Titolo: The Stanley Parable
Sviluppatore: Galactic Café
Publisher: Galactic Café
Genere: ???
Numero di Giocatori offline/online: 1
Piattaforma: PC
Localizzazione: Inglese
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=bB4AR5Crb54]

Avrai ogni scelta, non avrai nessuna scelta

Parlare del titolo oggi in esame (remake dell’omonima mod total conversion di Half Life 2) non è propriamente possibile. In primis perché dà ampio spazio a considerazioni personali, secondo perché accennare qualsiasi elemento della trama di The Stanley Parable rovinerebbe irrimediabilmente l’esperienza. Perdonate quindi anticipatamente la voluta cripticità della recensione, in quanto faremo del nostro meglio per non spoilerare nulla, nei limiti del possibile.

Dunque, cos’è The Stanley Parable?
Esso rappresenta quello che Pirandello ha rappresentato per la letteratura: un’ardita e complessa opera di metavideogioco, che vede come nucleo della propria narrazione l’importanza della scelta.

Narratore-dittatore

Sin dal primo istante di gioco la voce narrante, uno strepitoso Kevan Brighting, descriverà passo passo le azioni di Stanley.
Il problema si verifica quando, pochi secondi dopo aver iniziato a giocare, ci troveremo di fronte ad un bivio: due porte.

Il narratore asserisce con calma “Stanley prese la porta a sinistra”. 

Nulla ci impedisce di prendere tuttavia la porta a destra.

La semplice presenza di una opzione diversa, non calcolata dai dettami della narrazione produce inevitabilmente una situazione paradossale e possibilmente fatale per la trama stessa.

Dove può spingersi la libertà di scelta se questa permette al protagonista, e di conseguenza al giocatore, di varcare i confini stabiliti dallo sviluppatore?

E in fondo, si può parlare di libertà di scelta in un videogioco, quando comunque le scelte offerte sono state create anticipatamente?

E’ questo, in breve, il cuore del prodotto  Galactic Café, che poggia tutta la sua struttura non tanto sul gameplay, quanto piuttosto sulle numerose linee di dialogo che ci accompagneranno nel corso della nostra avventura, che ci porterà ad uno degli oltre 10 finali disponibili.

Un gameplay davvero ridotto all’osso, visto che Stanley potrà solamente muoversi e interagire con alcuni elementi di gioco in sporadiche occasioni, premendo pulsanti o aprendo porte.

Si tratta comunque di una esperienza breve, visto che ottenere ogni conclusione richiederà non più di 3 ore, una cifra esigua se calcoliamo il prezzo non proprio basso del titolo.

Tuttavia parliamo pur sempre di un gioco che difficilmente può essere riportato a canoni classici, e che si fonda piuttosto sul regalare un momento di riflessione per i giocatori che avranno la pazienza di dedicarvisi.

Make a choice, Stanley, please

Sinceramente non ci sentiamo di dare ulteriori dettagli su “The Stanley Parable”.
Il nucleo dell’opera, la sua natura di metagioco è stata presentata cercando di evitare qualsiasi spoiler possibile.

Non si può cercare di descrivere completamente un’opera del genere, dovrete semplicemente “fidarvi” delle nostre parole e giocarlo, poiché abbiamo di fronte uno dei più grandi prodotti sviluppati dall’industria indie.
L’unico elemento che potrebbe scoraggiare è la presenza della sola lingua inglese e il prezzo che comunque è piuttosto alto a fronte di una longevità davvero ridotta.

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