Dopo una guerra sanguinosa con una razza aliena, i bambini più brillanti della Terra vengono condotti in una scuola speciale per apprendere le tecniche di combattimento necessarie a far fronte ad una nuova guerra. Uno dei migliori è Ender, che grazie alle sue doti naturali, riesce a scalare in breve tempo tutti i livelli dell’addestramento, ad entrare nella Scuola di Comando e a coordinare la squadra che dovrà affrontare la nuova battaglia.

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Sotto la maschera del film di fantascienza, Ender’s Game nasconde materie ostiche e sgradevoli quali la guerra preventiva, l’addestramento militare come unico scopo della vita, l’annientamento della giovinezza in favore di un fine superiore; è dunque comprensibile il ritardo trentennale con il quale l’opera di Orson Scott Card fa il suo esordio sul grande schermo. Nonostante gli eventi degli ultimi quinci anni abbiano ormai aperto uno squarcio nel muro dell’ “impronunciabilità”, la struttura di Ender’s game suscita riflessioni contrastanti. L’assoluto centro del racconto è Ender, un ragazzo con innate doti per il comando e spiccate attitudini per le tattiche di battaglia. La gran parte del film si concentra sul suo addestramento militare, sulla capacità di affascinare i compagni e al contempo di generare invidia e repulsione nei rivali; un Full Metal Jacket in versione PS4 o XBOX, con al posto della terra e del fango, l’assenza di gravità e le stelle, al posto della tortura psicologica e fisica del Sergente Maggiore Hartman, la bonomia fascistoide del Colonnello Graff (Harrison Ford), al posto della guerra, il gioco. Ed è proprio la possibilità di mutare la guerra in gioco, di sostituire la guerra preventiva con la guerra di difesa della razza umana, di intendere l’eliminazione di una specie come un’azione salvifica a lasciare sconcertati, anche se è questa la forza del film. A mio avviso il racconto, centrato solo sugli addestramenti “giocosi” di Ender, sulla sua “maturazione” sotto il manto stellato della fantascienza, avrebbe meritato una analisi più accurata circa le scelte da compiere per il bene dell’umanità, con una attenzione maggiore alle azioni dell’individuo di fronte ai tragici presagi di morte e distruzione. Ender’s game è comunque solo il primo capitolo di una serie, con sottotrame ancora da sviluppare (la famiglia di Ender) ed un destino tutto da scoprire; da un punto di vista ideale si possono condividere o meno le scelte di sceneggiatura e racconto, dal punto di vista prettamente “tecnico”, il film si lascia guardare, nulla di clamoroso o entusiasmante, i successi del protagonista non lasciano scampo all’incertezza, con una progressione inarrestabile e prevedibile, lo spettacolo non è strabiliante così come la convinzione di Harrison Ford e Ben Kingsley, presenze non caratterizzanti per i rispettivi personaggi. “Attorno” ad Ender’s game c’è molto, “dentro” c’è una esperienza già vissuta.

Scheda del film

Titolo: Ender’s game
Regia: Gavin Hood
Cast: Harrison Ford, Asa Butterfield, Hailee Steinfeld, Viola Davis, Abigail Breslin, Ben Kingsley, Moises Arias, Aramis Knight, Jimmy ‘Jax’ Pinchak, Brandon Soo Hoo, Brendan Meyer, Khylin Rhambo, Suraj Partha, Conor Carroll, Andrea Powell, Nonso Anozie, Stevie Ray Dallimore
Genere: fantascienza
Durata: 114′
Produzione: Summit Entertainment, Odd Lot Entertainment, Kurtzman Orci Paper Products, Digital Domain Media Group, Chartoff Productions, Tomkats Catering
Distribuzione: Eagle Pictures
Nazione: USA
Uscita: 30/10/2013

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