Spellforce 2: Demons of the Past – Recensione

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Quanto a lungo può essere supportato dagli sviluppatori un videogame? I giocatori console hanno scoperto in questa generazione, l’uso (e abuso) dei famigerati DLC, contenuti scaricabili a pagamento o gratis, volti a mantenere vivo l’interesse di un determinato titolo, arricchendolo con espansioni di ogni tipo. Su PC, tuttavia, questa pratica, non solo era presente da molto più tempo, ma offriva anche esperienze decisamente migliori, con contenuti aggiuntivi che raddoppiavano, se non di più, le possibilità dei titoli in questione, per un lungo periodo di tempo.

Spellforce 2: Demons of the past” segue questa strada, fornendoci una corposa campagna aggiuntiva che, più che un semplice add-on, rappresenta, senza se e senza ma, un intero gioco a se stante, seppur, come scopriremo presto, legato indissolubilmente alle stesse meccaniche e allo stesso motore grafico del titolo originale, uscito la bellezza di oltre 8 anni fa, segno evidente che supportare alla lunga un titolo con questa età sulle spalle, senza svecchiarlo adeguatamente, può rivelarsi controproducente.

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Titolo: Spellforce 2: Demons of the past
Sviluppatore: Nordic Games, Minds Over Matter Studio
Publisher: Nordic Games
Numero giocatori offline/online: 1 con possibilità di multi-player online
Piattaforme: PC
Localizzazione: Testi e dialoghi in inglese

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Se giocate a Spellforce 2 per la prima volta, scordatevi di iniziare la partita senza aver visto il tutorial

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Cosa è di preciso “Spellforce 2: Demons of the Past“? Si tratta dell’ultima espansione del famoso “Spellforce 2: Shadow Wars“, gioco uscito nel 2006 per PC: dopo “Dragon Storm” e “Faith in Destiny“, la serie si arricchisce con un altro capitolo della saga strategica GDR.

L’inizio immediato del gioco metterà in risalto il primo vero difetto di “Demons of the past”: benchè sia considerata un’espansione “stand alone”, quindi giocabile anche senza possedere l’originale “Spellforce 2”, risulterà incredibilmente difficile, per i nuovi giocatori, comprenderne la trama. Il filmato iniziale propone un nuovo arco narrativo, aggiungendo una nuova minaccia che i nostri eroi dovranno scongiurare, ma sarà comunque una narrazione che si collega fortemente ai capitoli precedenti, presentandoci personaggi e situazioni, senza fornire un riassunto o una backstory esplicativa. Gli appassionati di “Spellforce 2” sapranno riconoscere tutto e tutti senza problemi, ma coloro che si affacciano al gioco per la prima volta, risulteranno irrimediabilmente confusi e alienati.

Ovviamente ci si aspettava, data la natura di “espansione” di questo capitolo, che l’acquisto fosse rivolto solo ai possessori del gioco originale, ma considerata la volontà di renderlo giocabile anche a coloro che non hanno il capostipite nella loro collezione, l’assenza di qualsiasi materiale di supporto per far comprendere meglio la storia e i personaggi, va considerata come una discreta mancanza.

Mancanza in parte estesa anche nelle spiegazioni delle meccaniche di gioco. Fortunatamente, prima di iniziare le nostre partite, ci sarà la possibilità di guardare qualche breve tutorial per impratichirci con i comandi base. Vorrei soffermarmi in particolar modo sulla parola “guardare”, perché si trattano, a tutti gli effetti, di brevi video narrati, i quali mostrano comandi e azioni da effettuare, senza l’input diretto del giocatore, ridotto a mero spettatore, privato della possibilità di provare personalmente quello che ha imparato, all’infuori della vera partita. I suddetti tutorial inoltre, come potrete scoprire voi stessi, vi serviranno relativamente poco, dato che, superati i primi 15 minuti in game, vi si richiederanno abilità e conoscenze delle tecniche di gioco, di molto superiori a quelle basilari spiegate così frettolosamente, trasformando i momenti iniziali, in un vero “battesimo di fuoco” che può causare una lunga serie di frustrazioni per i giocatori inesperti.

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Solo perchè sono i primi nemici che incontrerete, non sottovalutate MAI gli scheletri

STRATEGIE DI RUOLO

Superate le evidenti difficoltà iniziali, il gioco si comporta esattamente come ci si aspetta. “Spellforce 2” ha saputo mischiare sapientemente le meccaniche da gioco di ruolo occidentale, con la strategia in tempo reale e anche questa espansione non è da meno. Per superare i numerosi livelli, dovremo esplorare attentamente le mappe di gioco, costruire e potenziare i nostri insediamenti e guidare con accortezza le nostre unità in battaglia, supportandole a dovere, facendo intervenire anche il nostro eroe, palesemente più forte della maggior parte dei singoli guerrieri a nostra disposizione, dove possibile. Tutto questo mentre ci assicuriamo il controllo delle risorse necessarie per creare delle costruzioni aggiuntive, per guadagnare nuove unità di battaglia o per potenziarle ulteriormente.

Dal lato del gameplay quindi, non si segnalano grosse sorprese, un peccato per chi si aspettava uno “svecchiamento” generale o l’introduzione di qualche novità di rilievo. Purtroppo, va segnalato, il gioco non è esente da qualche sporadico bug, che fa sparire i nemici nel bel mezzo della battaglia o li rende impossibili da colpire. Niente di frequente o di incredibilmente dannoso per i giocatori, ma si spera comunque siano tutti problemi risolvibili da un aggiornamento quanto prima.

Inoltre, bisogna parlare (di nuovo) di come il gioco sia incredibilmente difficile da gestire per i nuovi giocatori: la difficoltà generale, infatti, sarà estremamente variabile, a seconda del vostro livello di abilità. Anche impostando la difficoltà di gioco in “facile”, non ci vorrà molto prima di trovare la vostra squadra, eroe compreso, immediatamente falciata da un attacco nemico in massa, completamente inaspettato. Per questo motivo risulta sempre più incomprensibile, la volontà dei creatori di “Demons of the Past“, di rendere quest’avventura “stand alone” quando palesemente non è un gioco adatto ai neofiti del genere.

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La classica quiete prima della tempesta (che arriverà quando meno ve l’aspettate)

RESTAURO SUPERFICIALE

Il comparto grafico di questa espansione non impressiona più di tanto, anche se, rispetto ai precedenti capitoli, qualche miglioramento è stato effettuato: una pulizia generale e un sistema di illuminazione rinnovato, regala un gradevole colpo d’occhio ma, a conti fatti, si tratta pur sempre dello stesso motore grafico del medesimo gioco uscito anni fa, tirato a lucido per l’occasione, ma perseguitato dai difetti facilmente e dolorosamente riscontrabili, come texture a bassa risoluzione e modelli poligonali poco convincenti (anche se, una nota di merito va spesa sui modelli dei draghi, estremamente belli da vedere, nonostante tutto).

Utilizzando una banale metafora, la grafica di “Spellforce 2: Demons of the Past” si può paragonare ad un vecchio muro diroccato a cui è stata data una mano di pittura colorata semi-trasparente, senza stuccare o riparare le zone rovinate: visibilmente accettabile, ma dopo due secondi di controllo, i difetti vengono a galla immediatamente.

Nulla da ridire sul fattore longevità: la campagna single player, infatti, richiederà una buona media di 20 ore per essere completata, tempo destinato ad allungarsi per coloro che non hanno avuto precedenti esperienze con il sistema di gioco, poco intuitivo al primo approccio. Chi vorrà, potrà inoltre sfogarsi con una modalità multiplayer, anche se parecchio insipida e poco accattivante; resterà per molti, un’esperienza da vivere solamente per la campagna principale.

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Ok, la grafica è quella che è, ma questo drago è stupendo lo stesso

GIUDIZIO FINALE

Spellforce 2: Demons of the Past” difficilmente può rappresentare una scelta obbligata per chi non si è mai affacciato a questo genere e la scarsità di informazioni fornita al neo-giocatore non ne favorisce l’interesse. Il gioco resta, nella sua quasi totalità, invariato dalle precedenti espansioni, senza svecchiamenti o aggiornamenti di qualche tipo. Badate bene, questo non vuol dire che sia un brutto gioco, tutt’altro: il gameplay, anche se macchiato da sporadici bug, resta un ottimo mix GDR-RTS, che ancora oggi funziona; solamente non è una rivoluzione da quel che fu il titolo originale 8 anni fa. Per questo e altri motivi, questa espansione è consigliata solo ai giocatori navigati di “Spellforce 2”, mentre tutti gli altri possono direttamente saltarla senza problemi, in favore di un nuovo inizio con “Spellforce 3“, oppure, per chi non ha voglia di aspettare, iniziando ad approcciarsi direttamente dal primo capitolo di questa saga.

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"

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