The Legend Of Zelda: A Link Between Worlds – Recensione

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Titolo: The Legend Of Zelda: A Link Between Worlds
Piattaforma: Nintendo 3DS/2DS
Sviluppatore: Nintendo
Publisher: Nintendo
Numero giocatori: 1
Localizzazione: completamente in italiano

Era il 1992 quando uscì The Legend Of Zelda: A Link To The Past su Super Nintendo, e ora, a distanza di oltre 20 anni, ecco arrivare il seguito: The Legend Of Zelda: A Link Between Worlds.

Il gioco originale è tuttora un caposaldo della storia dei videogiochi, e da molti considerato come il miglior Zelda mai uscito insieme ad Ocarina Of Time: sarà riuscito questo nuovo capitolo a mantenere alto l’onore della serie? Scopritelo con la nostra recensione.

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Fin dal primo trailer d’annuncio fu chiaro che The Legend Of Zelda: A Link Between Worlds avrebbe avuto moltissimi richiami al suo storico predecessore e anche ad altri capitoli della serie, e il colpo al cuore per i più nostalgici sarà durissimo, ma in senso positivo. Già nei primissimi minuti ci si accorge come la sequenza di apertura sia molto simile a quella di A Link To The Past, e appena preso il controllo del giovane Link e usciti dalla nostra casa (dove tra l’altro è appesa una maschera identica a quella di Majora’s Mask) l’effetto nostalgia è tremendo: visuale dall’alto e mappa praticamente identica a quella originale in ogni suo dettaglio. Spiazzante. Perfino le musiche riarrangiano i temi classici che abbiamo imparato ad amare, alternandoli a brani inediti ma sempre di ottima fattura.

A prima vista sembrerebbe quindi quasi un “banale” remake fatto per accontentare i fan di vecchia data, ma bastano poche ore per rendersi conto che The Legend Of Zelda: A Link Between Worlds non è solo un omaggio al capitolo originale, ma propone anche diverse novità.

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Prima di parlarne però è doveroso fare un accenno alla trama, che purtroppo risulta essere l’elemento più debole del gioco: il piccolo Link si ritroverà quasi per caso coinvolto in vicende apparentemente più grandi di lui, e dovrà risvegliare l’eroe dentro di sé per salvare la principessa Zelda e i Sette Saggi che sono stati rapiti e trasformati in dipinti dal malvagio Yuga. Proprio quest’ultimo dettaglio sarà fondamentale anche ai fini del gameplay, vero punto di forza del gioco (e dei titoli di Zelda in generale): Link infatti acquisirà l’abilità di diventare un dipinto appoggiandosi ad una parete ed “entrandoci” letteralmente. Sotto forma di disegno Link può muoversi su un piano bidimensionale, e i sapienti sviluppatori di Nintendo hanno naturalmente sfruttato questa abilità per creare dei puzzle veramente ingegnosi. I vantaggi di diventare un dipinto sono molteplici: si può ad esempio “camminare” attraverso una parete per superare un burrone, entrare in passaggi angusti e segreti o sfuggire ad un ostacolo. Inoltre grazie a questa forma potremo entrare in delle particolari crepe che ci porteranno a Lorule, un mondo parallelo e speculare a Hyrule, caratterizzato da colori cupi e tenebrosi. Passare da Hyrule a Lorule sarà fondamentale (oltre che per necessità di trama) anche per risolvere alcuni enigmi e raggiungere zone altrimenti inaccessibili. Tornando alla trasformazione in dipinto, non potremo tuttavia abusarne, infatti dovremo sempre tenere d’occhio la barra dell’energia, perchè una volta esaurita torneremo automaticamente alla nostra forma tridimensionale.

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La barra dell’energia rappresenta un’altra delle novità di The Legend Of Zelda: A Link Between Worlds, ma non per la sua presenza visto che c’è sempre stata anche negli altri giochi, ma perchè adesso tutti gli oggetti consumano energia per il loro utilizzo. Dimenticate quindi di cercare in giro frecce e bombe, adesso sono infinite, ma una volta esaurita l’energia dovrete aspettare che si ricarichi da sola prima di poterle riutilizzare. E lo stesso vale anche per tutti gli altri oggetti anche se non utilizzano “munizioni”, come ad esempio il boomerang, il martello, le bacchette del fuoco e del ghiaccio etc.

Rimanendo in tema di oggetti, il loro ottenimento è stato anch’esso rivoluzionato, ma questo è un aspetto un po’ più controverso: da sempre siamo stati abituati ad una struttura “lineare” (concedetemi il termine) in cui in ogni dungeon si trovava un oggetto e l’intero dungeon era strutturato in modo da richiedere l’utilizzo dell’oggetto appena trovato, e così via fino a che praticamente solo a storia quasi completata si avevano tutti gli strumenti e si poteva esplorare tutto il mondo di gioco per intero.

The Legend Of Zelda: A Link Between Worlds stravolge tutto, e fin dai primi momenti permette di noleggiare quasi tutti gli oggetti utili per l’esplorazione (alcuni rimangono legati a dungeon in specifici momenti della storia per necessità di trama). Per poche rupie possiamo quindi avere da subito tutto il necessario, ma il noleggio dura solo fino a quando non veniamo sconfitti: in quel caso tutto ciò che avevamo torna al negozio di Lavio (uno strano mercante che si insedia a casa di Link), e dovremo pagare nuovamente per noleggiare gli oggetti, oppure si potranno anche comprare definitivamente ma per cifre ben più alte.

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Questo nuovo sistema di noleggio potrà far storcere il naso ai puristi, ma sinceramente l’ho apprezzato poiché permette una grandissima libertà senza troppi vincoli, invogliando all’esplorazione di ogni angolo della mappa.

Lo svantaggio di questo sistema è che non sappiamo mai quali strumenti ci possono servire per affrontare un dungeon se non quando siamo sul posto e ogni volta nel dubbio bisognerebbe noleggiare tutto quanto per evitare di rimanere bloccati, per cui è consigliabile fin fa subito raccogliere quante più rupie possibili.

Rupie che sono diventate quindi molto più importanti rispetto al passato, e infatti non ci sono limiti al borsello fin dall’inizio.

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I dungeon rimangono comunque il fulcro dell’esperienza di gioco, e quelli di The Legend Of Zelda: A Link Between Worlds non deludono affatto, proponendo enigmi sempre vari e impegnativi al punto giusto. Piccola nota negativa giusto sui boss di fine dungeon, che risultano un po’ troppo facili e meno “epici” rispetto al passato. L’approccio più “easy” è un evidente invito ai nuovi giocatori che potrebbero essere spaventati nel vedere un gioco dalle meccaniche così old school, e un ulteriore aiuto è dato dai Fantaiuti, dei piccoli fantasmi blu che si possono vedere con degli degli strani occhiali (forniti da un personaggio particolare), e nel caso in cui ci ritrovassimo bloccati elargiscono consigli su come risolvere gli enigmi in cambio di un gettone StreetPass (ottenibile semplicemente camminando con il Nintendo 3DS in tasca).

La funzione StreetPass è sfruttata anche per un’ulteriore modalità: se ci troviamo nelle vicinanze di un altro giocatore con lo StreetPass attivo infatti potremo imbatterci nel suo Link in versione Oscura, e se lo sconfiggiamo avremo come ricompensa rupie e oggetti vari. Il Link dell’avversario è comunque controllato dalla CPU, per cui non si tratta di un vero e proprio “multiplayer competitivo”, ma è comunque una feature social carina e ben sfruttata.

Per portare a termine il gioco impiegherete sulle 15-20 ore, una longevità più che buona per un titolo su console portatile, e una volta finito si sbloccherà la modalità Eroe, in cui dovremo ricominciare il gioco ma con i nemici molto più difficili da affrontare.

Graficamente invece il titolo risulta decisamente ottimo (purtroppo gli screen non rendono giustizia alla vera qualità grafica), con modelli ben realizzati e un frame rate stabilissimo anche con la funzione 3D al massimo.

Parlando del 3D, questo è ben implementato e dona una grande profondità accentuata dalla visuale dall’alto, inoltre in alcuni dungeon il 3D rende molto più semplice la visualizzazione di alcune piattaforme sovrapposte.

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VERDETTO FINALE

The Legend Of Zelda: A Link Between Worlds è un perfetto connubio di tradizione e novità: il gioco trasuda gameplay e stile di vecchia scuola, ma non dimentica di portare diverse novità per mantenere fresca una formula che ormai sente il peso degli anni ed è stata “abusata” nel corso dei vari titoli della serie, ma nonostante tutto risulta sempre divertente e affascinante. Se avete qualche annetto sulle spalle l’effetto nostalgia sarà sempre presente e non mancheranno delle vere e proprie chicche, ma anche i giocatori nuovi potranno godere tranquillamente del gioco e scoprire perchè The Legend Of Zelda è stata ed è tuttora una colonna portante del settore videoludico. Un must have per ogni possessore di Nintendo 3DS

I videogiochi non sono solo una passatempo per Andrea: da anni ormai scrive su riviste e siti specializzati, trasformando così la passione in lavoro. Ha una ossessione al limite del maniacale per Batman, Star Wars e il collezionismo di statue e collector's edition di videogiochi, tanto che la madre ancora si chiede perché semplicemente non si droghi come tutti i ragazzi della sua età... di sicuro spendeva di meno.

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