Resident Evil 2 – Recensione

SCHEDA GIOCO
TITOLO: Resident Evil 2
SVILUPPATORE: 
Capcom
PUBLISHER: 
Virgin Interactive
DATA DI USCITA: 
1998 (PSX) – 1999 (PC, DreamCast, Nintendo 64) – 2003 (NGC)
GENERE: 
Survival  Horror

Requisiti minimi:

  • OS: Windows 95/98
  • Processore: Pentium I 133
  • RAM: 32 MB
  • Lettore: Cd-Rom 4x
  • Hard Disk: 300 Mb
  • Scheda Video: DirectX 6 Compatibile
  • Scheda Audio: DirectX 6 Compatibile

Nell’ambito videoludico (come, del resto, in ogni categoria artistica presente sul nostro pianeta) ci sono articoli, prodotti, fattori (chiamateli un pò come vi pare) che una volta terminati ed analizzati, saranno solo dei costosissimi fermacarte (qualcuno ha detto Ninja Gaiden 3?), altri che offriranno una dignitosa esperienza, degna di essere rigiocata, ma solo pochi meritano di entrare tra i migliori titoli della storia.
Proprio poche settimane fa, su queste pagine, è stato recensito dal sottoscritto Resident Evil: Rebirth, acclamato remake del primo storico capitolo della serie targata Capcom.
(Recensione reperibile qui -> https://www.myreviews.it/recensioni/recensione-resident-evil-rebirth-dove-tutto-ebbe-inizio-e-ancora-di-piu.html)
Una volta terminata e giudicata la suddetta opera, la famelica voglia di riprendere un classico intramontabile del passato era assai forte… Tanto da indurmi ad abbandonare momentaneamente un capolavoro annunciato come The Witcher 2, per dedicarmi alla tetra ed oscura storia dell’Umbrella Corporation.
Armato di swiffer, intento a rispolverare la storica PSX, mi accingo ad inserire nell’altrettanto storico coperchio elasticizzato della console Sony, l’altrettanto impolverato disco di Resident Evil 2… Un titolo che non ha bisogno di presentazioni, e che entra di diritto nei classici Vintage di ogni possessore di console.
Inizialmente (parliamo della Beta del 1997, intitolata Resident Evil 1.5) il titolo era una sorta di ripartenza da zero, rispetto al capostipite, con l’introduzione di due nuovi personaggi: Elza Walker, studentessa liceale e Leon S. Kennedy, poliziotto alle prime armi.
Comunque, il titolo manteneva una sorta di filo conduttore, riprendendo il tema portante della diffusione virale da parte di Umbrella.
Tuttavia, Shinji Mikami (padre di Resident Evil), era insoddisfatto della direzione che il gioco stava prendendo, ed il suo scopo era quello di creare una vera e propria epopea, al pari di saghe come Warcraft.
Infatti, egli capì che con il plot iniziale di Resident Evil 1.5, non c’erano ulteriori sbocchi per continuare a lungo la saga… Il gioco venne quasi totalmente azzerato, assumendo Hideki Kamiya (Bayonetta) nel ruolo di direttore, e spostando Mikami nel ruolo di produttore esecutivo.
E qui inizia il vero sviluppo di Resident Evil 2, con una nuova protagonista ed una nuova storia… Una scelta indubbiamente rischiosa, che però ha dato i suoi frutti.
Claire Redfield (la nuova protagonista), si dirige in moto a Raccoon City, con lo scopo di trovare suo fratello Chris (eroe maschile del capostipite), di cui non riceve lettere da diversi mesi.
Leon S. Kennedy, è una recluta del Raccoon Police Department, che, vista la crescente emergenza di strane aggressioni nei confini cittadini, ha deciso di rinforzare il proprio organico.
I destini dei due giovani protagonisti, si intrecceranno inevitabilmente, e procederanno fino alla fine per scoprire la ragione di quegli agghiaccianti avvenimenti, che hanno sconvolto la placida cittadina di Raccoon City.
“Nei pressi di Raccoon City si verificò un grave incidente: in seguito si scoprì che il disastro era stato causato dal virus-T, un’arma biologica creata dalla Umbrella Inc.
L’unità speciale S.T.A.R.S. cominciò le indagini. Il caso venne risolto grazie agli sforzi di Chris Redfield e Jill Valentine.
Ma gli esperimenti della Umbrella, continuavano…”
Occorre precisare che nel recensire il gioco, si cercherà di essere il più obiettivi possibile, rimandando la mente ed il giudizio, nel lontano A.D. 1998.

GRAFICA: Tecnicamente parlando, il lavoro compiuto da Capcom risulta encomiabile. I passi in avanti compiuti rispetto al capostipite, sono innumerevoli.
Incominciamo col dire che, i personaggi godono di un dettaglio sensibilmente maggiore durante le fasi ingame, risultando ricchi di dettagli e meno “spigolosi”, rispetto a quanto accadeva in Resident Evil.
Le ambientazioni, risultano essere ancora più dettagliate e ricche di elementi, nonostante quest’ultime siano ancora riprodotte in maniera pre-renderizzata, a differenza dei modelli poligonali dei personaggi e dei PNG, riprodotti interamente in 3D.
Anche gli zombie godono di un dettaglio e di una varietà maggiore… Nel primo capitolo c’erano 3 sole tipologie di non-morti (inservienti della casa, dottori e cavie nude), mentre qui ci saranno abitanti della città (che, nonostante un palese riciclaggio, godono di una discreta varietà), poliziotti, dottori, cavie nude ed anche zombie donne, mancanti nel capostipite.
E’ stato ampliato anche il “bestiario”, che era già bello ampio nel precedente capitolo… Tra zombie, licker, piante, tyrant e dottori mutati, ci sarà parecchia carne (putrefatta) al fuoco!
Menzione particolare va ai filmati in Full Motion Video (oppure Computer Grafica, come preferite), realizzati in maniera eccezionale, al pari di capolavori del tempo come Final Fantasy VIII. Il filmato iniziale, gode di una cura particolare per ogni scena ed inquadratura, ed ancora oggi è annoverato come tra i migliori della storia videoludica.
Buoni anche gli effetti liquidi, come sangue e acqua, realizzati in maniera più che buona.

SONORO: Comparto sonoro realizzato in maniera ottima… Tutto è curato nel sonoro di Resident Evil 2.
L’effettistica è realizzata in modo certosino, dai suoni riprodotti dalle armi, ai lamenti dei non-morti (finalmente migliorati), fino al doppiaggio totalmente in inglese, ottimamente interpretato… Non che ci sia comunque questo gran copione, i dialoghi si limitano allo stretto necessario. Comunque, tutto sommato, sono stati fatti significativi passi in avanti, rispetto alla ridicola sceneggiatura del capostipite.
Ottima anche la colonna sonora, pronta a sottolineare i momenti più carichi di pathos e suspense, che caratterizzano l’angosciante atmosfera (che oggi è difficile ritrovare) della stazione di polizia, oppure quelli più adrenalinici, come ad esempio nelle concitate fasi finali.
Ottimo lavoro compiuto dai compositori di Osaka, Masami Ueda e Shun Nishigaki.

GAMEPLAY: A livello di gameplay, non ci sono molte novità da sottolineare rispetto a Resident Evil.
L’obiettivo primario resta come al solito uno soltanto… Sopravvivere!
Tuttavia, le uniche novità (minimali, tra l’altro) che è possibile segnalare sono: una maggiore precisione dei comandi, anche se talvolta permane il difetto di incastrarsi, tra alcuni elementi dell’arredamento, questo per via di una telecamera sì coinvolgente, ma non sempre ben piazzata.
Possiamo segnalare anche una rivisitazione dell’inventario, infatti ora sarà più semplice gestirsi gli oggetti per via del numero maggiore di slot disponibili (si parla di 8 slot standard, ampliabili anche a 10, nel caso in cui decideste di utilizzare un pratico backpack).
Anche il livello di difficoltà è stato pesantemente rivisto… Molti videogiocatori, durante l’avventura del capostipite, hanno imprecato pesantemente per la penuria di munizioni (anche se con un’oculata gestione, si poteva tranquillamente accumularne), e per la difficoltà talvolta proibitiva, specialmente in alcune fasi dell’avventura con Chris Redfield.
Bene! Capcom, ha ascoltato le richieste dei fan, ed ha reso il più agevole possibile questo secondo capitolo, mettendo a disposizione del giocatore due livelli di difficoltà: Facile e Normale.
Nella modalità facile, partirete con la pistola, un coltello ed un buon numero di munizioni, mentre i putridi zombie, cadranno con pochi colpi.
Nella modalità normale, avrete solo la pistola ed un coltello, e gli zombie necessiteranno di maggior piombo per soccombere.
Tuttavia, anche nella modalità normale, assisteremo raramente a passaggi realmente ostici (o quantomeno paragonabili, ai momenti di magra con Chris in Resident Evil), quindi anche alla difficoltà Normale, con un pò di attenzione riuscirete a portarlo a termine senza imprecazioni olimpioniche.

LONGEVITA’: Vero punto forte di questo secondo capitolo, è il fattore longevità.
Anche il primo capitolo, offriva una longevità di tutto rispetto con le due “avventure” (chiamiamoli incubi, che è meglio) di Chris Redfield e Jill Valentine.
In questo sequel, potremo cimentarci in ben 4 scenari, tutti differenti nell’iter che ci porterà alla loro conclusione.
Innanzi tutto, sottolineiamo che ci saranno anche qui due personaggi giocabili, Claire Redfield e Leon S. Kennedy.
Ognuna delle loro avventure, avrà uno scenario che farà da contraltare agli aventi che abbiamo vissuto… Infatti terminato il primo scenario con Claire, potremo intraprendere l’avventura parallela di Leon, come una sorta di “nel frattempo, Leon stava facendo”. Ecco come sono disposti gli scenari.
Claire A – Leon B
Leon A – Claire B
Senza contare un buon fattore rigiocabilità, che ci permetterà di sbloccare diversi bonus, come una Colt SAA, oppure la missione nascosta The 4th Survivor nei panni di Hunk, o ancora una Battle Mode, presente nelle versioni PC, DreamCast (R.I.P.), GameCube e nella versione DualShock della PSX.
Il tutto vi terrà incollati allo schermo per all’incirca 15-20 ore, una durata assolutamente soddisfacente.

CONCLUSIONE: Ed ecco la conclusione… Il momento “catartico” di ogni recensione.
Recensire un gioco del genere, non è assolutamente facile… Figuriamoci dare un giudizio conclusivo, specialmente a 14 anni di distanza!
Quello che mi sento di dire è che, questa recensione Vintage (chiamiamola così), è frutto della nostalgia di immedesimarmi in capolavori che hanno segnato gli anni addietro.
Spesso, mi chiedo se gli sviluppatori odierni guardino al loro passato, e a quello che hanno compiuto, quando sviluppano dei videogames sulle nostre super-performanti macchine moderne.
Quello che voglio dire è: se con una console semplice come la Sony PSX, si riesce a produrre opere di questo calibro, come mai al giorno d’oggi (nonostante macchine di ultimissima generazione, guardate i requisiti minimi di Resident Evil 2, per capire di cosa parlo) assistiamo ad un vero e proprio calo di contenuti e di qualità nei prodotti?
Sto parlando di bug che affliggono quasi ogni gioco, di giochi-clone senza un’anima che invadono i negozi ogni giorno, oppure di marchi storici entrati nel limbo dell’arcade gaming, pur di monetizzare… Ma oltre al calo contenutistico, mi riferisco anche ad un vero e proprio collasso nello stile di molte software house (tra cui la stessa Capcom, autrice dell’opera recensita). Ormai la soddisfazione del consumatore, viene messa in secondo piano, in favore di una politica incentrata maggiormente sul “Dio” denaro.
Non voglio dilungarmi in ulteriori giri di parole, ma ciò che voglio sottolineare fortemente e a caratteri cubiltali in questa conclusione, è che molti colossi videoludici odierni debbano tornare all’umiltà ed alla voglia di introdurre un solco indelebile nel mercato, magari fieri di poter dire “Ecco! Abbiamo lanciato un prodotto che entrerà nella storia, non solo per le vendite… Ma per ciò che abbiamo costruito con passione, pensando all’esigenza del consumatore”.
Dopo tutto ciò, non posso dire altro che, se ne avete l’opportunità, riprendete in mano questo capolavoro… Magari in attimi nostalgici, anche se dovreste abbandonare un titolone dalla grafica superpompata, potremo almeno fingere di tornare nel glorioso passato del videogaming… Senza preoccuparci di DLC, Online Pass, continui aggiornamenti dei Firmware, attacchi di hacker e compagnia bella.

“Ti conosco solo da poco, però sto molto bene con te. So di non poter voler bene a nessuno, ma non voglio perderti.” – Ada Wong a Leon S. Kennedy


Claire si addentra nel Raccoon Police Department


Il primo storico incontro con il licker


Leon e Claire perquisiscono la scrivania di Chris, nell’ufficio S.T.A.R.S.


Marvin Branagh (per gli amici del web underground, Will Smith) è l’unico agente sopravvissuto nell’R.P.D.


Come in Resident Evil, anche in questo secondo capitolo c’è un androne da cui passerete migliaia di volte


One Response

  1. Avatar Daniele

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