Recensione: Dead Island

L’ ultima fatica della Techland mischia più o meno sapientemente gli ingredienti, costruendo un simil-sparatutto ( o spaccatutto ) in prima persona con elementi survival horror e rpg, il tutto condito dalla quinta versione del motore grafico Chrome Engine .

Un pò di storia.

La storia di Dead Island prende vita in un’isola della nuova Guinea, al secolo Banoi, nella quale, dopo una notte di eccessi, il protagonista ( da scegliere tra quattro diversi personaggi, due uomini e due donne, differenziati per abilità e caratteristiche, anche se non molto profondamente ) il protagonista si risveglia in un clima stranissimo.
Le luci tremolano e alcune strisce di sangue non lasciano nulla di buono da presagire.

Il primo incontro ravvicinato

Pochi passi dopo, una voce vi urla di scappare, perchè ha paura che “qualcuno” possa prendervi.
Voltando lo sguardo, vedrete un simpaticissimo gruppo di zombie in bikini tentare di azzannarvi.
Devo dire il motore grafico, per quanto non eccelso, rende gli zombie molto “zombie”, con
strisce di sangue, bava e colorito degli occhi vicino al bianco puro.
Nota dolente per gli interni e le texture al chiuso: a volte capiterà che, entrando di corsa in
una abitazione vedrete le stanze “definirsi” letteralmente al vostro passaggio.
Per quanto la definizione sia rapida, toglie molto in immedesimazione.

E lo zombi, e lo spacco, lo maciullo, lo prendo a calci, lo…..

Esistono due versioni del sistema di combattimento, digitale e analogica.
La prima versione è la più veloce da padroneggiare, e, specialmente negli scontri ravvicinati, la più efficace;
scegliendo questa versione digitale, si perde molto della magia del gioco, poichè non vi è alcuna possibilità mirare con precisione una parte del corpo dei simpaticissimi zombie.
La versione analogica, invece, è leggermente più complessa, ma regala attimi di pura e semplice soddisfazione ( immaginate di staccare con il vostro macete la testa dello zombie che sta tentando di azzannarti mentre ti corre incontro ).
In due parole, la pressione del tasto L1 mette il personaggio in guardia, e l’oscillazione della levetta destra permette di caricare il colpo e di deciderne inclinazione e direzione.
Da notare che i ragazzi di Techland hanno fatto un lavoro s0praffino per quanto concerne il sistema di smembramento degli zombie : vedrete davvero pezzi di carne staccarsi con precisione nel punto in cui la vostra arma colpirà lo zombie.

Scorrazzando per l’isola, ho trovato….

Dal punto di vista delle ambientazioni, l’isola è nel complesso ben tratteggiata, con scorci di rara bellezza, specialmente nella zona della giungla, ma con bug mostruosi ( che purtroppo, non mi permettono d’usare altri aggettivi ) nella zona della spiaggia, specialmente se si osserva il mare dalla riva.
Alcune volte avrete l’impressione di di passare attraverso le foglie e le piante, e, purtroppo, i problemi di compenetrazione e definizione delle texture vi accompagneranno per tutto il vostro viaggio su Banoi.
Passando agli oggetti che potrete trovare, la quantita` di mazze, martelli, spade, coltelli, maceti, bastoni, contro-bastoni e una decina buona di altri strumenti di morte ( tra cui, non posso non citare un attaccapanni ) che potrete modificare a vostro piacimento e potenziare .
Anche sulle armi, purtroppo, si hanno problemi di definizione delle texture ( potrà accadere che, impugnando la vostra arma, essa impieghi alcuni secondi per definirsi ); accadrà a volte di vedere mazze da baseball “ingrassare” letteralmente nelle vostre mani, oppure asce affilarsi e bastoni acquistare venature.
Il tutto, pur non essendo eccessivamente fastidioso ai fini del gioco, contribuisce non poco a diminuire l’immedesimazione che altrimenti sarebbe stata molto molto profonda.

In sintesi….

Il gioco e` molto ben strutturato, ma alcuni bug ( alcune imprecisioni nelle animazioni degli zombie, difetti grafici sopracitati, e zombie che non riescono a volte a superare un semplicissimo ostacolo ) ne minano abbastanza pesantemente le basi.
La componente multiplayer batte dieci a uno il single player ( è impagabile scorrazzare per banoi e frantumare zombie su zombie in compagnia di qualche amico ) ma una eccessiva differenziazioni delle classi dei personaggi ai livelli piu` elevati sarebbe stata graditissima.
La durata complessiva è di circa sessanta ore ( se si vuole sviscerare completamente ogni zona di gioco ) anche se purtroppo la ripetività si farà sentire già a metà avventura.


One Response

  1. Avatar Davide

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.