Il ritorno del re

Se parlate ad un player di oggi di sparatutto, probabilmente sentirete nominata la saga di Call Of Duty o di Battlefield. I giocatori di vecchia data, invece, molto più facilmente citeranno lo shooter tattico più amato di sempre: SOCOM.

Nata su PS2, la saga di SOCOM si è sempre distinta per il realismo e per un gameplay profondo che richiedeva tattica e strategia.

Nella sua ennesima incarnazione, questa volta prodotta dagli Slant Six invece che dalla Zipper Interactive, il titolo proporrà meccaniche esclusivamente online, rimanendo priva di una componente single player.

Un scelta che non tutti apprezzeranno, ma il multiplayer riuscirà a soppesare a tale mancanza?

L’esercito fantasma

Una volta entrati nel menu principale del titolo, potremo accedere a numerose opzioni.

Le principali sono rappresentate dalla partita veloce, che si spiega da sola, la briefing room e l’armeria.

In quest’ultima potremo personalizzare l’aspetto del nostro soldato, impostando mimetiche e pitture facciali oltre che, ovviamente, scegliere il suo arsenale. Il numero di bocche da fuoco è piuttosto vasto e il feeling di ciascuna arma è profondamente diverso, il che ci porterà a scegliere con cura quale utilizzare.

La briefing room è la sala dei server di gioco, divisa in base a nazionalità, tra server coreani, americani, francesi fino a quello italiano. All’interno di questi troveremo vari match a cui potremo unirci.
Fortunatamente tali server sono dedicati, il che significa assenza di host e lag praticamente assente.

Entrati in partita avremo a che fare con un gameplay realistico e molto ostico, dove ricevere anche solo un proiettile può rivelarsi fatale. Strumenti come granate e mine diventano così un pericolo costante e la nostra sopravvivenza durante i match si baserà, oltre che su una buona capacità di utilizzare i fucili, sull’attenzione che riponeremo nel campo di battaglia.

Un sistema di gioco che pertanto invoglia ad un approccio ponderato e che sprona peraltro all’utilizzo della chat vocale: la comunicazione si rivelerà infatti fondamentale, più di qualsiasi altro titolo in circolazione.

La maggior parte dei match (per non dire quasi tutti) saranno sprovvisti di respawn e pertanto localizzare i soldati avversari e avvisare il nostro team sarà il nostro imperativo.

Qualora non disponessimo di un microfono potremo utilizzare una serie di frasi predefinite, richiamabile tramite un menu a raggera. Sfortunatamente la gestione di questo si rivela scomoda e l’attivazione nei momenti più concitati porta spesso ad una morte certa.

Le modalità di gioco sono molteplici e si discostano da quelle canoniche: tralasciando il deathmatch a squadre, potremo giocare partite in cui, ad esempio, dovremo salvare degli ostaggi oppure altri in cui dovremo irrompere negli edifici nemici e fare piazza pulita. In generale si tratta di un’offerta che, da questo punto di vista, si rivela soddisfacente.

Il peso degli anni

La bontà di quanto descritto finora starà già invogliando tutti gli amanti degli shooter tattici, ma la realtà è invece ben diversa. Pur avendo degli indubbi pregi, SOCOM: Confrontation è penalizzato da comandi legnosi e da una generale mancanza di labor lime.
Anche piccole cose come l’impossibilità di scalare piccoli gradini senza dover saltare si rivelano elementi capaci di far la differenza tra la sopravvivenza e la morte, specialmente in un titolo di questo genere.

L’ottima gestione dei server stride così con un sistema di gioco che risente degli anni e che anzi sembra quasi riproporre pedissequamente un gioco della generazione passata.
Ciò non toglie che, superando questi evidenti problemi, il titolo riesca a divertire, e anche parecchio.
Lo testimonia una community affiatata, che tra tornei e clan war mantiene vivo il titolo.

Titolo next gen?

Il comparto tecnico è certamente il punto dolens di questa produzione Slant Six: texture poco rifinite, aliasing e imperfezioni varie regnano, così come le animazioni legnose dei soldati. Ciò non toglie come alcune ambientazioni sappiano essere affascinanti, ma una effettistica insoddisfacente ed un livello di dettaglio superficiale non riescono a far giustizia ad un motore grafico che comunque ha l’indubbio pregio di essere assolutamente fluido, elemento fondamentale in un titolo online.

Discorso diverso per il sonoro, che vanta effetti di spari ed esplosioni di qualità e qualche traccia di accompagnamento per nulla invasiva ma capace di stemperare un po’ la tensione.

Alti e bassi

In definitiva SOCOM: Confrontation propone un buon numero di modalità e varianti di gioco, unite ad un gameplay realistico ed estremamente tattico, che soffre però di una legnosità evidente. Quanto di buono c’era nei vecchi episodi viene infatti penalizzato in maniera più o meno evidente da una scarsa cura per il sistema di gioco e da un comparto tecnico non adeguato.

Un titolo che resta consigliato fortemente agli amanti degli shooter tattici, ma che con un po’ di buona volontà potrà essere apprezzato anche da altri giocatori.

PRO

  • Approccio tattico alle partite
  • Numero di modalità e gestione dei server ottimi

CONTRO

  • Comandi legnosi
  • Tecnicamente solo sufficiente
  • Scarso labor lime

GRAFICA: 6.5

SONORO: 8

DIVERTIMENTO: 7.5

LONGEVITA’: 8.5

TOTALE: 7.5

 

 

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