Aliceland – Pensieri raccolti – Recensione

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Il Progetto AliceLand nasce oltre 10 anni fa, dall’incontro tra la cantante Alice Castellan e una band di stampo elettronico.

Gli inizi sono segnati dall’esecuzione di cover di Alanis Morissette, Elisa, Sheryl Crow ma in un’interpretazione personale e particolare.

Così come personale e particolare è l’album “Pensieri raccolti” che permette alla Castellan di esprimere il suo estro con brani scritti in collaborazione col bassista Andrea Terzo.

L’album mescola i generi esplorati in anni di concerti ed esibizioni dal vivo con collaborazioni con band di blues, gospel, funky e soul.

Quattordici in tutto le tracce che lo compongono:

Copertina

  1. Immagina
  2. Sand and Silence
  3. Com’era
  4. Segreti Notturni
  5. Pianeti
  6. Chiamerai
  7. Oltre il Vetro
  8. Spengo
  9. Il Gioco
  10. Let me know
  11. Stronger
  12. Crying
  13. Sacred Mountain
  14. Tramonto d’estate

 

I brani affrontano temi intimi, come un amore che finisce e che lascia dietro di sé voglia o la necessità di cambiamento (“Sand and Silence”, “Segreti Notturni”, “Com’era”), oppure errori ed occasioni mancate che diventano motivo di riflessione su sé stessi ( “Spengo”, “Il gioco”), ma anche la morte di una persona cara che ci lascia smarriti (“Stronger”) e lo stress della vita quotidiana a cui sfuggire attraverso l’immaginazione (“Immagina”).

In “Pianeti” viene descritta l’emozione unica generata dall’incontro tra due anime che generano qualcosa di indissolubile ed eterno.

In “Chiamerai” la chitarra si fonde perfettamente con la voce della Castellan in una ballata toccante. “Dimmi che te ne fai di ciò che è costruito intorno a noi…ma non lo vedi che stai distruggendo solo te”

“Salvami da questa noi che è intorno a noi…portami oltre il vetro” è il ritornello di “Oltre il vetroche descrive benissimo come i sentimenti anche grandi e forti cambino nel tempo inesorabilmente.

Ascoltando queste canzoni ci si sente come testimoni e custodi di pensieri intimi rivelati durante una chiacchierata pomeridiana, riflessioni importanti condivise tra amici e persone care che senza critiche e giudizi sono lì ad ascoltarci e a raccogliere i nostri pensieri.

E il titolo del lavoro rende appieno l’idea.

La cantante passa con disinvoltura dalla lingua italiana all’inglese (con un’ottima pronuncia) e imprime a tutti i brani un accento personale e nuovo.

Al primo ascolto ciò che colpisce è la voce della Castellan , che si muove con disinvoltura nei vari ritmi dell’album, che nel complesso risulta ben strutturato e rappresenta una ventata di nuovo e fresco nel panorama musicale nazionale e perché no, anche internazionale.

Ascoltandolo più volte si coglie la profondità dei temi affrontati, mai banalizzati, espressi con testi curati e “naturali”.

Da ascoltare e riascoltare, indubbiamente.

Da sempre appassionata di musica, viaggi e buon vino :-) Sono alla ricerca di musica che mi stupisca

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