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Credo sia bene specificarlo e sottolinearlo dal principio: “The Banner Saga”, sviluppato da Stoic, è un progetto indie, finanziato grazie alla piattaforma di crowdfunding Kickstarter, quindi non ci sono grandi società con i loro soldi, al contrario, tutti i fondi necessari per la realizzazione del gioco, provengono dalle donazioni ricevute direttamente dal pubblico, composto da futuri acquirenti o dai semplici appassionati, che hanno creduto nella visione degli sviluppatori e sono, ovviamente, interessati nel vedere i risultati finali. La premessa mi è sembrata obbligatoria, data la crescente espansione del mercato di sviluppo indipendente, ormai in grado di sfornare capolavori qualitativamente sempre meno distanti dai titoli tripla A con ingenti budget a sostegno.

Questo gioco si poneva come obiettivo prefissato, il raggiungimento di 100.000 dollari per iniziarne lo sviluppo, cifra ampiamente superata nei primissimi giorni, arrivando a raggiungere l’imponente cifra di 723.886 dollari alla fine del periodo di raccolta fondi. Un piccolo successo quindi, complice con molta probabilità, anche il peso dei nomi che si celano dietro Stoic; abbiamo infatti tre persone provenienti direttamente dalla famosa società Bioware, molte volte acclamata per la qualità dei suoi titoli ruolistici; Alex Thomas, Arnie Jorgensen and John Watson sono il trio di neo sviluppatori indipendenti che hanno fondato la loro nuova compagnia e sono pronti a sbarcare in questo mercato con il loro particolare titolo fantasy, di cui ci avevano già precedentemente dato un assaggio, rilasciando il titolo multiplayer Free to Play “The Banner Saga: Factions“, vero e proprio apripista per questo ambizioso progetto.

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“The Banner Saga” è un titolo che punta molto sulla trama, aspettatevi quindi molti dialoghi e testi da leggere

“The Banner Saga” è un RPG tattico, come i ben più famosi “Final Fantasy Tactics” e “Disgaea”, ma ovviamente di stile occidentale e di tema rigorosamente fantasy. Tuttavia, il titolo di Stoic non si basa sui canoni a cui siamo abituati: i classici e stereotipati elfi, nani e ogni altro possibile incrocio tra di essi, cedono il passo a creature ispirate dalla mitologia nordica, come imponenti giganti vichinghi, oltre a (concediamoglielo) i comuni e onnipresenti umani. La build provata, lunga parecchie ore, contiene molti elementi degni di essere illustrati, in grado di fornirci una panoramica interessante di quello che sarà il gioco finale.

UNA FIABA DIFFERENTE

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Molti saranno i dialoghi con i personaggi che incontrerete, sempre accompagnati da fantastiche illustrazioni

Ovviamente non si può evitare di parlare di questo titolo, se non cominciando con ciò che salta all’occhio fin dal primo momento, ovvero il comparto grafico di “The Banner Saga”: interamente disegnato a mano, il gioco è stato realizzato, per stessa affermazione degli sviluppatori, prendendo come punto di riferimento lo stile grafico dei vecchi e tanto amati classici Disney. Sin dai primi istanti di gioco, questa scelta si rivelerà una vera e propria delizia per gli occhi, non solo per le animazioni dei personaggi durante le cutscenes e le battaglie, ben realizzate e incredibilmente fluide, ma anche per i maestosi scenari di fondo che andremo ad attraversare durante la partita, qualcosa che sembra direttamente uscito da un libro illustrato, segno della grande cura con cui sono stati disegnati.

Una tale cura estetica è decisamente ben accetta in un gioco dove la trama punta molto sul tema del “viaggio”: in un mondo dove i villaggi non sono mai al sicuro, costantemente minacciati dalla presenza e dagli attacchi dei mostri, attraversare campi innevati, foreste e intere regioni con la propria carovana sventolando un immenso stendardo, che dona il titolo al gioco, rappresenta un barlume di speranza per i viaggiatori che, da un luogo all’altro, vi seguiranno per sfuggire da un infame destino.

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La bellezza artistica del gioco può essere sintetizzata anche nella sola animazione dello stendardo

Viaggiare non è solo importante ai fini della storia, ma ricopre un importante ruolo nel gameplay, dove sarà essenziale, durante le nostre lunghe traversate, tenere sempre sott’occhio alcuni fattori, come il morale del vostro nutrito gruppo di seguaci, che inciderà direttamente sulle prestazioni in battaglia e la velocità con cui ci sposteremo da un luogo all’altro, ma anche le scorte di cibo, necessarie per la sopravvivenza durante le eterne scarpinate, che diminuiranno costantemente ogni giorno di viaggio e con più rapidità se avrete molte persone al seguito. Un basso morale e l’assenza di cibarie potrebbe costare la vita ai vostri compagni; accamparsi per riposare e far scorte nelle città, sarà quindi un elemento chiave del gioco, se non ci si vuole trovare impreparati di fronte ad una battaglia imprevista o ad un viaggio travagliato.

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Scenari come questi sono all’ordine del giorno per “The Banner Saga”

Proprio durante i numerosi viaggi, sarà inoltre possibile incappare in numerose scelte multiple che possono influire in modo imprevedibile sulla storia: ad una scelta può seguire semplicemente un dialogo differente, ma anche causare la vita o la morte di certe persone. Stoic ha deciso di puntare molto sul fronte narrativo e spera che il giocatore possa ricominciare il gioco più e più volte per scoprire gli avvenimenti alternativi alle proprie scelte originali.

TATTICHE NORDICHE

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Anche solo scegliere la posizione iniziale dei vostri combattenti sarà essenziale per la vittoria

Il battle system di “The Banner Saga”, come già anticipato, prende ispirazioni dai più famosi rpg tattici, fornendoci durante le battaglie, una visuale isometrica su un terreno diviso a scacchiera. Nemici e membri del party agiranno alternandosi tra di loro (avremo comunque sempre sott’occhio l’interfaccia che ci preannuncia chi agirà nei turni a seguire). Ogni personaggio sul campo di battaglia vanta tre valori di riferimento: armatura, salute e willpower (forza di volontà). L’armatura permette di ammortizzare i danni subiti, quindi un alto valore rappresenta una difesa molto forte e il personaggio difficilmente potrà essere messo KO; sferrare un attacco a questo parametro, permetterà di indebolire le difese del nemico, concedendovi attacchi più incisivi nei turni successivi. La salute, in un interessante utilizzo fuori dagli schemi, non rappresenta solo la forza vitale del personaggio che, una volta esaurita, uscirà di scena, ma anche la forza stessa dei suoi attacchi; un personaggio in buona salute quindi, farà molti più danni di uno in fin di vita, costringendo il giocatore a spostarlo nelle retrovie. Il willpower rappresenta il classico “jolly” che ogni personaggio ha a propria disposizione in quantità limitata; essi potranno essere utilizzati in certe situazioni, come ad esempio per potenziare leggermente l’attacco o per effettuare degli spostamenti leggermente più lunghi di quanto la nostra mobilità ci consenta.

Questi tre parametri e il modo in cui agiscono in battaglia, rendono il battle system molto semplice e intuitivo, ma sarà sempre necessaria una certa conoscenza strategica per essere sfruttato nel modo migliore, considerando inoltre la difficoltà leggermente sopra la media delle battaglie: meglio intaccare il valore di armatura per poter infliggere danni più elevati in futuro o infliggere direttamente danni, seppur minimi, per intaccare la salute e quindi la forza dei nostri avversari e ricevere meno danni? La risposta sarà sempre diversa a seconda del vostro stile di combattimento preferito.

Alla fine della battaglia, la classica schermata di vittoria vi assegnerà punti fama, necessari per comprare l’equipaggiamento, scorte di cibo e per far salire di livello i vostri guerrieri.

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Non manca la classica schermata dove potrete esaminare i membri del vostro party ed equipaggiarli a dovere

Se si deve riscontrare un difetto, probabilmente a causa della build di anteprima, ma comunque da sottolineare, è  l’assenza di slot di salvataggio aggiuntivi e della possibilità di salvare a proprio piacimento: il gioco infatti possiede un sistema di autosalvataggio in determinati punti della storia, decisamente non la scelta migliore per un gioco con così tante scelte multiple e varie diramazioni della trama.

CONCLUSIONE

Il titolo Stoic si presenta molto bene, proponendo un concept interessante già assaggiato con il titolo free to play lanciato in precedenza, in dirittura di arrivo con la sua componente single player. Come molti giochi provenienti da Kickstarter, la comunità ha molti occhi puntati su “The Banner Saga”, sperando che i fondi generosamente elargiti, possano essere ripagati appieno con un prodotto di elevata qualità. Possiamo affermare che le premesse per un ottimo titolo ci sono tutte e non mancherà molto prima di scoprire se saranno completamente soddisfatte.

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"

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