Achievements. Da nota in calce a piaga.

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Meraviglia di Marketing, maledizione o piaga sociale? Il ruolo degli Achievement si è evoluto nel tempo. Da semplice ricompensa saltuaria fino ad un obiettivo da perseguire accanitamente per il vero videogiocatore completista. Dalla rigiocabilità o immersività di un titolo fino al pretesto per una scarsezza di idee. Dal colmare l’ego intimamente allo sfoggio puro e semplice agli occhi della community.

L’articolo parte da una semplice constatazione. Recentemente, con l’avvento della next gen (in questo caso xbox one, chi ne acquistava una al lancio aveva al proprio interno un codice per sbloccare achievement day one edition e così aumentare il proprio gamertag. Niente di legato al gioco, ma puro e semplice leveling. Il punto è che alcuni codici sono stati messi su ebay e tanto sorprendentemente sono stati acquistati a cifre neanche tanto basse, considerando tutto. Insano e immorale dal mio punto di vista. E questo che ci aspetta, fra le varie dalla next gen? Oltre al free to play e derivati?

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Gli obiettivi xbox 360 aumentavano il proprio gamerscore numerico grazie al superamento di sfide legate al singolo videogame; per intenderci la fine dei livelli, superamenti di boss, reperimento di vari oggetti, e chi più ne ha più ne metta. Sfide più difficili o più nascoste danno maggiori punti numerici. Il suddetto punteggio viene visualizzato online e visibile da tutti gli amici, i quali nel dettaglio possono vedere come sono stati conseguiti e in che modo.

La rivale Playstation 3 utilizzava un sistema molto simile, dove al giocatore sono dati dei trofei al superamento delle sfide, al loro volta suddivisi in oro, argento e bronzo. Il risultato è puramente estetico e non da nulla al giocatore in senso pratico, come ricompense economiche o materiali.

Superficialmente tutto ciò dovrebbe essere come una nota in calce, una tendenza minore e assolutamente marginale nel panorama videoludico. Non a caso la maggior parte dei videogiocatori la ignorava o meglio lo faceva. Dopo tutto è solo un elenco di quello che è stato fatto durante un’attività ricreativa. L’unica persona che si preoccupa veramente del Gamerscore è il giocatore reale. Gli obiettivi non dovrebbero importare poi molto. Ma in pratica sono un grosso problema.

Mi spigo meglio; Tutto ciò deve incentivare la rigiocabilità pura e semplice. Non deve essere assolutamente un pretesto per la scarsità di idee, facendo così distogliere l’attenzione del giocatore dal titolo o dalla campagna vera e propria. Ovvero prima viene il gioco, poi gli obbiettivi. Non viceversa, come il trend suggerisce!

 

Per esempio nell’espansione “The One Bullet Free” di Half Life 2 Episode one, venivamo spronati a finire la campagna sparando un solo colpo; Cioè una sfida opzionale una volta finita la campagna. Unisce la competizione al divertimento. Ma soprattutto ce ne sono poche e sbloccano un numero elevato di gamerpoint. Non un obiettivo ogni metro! Una rigiocabilità superiore.

Ma la ricerca di risultati spesso mette in ombra il gameplay e per alcuni diventa più importante che divertirsi e godersi il titolo. Un ‘ossessione. Le case sviluppatrici se ne sono accorte e ne approfitteranno sicuramente. Dal mio punto di vista ciò inficerà la qualità di questa generazione in modo massivo. Internet non a caso è ricolma di video su come fare per sbloccarli. La materia grigia è diventata a basso costo e i polli in batteria si moltiplicano. Se la critica ai giochi troppo impegnativi sostenuta a spada tratta dal molte riviste del settore viene risolta con questa soluzione, possiamo solo presagire il peggio. 

Mi piacerebbe dire che sono immune dalla canzone di questa Sirena ammaliatrice, ma ne sono addentro più di quanto dovrei. Qualche anno fa stavo cercando di decidere tra l’acquisto di Bioshock per il mio computer o Xbox , e l’idea di ottenere risultati con la versione pc mi ha incoraggiato ad andare con la versione console. Negli ultimi mesi ho capito una delle cose che mi impedisce di giocare alcuni dei miei vecchi Playstation 2, Snes o affini; Giochi che non ho mai finito è che non porteranno ad alcun successo al loro compimento. Pensieri che emergono ogni tanto e che ricacciò giù altrettanto velocemente quasi in preda ad un conato incontrollato. Pagherò penitenza per questo. Per fortuna sono stati rari casi.

A tutto ciò va dato merito alla Microsoft, la quale li introdusse. Non hanno nessun costo al livello di programmazione, ma hanno un impatto tremendo sul fronte marketing. Quando si dice fare centro. Ma farlo davvero!

Quindi qual’è l’aspettativa e a reazione dei giocatori in merito ai risultati conseguiti, rapportati soprattutto al gamerscore? I titoli stanno vivendo una netta e inesorabile conquista da parte dei suddetti. Anzi, in alcuni casi, causa anche lo sviluppo del free to play, ne saranno complementari. Una piaga. Qualcosa di cui se ne dovrebbe fare a meno, soprattutto se il pretesto o l’assist per tirare i remi in barca a far uscire titoli non all’altezza è così facile e non criticato. Un titolo infine con risultati difficili da conseguire, con pochi obiettivi venderebbe poco. Chiaro e semplice. L’umanità non deve certo progredire.

L’esempio perfetto è l’obiettivo “Off The Boat” in Grand Theft Auto IV , dove si ottiene il primo gamerscore dopo soli 5 minuti di gioco per aver guidato la prima auto per 5 isolati consecutivamente. Non è neppure l’aver completato un particolare obiettivo, ma è la ricompensa per aver inserito il disco nel lettore.

Lo sblocco dei famigerati Achievement lo si può definire come un piacere colpevole. Un grosso sistema di marketing per le società e nella sua deriva senz’anima, un obiettivo fuorviante per una grossa fetta di videogiocatori. Mi piace averli al fine di aggiungere un po’ di pepe al gioco, ma ne detesto la cultura che hanno generato. E ciò che ho visto in questi giorni è tutto fuorché ben augurante.

Il gamerscore di per se non dice niente, volendolo poi analizzare. Non è come un punteggio elevato a Donkey Kong. E’ semplicemente un riflesso di quante partite abbiamo affrontato e quanto tempo siamo disposti a lavorare su un obiettivo arbitrario.

 

The Wild Sheep


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