New Vegas, ovvero come imparai ad amare la bomba e le fiches

Il mondo di Fallout è uno dei più particolari in ambito videoludico: un universo post-apocalittico dove l’avanzamento tecnologico ha raggiunto livelli inauditi ma dove al contempo la cultura è rimasta quella degli anni ’40. E in America l’unico modo per potersi salvare prima dell’imminente olocausto nucleare era rifugiarsi in alcuni Vault sotterranei, per poi permettere alle generazioni future di ripopolare il pianeta…

Dopo l’enorme successo di Fallout 3, tocca agli studi Obsidian prendersi carico dell’eredità del titolo Bethesda proponendo Fallout: New Vegas.
In New Vegas ci addentreremo nel territorio del Mojave, la culla della lussureggiante Las Vegas, ribattezzata New Vegas. Qui le bombe atomiche non hanno avuto grande effetto e così il cuore della città pulsa ancora, poggiando sempre le proprie basi sui casinò e sui locali limitrofi. Tra la pianure desertiche del Mojave e la strip di Vegas vaga il nostro protagonista, il Corriere 6, in pratica il “postino” del mondo post-apocalittico.

Sfortuna vuole che il suo ultimo incarico termini con un proiettile nella sua testa. Incredibilmente il colpo non lo uccide e viene salvato da un robot, svegliandosi nella piccola cittadina di Goodspring. Da qui  ha inizio la nostra avventura, alla ricerca del nostro killer per poi finire immischiati negli affari delle tre maggiori fazioni del Mojave che cercano di acquisire il controllo del territorio. Una trama più interessante del precedente capitolo, con colpi di scena semplici ma di effetto. Sarà sufficiente a decretare il successo di New Vegas?

Squadra che vince non si cambia

Il gameplay è rimasto sostanzialmente invariato rispetto a quello di Fallout 3, dai comandi fino all’HUD. Ancora una volta quindi potremo personalizzare l’aspetto del nostro personaggio tramite un approfondito editor, per poi essere liberi di vagare per le selvagge wasteland, con una visuale in prima o terza persona, decidendo come completare le missioni principali e secondarie, esplorando città e rovine del Mojave e venendo a contatto coi vari abitanti coi quali potremo avere rapporti positivi o negativi.
In base alla nostra condotta si andrà a delineare il nostro karma, il cui rilievo ai fini del gioco è nettamente scemato rispetto al precedente Fallout, a favore del nuovo sistema di Reputazione. Essa sarà relativa a ciascuno dei vari gruppi che vivono nel Mojave e muterà in base alle nostre azioni, aprendo o prescludendo la possibilità di ricevere da essi benefici oppure di iniziare alcune quest.

Nel suo piccolo, questa aggiunta va a migliorare significativamente l’esperienza di gioco, rendendola più realistica rispetto al passato, ma resta di fatto l’unica novità in seno a questo titolo.

Per il resto, infatti, la linea scelta da Obsidian è stata quella di riprendere pedissequamente i caratteri che contraddistinguevano Fallout 3.
Il sistema di crescita, salvo piccoli cambiamenti, è lo stesso di F3, e prevede la salita di livello tramite punti esperienza, a cui segue la possibilità di potenziare determinati parametri a nostra scelta. Fatto ciò otterremo un perk speciale che ci garantirà abilità particolari come la capacità di trasportare maggior peso.

Ancora presente è il sistema di mira automatico, il VATS, che ci darà modo di fermare il tempo per decidere che parti del corpo dei nemici colpire, in modo da gambizzare o “ghigliottinare” l’avversario.

Sono rimasti tuttavia anche i vecchi difetti di Fallout 3, quali controlli legnosi che rendono difficoltose le fasi di shooting e una gestione pessima della visuale in terza persona.

Ma soprattutto i bug che affliggevano il precedente episodio sono ritornati in modo ancor più vistoso, ora impedendoci di terminare un obiettivo, ora “bloccando” i movimenti dei personaggi secondari.

A cambiare le carte in tavola resta così solo la stessa città di New Vegas: in essa infatti saranno disponibili alcuni minigiochi come il Black Jack. Un piccolo passatempo, piacevole, ma che certo non sbalordisce.
Per di più la longevità, per quanto elevata (80 ore circa) risulta comunque inferiore rispetto a quella di Fallout 3. Ciò viene tuttavia compensato adeguatamente da quest primarie e secondarie decisamente più soddisfacenti, capaci di divertire ed appassionare. Il fattore rigiocabilità è peraltro molto più marcato, dal momento che molte missioni saranno contrastanti tra loro, costringendoci a scegliere quale fazione appoggiare e quale no.

Uno sguardo sul vecchio mondo

Tecnicamente New Vegas riesce a dare un buon colpo d’occhio, grazie a panorami ispirati e una varietà di ambientazioni più che sufficiente: dalle luci di Vegas si passa quindi ai sobborghi e al ghetto malfamato, passando al deserto fino alle montagne e alle zone innevate circondate da alcuni boschi.
Sfortunatamente i bug grafici sono molteplici e vistosi, e ancor di più lo sono i frequenti cali di frame rate, in grado più volte di minare l’esperienza di gioco.

Senza infamia e senza lode il doppiaggio in italiano, che tra alti e bassi si rivela sufficiente ma poco più, a fronte di musiche piuttosto buone.

War never changes

Nonostante le novità manchino e i difetti siano evidenti, Fallout New Vegas si conferma come un titolo estremamente affascinante, longevo e divertente, reso appassionante da una trama più curata rispetto al passato. I bug di varia natura penalizzano l’azione di gioco, ma l’esperienza offerta dai ragazzi Obsidian merita comunque di esser vissuta.

Certo è che mentre gli amanti di Fallout 3 troveranno interessante questo New Vegas, coloro che non avessero apprezzato il gameplay del precedente capitolo si devono tenere alla larga da questo.

PRO

  • Longevo e divertente
  • Sistema di reputazione interessante
  • Trama buona e rigiocabilità migliorata

CONTRO

  • Troppo simile al predecessore
  • Comandi legnosi
  • Bug a iosa

GRAFICA: 7.5

SONORO: 8

DIVERTIMENTO: 8.5

LONGEVITA’: 9

TOTALE: 8

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