Plants vs. Zombies: Garden Warfare – Recensione

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Plants vs Zombies è stato uno dei giochi PopCap di maggior successo da quando quest’ultima è stata acquistata da Electronic Arts. Quello che all’inizio era un bel gioco, con umili origini su PC, è diventato un franchise esclusivo e pesante, prima con Plants vs Zombies 2, originariamente lanciato su iOS e poi con Garden Warfare su piattaforme Xbox e PC.

Non si sa bene se questa acquisizione abbia o meno danneggiato l’immagine complessiva di PopCap, ma sappiamo con certezza che, essere di proprietà di un grande editore porta alcuni vantaggi. In particolare l’utilizzo di un motore grafico proprietario, e le risorse per creare uno dei più stravaganti sparatutto in terza persona mai realizzati. Anche se non è tutto ciò che dovrebbe e potrebbe essere, Plants vs. Zombies: Garden Warfare è sicuramente un esperimento riuscito.

Titolo: Plants vs. Zombies: Garden Warfare
Sviluppatore: PopCap
Publisher: EA
Genere: Sparatutto
Giocatori: 1-2 (splitscreen), multiplayer
Piattaforma: PC, Xbox ONE, Xbox 360
Localizzazione: Italiano
Data di uscita: 27 febbraio 2014

Garden Warfare è uno sparatutto non convenzionale simile a Team Fortress 2. Ci sono classi che ricoprono particolari ruoli e scontri che coinvolgono principalmente due squadre. Garden Warfare è magnifico grazie all’uso del Frostbite 3, ogni singolo personaggio ha una quantità impressionante di dettagli come anche le meravigliose mappe. E’ strano vedere  il cast di Plants vs Zombies prendere vita in 3D!

A differenza dei tipici sparatutto in terza persona, come Call of Duty, o Battlefield, dove troviamo determinati schemi di progressioni del personaggio, in Garden Warfare tutto ciò viene evitato a favore di un metodo più interessante. Potremo  infatti guadagnare nuove skin e abilità attraverso l’apertura di pacchetti di figurine casuali. Fortunatamente, al contrario di quanto si possa pensare, non sono coinvolte le famose microtransazioni. Tutti i pacchetti vengono acquistati attraverso delle monete, che verranno guadagnate interamente in-game. A seconda di quanto bene si giochi, generalmente si potrà comprare un pacchetto mid-tier ogni due o tre partite. In questi troveremo personalizzazioni da utilizzare sia in co-op che nelle modalità competitive, piante e zombie evocabili, bonus passivi, ma soprattutto le varianti delle classi (fino ad un massimo di cinque).

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Uno degli aspetti più brillanti di Garden Warfare è però la facilità con cui si impara a giocare. Tutto quello che dovrete fare è mirare e sparare come qualsiasi altro sparatutto in terza persona, e imparare le tre abilità speciali di ogni classe. La maggior parte di esse sono auto-esplicative: ad esempio il Fante è dotato di jetpack ed in grado di sparare con artiglieria pesante, il Girasole può guarire gli alleati e raccogliere i medikit, e il Cactus è fondamentalmente un cecchino con pochi strumenti a sua disposizione.

Pur essendo semplice, il gioco comporta un sacco di sfumature tattiche. Sinceramente è molto più di quanto mi aspettassi, e dopo qualche ora di gioco multiplayer contro avversari umani, il gioco ha davvero preso il volo. Come previsto, la diversità di classe è la chiave del successo, e PopCap ha fatto l’impossibile per poterle bilanciare nel migliore dei modi. E’ quindi necessario comporre la squadra utilizzando tutte le classi a disposizione. In totale abbiamo otto classi, quattro per gli zombi e quattro per le piante. Oltre al già citato Fante per gli zombie avremo anche il Fuoriclasse, lo Scienziato e l’Ingegnere, mentre per le piante, il Girasole, il Masticazombi, lo Sparasemi e il Cactus.

Con tutte le classi in gioco, le cose si faranno frenetiche e sarete costantemente assaliti da differenti personaggi. Ad esempio, il Masticazombie, una poderosa pianta carnivora con un sacco di salute, è in grado di uccidere in modo furtivo  qualunque avversario arrivandogli alle spalle dopo aver scavato nel terreno per qualche metro. Ma il suo tallone d’Achille è la sua estrema lentezza, che renderà difficile allontanarsi da bombe, da attacchi alle spalle o giocatori abbastanza precisi con le armi.

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Può accadere, che mentre sarete intenti ad evitare un Masticazombi, una Sparasemi potrebbe facilmente lanciarvi una granata, e un Cactus potrebbe colpirvi dall’alto con un drone volante. E’ quel tipo di follia orchestrata che accade quasi ad ogni partita in modalità 12 vs 12, e che può diventare estremamente caotica, in senso buono ovviamente.

Le mappe sono una delle parti migliori del gioco, e non solo per le dimensioni ideali, ma anche perché belle da guardare e da giocare, come ci si aspetterebbe da un gioco come Plants vs Zombies.  In totale avremo cinque mappe piene di oggetti e tantissimi dettagli : Litorale Morso dello squalo, Porto Mascalzone, Zona Commerciale giardino, Appartamenti periferici e Tenuta di Zombotron. Alcune di esse ricordano i migliori livelli di Twisted Metal o Tony Hawk in quanto a diversità nel design. Purtroppo, come scritto sopra, sono solo cinque, e dopo un po’ si avrà una sensazione di deja vu.

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Veniamo quindi alla componente più importante del titolo PopCap, il multiplayer. Il gioco ha tre modalità diverse, Operazione Giardino (Co-Op), Eliminazione a Squadre (Team Deathmatch) e Tombe e Giardini (Assalto).

La prima modalità è una co-op base defence a 4 giocatori, nella quale dovremo difendere il nostro giardino dall’orda di zombie.  Fondamentalmente un Plants vs Zombies in 3D. Come in quest’ultimo, potremo sfruttare le potenzialità delle piante per sparare semi velenosi e bombe e mettere fuori gioco gli zombie. Questa modalità potrà essere giocata anche in single player. Una moltitudine di sessioni e di livelli di difficoltà contribuiranno a mantenere una rigiocabilità elevata.

Eliminazione a Squadre è il classico Team Deathmatch, nel quale due squadre (piante contro zombie) dovranno fronteggiarsi e raggiungere le 50 uccisioni di giocatori della squadra avversaria.

L’ultima modalità è Tombe e Giardini (Assalto), forse la più divertente, dove a turno dovremo impersonare zombie e piante. Nei panni degli zombie dovremo conquistare entro un determinato tempo cinque giardini di proprietà delle piante in altrettante mappe. Quando impersoneremo le piante dovremo difendere i giardini e respingere gli assalti degli zombi.

Sia in Eliminazione a Squadre che in Tombe e Giardini, potranno fronteggiarsi due squadre di massimo 12 giocatori, con un totale su schermo di 24.

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In termini di differenze di piattaforma, Xbox One, presenta in esclusiva una modalità co-op in split-screen a due giocatori. Purtroppo lo split-screen è giocabile solo offline, ed il secondo giocatore non potrà guadagnare monete o sbloccare obiettivi. Mentre è stata apprezzata la scelta di aggiungere una modalità split-screen, è un vero peccato che il secondo giocatore non possa guadagnare i propri premi o giocare online. Con queste opzioni, Garden Warfare sarebbe stato un gioco da non sottovalutare anche in termini di gioco locale. Inoltre il titolo per Xbox One è provvisto di supporto Smartglass, nel quale vedere le statistiche in tempo reale o giocare ad una modalità chiamata Boss.

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Con un paio di ritocchi, Plants vs Zombies: Garden Warfare sarebbe stato un must-buy per quasi tutti i fan degli sparatutto. Ma anche con i suoi pochi difetti, si resterà incredibilmente sorpresi dalla profondità che il gioco offre. Nella speranza che in futuro EA allenti un po’ sulle microtransazioni in favore di maggiori contenuti presenti nel gioco, con le giuste mosse ed un ottimo supporto, Garden Warfare potrebbe essere uno di quei giochi che potremmo giocare per molto tempo!

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