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TITOLO: Thief
SVILUPPATORE: Eidos Montreal
PUBLISHER: Square-Enix
GENERE: Stealth
GIOCATORI: 1
RISOLUZIONE: 720p – 1080p
PIATTAFORME: PC, PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One (28-02-2014)
LOCALIZZAZIONE: Totalmente in italiano

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=DHo2TSjJ1Z8]

Dopo gli splendidi esperimenti di Deus Ex: Human Revolution e Tomb Rider, che hanno ripreso vecchi Brand ricreandoli ed inserendoli in un ambiente videoludico diverso dove la frenesia la fa da padrona e la pazienza finisce prima ancora di accendere la console, riuscendo però a non denaturalizzarli, Square-Enix e attraverso essa Eidos Montreal ci riprova proponendo un nuovo reboot e di nuovo uno stealth: Thief. Il titolo si trova però in una condizione un po’ ostica, venutasi a creare grazie alla combinazione tra lungo periodo di produzione e nuove console che pretendono standard decisamente alti.

Garrett torna a saccheggiare preziosi dalle tasche e dalle case degli abitanti della Città senza Nome, ed è proprio in una di queste case, col proprietario assopito e probabilmente ubriaco, che inizia la nostra avventura. Qui, dopo aver frugato in ogni cassetto ed armadio, usciamo dalla finestra e raggiungiamo le cosiddette Vie dei Ladri … i tetti. Su uno di questi incontreremo la nostra giovane collega Erin, con cui dovremo collaborare per portare a termine il furto assegnatoci dal nostro ricettatore Basso. Malauguratamente il colpo fallirà e nell’esplosione che ne segue si intrecceranno i destini di tutti i protagonisti, siano essi alleati o avversari. Garrett si risveglierà inspiegabilmente un anno dopo, in una Città senza Nome in pieno sfacelo, colpita da una misteriosa epidemia detta il Morbo.

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Questo incipit, unito ad una scelta di scenari cupi ed in ombra (propri del genere), ci porta a rivivere una sorta di Déjà vu del titolo stealth di riferimento di qualche anno fa, Disonhored. Le analogie fra i 2 titoli sono molteplici: una città decadente, una misteriosa malattia, un personaggio creduto morto o disperso ecc. Questa similitudine fra i 2 titoli, però, non va vista come una copia l’una dell’altra, ma come la naturale evoluzione del genere, che vedeva già Disonhored rifarsi alla vecchia trilogia di Thief. Ma se per alcuni versi i 2 titoli si assomigliano, per molti altri le 2 opere si discostano del tutto, con un gameplay molto meno libero e più ostico incentrato esclusivamente sullo stealth. Ci troveremo infatti una scarsissima e poco efficace capacità di scontrarsi direttamente con le guardie, ma in compenso saremo ottimi storditori ed avremo a disposizione un vasto arsenale di frecce atte a migliorare le nostre azioni: frecce con ampolle d’acqua per spegnere fuochi o frecce a punta piatta per attivare meccanismi a distanza, frecce a punta incendiaria o frecce a corda per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili. Questo, unito con un’ottima interazione ambientale, anche se per lo più passiva, e una città liberamente esplorabile ci porterà facilmente a trascurare le missioni principali per dedicarsi al furto. La possibilità di esplorare la mappa non rende però Thief un Freeroming, infatti la mappa risulta essere solamente un grande ed articolato incrocio da cui imboccare le strade delle varie missioni e dove sarà possibile solo rimpinguare le nostre finanze rubando oggetti (che saranno però limitati e nascosti) e spenderli per potenziamenti ed oggetti.

L’interazione, come già detto, è ricca anche se per lo più passiva, con oggetti che se urtati possono cadere e/o rompersi richiamando l’attenzione su di noi, ma molti altri saranno direttamente interagibili, come cassetti. cassapanche, serrature, leve e pulsanti. Questi ultimi potrebbero essere nascosti o difficili da vedere, così per rendere più semplice l’individuazione di quest’ultimi o di qualsiasi altro interagibile, avremo a disposizione l’abilita Concentrazione che evidenzierà di azzurro, per un periodo limitato, tali oggetti.

Stonano invece completamente con il gameplay le brevi sessioni di arrampicata in terza persona.

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Tecnicamente però il titolo mostra le sue più grandi lacune. Graficamente tra le varie versioni v’è un netta differenza, con una versione Pc perfettamente in linea con le migliori produzioni del momento, con una splendida gestione dinamica delle luci ed uno splendido poligon count; la versione Ps4 mostra invece molti più difetti propri della sua natura cross gen, si noteranno infatti molte texture sgranate e poco definite. Ma l’aspetto  grafico non è l’unico a presentare difetti, si potranno trovare cosi poligoni mal associati, che mostrano le sgradevoli linee bianche di giunzione; il Framerate è decisamente ballerino con rallentamenti, anche pesanti, persino nelle fasi più tranquille; completano la frittata molti bug e glitch vari, come compenetrazioni, interruzioni di comando e persino comandi interfunzioni.

Davvero buono è invece il sonoro. con musiche di sottofondo ben azzeccate, ottime campionature ed un discreto doppiaggio con rari casi di asincrono.

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Il gioco nel complesso è davvero buono, con un meraviglioso gameplay che fa da contrappeso ad una trama che mai prende il volo ed uno lato tecnico zeppo di lacune, con una longevità ottima che supera facilmente le 8 ore e con una rigiocabilità elevata grazie alla capacità di personalizzare il livello di difficoltà, anche se non riesce mai a raggiungere i livelli dei titoli precedenti.

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