Tomb Raider: Definitive Edition – Recensione (PS4/ONE)

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Titolo: Tomb Raider: Definitive Edition
Sviluppatore: Nixxes (versione PS4), United Front Games (Xbox One)
Publisher: Square Enix
Piattaforme: PS4, Xbox One
Localizzazione: Completamente in Italiano

Il reboot di Tomb Raider è stato un dei giochi migliori usciti nel 2013, ma con l’uscita delle console next-gen Square Enix ha deciso di creare una versione riveduta e corretta appositamente per PlayStation 4 e Xbox One, ovvero Tomb Raider: Definitive Edition. Lo sviluppo tuttavia non è stato affidato a Crystal Dynamics ma a due team diversi: per la versione della console Sony gli olandesi Nixxes mente per quella Microsoft i canadesi United Front Games. Abbiamo provato entrambe le versioni e queste sono le nostre impressioni.

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Tomb Raider: Definitive Edition a livello di trama e gameplay è identico al gioco originale uscito poco meno di un anno fa, per cui su questi aspetti nel caso in cui non lo abbiate già giocato vi rimandiamo alla nostra precedente e dettagliata recensione, mentre in questo articolo analizzerò principalmente le novità e migliorie introdotte.

Iniziamo con gli elementi comuni ad entrambe le versioni, ovvero i DLC.

Tomb Raider: Definitive Edition contiene infatti tutte le espansioni uscite in questi mesi, tuttavia ad accezione di una tomba inedita e alcuni costumi alternativi tutto il resto è relativo al comparto multigiocatore, di certo non l’elemento principale del gioco, seppur si tratti di una gradevole aggiunta.

Inoltre tra gli Extra troviamo la versione digitale del fumetto “The Beginning” che fa da prequel alla storia narrando le cause e gli eventi che portano al naufragio della nave Endurance, ed infine sono presenti degli artwork e una serie di video-documentari che approfondiscono e mostrano alcuni retroscena del gioco e del suo sviluppo.

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Parliamo ora di ciò che veramente ci interessa di questa riedizione next-gen, ovvero il comparto tecnico, che nonostante sia sostanzialmente simile tra le due versioni hanno comunque alcune differenze, oltre ad alcune feature esclusive che tratterò più avanti.

La versione Xbox One curata da United Front Games presenta una grafica a 1080p nativi e 30 frame per secondo fissi, mentre la versione PS4 affidata ai ragazzi di Nixxes vanta sempre i 1080p nativi, ma a 60fps. Purtroppo però il framerate è tutto tranne che stabile, e i 60fps fissi si ottengono solo durante i filmati, mentre durante l’azione di gioco oscilla tra i 40 e i 60, con cali quindi evidenti ma che non risultano comunque fastidiosi visto che resta sempre ben oltre il limite di guardia dei 30fps.

30fps che invece risultano granitici nella versione Xbox One (durante la mia avventura si è verificato un unico calo isolato in una situazione piuttosto caotica) , e che risultano comunque più che sufficienti trattandosi di un action/sparatutto in terza persona.

Come accennato prima entrambe le versioni hanno delle feature esclusive: per quanto riguarda Xbox One, il Kinect permette di effettuare alcuni comandi vocali utili per richiamare ad esempio la mappa o navigare tra i menù, inoltre è stato sfruttato anche il sensore di movimento per girare la visuale durante i filmati inclinandosi a destra o sinistra, oppure ruotare gli artefatti trovati tramite il movimento delle mani per analizzarne i dettagli.

Su PS4 invece i comandi vocali sono affidati a PlayStation Camera, mentre il led posteriore del Dualshock 4 si illumina a seconda delle nostre azioni nel gioco (ad esempio usando una torcia o frecce infuocate passa da tonalità rosse e gialle, mentre sparando bianche a intermittenza), ed infine alcuni diari extra o trasmissioni radio vengono riprodotte dallo speaker integrato del pad.

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Framerate a parte entrambe le versioni come detto girano a 1080p nativi, e questo non può che portare ad un impatto visivo veramente notevole. Già il gioco originale vantava una grafica più che buona, ma grazie a questa “tirata a lucido” ora Tomb Raider è più bello che mai, con scenari curati nei minimi dettagli, nuovi effetti particellari e di luce, oltre ad una fisica rinnovata e meno scriptata. Dalla versione PC inoltre è strato importato l’effetto TressFX, grazie al quale ogni capello di Lara si muove in modo realistico e indipendente.

Oltre i capelli, l’intero modello di Lara Croft è stato ridisegnato per rendere il volto più espressivo, con un risultato decisamente convincente, cosa che purtroppo non si può dire per gli altri personaggi che risultano ancora troppo statici.

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VERDETTO FINALE

Tomb Raider: Definitive Edition è un’ottima occasione per chi non avesse già giocato l’originale di recuperare uno dei migliori titoli dello scorso anno, ora con un comparto grafico next-gen, tutti i DLC inclusi e alcune feature extra.

Il punto cruciale però è proprio questo: è sì un’ottima occasione per chi non l’ha giocato, ma chi invece lo aveva già fatto? In questo caso purtroppo non mi sento di consigliare l’acquisto, o almeno non a prezzo pieno. Il rinnovamento grafico c’è ma non lo trovo un motivo tale da spingere a spendere 60 euro per quello che è, nella sostanza, lo stesso identico gioco di un anno fa. Magari un calo di prezzo può essere un incentivo a tornare nuovamente nei panni di Lara Croft e rivivere l’avventura con un nuovo comparto tecnico, ma per ora Tomb Raider: Definitive Edition è più indicato per chi ancora non aveva provato il reboot della saga dell’archeologa più famosa del mondo videoludico: se siete in quest’ultima categoria invece l’acquisto è caldamente consigliato.


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