Il figlio di Sparda: primo giorno di lavoro

Il nome di Dante è ovviamente conosciuto a chiunque abbia mai posato le orecchie sulla letteratura italiana. Ma i videogiocatori certo conoscono bene anche un altro Dante, più cattivo, più tamarro e meglio armato. E’ il Dante di Hideki Kamiya, figlio del demone buono Sparda e di una donna mortale. Il suo obiettivo è solo uno: eliminare qualsiasi demone tenti di invadere la Terra. Il tutto con sane dosi di stile esagerato e humor.

Dopo un secondo capitolo poco convincente, Devil May Cry 3 ha l’arduo compito di ritrovare la fiducia dei videogiocatori, e lo fa mettendoci nei panni di un Dante ancora giovane, impegnato nella sua prima missione: sconfiggere il suo gemello malvagio Vergil.

Parola d’ordine: Stylish!

Il gameplay di Devil May Cry si struttura come un hack ‘n slash dove il giocatore non solo deve distruggere i propri avversari, ma deve riuscirci concatenando lunghe serie di combo senza essere colpito. Durante i combattimenti apparirà infatti una barra stile che aumenterà man mano che falceremo demoni. Questo sistema diviene così una sfida appagante per il giocatore, invogliato a migliorare le proprie abilità. E ad aiutarlo vi è un variegato arsenale: alle doppie pistole e alla spada di partenza si affiancano infatti una serie di armi, ciascuna dotata di mosse particolari. Tali mosse potranno essere acquistate presso apposite statue dove useremo come merce di scambio i globi rossi che otterremo dai nemici sconfitti.

Fra un combattimento e l’altro troveremo poi alcuni enigmi o fasi più esplorative. In particolare i primi, senza mai essere particolarmente complessi, risultano ben congeniati.

A questi elementi già presenti nei precedenti episodi si aggiungono le new entry di maggior spessore, gli stili. All’inizio di ciascun livello potremo infatti decidere quale stile utilizzare fra i 4 presenti: swordmaster, per usare al meglio le nostre armi da corpo a corpo, gunslinger, per maneggiare con maestria pistole e affini, royal guard, per parare gli attacchi nemici, e trickster, per avere una agilità fuori dal comune. Ciascuno di essi potrà poi essere potenziato con l’uso, permettendoci ad esempio di sferrare attacchi tremendi con la spada di Dante o di correre sui muri.

Il battle system funziona perfettamente, risultando profondo ed appagante, ma non per questo molto accessibile: imparare a sfruttare al meglio le capacità di Dante non è un compito semplicissimo e anzi viene reso ancor più complesso da un livello di difficoltà per nulla aperto a tutti.
Dopo un primo livello di riscaldamento infatti, avremo a che fare con demoni decisi più che mai a fermarci, e si riverseranno su di noi con violenza. E le boss fight non saranno da meno. Scelta che probabilmente farà storcere il naso a molti è inoltre la totale assenza di checkpoint, il che ci costringerà a ricominciare il livello ogni qualvolta moriremo.

Una sfida ardua che non tutti saranno disposti a completare.

Coloro che avranno la forza di perseverare riusciranno invece a godere di un gioco tanto profondo quanto esaltante, immergendosi in ambientazioni di indubbio fascino dal sapore gotico, adeguate al contesto “infernale” del titolo.

E parlando di fascino e stile non si può non prendere in causa lo stesso protagonista Dante, un personaggio tamarro e spregiudicato oltre ogni limite, che non mancherà però di far vedere anche il lato più serio di sé, nel corso di una avventura coinvolgente, dotata di una trama che regala un intreccio appassionante e alcuni inaspettati colpi di scena.

L’inferno non è mai stato così bello

Come già detto, le ambientazioni di questo Devil May Cry 3 sono di sicuro effetto, varie e curate. Il dettaglio grafico che le caratterizza è di grande livello e mette in mostra le potenzialità della PS2. Allo stesso modo anche il design dei personaggi e la fluidità delle animazioni sono di ottima fattura. Un comparto tecnico all’avanguardia che peraltro non soffre di cali di frame rate.

Ad amalgamare location e trama vi è infine una colonna sonora che propone tracce metal perfettamente in linea con l’atmosfera di gioco, nonché un doppiaggio (in inglese) recitato magistralmente.

L’offerta ludica di Capcom questa volta riesce pertanto ad essere solida e anche longeva, impegnando il giocatore per almeno 15 ore.

A far lievitare questo numero vi sono le numerose sfide segrete, che ci chiederanno di completare obiettivi come eliminare orde di nemici senza essere colpiti o stare in aria per un certo tempo. I più temerari potranno poi dedicarsi al completamento del gioco a difficoltà più alte, fino a giungere all’ardua modalità “Dante Must Die”, consigliata solo agli esperti.

JACKPOT!

Fan di Dante, dimenticate gli orrori di Devil May Cry 2, perché il terzo capitolo riesce a riportare alla mente quanto di buono c’era nel capostipite della serie: un gameplay frenetico e profondo, trama e personaggi di qualità e un comparto tecnico ottimo sono gli ingredienti di questo titolo, consigliato a chiunque, a patto di sopportarne la difficoltà.

PRO

  • Gameplay ottimo
  • Trama profonda e personaggi caratterizzati
  • Tecnicamente sbalordisce

CONTRO

  • Spesso frustrante
  • Non tutti i fan del primo DMC apprezzeranno l’atteggiamento così tamarro di Dante

GRAFICA: 9

SONORO: 9

DIVERTIMENTO: 9

LONGEVITA’: 8.5

TOTALE: 9

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