La storia vive nei nostri ricordi

Poter vivere i ricordi dei nostri antenati in prima persona sembra fantascienza, ma per Desmond Miles si è rivelato una realtà da affrontare. Nel primo episodio di Assassin’s Creed abbiamo incontrato il giovane, rapito dall’antica setta dei Templari, costretto ad utilizzare una macchina, l’Animus, per poter rivivere le avventure del suo avo Altair in medio oriente. In questo modo viene a conoscienza dell’antichissima guerra tra Templari, decisi a conquistare il mondo per assicurare una pace “orwelliana”, e Assassini, di cui fanno parte gli antenati di Desmond.

In questo secondo capitolo Desmond, in fuga dalla sua “prigione”, l’Abstergo, dovrà esplorare ancora le memorie del passato, questa volta di Ezio Auditore da Firenze, vissuto nel tardo ‘400.

Nella speranza di trovare un gameplay più vario del precedente Assassin’s Creed ci imbarchiamo quindi in questa nuova avventura.

Benvenuti nel Belpaese
I ragazzi di Ubisoft hanno certamente fatto un lavoro certosino nella riproduzione delle 2 principali città in cui si snoderanno i fili della nostra avventura, ovvero Firenze e Venezia, ed il risultato è eccezionale: il motore grafico ha permesso infatti di ricreare con incredibile realismo palazzi famosissimi come la basilica di San Marco e la Santa Maria del Fiore, regalando un colpo d’occhio straordinario, nonostante non manchino alcune sviste come la mancanza di alcuni edifici.

L’esplorazione gioca un ruolo fondamentale in seno al gameplay, che si struttura in maniera analoga al primo capitolo, ma aggiungendo corpose innovazioni: il nostro obiettivo sarà sempre quello di individuare il nostro bersaglio ed assassinarlo, ma per farlo non dovremo sempre ricorrere alla raccolta di informazioni, bensì dovremo completare obiettivi che varieranno di volta in volta. In certi casi dovremo intrufolarci in una festa, in altri addirittura avremo modo di assalire una città.

Eseguito l’omicidio dovremo fuggire dalla zona del delitto, evitando le guardie e sfruttando gli elementi dello scenario per nasconderci. Cose come nascondersi nei pozzi o nei carri di fieno si rivela però uno stratagemma poco proficuo, dal momento che quasi sempra una normalissima corsa a perdifiato sarà più che sufficiente.

Qualora invece volessimo affrontare i nostri avversari faremo i conti con un battle system fin troppo semplificato: i nemici si dividono in 4 classi, ciascuna con determinati punti deboli, e saranno quasi sempre in netto vantaggio numerico; tale vantaggio è però del tutto insignificante, dal momento che essi ci attaccheranno sempre uno alla volta, permettendoci di eliminarli uno dopo l’altro con pochi colpi. Le esecuzioni che Ezio compirà saranno certo spettacolari, ma il livello di difficoltà dei combattimenti sarà anche drasticamente basso.

Nonostante i problemi legati al battle system, le  meccaniche descritte sarebbero già capaci di eliminare quella ripetitività che caratterizzava il precedente Assassin’s Creed, ma i ragazzi di Ubisoft questa volta si sono impegnati, proponendo anche una buona serie di missioni secondarie. Queste variano tra gare a tempo fino a brevi missioni di assassinio e…al pestaggio di mariti fedifraghi (sì, davvero).

Le nostre azioni assumeranno tuttavia un rilievo maggiore che in passato, grazie alla barra di Notorietà. Essere individuati o lasciare testimoni incrementerà questa barra, costringendoci a nasconderci nella folla per non essere costantemente inseguiti dalle guardie. Per abbassare la Notorietà avremo varie possibilità: corrompere oratori, strappare avvisi di ricerca ed eliminare falsi testimoni saranno la chiave per mantenere il nostro anonimato. Nonostante l’idea sia molto buona, la facilità con cui questo indicatore può essere portato allo zero è disarmante, richiedendoci non più di 5 minuti. Di fatto la Notorietà assume una effettiva importanza durante le missioni principali, caratterizzati da zone di massima sicurezza, dove la barra manterà costantemente il valore massimo.

Ciò che sicuramente è stato meglio realizzato è il sistema “platform”, immediato e di semplice comprensione.

Esso si affida infatti esclusivamente ad un tasto dorsale, dandoci modo di arrampicarci sugli edifici e di correre di tetto in tetto, scalando anche cattedrali ed altri monumenti celebri. Salire in cima al campanile di San Marco e osservare il panorama è dannatamente appagante.

In questi frangenti avremo modo di sincronizzarci col mondo di gioco: raggiungere alcuni edifici piuttosto alti ci permetterà, tramite la pressione di un tasto, di aggiornare la mappa di gioco. Ciò significa che per avere una piantina completa delle varie città dovremo dedicarci a lunghe fasi di scalata, quasi mai noiose.

Non mancano infine i classici collezionabili, che ovviamente non si discostano dall’essere semplice incentivo ad una esplorazione più approfondita delle ambientazioni.

Un ‘400 vivo

Il lavoro svolto sulle location e in generale sugli ambienti e sull’atmosfera di gioco è di ottimo livello: un apprezzabile doppiaggio in italiano (talvolta fuori sincrono) si unisce ad una buona colonna sonora, che riesce talvolta a proporre tracce meritevoli.
Il comparto grafico regala invece scenari splendidi ed un colpo d’occhio grandioso, ma di contro presenta alcune pecche, in particolare tearing e alcuni vistosi cali di frame rate, soprattutto su console Sony.

L’ottima realizzazione delle ambientazioni italiane è ancor più accentuata dalla grande libertà offerta al giocatore di esplorarle, nel corso delle 15 ore circa necessarie a terminare l’avventura, destinate ad aumentare se si intende completare anche le missioni secondarie.

L’assassino torna

Ubisoft riesce quindi, con AC2, a creare un prodotto buono sotto tutti i punti di vista, più vario e divertente del predecessore.

Nonostante alcune interessanti meccaniche non siano state implementate a dovere, il titolo è sicuramente uno dei migliori adventure del momento, dotato di un fascino indiscutibile e di un gameplay appassionante.

PRO

  • Vario e divertente
  • Longevo
  • Ambientazioni realizzate con maestria

CONTRO

  • Battle system da rivedere
  • Alcune meccaniche di gioco non ben implementate
  • Più  di un problema sul fronte tecnico

GRAFICA: 8

SONORO: 8

DIVERTIMENTO: 8.5

LONGEVITA’: 9

TOTALE: 8.5

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