Battlefield 4 – Recensione (Current Gen)

Titolo: Battlefield 4
Sviluppatore: DICE
Publisher: EA
Genere: FPS
Numero di Giocatori offline/online: 1/24
Piattaforma: Xbox360PS3, PC, PS4, XboxONE
Localizzazione: Italiano
Per Tombstone!
Ancora una volta giungiamo ad uno dei momenti più attesi da parte degli amanti degli sparatutto bellici: la consueta sfida tra Call Of Duty e Battlefield, una sfida accentuata ancora di più dal periodo in cui ci troviamo, ovvero quello di passaggio di generazione.
Come prevedibile quindi i nuovi titoli DICE e Infinity Ward sono stati prodotti per ambedue le generazioni di console.
Nel caso di Battlefield 4 tuttavia, la ormai old-gen non è stata proprio clemente.
Ancora una volta ci troviamo nel mezzo di un conflitto a fuoco su scala mondiale che vede contrapporsi USA e Cina.
Noi siamo il Sergente Recker, a capo della squadra Tombstone dei Marine, che in breve tempo avrà un ruolo centrale negli eventi della guerra (che novità vero?).
Evitando ulteriori approfondimenti in quella che è la più classica e banale delle trame, possiamo dire che i DICE si sono leggermente ripresi dopo il flop fenomenale della campagna del precedente capitolo, ammesso che fosse possibile far di peggio.
Nonostante non si raggiungano ancora livelli di sufficienza, la maggior varietà di situazioni, una limitatissima ma comunque presente libertà d’azione (potremo talvolta prender mano a nostra scelta di certi veicoli) e la mancanza di sessioni atroci come quella di volo in BF3 riescono a rendere digeribile la componente single player del titolo. Ah sì, grazie al cielo le nostre sessioni di gioco non saranno più inficiate dallo straordinario numero di bug che piagavano BF3.
I ragazzi di DICE hanno anche cercato di dare uno spessore ai protagonisti delle vicende, fallendo miseramente visto che sono i classici stereotipi hollywoodiani: lo scontroso, il giovane un po’ spiritoso e la donna di saldi ideali.
Un fallimento ancor più marcato nel momento in cui la nostra esperienza di gioco ci dovrebbe portare, al termine delle 5 ore di campagna, ad una scelta finale (teoricamente) sofferta, con conseguente ottenimento di uno dei tre finali, ciascuno candidamente spoilerato dai trofei/achievements e altrettanto frettolosi e privi di mordente.
Viene ancora da chiedersi come sia possibile esser caduti così in basso dopo quanto di buono venne fatto in Battlefield: Bad Company 1.
Ad ogni modo tutto ciò era prevedibile visto che, come da tradizione, il piatto forte è l’online.
Purtroppo, come abbiamo anticipato, la old gen non è proprio il terreno migliore su cui giocare il nuovo titolo DICE.
Battaglie monche per tutti
Prima ancora di entrare nel merito della componente multiplayer è necessario fare un passo indietro e discutere di un elemento generalmente secondario: il comparto tecnico.
Come lecito aspettarsi, la differenza generazionale è assolutamente evidente, visto che su PC, PS4 e Xbox ONE Battlefield 4 è in grado di proporre scorci evocativi e, in generale, una definizione molto elevata.
Tuttavia difficilmente si riesce a digerire la pessima ottimizzazione della grafica su old gen, al punto che il predecessore risultava visivamente più appagante.
Avventurandosi nella modalità online si rimane basiti di fronte a texture in low res che si caricano a fatica, pop up impressionante e una risoluzione generale talvolta così bassa da render faticosa la corretta visione di nemici e strutture.
Certo ci sono casi a parte come la mappa “Tempesta a Parsec” che sa difendersi molto bene, ma il livello generale è davvero misero per un gioco in uscita a conclusione della generazione.
Impeccabile invece il comparto audio che, nonostante presenti tracce poco ispirate, mantiene fede ad un campionamento di suoni ed esplosioni di primissimo livello.
Fatta questa premessa si passa al più grosso taglio della versione PS3 e Xbox ONE: il numero di giocatori.
Questo purtroppo era un limite alquanto prevedibile, ma alla luce di un confronto con la next gen va necessariamente messo in luce, poiché la differenza tra 64 e 24 giocatori in partita si fa sentire.
Le mappe sono palesemente costruite per ospitare un numero ingente di players, e in certi casi assisteremo a scenari desolanti come immense pianure attraversate da qualche veicolo e alcuni soldati a piedi, categoricamente eliminati dai cecchini.
“Hai il mio fucile!” “E il mio lanciarazzi!” “E il mio controllo aereo!”
Passando ora all’analisi vera a propria, possiamo evidenziare come sostanzialmente il lavoro operato su BF4 sia stato principalmente quello di migliorare alcuni aspetti del franchise senza modificarne la base.
Come sempre le due squadre contrapposte vengono divise in ulteriori team (questa volta di 5 giocatori invece di 4), in modo da spronare al gioco di squadra, specie se giocate con amici.
Le classi sono rimaste le stesse: Assalto, che può fungere da medico, Supporto, con munizioni da concedere al team, il Geniere, riparatore e  distruttore di veicoli, ed infine lo Scout, ovvero il cecchino.
Ciò che però farà felici i fan storici della saga è il ritorno della classe di Comandante (sbloccata al livello 10), ovvero la posizione di comando, da cui potremo dare ordini ai giocatori e lanciare attacchi missilistici o rifornimenti.
Completare, come soldato, un obiettivo del comandante ci permetterà di ottenere bonus passivi tramite il riempimento di una barra.

E se parliamo di attacchi missilistici non possiamo non citare il Levolution, ovvero la possibilità di distruggere sistematicamente elementi dello scenario modificando la giocabilità dello stesso.
Come ovvio aspettarsi, assistere al crollo dell’enorme grattacielo di Shanghai su PS3 e Xbox 360 non è certo una gioia per gli occhi, ma gli effetti sostanziali permangono, come la possibilità, nello scenario “Area Allagata”, di inondare tutto l’ambiente, costringendo a ripiegare sui tetti degli edifici.
Si tratta di modifiche ben riuscite in certe mappe, molto meno in altre, ma che danno sale ai match.
Ultima aggiunta è quella del counter-knifing, ovvero la possibilità di contrattaccare ad un attacco corpo a corpo tramite un difficile Quick Time Event.
Elemento in cui il brand non ha mai deluso è l’enorme arsenale disponibile: decine di bocche da fuoco, variamente personalizzabili sia sotto il profilo estetico che, soprattutto, quello “tecnico”, montando nuovi mirini o impugnature.
A questi si aggiunge l’onnipresenza dei veicoli, che potremo a loro volta migliorare montando missili a calore per i carri armati o un sistema di camuffamento ai razzi per gli elicotteri.
Nuovi modi di farci fuori in amicizia
Nell’ottica degli E-Sports i DICE hanno deciso di ampliare il numero di modalità con nuove, dedicate a team più ridotti.
Se era impensabile creare una squadra di 32 giocatori per partecipare a massicce battaglie campali in una competizione ufficiale, le modalità Annientamento, Dominio e Disinnesco mutano il quadro complessivo.
Mentre la seconda è una variante in piccola scala di Conquista, le altre due offrono approcci molto più ragionati e pacati, a patto di coordinarsi con la propria squadra.
Annientamento prevede il piazzamento di una bomba in punti strategici (2 per team) mentre Disinnesco riprende il concetto di “Cerca e Distruggi” dei Call Of Duty, azzerando il numero di respawn e affidando a solo uno dei due team la bomba da piazzare.
Prima di concludere infine, una nota di demerito va fatta alle hitbox, spesso imprecise, costringendoci a macinare interi caricatori per abbattere un singolo nemico.
Welcome to the old gen
Se possedete un PC performante o avete intenzione di passare alla next gen, Battlefield 4 su PS3 e Xbox 360 è un acquisto assolutamente sconsigliato.
I limiti grafici, ma soprattutto quelli legati al comparto multiplayer, sono pesanti e abbassano nettamente la qualità generale del titolo che, nonostante proponga una delle campagne più blande di sempre, riesce come sempre a difendersi con forza sotto il profilo del gioco online.
Ciononostante non si fraintenda quanto detto, poiché la sostanza del gioco DICE (il multiplayer appunto) si mantiene come sempre su livelli qualitativi ben oltre la sufficienza, semplicemente non sono più adattabili alla old gen.

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