Killzone: Shadow Fall – Recensione

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Titolo: Killzone: Shadow Fall
Sviluppatore: Guerrilla Games
Publisher: Sony
Numero giocatori offline: 1
Numero giocatori online: max 24
Localizzazione: Completamente in italiano

Al lancio di una nuova console c’è sempre almeno un gioco che ha il “compito” di mostrare le potenzialità tecniche next-gen: la rivale Xbox One ha portato Forza Motorsport 5 e Ryse: Son Of Rome (di cui potete leggere le nostre recensioni rispettivamente qui e qui), ma dopo il rinvio di Driveclub per l’ammiraglia di casa Sony l’onore è ricaduto unicamente su Killzone: Shadow Fall.

Ma oltre a mostrare la potenza bruta di PlayStation 4, il nuovo capitolo della saga creata da Guerrilla Games sarà anche un buon gioco?

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Killzone: Shadow Fall si pone come un capitolo di “rinascita” della serie, con l’obiettivo di appassionare sia i fan della trilogia originale sia di attrarre nuovi giocatori che non si sono mai avvicinati alla saga, e non è un caso che il titolo non sia Killzone 4: la trama infatti è slegata dai vecchi capitoli se non per la base iniziale, ovvero la distruzione del pianeta Helgan avvenuta alla fine di Killzone 3. La maggior parte degli Helghast è stata uccisa dal massiccio bombardamento che ha posto fine alla guerra tra loro e gli umani del pianeta Vekta, tuttavia una piccola parte è sopravvissuta, così l’ISA decide di “donare” una metà di Vekta ai profughi. Mettere sullo stesso pianeta due fazioni che si sono odiate e combattute per anni ovviamente non si rivela una soluzione ideale, e le continue rappresaglie tra gli Helghast (che non sopportano l’idea di vivere con chi ha distrutto il loro mondo) e gli umani di Vekta (specialmente coloro che sono stati privati delle loro case e della loro vita se abitavano nella metà del pianeta ceduta ai sopravvissuti) fanno sì che venga costruito un enorme muro a dividere i due popoli, creando così Vekta City e New Helgan, anche se gli attentati da parte di gruppi estremisti di entrambe le fazioni continuano.

La situazione va avanti per diversi anni, finchè un enorme attentato nel cuore di Vekta City costringe l’ISA ad intervenire, e nei panni di Lucas Kellan, un soldato appartenente alle forze speciali Shadow Marshall che da bambino ha visto uccidere il padre davanti i suoi occhi dagli Helgast, dovremo infiltrarci in New Helgan per eliminare gli estremisti terroristi.

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Da qui si sviluppa la trama di Killzone: Shadow Fall, che nel corso di 10 capitoli (per un totale di circa 9-10 ore di gioco) ci vedrà visitare diversi luoghi e prendere parte a decisioni cruciali, sviscerando una situazione molto più complessa di quanto sembri, con motivazioni e segreti che fanno rivalutare più volte entrambe le fazioni, fino a concludersi con un epilogo che lascia spiazzati, ma concede comunque spunti per i prossimi capitoli. La trama è quindi uno dei pregi di Killzone: Shadow Fall, peccato solo che sia stata raccontata in maniera altalenante, con momenti troppo veloci in cui si fatica a seguire gli eventi e accadono diverse cose nell’arco di poco tempo e altri momenti invece estremamente lenti e a tratti superflui, che aggiungono poco o nulla alla trama e rischiano solo di confondere o far perdere il filo logico. Una maggiore cura della regia avrebbe sicuramente giovato, ma nonostante tutto la storia risulta appassionante e con diversi spunti di riflessione.

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Per quanto riguarda il gameplay, Killzone: Shadow Fall ha una base da sparatutto decisamente classica, ma non mancano elementi caratteristici, e il più importante l’OWL, ovvero un piccolo drone volante che può svolgere diverse funzioni, ognuna selezionabile tramite il touchpad integrato del Dualshock 4: facendo scivolare il dito verso l’alto l’OWL attaccherà i nemici in vista, verso il basso materializzerà uno scudo dove ripararci, a sinistra emetterà una scarica in grado di stordire gli avversari e disattivare gli scudi nemici, mentre selezionando l’opzione di destra sparerà un cavo utile per raggiungere posizioni altrimenti inaccessibili. Tramite la croce direzionale invece potremo attivare altre 4 abilità, ovvero richiamare un indicatore dell’obiettivo attuale, usare una dose di adrenalina per curarci e rallentare il tempo per qualche secondo, attivare il fuoco secondario di alcune armi ed infine usare uno scanner che evidenzia i nemici e gli oggetti nei dintorni, e più teniamo premuto il pulsante più vasta sarà l’area scansionata, ma se ne abuseremo il dispositivivo si sovraccaricherà emettendo un suono che allerterà tutti i nemici.

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Killzone: Shadow Fall propone uno stile di gioco più ragionato rispetto alla media degli sparatutto, e attaccare a testa bassa porterà nella maggioranza dei casi alla morte certa, complice anche un livello di difficoltà abbastanza alto anche a in modalità normale. Pianificare le azioni sfruttando l’OWL e lo scanner e agendo in maniera più stealth è quasi sempre consigliato, e anche il level design aiuta in questo senso, proponendo vaste aree che offrono diverse strade e approcci per raggiungere lo stesso obiettivo. Non mancano comunque combattimenti in spazi più ristretti e lineari, ma in linea di massima al giocatore viene quasi sempre data più di una scelta su come affrontare le varie situazioni.

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Come detto all’inizio della recensione Killzone: Shadow Fall ha anche il compito di mostrare la potenza bruta di PlayStation 4, e possiamo senza dubbio dire che ci riesce benissimo. Dal punto di vista tecnico il gioco infatti è eccezionale e veramente next-gen, con un livello di dettagli, qualità delle texture, illuminazioni ed effetti particellari che sulla precedente console semplicemente non erano possibili, il tutto a 1080p nativi e 30 fotogrammi al secondo granitici. Più di una volta si rimane impressionati da certi paesaggi e scorci visivi, in particolar modo ho trovato affascinanti e ben realizzati i livelli ambientati su Vekta City, ma anche in generale non ci si può assolutamente lamentare, specialmente considerando che siamo davanti ad un titolo di lancio.

Persino il comparto multigiocatore di Killzone: Shadow Fall può vantare il Full HD a 1080p e addirittura 60 fotogrammi al secondo fissi, sfatando il mito dei giochi con una grafica ottima in single player ma drasticamente ridotta nel multiplayer.

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Rimanendo in tema di comparto multigiocatore, Killzone: Shadow Fall offre un’esperienza classica con 8 modalità che vanno dal semplice deathmatch a cerca e distruggi, conquista e difendi etc. Tutte queste modalità possono essere alternate all’interno della stessa partita, inoltre la caratteristica più significativa è la possibilità di creare delle partite personalizzate in ogni dettaglio, aumentando di molto la varietà grazie alle sfide particolari proposte dalla community. Per quanto riguarda le classi, quelle presenti sono 3, ovveroAssalto (specializzato nell’attacco frontale avvicinato), Ricognitore (specializzato nel combattimento a distanza e furtivo) e Supporto (spacializzato nel combattimento a medio raggio e nell’aiutare i compagni). Le mappe sono 10 in totale e riprendono scenari visti nella Campagna, e concludiamo con una caratteristica inusuale ma apprezzata: a differenza della maggior parte degli sparatutto tutte le armi ed equipaggiamenti sono sbloccati fin da subito. Non mancano comunque i gradi da scalare e le gerarchie sbloccate con l’esperienza, tuttavia rendere l’intero arsenale disponibile dall’inizio rende le partite molto più equilibrate, così che a fare la differenza siano l’esperienza e l’abilità, e non le armi.

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VERDETTO FINALE

Killzone: Shadow Fall si è rivelato un ottimo gioco, solido nelle meccaniche e con un trama interessante, oltre ad essere un titolo che dimostra pienamente le potenzialità tecniche di PlayStation 4. Non mancano tuttavia alcuni difetti, come una narrazione non proprio adeguata che tende a far perdere il filo logico, alcuni livelli tirati troppo per le lunghe e poco ispirati rispetto agli altri e una difficoltà a volte mal bilanciata che sfocia nella frustrazione. Si tratta comunque di uno dei migliori giochi della line-up della console Sony e un acquisto obbligato per tutti gli amanti del genere.

I videogiochi non sono solo una passatempo per Andrea: da anni ormai scrive su riviste e siti specializzati, trasformando così la passione in lavoro. Ha una ossessione al limite del maniacale per Batman, Star Wars e il collezionismo di statue e collector's edition di videogiochi, tanto che la madre ancora si chiede perché semplicemente non si droghi come tutti i ragazzi della sua età... di sicuro spendeva di meno.

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