Inazuma Eleven (3DS) – Recensione

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Lo ammetto, non sono mai stato un fan della saga di “Inazuma Eleven”. Forse ero in età troppo avanzata per poter apprezzare la serie animata quando era in onda e probabilmente ero troppo preso da altri giochi per poter apprezzare il suo videogioco. L’idea alla base era pure intrigante: un gioco di calcio che funzionava come un GDR, con gestione della squadra, incontri casuali, level up, oggetti ed equipaggiamenti vari. Il tempo ha poi lentamente prosciugato il mio interesse per questo titolo e, di riflesso, per tutti i sequel che sono stati rilasciati negli anni a seguire.

Tuttavia, nell’ultimo Nintendo Direct, con un annuncio a sorpresa, Level-5 ha rilasciato su eShop, una versione lievemente aggiornata e rimasterizzata, del famoso primo capitolo di “Inazuma Eleven”, ora riproposto per Nintendo 3DS; coloro che se lo sono perso a suo tempo, come appunto il sottoscritto, potranno finalmente compensare la lacuna, ma per scoprire se il titolo è invecchiato bene, andiamo subito ad analizzarlo.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=IzddjiQNvjU]

Titolo: Inazuma Eleven
Sviluppatore: Level-5
Publisher: Level-5
Piattaforma: Nintendo 3DS
Numero giocatori: 1
Localizzazione: testi e doppiaggio interamente in italiano

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Il protagonista, Mark Evans, è il classico ragazzino iper-ossessionato dal calcio, vi ricorda qualcuno?

TUTTO COME PRIMA

I fan dell’omonimo anime, non avranno molti problemi a familiarizzare con la storia e i personaggi: la trama vede il giovane Mark Evans, appassionato atleta e portiere, nonché capitano, del club studentesco di calcio. Purtroppo per lui, il suo club è totalmente allo sfascio, con pochissimi iscritti e quei pochi, non molto interessati a partite o allenamenti; sarà tuttavia nel momento in cui il club rischia di essere sciolto, che Mark e i suoi amici cercheranno di costruire il proprio Dream Team, per portare la squadra fuori dal baratro della mediocrità in cui sono stati finora, fino ai campionati più importanti.

Il primo gioco della serie “Inazuma Eleven”, segue abbastanza fedelmente gli episodi del cartone animato, partendo, appunto, dalla creazione della rosa originale degli 11 giocatori della squadra Inazuma. Anche chi non ha conoscenze della serie e dello stile, dalla premessa può già intuire dove la storia andrà a parare (eh eh) e, infatti, non ci sono molte sorprese: Mark Evans è il classico ragazzo ossessionato dal calcio, che non vede altro che il calcio e se non mette la parola “calcio” ogni due frasi, non è contento. Nessuna novità quindi, abbiamo tutti già avuto modo di prendere confidenza con questo carattere, grazie al ben più famoso Oliver Hutton (per i puristi, Tsubasa) e qui i gusti son gusti: c’è chi riesce ad apprezzare una persona così ossessionata e chi invece vorrebbe solo metterlo a tacere con qualsiasi mezzo. Confermo di far parte del secondo gruppo.

Fortunatamente, il gioco non è focalizzato solo su di lui, almeno non totalmente, ma sull’intera squadra, un gruppo molto variegato di diversi giocatori, ognuno con il proprio carattere e i propri punti di forza e debolezza, che saranno essenziali nelle partite a seguire. E se nemmeno questi personaggi ci risulteranno interessanti? Nessun problema. “Inazuma Elevenvi permette di creare la vostra squadra preferita, attingendo ad un numero impressionante (sull’ordine dei 1000 e passa) di giocatori che potremmo reclutare nel nostro team, siano essi completi sconosciuti o addirittura calciatori provenienti da altre squadre che avremo precedentemente sconfitto.

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La schermata superiore ci fornirà utili informazioni durante le partite

SCHEMA LIBERO

Veniamo ora all’argomento più interessante del gioco, ovvero il “battle system”. Essendo un GDR, ci troveremo davanti innumerevoli “battaglie” che, nello stile di “Inazuma Eleven”, altro non sono che semplici sfide calcistiche 4 contro 4 dalla breve durata. In caso di vittoria, i nostri 4 giocatori accumuleranno punti esperienza, per salire di livello e imparare nuove tecniche, oltre ad una manciata di punti, utili per acquistare nuovo equipaggiamento o per arruolare nuovi giocatori; in caso di sconfitta o ritirata, ci verranno semplicemente sottratti alcuni punti. Queste sfide rappresenteranno gli incontri casuali di “Inazuma Eleven”, per nostra fortuna, non molto frequenti.

All’infuori di queste sfide, il vero cuore del gioco, sono le vere e proprie partite di calcio a 11 giocatori. Utilizzando il touch screen, potremo impartire i vari comandi da far eseguire alla nostra squadra: selezionando un nostro giocatore e tracciando una linea, quel personaggio si muoverà in quella traiettoria, utile soprattutto per intercettare i passaggi avversari. Quando la palla sarà in nostro possesso, dovremo, ovviamente, cercare di segnare nella porta avversaria, smarcando tutti gli avversari e riuscendo a farci strada in area. Il gioco è stato palesemente realizzato per i giovani appassionati di calcio, non aspettatevi realismo o tecnicismi di un FIFA o un PES, ma un titolo con comandi molto più semplici da assimilare.

Rispetto all’originale uscito per DS, quindi, non sono state apportate modifiche di nessun genere a livello di gameplay. mantenendo inalterata l’esperienza di gioco.  Per questo motivo, il titolo Level-5 può rappresentare un’ottima occasione come primo approccio alla saga, ma non offre nessun incentivo all’acquisto per chi possiede la versione originale.

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Individuate il possessore della palla e marcatelo stretto

AMMONIZIONE

Com’era prevedibile, le “novità” introdotte dalla versione 3DS, si restringono alla mera resa grafica, decisamente più pulita e gradevole rispetto all’originale uscito per DS, grazie alla maggiore potenza disponibile sulla nuova console, anche se i modelli poligonali e gli effetti speciali dei colpi, restano comunque parecchio datati. Introdotta anche la risoluzione widescreen per lo schermo superiore e il 3D stereoscopico, con effetti di profondità che non fanno urlare al miracolo, ma comunque ben realizzati.

Il vero cruccio di questa release, anche se non proprio legato al gioco in sé, riguarda una scelta di mera “tempistica” adottata dal publisher. L’ultimo capitolo della saga di “Inazuma Eleven”, ovvero “Ogre all’attacco” (di cui potete leggere la nostra recensione qui) è stato rilasciato recentemente; l’ultimo titolo porta con sè, come è giusto che sia, svariate migliorie e aggiornamenti, che, ovviamente, mettono in ombra quello che era il primo gioco, uscito anni prima. Ripresentandolo pari pari a livello di gameplay, senza aggiornamenti o migliorie, può essere stata una scelta, comprensibilissima, per preservarne la “bontà”, ma al confronto nudo e crudo, non regge molto bene.

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Si, la grafica non è il punto forte di Inazuma Eleven, nemmeno dopo un piccolo restyle

GIUDIZIO FINALE

Inutile stare a disquisire sulla qualità del titolo: il capostipite della serie è stato e resta tutt’ora un buon titolo, decisamente consigliato a tutti coloro che vogliono iniziare ad approcciarsi a questa saga, anche a fronte di un prezzo piuttosto abbordabile. Restano alcune perplessità legate alla scelta di far uscire questo titolo a ridosso dell’ultimo e più aggiornato capitolo “Ogre all’attacco”, con il rischio di mettere in evidenza le palesi differenze tecniche e di gameplay, oscurando l’arrivo di questo porting lievemente aggiornato. Per chi non si fa questi problemi, “Inazuma Eleven” saprà regalarvi svariate ore di divertimento, oltre a farvi maturare la decisione di recuperare o meno i capitoli successivi (sempre che Nintendo non abbia in programma un porting anche di quelli, aspettiamo e vedremo…).

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"

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