Assassin’s Creed IV: Black Flag – Recensione

Assassin's Creed IV: Black Flag

Titolo: Assassin’s Creed IV: Black Flag

Sviluppatore: Ubisoft
Publisher: Ubisoft
Genere: Azione/Avventura/Free Roaming
Numero di giocatori: Single player e multiplayer online
Piattaforme: PC, PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One, Nintendo Wii U
Versione testata: Nintendo Wii U
Localizzazione: Completamente in italiano

Assassin’s Creed III avrebbe dovuto rappresentare un salto di qualità nella storia degli assassini. Purtroppo, però, l’avventura di Connor si dimostrò incapace di scrollarsi di dosso i difetti congeniti nella saga Ubisoft, risultando sì un buon titolo, ma non quella svolta che ci si aspettava. Una novità in particolare, tuttavia, attirò l’attenzione di pubblico e critica: le battaglie navali. Partendo da tale intuizione, Ubisoft prese la decisione di costruirci attorno l’impalcatura ludica di Assassin’s Creed IV: Black Flag. Pirati, vascelli, isole da esplorare, mari da solcare. Sulle prime l’idea lasciò interdetti molti appassionati, un po’ dubbiosi sulle reali potenzialità di questo nuovo setting. Eppure, dopo aver giocato a fondo la versione Wii U del titolo, non possiamo che appoggiare in toto tale scelta: Assassin’s Creed IV: Black Flag è il cambio di rotta, metaforico e letterale, di cui la serie aveva ardentemente bisogno.

Ritorno nell’Animus

Sia chiaro, Assassin’s Creed IV: Black Flag non è esattamente una rivoluzione. Nel bene e nel male, tutti gli elementi che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni fanno nuovamente capolino. Ciò nonostante, quest’ultima avventura riesce a differenziarsi in maniera convincente dalle passate incarnazioni del brand, esplorando nuove prospettive. Inebria come una rilassante, piacevole e tanto agognata ventata di aria fresca. Una brezza marina che accompagna il giocatore durante la navigazione dell’oceano. È proprio la location, infatti, a portare aria di cambiamento, a rendere possibili le novità introdotte. Ciò si percepisce chiaramente anche dalla narrazione: la storia prende un po’ le distanze dal solito scontro tra Templari e Assassini, facendoci vivere molti anni della vita del pirata Edward Kenway, nonno di Connor. Ma pur sempre di un gioco degli assassini stiamo parlando. Era quindi inevitabile che il plot portasse avanti le questioni lasciate in sospeso dopo la pessima conclusione del “terzo” capitolo. Lo fa più timidamente e meno direttamente, ma lo fa. Kenway si troverà così invischiato molto presto, e suo malgrado, nel secolare conflitto tra Templari e Assassini, decidendo come comportarsi nei confronti delle due fazioni. Come da tradizione, la trama trasporta il giocatore anche in epoca moderna, in particolari sessioni che si rivelano importanti fonti di informazione e punti nevralgici della storia. Complessivamente, dunque, il tessuto narrativo si mantiene fedele alla struttura tipica degli ultimi episodi, apparendo sotto molteplici aspetti affascinante e interessante, ma un po’ frammentario e derivativo. In breve, la storia non è per nulla eclatante o eccezionale e, invero, nemmeno particolarmente appassionante. Ciò detto, rimane gradevole da seguire. Benché non lo definiremmo un bel finale, poi, l’epilogo di Assassin’s Creed IV: Black Flag riesce a ritrovare quella dignità che era andata perduta a seguito dell’orribile ending di Assassin’s Creed III. La chiusura stavolta risulta tutto sommato passabile e non ammazza sul nascere la voglia del prossimo capitolo. Comunque sia, non è certo l’aspetto narrativo il fiore all’occhiello di Black Flag. Il passo in avanti si registra soprattutto a livello di gameplay, seppur con qualche riserva…

Assassin's Creed IV: Black Flag

Uno scorcio del Mar dei Caraibi

Il Mare dei Caraibi

Assassin’s Creed IV: Black Flag si apre senza troppo clamore. Si, c’è il mare, la nave, ma fondamentalmente durante i primi minuti di gioco risulta difficile farsi un’idea della reale qualità della produzione. Sarà il classico more of the same? Una volta toccato terra, l’impressione parrebbe quella. Si procede quindi un po’ sospettosi, cauti e, a fronte dell’esperienza vissuta con il capitolo precedente, si mantengono aspettative relativamente basse. E forse sarà proprio per questo, ma quando finalmente si inizia a entrare nel vivo dell’azione, quando si comincia a prendere confidenza con le nuove meccaniche, quando si entra nell’ottica delle possibilità offerte dalla singolare ambientazione, è in quel momento che ci si accorge che Assassin’s Creed IV: Black Flag non è un semplice more of the same. È un gioco estremamente curato, che finalmente si sforza di regalare al giocatore qualcosa di diverso; riuscendoci pure piuttosto bene. Anche a livello artistico e tecnico Ubisoft dimostra che, se vuole, può veramente svolgere un lavoro eccezionale. Il primo impatto con la rigogliosa vegetazione tipica delle isole dei Caraibi lascia quasi senza fiato per la minuziosità posta nella realizzazione. L’ambientazione è uno spettacolo visivo incantevole, coadiuvato da colori accesissimi, armoniosi, stupendi. Il mare del 1700 non fa di certo rimpiangere città quali Roma o Firenze, né tantomeno Boston, New York o la Frontiera di Assassin’s Creed III. È qui, tra rami, alberi, antiche rovine Maya e fitti cespugli, che emerge realmente l’anima parkour e stealth di Assassin’s Creed. Perché se in passato la serie si è sempre dimostrata poco efficace nell’implementazione delle sezioni furtive, Black Flag svolge il compito in maniera ben più decorosa. In fondo, l’innovazione nelle fasi sulla terraferma sta tutta qui. Il design delle location permette finalmente di agire come un vero assassino, sfruttando nascondigli di vario tipo, come armadi, folti ciuffi d’erba, campi, carri di fieno e via dicendo. Più avanti nel gioco, inoltre, è possibile adoperare un’utilissima balestra per sconfiggere in silenzio gli avversari. Piccole aggiunte che però accrescono sensibilmente la qualità del gameplay. Certo, l’intelligenza artificiale non è ancora perfetta, tutt’altro, ma fortunatamente siamo lontani dalle imbarazzanti situazioni viste nel predecessore. I comportamenti poco credibili non mancano assolutamente (anche con frequenza), ma quantomeno si registra un gradevole miglioramento.

Ciò che invece lascia perplessi è l’insistenza di Ubisoft nell’ignorare le critiche riguardo il combat system che, fra l’altro, ci è addirittura parso meno scenografico e vario di quello visto in Assassin’s Creed III. I combattimenti all’arma bianca si riconfermano uno dei punti deboli della serie: semplicistici, banali, poco appaganti, ripetitivi, alle volte confusionari. Urge seriamente uno svecchiamento di tali meccaniche. Punto. Tuttavia, una volta alle prese con Assassin’s Creed IV: Black Flag, è facile chiudere un occhio su queste mancanze, perché, al contrario del passato, gli scontri diretti in cui si è armati di sciabole o spade occupano un ruolo decisamente minore e marginale. E ciò non può che giovare alla giocabilità, la quale brilla grazie alle battaglie navali e alla moltitudine di attività secondarie.

La dura vita del pirata

Il gameplay di Assassin’s Creed IV: Black Flag è probabilmente il più ricco di contenuti che la serie abbia mai visto. La storyline è abbastanza longeva, costituita da missioni sufficientemente varie e ben orchestrare, seppur, di tanto in tanto, se ne presentino di meno ispirate. Soprattutto quando si tocca terra, la sensazione è che in talune occasioni si sarebbe potuto fare di meglio, differenziando maggiormente gli obiettivi e allontanandosi con più forza dagli stilemi del passato. I pedinamenti, per esempio, alla lunga si rivelano piuttosto noiosi. Il team è però riuscito a dare un senso all’Occhio dell’Aquila (la particolare abilità degli assassini). Black Flag è stato il primo episodio della saga in cui ne abbiamo fatto un uso discretamente frequente, con risvolti realmente utili ai fini della giocabilità. Dicevamo, quindi, che i compiti primari svolgono il loro dovere in modo buono. Il merito va anche dato a un più oculato design dei “livelli”. L’ambientazione ha permesso agli sviluppatori di creare sentieri e percorsi affascinanti, che consentono di ammirare splendidi paesaggi naturali mentre ci si arrampica su sporgenze, si saltano crepacci, si vibra tra le fronde degli alberi o si eliminano silenziosamente i bersagli sfruttando lo scenario circostante.

Il pezzo forte del gioco, però, sono le spettacolari battaglie navali. A essere onesti, ci aspettavamo qualche modifica e aggiunta in più rispetto a quelle di Assassin’s Creed III, ma all’atto pratico dobbiamo ammetterlo: funzionano alla grande. Giustamente, a lungo andare potrebbero apparire ripetitive, ciò nonostante le meccaniche alla base continuano a divertire e appagare. Alla guida del proprio vascello, tra onde anomale, furiose tempeste con tanto di trombe marine o raffiche improvvise di vento, carichi di merce da recuperare e conflitti con imbarcazioni più o meno grandi, più o meno pericolose, c’è davvero poco spazio per la noia. La mappa del mare vanta una dimensione spropositata e senza la funzione di viaggio rapido le traversate rischierebbero di divenire davvero insostenibili. Sono poi presenti dei forti sparsi qua e la. Piccole roccaforti con vista sul mare che non aspettano altro di ricevere una pioggia di palle di cannone dalla Jackdaw, la nave di Kenway. Gli scontri con queste fortezze sono relativamente impegnativi e assolutamente fondamentali per sbloccare tutti i luoghi della mappa. Il fulcro principale sono però i combattimenti contro le altre barche. La Jackdaw può fare affidamento su diversi tipi di attacchi: palle infuocate, colpi di mortaio, palle incatenate e via di seguito. Ognuno di questi strumenti è affidato a un lato della nave. Potremo per esempio fermare l’avanzata di un vascello nemico rilasciando dietro di noi barili esplosivi oppure speronare con la prua gli avversari.

Assassin's Creed IV: Black Flag

All’arrembaggio!

Chi ha sempre sognato di urlare “all’arrembaggio!” ora potrà farlo. Una volta indebolita una nave nemica, è possibile abbordarla e prenderne possesso (e usarla in vari modi), ma solo dopo aver completato diversi obiettivi: dall’uccidere un tot numero di uomini della ciurma al distruggerne la bandiera. Evitando di scendere in noiose descrizioni, possiamo quindi affermare che le battaglie navali sono avvincenti e contraddistinte da un livello di sfida di tutt’altra pasta rispetto a quello dei duelli all’arma bianca. Per uscirne illesi è spesso e volentieri necessario un minimo di strategia. Improvvisare non può che portare a una rapida discesa negli abissi dell’oceano. Ed è per questo che la Jackdaw necessita di continue attenzioni da parte del giocatore. Insieme a Kenway, anche essa crescerà. Costosi potenziamenti e miglioramenti sono infatti indispensabili per far fronte alle minacce più spaventose, che si tratti di una temibile nave leggendaria o di un enorme pesce.

Infischiandosi bellamente degli animalisti, infatti, tra le attività secondarie di Assassin’s Creed IV: Black Flag figura la caccia. Oltre a uccidere animali quali iguane, coccodrilli o giaguari, Kenway è un ottimo pescatore. Tra le sue prede preferite troviamo balene, pesci martello, orche e giganteschi squali bianchi, arpionabili in un divertente “minigioco”. Dalla fauna si possono così ricavare vari materiali utili per fabbricare oggetti e armature. In questo senso, Assassin’s Creed IV: Black Flag è molto più equilibrato dei capitoli precedenti. Ogni attività ha una sua funzione nell’economia di gioco. Il denaro e i materiali recuperati da navi o magazzini risultano fondamentali per accrescere la potenza della Jackdaw o acquisire potenziamenti per Edward. Davvero poco è lasciato al caso e l’esplorazione del Mar dei Caraibi si dimostra piacevole come mai prima d’ora nella serie. Scrigni da scovare, mappe del tesoro da decifrare, tantissime quest secondarie e segreti da svelare, fondali marini da setacciare (Kenway è anche un ottimo nuotatore), Assassin’s Creed IV: Black Flag può tenere incollati allo schermo per decine e decine di ore senza mai stancare. La campagna principale, infatti, può durare una quindicina di ore, ma la miriade di sottotrame e quest secondarie “rischia” di portare il timer al cinquantino.

Parlare di tutti gli aspetti di Assassin’s Creed IV: Black Flag è perciò impossibile. Un breve discorso a parte, però, va fatto sul sistema di controllo. Le azioni di arrampicata sono ormai completamente automatizzate e non raramente capita di ritrovarsi appesi a una sporgenza per sbaglio, persino durante i combattimenti. Oltre a queste piccole imprecisioni, ci tenevamo a sottolineare come il Game Pad di Nintendo Wii U non venga in alcun modo sfruttato. Ok, per visionare senza interruzioni la mappa risulta comodo e utile, ma onestamente speravamo che il team ponesse più attenzione alle caratteristiche della console Nintendo. Pazienza: sarà per la prossima volta.

In fondo al mare il pericolo è sempre in agguato

In fondo al mare il pericolo è sempre in agguato

Dai Caraibi all’Abstergo

Un altro aspetto che Ubisoft ha completamente rivisto riguarda le sessioni ambientate in epoca moderna. Questa volta non prenderemo le parti di Desmond, ma bensì di un impiegato dell’Abstergo Entertainment. Per evitare spoiler, ci limiteremo a dire che (almeno per quanto ci riguarda) rappresentano delle derivazioni riuscite e divertenti. In tali frangenti il gioco passa a una visuale in prima persona e, tramite dei minigiochi, permette al giocatore di acquisire dati e informazioni curiosando nei terminali Abstergo.

Come ormai la tradizione insegna, Assassin’s Creed IV: Black Flag vanta anche una modalità multigiocatore. Sfortunatamente, pare che la versione Wii U soffra di qualche problema tecnico. A oggi non siamo riusciti a provarla a fondo, viste cadute della connessione prima dell’inizio di una sessione e scarsità di giocatori. Le partite che abbiamo provato, però, ci sono sembrate stabili e ci sono bastate per capire che si tratta ancora una volta di un’opzione accessoria. Le modalità di gioco presenti non sembrano differenziarsi in modo sensibile dal passato, risultando spassose solamente per brevi periodi. Decisamente interessante sarebbe stata la possibilità di prendere parte a battaglie navali multigiocatore, ma Ubisoft aveva chiarito tempo fa di non essere riuscita a raggiungere un risultato soddisfacente in tal senso. In definitiva, quindi, qualcosa in più poteva essere fatta, ma poco male: il multiplayer rimane un tassello marginale dell’esperienza complessiva.

Bellezza a perdita d’occhio

Tecnicamente Assassin’s Creed IV: Black Flag è un’opera meravigliosa. La quantità di contenuti, unita all’ottima veste grafica, restituisce la sensazione di essere al cospetto di una grande produzione, non solo economicamente parlando, ma anche qualitativamente. Il mondo di gioco è incredibilmente vivo. Delfini saltellano al pelo dell’acqua accompagnando i nostri viaggi via mare, balene si mettono in mostra emergendo per qualche secondo dall’azzurro oceano, gabbiani svolazzano nel cielo. A terra lo spettacolo non è da meno, con granchi sulla spiaggia, cani scodinzolanti o gatti miagolanti e perfino scimmie appollaiate sui rami degli alberi. Sotto la superficie del mare, invece, tra murene verdi e squali, il pericolo è sempre in agguato. La fauna riprodotta, insomma, è varia e credibile. Anche le piccole cittadine, come l’Avana, restituiscono l’impressione di un’ambiente vivo e pulsante, con persone intente a svolgere i loro affari. La ricostruzione delle città, delle isole e delle grotte marine, è veramente curata al dettaglio. Come avevamo già accennato, poi, la scelta dei colori è azzeccatissima e dona ancora più energia alle location. Il mare, inoltre, è in assoluto uno dei protagonisti del titolo, caratterizzato da tinte di blu e verde e una fisica delle onde di tutto rispetto. Anche se il paesaggio lascia quasi senza fiato, graficamente Assassin’s Creed IV: Black Flag non è esente da pecche. Ubisoft ha lavorato sodo per limitare i difetti della serie (per dirne uno: il pop-up c’è, ma è molto meno vistoso), ma non è riuscita a eliminare ogni neo. Su tutto, abbiamo un frame-rate piuttosto capriccioso. Almeno su Wii U, la fluidità dell’azione si abbassa tanto da risultare spesso fastidiosa. Va chiarito che in mare aperto questo non accade, ma nelle zone più affollate e urbane, si dimostra una lacuna non trascurabile. Vi sono poi problemi nella gestione delle ombre ed è presente un po’ di aliasing. Tuttavia, l’impatto complessivo è davvero notevole. Le carenze passano in secondo piano: la tecnica rimane di alto livello e lo stile artistico non manca, con vedute scenografiche e situazioni molto evocative.

Assassin's Creed IV: Black Flag

Black Flag regala panorami piuttosto evocativi

Più che buono il comparto audio. Le musiche si fanno notare in positivo e gli effetti sonori accompagnano adeguatamente le immagini a schermo. Soprattutto la colonna sonora ci è rimasta piacevolmente impressa. Buono anche il doppiaggio in italiano. Da segnalare il contributo di Francesco Pannofino (George Clooney, Denzel Washington) che ha prestato la sua voce a Barbanera in una performance a nostro parere altalenante.

L’età d’oro dei pirati!

Assassin’s Creed IV: Black Flag è riuscito a dissipare tutti nostri dubbi e timori e, cosa più importante, ha riacceso la nostra speranza verso il futuro della saga. Assassin’s Creed IV: Black Flag ci ha stupito! L’inizialmente bistrattata ambientazione marina trasporta il giocatore in un emozionante viaggio fatto di avvincenti battaglie navali e intrighi pirateschi.Sinceramente, visti i precedenti, non ci aspettavamo che la storia di Edward Kenway potesse vantare una tale quantità e qualità di contenuti. Il mondo creato da Ubisoft è sorprendente, tanto vivo e tecnicamente curato quanto ricco di attività da svolgere. Permangono alcuni difetti del passato, come un sistema di controllo non proprio preciso, combattimenti all’arma bianca assolutamente da rivedere e un IA appena sufficiente. Tuttavia, Assassin’s Creed IV: Black Flag punta l’accento sugli scontri navali (divertenti e impegnativi) e sulle tante missioni secondarie. Non da meno, dona finalmente un significato alle sezioni stealth. A coinvolgere e appassionare vi è anche la coerenza e il bilanciamento degli elementi che compongono l’universo creato da Ubisoft, nonché l’eccezionale impatto grafico. Il gioco si pone quindi come un capitolo imperdibile per i fan degli assassini e una valida scelta per gli amanti del free-roaming. Assassin’s Creed IV: Black Flag è, essenzialmente, il nuovo punto di riferimento per la serie.

Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com