Deadfall Adventures – Recensione

Deadfall Adventures - copertina
La figura dell’avventuriero, intento ad esplorare luoghi inospitali ed indagare tra misteri e fronteggiare con creature ed oggetti ignoti e pericolosi, ha sempre suscitato interesse e curiosità, sia dal punto di vista cinematografico, che videoludico, con esempi lampanti come Tomb Raider, Indiana Jones e Uncharted.
L’obiettivo di Deadfall Adventures, creazione dei polacchi The Farm 51 conosciuti per NecroVisioN e Painkiller: Hell and Damnation, è di combinare frenetiche e numerose sparatorie a base di nazisti, comunisti e mummie con puzzle concernenti il superamento di ostacoli e il ritrovamento di tesori, il tutto vissuto in prima persona nei panni di James Lee Quatermain, discendente del famoso, esperto e benevolo cacciatore Allan Quatermain nato a fine ‘800 ad opera del britannico H. Rider Haggard.

SCHEDA DI GIOCO:

Titolo: Deadfall Adventures
Data di uscita: 15 novembre 2013
Sviluppatore: The Farm 51
Publisher: Nordic Games Publishing
Piattaforme: PC, XBOX 360
Localizzazione: completamente in inglese

TRAMA

James Lee Quatermain, mercenario e cacciatore di tesori dal cognome famoso, viene ingaggiato da due esponenti di una agenzia governativa per esplorare un antico tempio in Egitto, alla ricerca di un tesoro nascosto dalle proprietà ignote.
Addentrandosi nel tempio, si verrà a contatto con dei nazisti, anch’essi desiderosi di mettere la mani sul misterioso manufatto, il Cuore di Atlantide, allo scopo di poterlo utilizzare per i propri malvagi scopi.
Ciò darà inizio ad una serie di eventi che porteranno James a viaggiare da una estremità del mondo all’altra, affinché un antico e pericoloso potere non possa finire nelle mani sbagliate.

Deadfall Adventures - James
Seppur l’inizio classico faccia presagire una trama carina, la storyline risulta essere estranea al concetto di novità e immersione, risultando incapace di suscitare un reale e duraturo interesse agli occhi del giocatore, che si ritrova dinnanzi non solo a contenuti narrativi di scarsa qualità, ma a cliché insapori visti e rivisti più volte nel corso degli anni. Proseguendo negli undici livelli messi a disposizione,  non si notano miglioramenti e si resta ancorati ad una linearità priva di sorprese e di colpi di scena, relegando l’apparato narrativo a semplice conduttore per le ambientazioni.
Il  protagonista e la manciata di personaggi secondari presenti, sono facilmente dimenticabili, in quanto non detengono alcuna forma di carisma e nessun tratto distintivo capace di renderli memorabili. In particolare, James non ricalca minimamente le qualità del suo antenato, ricalcando lo stereotipo del pistolero sbruffone e avido accompagnato da un umorismo stucchevole.

GAMEPLAY

L’intera struttura di gioco ruota prevalentemente attorno a sparatorie frenetiche concernenti umani con armi tipiche della Seconda Guerra Mondiale e mummie armate con armi del passato, con l’aggiunta di una serie di enigmi che saremo chiamati a risolvere, che vanno dal superamento di una trappola mortale alla scoperta di un tesoro.
James potrà contare su due tipologie di armi dell’epoca: due pistole da utilizzare in simultanea e una seconda arma reperibile dai nemici abbattuti, offrendo una varietà discreta.
La difficoltà si attesta ad un livello decisamente basso. All’inizio di una nuova partita, si potrà settare la difficoltà degli enigmi e dei combattimenti in tre diversi livelli: facile, medio e difficile.  Al livello di difficoltà massimo messo a disposizione, i combattimenti non hanno saputo proporre sfide ardue, portando raramente alla morte. Complice di ciò, la presenza della vita autorigenerante, le immotivate infinite munizioni delle pistole e una generosa disposizione dei checkpoint.
Diversamente, gli enigmi passano da una semplicità disarmante a momenti in cui è richiesta una riflessione modesta. In generale, non presentano una immensa varietà, e la complessità, che potrebbe scaturire in alcuni casi, è spodestata dal taccuino ereditato da Allan Quatermain contenente indizi per la risoluzione dei puzzle alquanto espliciti, dando la sensazione che gli enigmi siano stati inseriti più per separare una sparatoria l’una dall’altra, che offrire una reale sfida.

Deadfall Adventures - artico_02

L’IA nemica si dimostra essere non all’altezza della situazione e significativamente deficitaria, dando la sensazione di avere a che fare più con un tiro al bersaglio che con una sparatoria. Gli umani affrontati mancano di tattiche di combattimento e sono in grado di creare qualche minimale difficoltà soltanto grazie ad un numero nutrito. Stesso discorso per gli alleati, molto spesso impegnati a trivellare il muro dietro al quale sono riparati.
Purtroppo, la presenza delle mummie non ha l’impatto atteso, in quanto sono facilmente eliminabili e non si distinguono in capacità le une dalle altre. Anche il metodo di eliminazione non è nuovo alla scena videoludica, in quanto basterà concentrare il raggio della torcia per renderle vulnerabili alle pallottole (qualcuno ha detto Alan Wake?).
Da notare anche la possibilità di incrementare, grazie alla scoperta dei tesori disseminati nel gioco, le abilità di James, come la propria salute, la velocità di ricarica delle armi e l’intensità della torcia. Feature aggiuntiva che poteva essere interessante se correlata ad un aumento progressivo della difficoltà, con nemici umani corrazzati o armati pesantemente oppure con mummie dalle abilità diversificate, ma, in questo caso, si dimostra immotivato ed inutile, vista la facilità che avviluppa l’intero titolo.

Deadfall Adventures - mummie

Per quanto concerne il multiplayer, sono previste sei modalità, ossia Deathmatch, Team Deathmatch, Capture the Artifact, Treasure Hunt, Team Treasure Hunt e Last Man Standing. E’ presente anche una classica modalità orda chiamata Survival, che prevede di rimanere vivi il più a lungo possibile.
Essendo questa recensione antecedente l’uscita ufficiale del gioco, non è stato possibile testarne le proprietà.

ATMOSFERA

Dal punto di vista grafico, Deadfall Adventures si affida all’Unreal Engine 3, offrendo diversificati e vasti  scenari da esplorare e paesaggi evocativi e gradevoli.
Nonostante il titolo permetta di personalizzare molto le impostazioni grafiche, cosa che è sempre più raro riscontrare nei titoli multipiattaforma, l’aspetto estetico poggia su un comparto datato, proponendo texture poco dettagliate, una certa staticità degli oggetti, animazioni poco fluide, mimiche facciali basilari, armi dal design semplicistico, un colorito del sangue irrealistico e tutta un’altra serie di elementi che, nel complesso, non rendono onore ad un gioco del 2013, soprattutto quando questo presenta difetti evidenti in più contesti.

Deadfall Adventures - Maya_03
Nonostante ciò, il titolo presenta una stabilità e pulizia inusuale, specialmente al giorno d’oggi, dove vige la moda del bombardare di aggiornamenti il giocatore per risolvere invasivi bug ed imperfezioni evidenti .
Per quanto concerne il comparto audio, gli effetti sonori rasentano la sufficienza, combinando discrete tracce e melodie ad un doppiaggio interamente localizzato in inglese senza sottotitoli in italiano che non fa faville.

VERDETTO FINALE

Nonostante l’idea di combinare più caratteristiche provenienti da produzioni come Indiana Jones, Tomb Raider e Uncharted avesse del potenziale, Deadfall Adventures è un esperimento fallito, risultando essere niente più che un gioco mediocre che affonda in un cliché dopo l’altro con nessun tratto significativo, innovativo o superlativo, capace di distinguerlo positivamente nel panorama videoludico.
Al di là dei paesaggi gradevoli e diversificati gli uni dagli altri, della longevità superiore alle media e dalle numerose sparatorie frenetiche, il titolo è pervaso da eccessivi difetti, specialmente nel gameplay, con una IA deficitaria e una difficoltà eccessivamente bassa, che toglie il piacere dei combattimenti e di buona parte dei puzzle proposti.
Anche la trama non presenta connotati vincenti, rimanendo ancorata ad un plot narrativo piatto ed anonimo, lasciando che siano i corpi crivellati di piombo e il cambio dell’ambientazione a guidare l’evolversi degli eventi.

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