Un’altro giro nell’Atlantico

Gli Irrational Games hanno narrato con Bioshock una delle più belle storie in ambito videoludico di questa generazione. La storia di una città utopistica di nome Rapture nata nel cuore dell’Atlantico, a metri e metri di profondità. Ma poi, la guerra civile e la fine del sogno del creatore di Rapture, Andrew Ryan.

Alcuni anni dopo la fine del precedente capitolo, la città ha ritrovato un proprio equilibrio, grazie al controllo della Dottoressa Lamb, nuova “regina” di Rapture.

I cittadini sono ancora ridotti in condizioni aberranti, a causa dell’uso assiduo dell’ADAM, una sostanza speciale tramite la quale è possibile creare i plasmidi, capaci di donare all’utilizzatore poteri incredibili.

Noi impersoneremo un Big Daddy, anzi, il primo Big Daddy. Un essere simile ad un palombaro il cui compito è proteggere le Sorelline, bambine geneticamente modificate che si dedicano alla creazione dell’ADAM assorbendolo dal sangue dei cadaveri presenti a Rapture.

L’obiettivo del nostri Big Daddy, chiamato Alpha, sarà ritrovare la sua sorellina, vagando per le rovine della città subacquea, affrontandone gli abitanti, i ricombinanti. Perché la Dottoressa Lamb non è affatto disposta ad aiutarci.

Un piccolo upgrade

Dopo le vicende del giovane Jack del primo Bioshock, mettere mano sul potente Big Daddy significa cambiare radicalmente la situazione: potremo infatti utilizzare come arma una potente trivella nonché altri strumenti che troveremo come lo sparachiodi. Insieme a questi avremo a nostra disposizione i plasmidi, che ci daranno modo ad esempio di incendiare cose e persone. Novità di questo Bioshock 2 è rappresentata dalla possibilità di usare contemporaneamente plasmidi e armi, rendendoci di fatto dei veri e propri carri armati. Una cosa necessaria, dal momento che il numero di nemici non sarà mai esiguo e anzi non mancheranno ricombinanti più potenti come i temibili bruti. A discapito del ritmo di gioco del capostipite, Bioshock 2 si discosta maggiormente dagli elementi adventure assumendo sempre più quelli di un FPS in tutto e per tutto.

Le battaglie assumono proporzioni molto più mastodontiche, ma non risultano mai essere troppo difficili, salvo in alcuni casi. Al pari del predecessore infatti, è rimasto immutato il problema dei checkpoint: questi sono rappresentati dalle Camere della Vita, luogo in cui ricominceremo la partita ogni qualvolta moriremo. Tuttavia, tornare a questi checkpoint non comporterà l’eliminazione dei progressi compiuti, il che significa che se danneggiamo un avversario e poi veniamo uccisi, al nostro ritorno il nemico sarà ancora ferito, facilitandoci la sua eliminazione. In particolare questo difetto si fa sentire quando affronteremo gli altri Big Daddy, ancor più semplici da distruggere rispetto al passato.
Una volta mandati all’altro mondo, potremo decidere cosa fare delle loro sorelline: come in passato, potremo decidere di ucciderle e prenderne l’ADAM oppure, per la prima volta, scortarle in giro per Rapture e far loro raccogliere la preziosa sostanza. In questo frangente, il gioco ci chiederà di preparare delle misure difensive, dal momento che i ricombinanti attaccheranno in massa per prendere la bambina. Qui assumerà grande importanza la possibilità di “fondere” tra loro due plasmidi, ad esempio creando un vortice per poi elettrificarlo. Terminata la mietitura potremo salvare la sorellina, prendendo meno ADAM, oppure la potremo comunque eliminare.

Se escludiamo queste sezioni tuttavia, Bioshock 2 propone una struttura di gioco che si discosta pochissimo dal predecessor: basti pensare al fatto che i plasmidi sono quasi tutti gli stessi, o che comunque le novità davvero scarseggiano.

Più cattivi, più azione

A movimentare il titolo, che altrimenti sembrerebbe piuttosto un grande DLC di Bioshock 1, vi saranno svariati boss di varia natura.

Questi non vantano la caratterizzazione di quelli del precedente Bioshock (come il Dr. Steinman), ma sono dotati di un pattern di attacchi più curato.
Vere star sono però le Big Sister, Sorelline divenute adolescenti, chiuse dentro a corazze simili a quelle dei Big Daddy, ma più sottili, il che garantisce loro una agilità fuori dal comune.

Le battaglie contro queste giovani furie sono ben più difficili rispetto a quelle contro qualsiasi altro nemico, ma vengono ben ripagate da una sostanziosa ricompensa.

Rapture, culla di design e fascino

Chi ha già visitato Rapture sa che esperienza sia: un mondo dal sapore retrò, dotato di fascino e curato al minimo dettaglio. La Rapture di Bioshock 2 non è da meno, non solo per il design degli ambienti, ma anche per la realizzazione grafica, lievemente migliorata rispetto al predecessore. Il comparto tecnico vanta alcune migliorie sotto ogni punto di vista, in particolare per quanto concerne i volti dei personaggi e le loro animazioni.
Il sonoro è invece qualche gradino sotto il predecessore, per via di tracce non altrettanto evocative e un doppiaggio molto buono ma non di egual livello.

Il discorso sulla trama va invece affrontato in modo più dettagliato: essa infatti non riesce a mantenersi solida ed intrigante per tutta la durata dell’avventura, ma regalando colpi di scena ed un ritmo più incalzante solo nelle ultime fasi di gioco.

Guerra civile

Novità inaspettata è il multiplayer online, tramite il quale impersoneremo gli abitanti di Rapture impegnati nella guerra civile del primo Bioshock. A nostra disposizione avremo un arsenale che spazia tra pistole e lanciarazzi, più due plasmidi a nostra scelta. Secondo uno schema ormai canonico, avanzeremo di livello man mano che completeremo match online, ottenendo come ricompensa nuove armi o plasmidi. Le modalità di gioco sono quelle più classiche, dal deathmatch fino ad una variante del cattura la bandiera denominata “Cattura la Sorellina”.

In definitiva è un multiplayer piuttosto divertente, che offre alcune meccaniche interessanti come la possibilità di diventare un Big Daddy. Il caos generale che spesso regna tuttavia, mina seriamente l’esperienza di gioco, rendendola a volte insopportabile.

Bioshock 1.5

In definitiva, questo Bioshock 2 non riesce a dare la stessa scossa del predecessore, risultando piuttosto un grande DLC. Il gameplay è rimasto ancora molto solido, ma la virata verso uno stile più propriamente tipico degli FPS non è una scelta proprio condivisibile. In ogni caso, l’esperienza di gioco offerta diverte e a lungo, grazie a scontri a fuoco avvincenti e a qualche sezione ben congeniata.

Il multiplayer è una piccola sorpresa: pur non essendo esaltante, riesce a  regalare qualche ora di divertimento senza troppe pretese, pur scadendo spesso in una confusione generale insostenibile.

PRO

  • Il gameplay è  rimasto lo stesso buono di un tempo
  • Comparto audio/video molto buono

CONTRO

  • Sembra più un DLC del primo Bioshock
  • Multiplayer spesso caotico
  • Camere della Vita
  • Meccanica troppo tendente all’FPS

GRAFICA: 8.5

SONORO: 8.5

DIVERTIMENTO: 8

LONGEVITA’: 8.5

TOTALE: 8

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