Dark Souls 2 – Anteprima

Videogiochi

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Dark souls” è rimasto impresso nella mente di ogni videogiocatore come uno dei giochi più difficili (se non IL più difficile) della già passata generazione, complice un grado di difficoltà ormai scomparso dai prodotti videoludici attuali, resi obiettivamente più semplici, per venire incontro alle esigenze di un sempre più crescente numero di casual gamers. Una tendenza che From Software ha deciso di ignorare, rischiando certo, ma con ottimi risultati: il suo titolo RPG ha ricevuto i plausi di pubblico e critica, talmente forti da convincere gli sviluppatori a lavorare su un sequel, in arrivo il mese prossimo sulle nostre console (e più tardi, anche su PC).

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Nell’evocativa sala medievale del Museo dei Navigli di Milano, Tak Miyazoe di Namco Bandai, ci illustra le novità di Dark Souls 2

Durante la conferenza Namco Bandai che si è tenuta a Milano qualche giorno fa, siamo stati invitati da Tak Miyazoe, responsabile Namco Bandai, a provare con mano i momenti iniziali del gioco, dal filmato d’apertura al primo, mastodontico boss. Riuscirà il seguito del gioco di ruolo più infame e sadico di questa generazione ad essere ancora più infame e sadico, come ci si può aspettare da ogni buon sequel degno di questo nome?

BATTESIMO DI FUOCO

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Questa vegliarda enigmatica sarà uno dei primi personaggi con cui interagiremo

La nostra prova comincia con un filmato iniziale molto oscuro ed evocativo, che ci introduce al nuovo mondo che esploreremo, in rovina ovviamente. Ci ritroveremo con il nostro personaggio, immediatamente controllabile, in una tetra radura con parecchia erba alta; chiunque con un minimo di buon senso (o semplicemente chi conosce fin troppo bene Dark Souls) saprà che ciò non è mai un buon segno e, infatti, un paio di pericolosi mostri si aggirano nascosti, quasi invisibili all’occhio e all’orecchio distratto. Per la gioia vostra significa che si, potete letteralmente morire fin dai primi 20 secondi di gioco e con quasi zero possibilità di difendersi.

Fortunatamente in nostro soccorso troveremo una piccola abitazione illuminata, abitata da enigmatiche vecchiette in abito rosso, apparentemente affiliate a qualche ordine che i giocatori navigati di Dark Souls riconosceranno istantaneamente. Dopo averci ricordato con ottimismo che qualsiasi cosa faremo, il nostro destino è comunque segnato, abbiamo la possibilità finalmente di personalizzare il nostro personaggio con nome, classe e un rinnovato editor per le caratteristiche fisiche, molto più completo rispetto a quello del precedessore.

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L’ambientazione di gioco ha una forte marcatura medievale

Ed è così che, una volta sistemato il nostro eroe, partiamo diretti per il primo dungeon che fungerà da utile tutorial per tutti i neofiti, i quali impareranno come anche i primi comunissimi nemici, se iniziano ad essere più di due, possono rappresentare una minaccia costante alla vostra vita. Esattamente come accadeva nel precedente titolo, i nemici sferreranno attacchi potenti cercando di penetrare le vostre difese e ridurvi all’impotenza; un destino facilmente ottenibile, ora che l’IA degli avversari è stata migliorata e raffinata. Dimenticatevi gli assalti frontali, gli errori si pagano a caro prezzo: una nuova meccanica di gioco, introduce per i nostri personaggi, una penalità del 10% alla salute massima, ogni volta che perderemo la vita in uno scontro, penalità che si andrà a sommare ogni volta che cadremo in battaglia fino ad un massimo del 50% in meno. Malus comunque annullabile ritornando umani, questa volta senza l’ausilio di un falò, ma grazie ad un nuovo oggetto estremamente raro, l’Effige Umana, che vi consentirà di abbandonare il vostro status di morto vivente, tornando alla natura umana in qualsiasi momento.

Essere umani ha comunque i suoi vantaggi, come ad esempio, la possibilità di evocare un fantasma di un NPC o di un altro giocatore nel nostro mondo, per aiutarci nei combattimenti. Ovviamente, come accadeva anche nel primo Dark Souls, la modalità multiplayer consiste anche nell’essere invasi da altri giocatori con intenzioni poco amichevoli; la differenza, in questo sequel, risiede nella possibilità di essere invasi anche se non si è in forma umana, cosa impossibile nel primo capitolo. Ovviamente le probabilità di ricevere visite inaspettate se si è non-morti sono inferiori, ma non di molto.

UN ATTIMO DI RESPIRO…MA NON TROPPO

Majula sembra davvero l’unico posto sicuro nel mondo di Dark Souls 2, ma lo sarà davvero?

Anche solo dai primi dungeon, si può notare come Dark Souls 2 mantenga inalterata la “bastardaggine” che permeava il primo capitolo, spingendoci sempre verso trappole nascoste, come pericolose imboscate da nemici nascosti dietro un angolo o, addirittura, finti cadaveri che si rianimeranno quando meno ce l’aspettiamo.

Sia lode al sole, appena superata la tetra foresta del tutorial, arriveremo nel villaggio di Majula, unico (forse) luogo senza pericoli, che fungerà da punto centrale da cui partire per la nostra avventura. Troveremo i soliti mercanti e fabbri, dalle merci più o meno interessanti, ma, soprattutto un particolare NPC donna, che sarà la nostra unica fonte di potenziamento. Difatti, tra i diversi cambiamenti effettuati ai falò, spicca l’assenza totale dell’opzione per salire di livello investendo le anime conquistate dai nemici caduti, per fare ciò dovremo obbligatoriamente tornare al villaggio e parlare con costei e solo allora potremo potenziarci a dovere. Per rendere questa scelta meno snervante per i giocatori, i falò sparsi per il mondo ora disporranno di un sistema di fast-travel, per teletrasportarsi istantaneamente in ogni checkpoint che avremo precedentemente attivato: una scelta ben accetta, che non diventa essenzialmente una facilitazione per i giocatori, dato che resta comunque inalterato il respawn dei nemici.

I falò non serviranno più per salire di livello, ma restano comunque essenziali per progredire nel gioco

Il prossimo luogo da raggiungere è una amena foresta, chiamata Foresta dei Giganti Caduti, decisamente più allegra e illuminata della precedente, ma, come sempre, brulicante di nemici assetati di sangue e rovine da attraversare e, ma guarda un pò, disseminato di numerose trappole pronte ad attirare gli incauti giocatori. Sarà proprio alla fine di questo dungeon che faremo l’incontro con il nostro primo vero boss, un enorme gigante decisamente poco amichevole. La perfidia dei programmatori qui raggiunge vette sadiche incredibili: non solo il mostro è tremendamente forte, con un raggio di attacco molto ampio, ma il suo pattern di attacchi cambierà in modo totalmente imprevedibile, lasciandovi pochissimo margine di errore. Anche se pensate di avere la vittoria in tasca, non cantate vittoria, la situazione potrebbe ribaltarsi in pochi istanti, come ha potuto constatare il sottoscritto in prima persona.

Da qui si poteva tranquillamente continuare a giocare, ma come il signor Tak Miyazoe ci ha suggerito, era meglio non proseguire oltre, per non rovinarci la sorpresa quando avremmo avuto tra le mani il gioco completo tra un mese. Suggerimento accettato. Ero pure a corto di oggetti curativi…

INNOVAZIONE E TRADIZIONE

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Innovazioni e migliorie, ma il gioco resta ancora molto difficile

Alla luce di quello che abbiamo potuto testare con mano e di ciò che è stato illustrato alla conferenza, cosa rende Dark Souls 2 diverso dal suo predecessore? Indubbiamente molto lavoro è stato svolto per affinare quella che era già una formula di gioco solida e collaudata; molte migliorie sono state effettuate anche in diversi campi, grazie al feedback dei giocatori: ora l’inventario appare più ordinato e intuitivo, avremo inoltre sempre sott’occhio il nostro personaggio mentre navigheremo tra i nostri oggetti, per non farci più cogliere di sorpresa dai nemici. Molte saranno le novità a cui andremo incontro, come nuovi oggetti dalle particolari funzioni: tra tutti spiccano senz’altro le Gemme Vitali, nuovi oggetti curativi che prendono momentaneamente il posto delle Fiaschette Estus, che possono essere utilizzate per recuperare energia vitale anche in movimento, tuttavia l’energia recuperata non solo è poca, ma verrà ripristinata molto lentamente, costringendo il giocatore a restare comunque sulla difensiva fino al recupero avvenuto. Per coloro che hanno paura di commettere errori durante il potenziamento del proprio personaggio, Dark Souls 2 ci metterà a disposizione un particolare oggetto che ci consentirà di azzerare le modifiche effettutate e reinvestire le nostre anime per potenziare dei parametri differenti.

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Grazie al Soul Vessel, potremo resettare il nostro personaggio per personalizzarlo da zero

Piccole cose che comunque non alterano l’esperienza di gioco alla base, del tutto simile al primo Dark Souls: i comandi, in primis, rimasti per la maggior parte identici nella mappatura del controller, con l’eccezione del tasto per il salto, questa volta slegato dal comando della corsa e finalmente indipendentemente attivabile con la pressione dell’analogico.

Bisogna, tuttavia, anche volgere lo sguardo su un paio di problemi visibili nella versione provata: prima tra tutti la grafica, indubbiamente migliorata rispetto al precedente capitolo, ma con qualche problema sul fronte delle texture, non sempre eccezionali. Altra nota dolente, il framerate, saldo a 30fps nella maggior parte dei casi, ma con drastici cali nei momenti più affollati. Nella migliore delle ipotesi, si spera che questi problemi siano sistemati per l’eventuale edizione per PC.

CONCLUSIONE

Chi temeva che Dark Souls 2 fosse più facile rispetto al precedente, può tranquillamente mettersi l’anima in pace: non lo è. Le diverse migliorie e semplificazioni effettuate, non hanno alterato in alcun modo la difficoltà che tanto caratterizza la serie, lo hanno semplicemente reso più intuitivo e meno frustrante in certi punti dove più se ne sentiva il bisogno. Resta qualche dubbio su un framerate altalenante e alcune texture povere, ma niente di estremamente negativo. Ormai manca davvero poco all’uscita del gioco, preparatevi fin da subito a quello che vi aspetta, perché è bene metterlo in chiaro fin da subito: morirete. E ancora, e ancora, e ancora…

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"

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