale comunque lodevole, anche perchè stiamo parlando del vecchissimo motore grafico Source. In sostanza gli sviluppatori sono dovuti scendere a compromessi e per offrire una fluidità di gioco accettabile (caratteristica fondamentale per uno shooter multiplayer) e per permette al maggior numero di giocatori di provare il titolo, hanno dovuto sacrificare qualcosa in termini di qualità visiva, nonostante Titanfall possa tranquillamente essere paragonato ad un gioco di alto livello di tre-quattro anni fa. Inoltre, se possibile, consiglio proprio la versione PC, perchè oltre a controlli migliori, con la possibilità di optare sia per mouse e tastiera sia per il più scomodo controller, risulta graficamente nettamente superiore alla versione Xbox One, che delude sia in termini di frame rate sia in termini di risoluzione. Niente di esaltante neanche dal punto di vista del sonoro, con l’effettistica di esplosioni e armi da fuoco che ricorda fortemente la saga di COD ed un doppiaggio inglese nella norma.

Titanfall ha fatto centro e si presenta come un FPS innovativo, divertentissimo e con il giusto livello di sfida. La presenza di due differenti tipologie di gameplay ed il grande bilanciamento rendono Titanfall uno dei migliori shooter multiplayer degli ultimi anni, peccato per la mancanza di originalità di mappe e modalità, elemento che avrebbe fatto fare a Titanfall un ulteriore salto qualitativo. Il comparto tecnico non perfetto e curato nei minimi particolari, non va ad inficiare particolarmente la qualità del gioco, che magari non sarà il GOTY 2014 e non potrà disporre di una longevità infinita, ma che sicuramente saprà ripagare al meglio coloro che hanno riposto grande fiducia su questo gioco.


 

Seconda opinione a cura di Alberto Nasca

Versione testata: Xbox ONE

Titanfall è un fps in prima persona, che oltre a vedere come protagonisti i nostri soliti piloti/soldati, ci permette di chiamare al nostro fianco un titano, un mech gigante dotato di armi pesanti e letali; le squadre sono composte da sei piloti per fazione (12 in tutto), a questi si aggiungeranno dei bot come grunt o spectre controllati (purtroppo malamente) dalla cpu facendo sembrare il campo di battaglia più vivo che mai.

Il gioco ha 3 modalità: Addestramento, che ci consente di familiarizzare con i controlli, Campagna, una sorta di tutorial 2.0, che si differenzia dal multyplayer solo grazie ad alcuni file audio e video di breve durata (scarsamente diretti) che vede come protagonisti anonimi capitani, incapaci oltretutto di suscitare qualsiasi tipo di emozione al giocatore di turno. La sua durata è di circa 4 ore (2 per ogni fazione) e ci catapulterà in uno scontro bellico su ben 9 scenari diversi. Il tutto ci è sembrato molto forzato e più di un giocatore, ne siamo sicuri, arriverà ai titoli di coda, non tanto per godere del finale, ma per poter sbloccare gli altri 2 titan altrimenti inutilizzabili. Infine troviamo la modalità Classica, ovvero il multyplayer vero e proprio, cavallo di battaglia del titolo. Questa è composta da 5 modalità, che sebbene siano le più ricercate negli fps moderni, forse ci saremmo aspettati qualcosina in più rispetto ad una variante del deathmatch a squadra con the last titan.

I titan veri protagonisti del gioco sono 3, l’Atlas che risulta bilanciato ma non eccelle in nulla, lo Stryder agile e scattante e l’Ogre un titan difficile da buttare giù ma lento. Oltre a poter pilotare in prima persona il nostro titan, sarà possibile con semplici comandati dargli l’ordine di difendere un punto stabilito da noi o di farci da scorta. I Piloti sono anch’essi di tre diversi tipi, Fuciliere, Assassino e Commando, inizialmente troveremo di default alcune armi, kit e abilità che verrano arrichite man mano che il nostro pilota/titan avanzerà di livello. Tra le abilità più interessanti, troviamo quella di diventare parzialmente invisibili per il pilota o lo scudo vortice per il titan, che ci permette di bloccare i proiettili nemici e rispedirli al mittente. Evitiamo di spoilerarvi quali siano gli altri kit o abilità disponibili, perché siamo sicuri che sarà molto più piacevole scoprirlo da soli sul campo di battaglia.

L’ultima scelta da fare prima di entrare in battaglia riguarda le carte burn, sostanzialmente dei bonus che conquisteremo in base al nostro operato durante le partite. Esse variano di efficienza e rarità, si va infatti dalla semplice carabina potenziata alla possibilità di chiamare un titan fin dall’inizio del round. Per ogni nuova partita sarà possibile sceglierne 3 dal nostro mazzo e portarle in battaglia con noi, idea molto carina che ci è piaciuta sin da subito. Entrati in battaglia potremo finalmente godere della bontà del gameplay proposto da Titanfall, grazie alle nostre abilità parkour e al jet pack sempre disponibile, scalare intere palazzine ci sembrerà un’azione semplice e immediata. Questo è dovuto in parte anche all’utilizzo di mappe (15 in tutto), che si sviluppano in maniera verticale, mostrando un’ottimo level design, tutte differenti tra di loro e ognuna con svariati punti di attacco e di difesa, la mobilità per i titan o per i piloti risulta essere quindi agevole e sempre ben bilanciata.

Il gameplay di Titanfall è davvero spettacolare, in pochi minuti saremo in grado di compiere acrobazie, come correre sui muri o saltare addosso ad un titan nemico per cercare di mettere fine alla sua esistenza. Il punto forte del gioco è proprio questo bilanciamento, un titan non sempre avrà vita facile contro un pilota, e se da una parte il nostro “robbottone” sarà in grado di utilizzare degli armamenti pesanti e letali, il pilota avrà più mobilità negli edifici e potrà contrastarci con armi appositamente costruite per darci del filo da torcere (armi anti-titan). In Titanfall ciò che risulta subito evidente è che non c’è spazio per il camping, e anche se tale opzione è disponibile, adottare una tattica del genere aspettando che un nemico passi da una determinata posizione per ucciderlo non risulta più fruttuoso come in altri fps, raramente infatti ci sarà una copertura in grado di resistere agli attacchi continui di altri piloti, grazie anche ad una mini mappa che ci mostrerà sempre dove sono i piloti nemici. Su Xbox ONE ci saremmo aspettati forse una qualità maggiore di texture, che risulta essere troppo lontana dalla sua controparte per PC, e anche se gli scenari risultano davvero ben disegnati, non si può dire lo stesso ciò che riguarda l’interazione con essi. Sicuramente sarebbe stata cosa gradita il vedere porzioni di edifici cadere sotto i colpi di un titan, non andando per forza a modificare la struttura della mappa. Una volta avviata la partita sono certo che queste piccoli seppur presenti difetti non avranno spazio nei vostri pensieri, che saranno del tutto impegnati sul fronte del divertimento vero e proprio.


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