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Titolo: Dead Rising 3
Sviluppatore: Capcom
Publisher: Microsoft
Piattaforma: Xbox One
Numero Giocatori offline: 1
Numero Giocatori online: 2 (co-op)
Localizzazione: Completamente in italiano

La serie di Dead Rising si è a poco a poco ritagliata un suo spazio nel mercato videoludico e nel cuore dei giocatori, grazie al suo connubio tra survival horror, humor e critica sociale, ma gli elementi più iconici sono sempre stati due: orde di zombi e folli armi da combinare. Tutte queste caratteristiche sono state evolute in Dead Rising 3, nuovo capitolo che arriva in esclusiva su Xbox One.

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Sono passati 10 anni dall’epidemia zombie che ha distrutto Fortune City in Dead Rising 2: il governo ha tolto dal commercio lo ZOMBREX, ma in compenso ha obbligato tutti i cittadini ad applicarsi un chip che rilascia automaticamente il farmaco per prevenire la trasformazione, ma permette anche di spiare ogni persona tramite GPS. Per motivi ignoti scoppia una nuova epidemia, questa volta a Los Perdidos, e come da protocollo vengono bloccate tutte le vie di accesso (e di fuga) della città, bloccando l’orda ma anche i pochi sopravvissuti all’interno. Tra questi vi è il nostro eroe Nick Ramos, un meccanico che insieme ad altri sopravvissuti farà di tutto per fuggire nei 6 giorni di tempo prima che la città venga bombardata, oltre ad investigare su come può essere iniziata l’epidemia e scoprire di più sul suo passato legato ad un tatuaggio che ha fin da bambino.

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Le strade di Los Perdidos brulicano di non-morti, e girare alla ricerca di altri superstiti e attività varie non è facile, ma come si dice “a mali estremi estremi rimedi”: oltre alle armi “classiche” come mazze da baseball, pistole, fucili, e accette Nick può usare praticamente qualsiasi oggetto presente nello scenario come arma, che sia un vaso, un piatto o una scopa, oppure può sfruttare le sue doti di meccanico per combinare i materiali e creare nuove armi tanto potenti quanto bizzarre. Possiamo ad esempio creare un elicottero giocattolo radiocomandato con dei macheti al posto delle pale, una spada infuocata, delle mini-motoseghe, guanti da boxe infuocati o con spuntoni metallici (con cui possiamo tra l’altro eseguire dei veri e propri Shoryuken da Street Fighter), costruire un costume da dragone meccanico e chi più ne ha più ne metta. Le combinazioni possibili sono più di cento, garantendo una grande varietà e soprattutto divertimento nel vedere gli effetti di armi veramente folli e geniali. Per sbloccarle tuttavia dovremo prima recuperare gli schemi sparsi per la città, ma se dispone dei materiali Nick può creare le armi-combo in qualsiasi momento, e non solo nei banchi di lavoro come nei precedenti capitoli, rendendo l’esperienza molto più diretta e meno tediosa rispetto al passato.

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Le armi inoltre non sono l’unica cosa che può essere combinata, infatti Nick può assemblare anche diversi veicoli tra loro. Los Perdidos è composta da 4 quartieri collegati da autostrade, quindi muoversi a piedi non sempre è conveniente sia in termini di tempo sia perchè le orde di zombi raggiungono numeri veramente elevati. Quale metodo migliore quindi se non prendere un veicolo e investire tutto ciò che capita? Semplice, prendere due veicoli e creare un super-mezzo che investa tutto ciò che capita ma con stile. Ecco quindi che possiamo unire una moto con un rullo compressore e dei lanciafiamme, oppure un furgone corazzato con lanciarazzi e torretta mitragliatrice con cui lanciarci a testa bassa tra la massa di carne putrescente che cammina.

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Usare le armi e veicoli combinati oltre ad essere divertente si rivela anche necessario, infatti uccidendo i non morti in questo modo si ottengono molti più PP (Punti Prestigio) rispetto alle armi normali: grazie a questi punti Nick sale di livello (fino ad un massimo di 50) e può sbloccare diverse nuove abilità e potenziare quelle già in possesso.

Per ottenere grandi quantità di PP inoltre ci si può dedicare alle tante missioni secondarie, che variano dal semplice “proteggi un superstite” all’uccidere zombi con particolari metodi o al ritrovamento di vari oggetti, ottenendo spesso come ricompensa (oltre ai Punti Prestigio) nuovi schemi con cui ampliare il nostro inventario di armi di distruzione.

Dead Rising 3 sfrutta inoltre l’app di Xbox One Smartglass, e collegandola al gioco, oltre a poter vedere la mappa direttamente sullo smartphone o tablet e avere suggerimenti su dove trovare determinati oggetti, possiamo ricevere ulteriori missioni secondarie, che se completate ci danno accesso a dei codici per poter richiamare degli attacchi speciali come bombardamenti aerei e liberarci in fretta di orde di zombi.

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Nel corso dell’avventura potremo sbloccare dei rifugi dove avere accesso a tutte le armi e vestiti trovati, inoltre si potrà scegliere tra alcuni superstiti salvati e creare un piccolo gruppo. Gli alleati si dimostrano utili in diverse situazioni, anche se spesso è necessario curarli e fornire loro armi vista la loro tendenza ad essere poco autosufficienti.

Se la presenza di compagni comandati dall’intelligenza artificiale si rivela quindi quasi un peso la situazione cambia quando invece si affronta il gioco in compagnia di un amico tramite la cooperativa, raddoppiando il divertimento e il tasso di distruzione.

Per chi cerca invece una vera sfida si può selezionare la modalità Incubo, in cui si avranno solo 3 giorni invece di 6 per completare il gioco, gli zombi e i boss sono più resistenti e si può salvare solo in determinati punti.

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Dal punto di vista tecnico Dead Rising 3 ha alti e bassi. La risoluzione a 720p non lo rende di certo il titolo migliore graficamente, e in un confronto con Ryse o Forza 5 ne esce pesantemente sconfitto. Va tuttavia considerato che il gioco è un open world che deve gestire centinaia di elementi su schermo, ed è proprio su questo aspetto che invece Dead Rising 3 stupisce: la quantità di zombi presenti in alcune situazioni è semplicemente immensa, e il generatore randomico crea sempre zombi diversi l’uno dall’altro, evitando il fattore “cloni”. A questo va aggiunto che ad ogni singolo elemento della scenario (che sia uno zombi o un oggetto) viene applicata una fisica realistica, con una capacità di calcolo che nella precedente generazione non era semplicemente possibile. Vedere i vetri andare in frantumi e i frammenti seguire la direzione dell’impatto e notare come tutto si muova e reagisca agli urti aumenta di molto l’immersione nel mondo di gioco, che nonostante sia palesemente di fantasia è paradossalmente il più realistico e next-gen dei giochi usciti fino ad ora.

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VERDETTO FINALE

Dead Rising 3 si è rivelato un ottimo gioco, capace di intrattenere e soprattutto divertire come pochi altri titoli. La struttura sandbox open world, unita alla enorme quantità di zombi da massacrare con una altrettanto enorme quantità di armi utilizzabili e combinabili rendono il gioco un must-buy per ogni possessore di Xbox One. Purtroppo a livello visivo Dead Rising 3 non impressiona quanto le altre esclusive, ma sul piano della fisica e degli elementi su schermo è il gioco più next-gen presente sul mercato.

I videogiochi non sono solo una passatempo per Andrea: da anni ormai scrive su riviste e siti specializzati, trasformando così la passione in lavoro. Ha una ossessione al limite del maniacale per Batman, Star Wars e il collezionismo di statue e collector's edition di videogiochi, tanto che la madre ancora si chiede perché semplicemente non si droghi come tutti i ragazzi della sua età... di sicuro spendeva di meno.

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